max-maugeri-twitter-fb

CLICCA ogni giorno su... letteratitudinenews ... per gli aggiornamenti

Più di 50.000 persone seguono

letteratitudine-fb (Seguici anche tu!)

Avvertenza

La libertà individuale, anche di espressione, trova argini nel rispetto altrui. Commenti fuori argomento, o considerati offensivi o irrispettosi nei confronti di persone e opinioni potrebbero essere tagliati, modificati o rimossi. Nell’eventualità siete pregati di non prendervela. Si invitano i frequentatori del blog a prendere visione della "nota legale" indicata nella colonna di destra del sito, sotto "Categorie", alla voce "Nota legale, responsabilità, netiquette".

dibattito-sul-romanzo-storico

Immagine 30 Storia

letteratura-e-fumetti

 

maggio: 2011
L M M G V S D
« apr   giu »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  
letteratitudine-fb
letteratitudine-su-rai-letteratura

Archivio di maggio 2011

martedì, 31 maggio 2011

LA MIA STIRPE di Ferdinando Camon

La mia stirpeEravamo nella stirpe prima di nascere, saremo nella stirpe dopo la morte.
La mia stirpe“, il nuovo romanzo di Ferdinando Camon.

Tuo padre è in ospedale. Ha avuto un ictus. Non parla più, ma tenta di dirti qualcosa. Così procuri una lavagna alfabetica: nonostante la paralisi, può ancora muovere una mano e puntarla sulle lettere per comporre le parole. Ma la mano ruota in aria, tentenna. «Allora», dici «capimmo una cosa a cui nessuno aveva mai pensato: non sapeva l’alfabeto. Non ricordava l’ordine delle lettere». Lo so. È tragico non riuscire a capire colui dal quale vieni. È come se il fiume in cui scorre l’esistenza incontrasse una diga. E se non vai avanti, ti volgi indietro. Così ripensi al padre contadino che va in guerra, ma non vuole sparare, e per tornare a casa si inietta acqua infetta sul ginocchio. O ai momenti in cui tuo padre corteggia tua madre. E lì che si gioca tutto. Se qualcosa va storto, tu non esisterai. Ma poi nasci, diventi un altro anello della catena della stirpe. E in quanto tale, lo sai, non puoi fermarti dinanzi a un diga su cui pare interrompersi il flusso dell’esistenza. Devi andare avanti. E se tuo padre ti fa capire che il suo desiderio è che tu ti rechi dinanzi al Papa, tenendo la sua foto e la foto di suo padre nella tasca della camicia, è questo che farai. Andrai di fronte al Papa, sì, perché sarai invitato a incontrarlo a Roma insieme agli artisti di tutto il mondo. E non importa se non sarai in prima fila; o se davanti siederanno «divi, bestselleristi, vincitori di Leoni d’Oro, Palme d’Oro, Oscar». Non importa se sarai dietro, tra «gli artisti che sono artisti e basta, magari grandi artisti, ma hanno vinto poco». E se tuo padre e tuo nonno, da sotto la camicia ti rimprovereranno dicendo «ma che scrittore sei», tu potrai battere la mano sul petto per tenerli buoni e dire «colpa vostra, siete poveri, e la povertà è un crimine che si sconta con l’ergastolo ereditario». Ma sarà solo un attimo. Quando il Papa parlerà, loro – tuo padre e il padre di tuo padre – troveranno pace. E quando saluterà, loro risponderanno «noi già t’aspettiamo, in Paradiso». Non è facile essere anelli di una catena, ma fa bene al cuore guardare i nipotini e riconoscersi e riconoscere in loro i tuoi genitori. Non importa se tua madre, a venticinque anni, temeva di rimanere incinta con un bacio, mentre la nipotina sembra “sapere già tutto”. Lei sarà lì, tu sarai lì. E sarai in quelli che verranno dopo e dopo ancora, perché la stirpe – in fin dei conti – è garanzia di immortalità.

Ritengo che “La mia stirpe” (Garzanti, p. 151, € 14,60), il nuovo bellissimo romanzo di Ferdinando Camon, sia un esempio di come la letteratura e la vita si possano legare in un unicum inscindibile, di come l’esperienza di un singolo possa trasfigurarsi attraverso il racconto e diventare epica condivisa dell’esistenza umana e delle sue radici. Ché la stirpe questo è: sangue e cellule; ma anche una catena di segni, sentimenti, ricordi che si ripetono e si riproducono ancorando l’uomo al suo prima e al suo dopo, conferendogli senso e appartenenza. Con i pro e i contro che caratterizzano ogni “fatto” umano.

Avremo modo di approfondire la conoscenza di questo libro. Inoltre, prendendo spunto dai temi proposti dal nuovo romanzo di Ferdinando Camon, vorrei che esprimeste le vostre opinioni e riflessioni sul concetto di “stirpe” (nel senso inteso). Vi invito anche ad ascoltare l’intervista radiofonica che Camon ha rilasciato a Fahrenheit.
Seguono le solite domande finalizzate ad avviare e stimolare la discussione (a cui parteciperà lo stesso autore del libro protagonista di questo post).

1. Vi è mai capitato di trovare in voi alcuni elementi di somiglianza con i vostri genitori e nonni che, magari, vi hanno colto di sorpresa?

2. Analogamente, vi è mai capitato di riconoscervi in alcuni tratti, atteggiamenti, modi di pensare dei vostri figli e nipoti (al punto da rimanere meravigliati della somiglianza)?

3. Appartenere a una “stirpe” è più un vincolo, una consolazione o una responsabilità? O cos’altro?

4. In certi casi, può essere una condanna?

5. Fino a che punto l’appartenenza a una stirpe può essere considerata il “viatico” per sopravvivere a se stessi?

A voi, se volete, le risposte.

Massimo Maugeri

Pubblicato in IL SOTTOSUOLO (di Ferdinando Camon), SEGNALAZIONI E RECENSIONI   115 commenti »

domenica, 29 maggio 2011

SETTANTA ACRILICO, TRENTA LANA: Viola di Grado

Aggiorno questo post giusto per congratularmi con Viola Di Grado. In questi mesi “Settanta acrilico, trenta lana” ha fatto incetta di premi importanti. Su tutti (notizia di ieri), la vincita del Premio Campiello opera prima 2011.
Brava, Viola! Complimenti a te e al tuo talento.
Massimo Maugeri

———–

Post del 7 febbraio 2011

settanta-acrilico-trenta-lana1L’ho capito sin dalle prime pagine che questo romanzo d’esordio di Viola Di Grado (Settanta acrilico, trenta lana – edizioni E/O – 2011) aveva le carte in regola per lasciare il segno. Se n’è accorto anche Giovanni Pacchiano che, sulle pagine di Domenica de Il Sole 24 Ore del 6 febbraio, scrive: “È un libro fatto di segni del destino il notevolissimo romanzo d’esordio di Viola Di Grado, Settanta acrilico trenta lana. In quest’inizio d’anno, mentre gli editori puntano molto sugli esordienti, ingolositi dai grandi slam di Giordano e della Avallone, lei, i romanzi dei suoi concorrenti, li eclissa. Se c’è giustizia al mondo, farà piazza pulita ai premi“.

Nella scheda del libro, Viola (che ho il piacere di conoscere personalmente già da prima della pubblicazione di questo libro) è definita “dark come Amélie Nothomb e letteraria come Elena Ferrante“. Io dico, molto più semplicemente, sebbene questo sia il suo primo libro, che Viola Di Grado è Viola Di Grado. E il segno che questo romanzo lascia (perché lo lascia: leggere per credere!) discende direttamente dalla sua scrittura: originale, mai banale, immaginifica, a tratti cinematografica, graffiante e cinica, ma con punte di lirismo. Una scrittura che procede per simboli e metafore, che cattura e spiazza al tempo stesso… capace di scuoterti, ma anche di farti sorridere. Insomma, sin da questo primo libro Viola Di Grado dimostra di possedere una cifra letteraria del tutto personale che le fornisce un’identità autoriale ben precisa… al di là dell’esordio.

E a proposito della scrittura di Viola, mi piace evidenziare l’opinione della brava Sandra Bardotti di Wuz (la riporto di seguito):
viola_di_gradoLaureata in lingue orientali a Torino, Viola Di Grado (nella foto) ha fatto l’Erasmus a Leeds, poi ha viaggiato in Giappone e in Cina, e ora si sta specializzando in filosofia cinese a Londra. Questo romanzo lo ha finito di scrivere due anni fa, quando di anni ne aveva ventuno. Eppure Settanta acrilico trenta lana dimostra una originalità e maturità di lingua e contenuti davvero rara per una scrittrice della sua età. Definita “dark come Amélie Nothomb e letteraria come Elena Ferrante”, Viola Di Grado costruisce il suo romanzo sulla lingua, attraverso iperboli, sinestesie, allitterazioni, parole che dipingono una natura al neon, di plastica, – acrilica, appunto -, sezionando lo spazio ovattato di questa Leeds letteraria come un bisturi. Una lingua che taglia e squarcia la pagina, come se fosse un fiore o vestito. Parole che coniugano esperienza corporea ed estetica, che si collocano esattamente sulla pagina come ideogrammi inscritti nel loro quadrato ideale. Parole che contraddicono la sterilità dell’esperienza depressiva, debordano fuori dal tracciato, si scompongono, si mescolano, si uniscono: chiavi di volta, parole che si fanno carne e riempono lo spazio, parole che significano sempre qualcosa di più della loro forma. Una lingua cesellata come una porcellana orientale eppure sfrontata e insolente come quella che solo a vent’anni si può avere.
Settanta acrilico trenta lana è il romanzo di una bellezza straziata, di una vita persa, ritrovata, persa di nuovo – ciclica, come un buco -, di una vita che muore ogni giorno e ogni giorno risorge, per lanciare una provocazione alle nostre candide esistenze“.
Ecco, mi sembra che le parole di Sandra rendano giustizia alla bella scrittura di Viola.
(continua…)

Pubblicato in EVENTI, INTERVENTI E APPROFONDIMENTI, SEGNALAZIONI E RECENSIONI   169 commenti »

giovedì, 19 maggio 2011

23 MAGGIO: REGALA UN LIBRO A CHI VUOI BENE

23-maggio2

Il Centro per il libro e la lettura e l’Associazione italiana editori (Aie) hanno promosso, per la settimana compresa tra il 16 e il 23 maggio, l’iniziativa Se mi vuoi bene, il 23 maggio regalami un libro.

“Regalare un libro è più di un gesto d’affetto perché con un libro regaliamo qualcosa di noi. Per questo vorremmo che nel tempo divenisse un gesto naturale”, ha spiegato – nei giorni della prima edizione dell’iniziativa –  il presidente del Centro per il libro e la lettura Gian Arturo Ferrari; “di qui l’idea, pertanto, di lanciare questa campagna ”.
“La nostra sfida”, ha detto il presidente dell’Aie Marco Polillo, “è rendere il libro più famigliare, più vicino al mondo e al cuore dei possibili lettori, per questo ci siamo rivolti a tre autori molto noti e amati dal pubblico invitandoli a dire in pochissime parole qual è secondo loro il senso e il gusto del leggere”.

Io sostengo, da sempre, che ogni idea che miri a promuovere il libro e la diffusione della lettura è di per sé lodevole e meritevole di essere sostenuta. Ecco perché vi invito a utilizzare anche questa data (il 23 maggio), come occasione ulteriore per avvicinarvi ai libri… e per farne dono alle persone che amate.

Contestualmente, vi propongo un gioco.

Quale libro regalereste, oggi, alle persone che amate? (Vostro/a marito/moglie, compagno/compagna, figlio/figlia, padre/madre, fratello/sorella, amico/amica, ecc. ecc.?) E perché proprio quel libro?

Ho sottolineato la parola oggi, perché non è escluso che, a distanza di tempo, potreste desiderare elargire alla persona amata un libro diverso da quello donato in precedenza (perché si cambia, perché cambia la vita, perché cambiano i gusti).

Inoltre… proviamo a estendere il gioco…
Quale libro regalereste al personaggio pubblico (del presente o del passato, vivente o scomparso) che amate particolarmente? E perché?

Coraggio gente. Partecipate. Non siate timidi.
Questo gioco potrebbe rivelarsi un esercizio proficuo per comprendere meglio noi stessi e, ovviamente, i libri e le persone che amiamo.

Massimo Maugeri

Pubblicato in SONDAGGI, GIOCHI E SVAGHI   198 commenti »

martedì, 3 maggio 2011

NARRARE I DIRITTI UMANI

daedalusPiù di una volta ci siamo interrogati sul ruolo della letteratura. La letteratura ha una funzione sociale? Può avere un senso “etico”? È dotata di una valenza formativa? Oppure è solo “intrattenimento”?
Sul numero di “Domenica” de Il Sole 24Ore del 1° maggio 2011 (cfr. pagg. 2 e 3 del supplemento), è stato pubblicato un bellissimo articolo del Premio Nobel per la Letteratura Mario Vargas Llosa intitolato: La finzione vi condurrà all’azione. Vi consiglio di leggerlo per intero, anche se di seguito propongo solo un breve passaggio (premettendo che l’articolo è ispirato dai “Miserabili” di Victor Hugo e da una celebre stroncatura del suddetto libro firmata da Lamartine).
Ecco cosa scrive – tra le altre cose – Mario Vargas Llosa:
(…) Tutte le finzioni fanno vivere ai lettori “l’impossibile”, tirandoli fuori dal loro io individuale, rompendo i confini della loro condizione, e facendo loro condividere, immedesimati con i personaggi dell’illusione, una vita più ricca, più intensa, o più abietta e violenta, o semplicemente differente da quella nella quale sono confinati, in questo carcere di massima sicurezza che è la vita reale.
Le finzioni esistono per questo e grazie a questo. Perché abbiamo una sola vita e i nostri desideri e fantasie esigono di averne mille. Perché l’abisso tra quello che siamo e quello che vorremmo essere doveva essere riempito in qualche modo. Per quello sono nate le finzioni: affinché, in quel modo surrogato, temporaneo, precario e contemporaneamente appassionato e affascinante, come è la vita nella quale ci trasportano, incorporiamo l’impossibile al possibile, e affinché la nostra esistenza sia contemporaneamente realtà e irrealtà, storia e favola, vita concreta e avventura meravigliosa
“.

Belle, le parole di Vargas Llosa. Da questo breve brano si deduce che per lui la letteratura ha un ruolo, una funzione (una potenza dirompente, leggiamo nel sommario dell’articolo). “Va bene”, potrebbe dire qualcuno. “Ma è l’opinione di uno scrittore, di un addetto ai lavori. Al di fuori della ristretta cerchia degli addetti ai lavori”, potrebbe continuare a dire questo qualcuno, “non è così”.
E invece no. Da più parti arrivano – nonostante tutto – esempi che ci dimostrano che la letteratura può avere (ha!) ancora un ruolo.
Nei giorni scorsi mi è giunta in posta elettronica una mail firmata da Sebastiano Grimaldi, Presidente dell’Ordine degli avvocati di Siracusa, nella quale mi spiegava il senso di un progetto intitolato “Daedalus” (la cui locandina è riprodotta qui sopra). Ne riporto qualche passaggio…

“Si intitola Progetto Daedalus – Percorsi giuridici, filosofici, storici e letterari. Nell’ambito della formazione degli avvocati”, mi scrive Sebi Grimaldi, “abbiamo immaginato di affiancare alla formazione strettamente tecnico-giuridica una serie di incontri formativi di più ampio respiro che abbiamo aperto alla partecipazione della cittadinanza. Come ho scritto solo ieri a Dacia Maraini (che parteciperà alla conferenza, n.d.a) spiegando i nostri intenti, vorremmo coniugare la formazione scientifica degli avvocati con i saperi che, a nostro modo di vedere, dovrebbero far parte del patrimonio dei giuristi, fosse solo per il fatto che con il diritto si incrociano: la filosofia, la storia e la letteratura. Mi rendo conto che forse si tratta di un’utopia, ma in un paese come il nostro nel quale si legge sempre meno, immersi in una spirale planetaria di divagazioni centripete (nel senso che ci allontanano sempre più dal centro…), è un po’ difficile concentrarsi su tutte queste belle cose. Lo dico sempre, con la consapevolezza della modestia dei nostri mezzi e con la convinzione della bontà degli intendimenti: è un tentativo di “alzare l’asticella”; superare l’ostacolo è altro capitolo!
Ma il salto va provato: non è possibile che le professioni intellettuali e, in particolare, quella degli avvocati, e più in generale il mondo dei giuristi appaiano sempre più chiusi dentro gli steccati invalicabili dei loro piccoli saperi. La tecnica ci aiuta perché stabilisce le regole; e questo, in un mondo complesso come il nostro, è quasi simbiotico rispetto alla democrazia e alla tutela delle libertà. Ma la tecnica ha bisogno di riconoscere sé stessa ed i propri limiti; altrimenti – sarà banale – ma si trasforma in tecnicismo. (…)
Non mi faccio illusioni, attendo laicamente di consumare il passaggio del dovere che il ruolo oggi mi impone; ed egoisticamente di dare, con le cose che faccio, un senso estetico alla mia quotidianità!

Ecco. Credo che questo progetto (come si evince dalla mail dell’avvocato Grimaldi) possa in qualche modo confermare il fatto che, ancora oggi, alla letteratura viene riconosciuto un ruolo. Auspico (fortemente auspico) che progetti come questo possano svilupparsi anche in altri ambiti.
Sono convinto che dare iniezioni di “umanesimo” alle attività che governano le nostre vite, possa dare buoni frutti.

Ciò premesso, vorrei concentrare l’attenzione sulla conferenza del 5 maggio del Progetto Daedalus intitolata “Narrare i diritti umani“. Insieme a Dacia Maraini, agli avvocati Rita Siringo e Lucia Sciacca, parteciperà anche la “nostra” Simona Lo Iacono (nella duplice veste di scrittrice e magistrato). Di conseguenza, questo post diventa un nuovo appuntamento della rubrica che ho affidato a Simona: “Letteratura è diritto, letteratura è vita“. Più in basso, potrete leggere un suo articolo sul tema.
Prima, però, vorrei invitarvi a partecipare alla discussione… partendo – come al solito – dalla formulazione di alcune domande.

1. Siete d’accordo sul fatto che, come sostiene Vargas Llosa, uno dei ruoli della letteratura sia quello di colmare l’abisso tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere?

2. La letteratura può avere anche oggi (anzi, soprattutto oggi) un ruolo formativo? (O è pura utopia?)

3. Da quali opere letterarie possiamo trarre il concetto di libertà?

4. Quali opere letterarie si prestano meglio di altre a approfondire la tematica sui diritti umani?

Ne approfitto per segnalarvi che, nel corso della discussione, con la collaborazione della docente e scrittrice Elvira Siringo, avremo modo di accogliere i pareri degli studenti del liceo che incontreranno Dacia Maraini nella mattinata di giovedì 5 maggio.

Segue l’articolo di Simona Lo Iacono.

Massimo Maugeri

P.s. Aggiorno il post con questo video registrato il 5 maggio 2011, poco prima dell’inizio della conferenza del Progetto Deadelus

(continua…)

Pubblicato in EVENTI, INTERVENTI E APPROFONDIMENTI, LETTERATURA È DIRITTO... È VITA (a cura di Simona Lo Iacono)   182 commenti »

martedì, 3 maggio 2011

LETTERATITUDINE BOOK AWARD 2010: dedicato a Ernesto Sábato

Dedico questo spazio alla memoria di Ernesto Sábato, scomparso il 30 aprile 2011. Il suo capolavoro “Sopra eroi e tombe” ci ha fatto discutere nel corso del 2010 (nell’ambito del gioco che abbiamo chiamato Letteratitudine book award). L’esito finale della discussione ha sancito che il suddetto libro, secondo i partecipanti di questo forum, è il miglior romanzo straniero pubblicato nel 2009 in Italia.
Ciao, Ernesto. A te il nostro pensiero e la nostra gratitudine.
Massimo Maugeri

POST DEL 21 OTTOBRE 2010: Ernesto Sábato, con “Sopra eroi e tombe”, vince il LBA 2010

Sopra eroi e tombeIl libro vincitore dell’edizione 2010 del Letteratitudine Book Award è: “Sopra eroi e tombe” (Einaudi) di Ernesto Sábato.

Ultimata la fase finale del LBA, che si è svolta dal 1° al 20 ottobre.

Sopra eroi e tombe” (Einaudi) di Ernesto Sábato ha conseguito 150 voti, seguito da “Indignazione” (Einaudi) di Philip Roth, che ha raggranellato 145 voti, e da “Invisibile” (Einaudi) di Paul Auster (40 voti).
A questo punto, vi invito ad avviare un dibattito sulla figura di Ernesto Sábato.

Seguono la scheda del libro e una nota biografica dell’autore. Di seguito, le notizie sulle varie fasi del gioco.

La scheda del libro
Per la prima volta tradotto integralmente, “Sopra eroi e tombe” è una storia d’amore, mistero e follia che passa attraverso le vicende dei singoli personaggi (alcuni, come Alejandra, indimenticabili), quelle di una famiglia «maledetta», quelle di alcune fasi della storia argentina. È soprattutto un romanzo che racconta l’inestricabile compresenza nella vita di luce e buio, di sentimenti radiosi e perversioni, di lunghe angosce e attimi di felicità.
Un libro che mescola tutti i generi romanzeschi, dal gotico al sentimentale, dal filosofico alla satira sociale, ma che alla fine può essere classificato solo, come ha scritto Gombrowicz, «nel genere sospetto di quei romanzi che si leggono d’un fiato e quando li abbiamo finiti ci si accorge che sono le quattro del mattino».

Alejandra è una ragazza affascinante ma enigmatica e scostante. Epilettica, sonnambula, sembra possedere attitudini paranormali, oppure è solo agitata da forze più grandi di lei, che non riesce, o non vuole, dominare.
E nasconde un inconfessabile mistero.
Martín, invece, è un innamorato possessivo e un po’ noioso. Per lui stare con Alejandra è un’esperienza sconvolgente in tutti i sensi, che lo può portare dall’estasi all’angoscia in pochi minuti.
Bruno è un intellettuale dal carattere contemplativo, tendente alla malinconia e al rimpianto, alla ricerca di un’impossibile saggezza.
Fernando è un paranoico ossessionato dall’idea che tutti i ciechi facciano parte di una setta demoniaca destinata alla conquista del mondo. Percorre il suo viaggio nei territori del male e della perversione con la più raffinata e paradossale lucidità.
Ma tutta la sua famiglia, gli Olmos, depositari di antichi valori, sono toccati dalla tara della follia e del decadimento. In attesa di una tragica e spettacolare purificazione.

Nota biografica dell’autore
[1226580615_0.jpg]
Ernesto Sábato è nato a Rojas, vicino a Buenos Aires, nel 1911.

Negli anni Trenta si laurea in fisica e diventa un dirigente del Partito Comunista argentino, dal quale viene inviato in Europa, prima a Bruxelles poi a Parigi, dove frequenta l’ambiente dei surrealisti.

Nel 1940 ritorna in Argentina come professore di fisica all’Universidad de la Plata di Buenos Aires. Dal 1941 inizia a collaborare alla rivista «Sur» insieme a Borges, Silvina Ocampo e Bioy Casares. Dal 1945 abbandona la carriera scientifica per dedicarsi interamente alla letteratura e alla pittura.

Nel 1948 pubblica il suo primo romanzo, El túnel. Negli anni Cinquanta scrive principalmente saggi e scritti politici, e prepara il suo romanzo-capolavoro: “Sobre héroes y tumbas”, che esce nel 1960. Nel 1983 il governo di Alfonsín lo nomina presidente della Commissione nazionale sui desaparecidos. Nel 1998 pubblica “Antes del fin”, autobiografia e testamento politico-letterario.
Vive a Santos Lugares, nei pressi di Buenos Aires.

Massimo Maugeri
(continua…)

Pubblicato in PERPLESSITA', POLEMICHE, PETTEGOLEZZI E BURLE   1.149 commenti »

Letteratitudine: da oltre 15 anni al servizio dei Libri e della Lettura

*********************
Regolamento Generale europeo per la protezione dei Dati personali (clicca qui per accedere all'informativa)

*********************

"Cetti Curfino" di Massimo Maugeri (La nave di Teseo) ===> La rassegna stampa del romanzo è disponibile cliccando qui

*********************

*********************

*********************

*********************

OMAGGIO A ZYGMUNT BAUMAN

*********************

OMAGGIO A TULLIO DE MAURO

*********************

RATPUS va in scena ratpus

*********************

Ricordiamo VIRNA LISI con un video che è uno "spot" per la lettura

*********************

"TRINACRIA PARK" a Fahrenheit ...

LETTERATITUDINE su RaiEdu (clicca sull’immagine)

letteratitudine-su-rai-letteratura

letteratitudinelibroii richiedilo con lo sconto di 4 euro a historicamateriale@libero.it o su ibs.it - qui, il dibattito sul libro

letteratitudine-chiama-mondo

letteratitudine-chiama-scuola

Categorie

contro-la-pedofilia-bis1

Archivi

window.dataLayer = window.dataLayer || []; function gtag(){dataLayer.push(arguments);} gtag('js', new Date()); gtag('config', 'UA-118983338-1');
 
 

Copyright © 1999-2007 Elemedia S.p.A. Tutti i diritti riservati
Gruppo Editoriale L’Espresso Spa - P.Iva 05703731009