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Archivio di ottobre 2014

venerdì, 31 ottobre 2014

Osservatorio LitBlog n. 34

(Qui, l’introduzione di Massimo Maugeri)

a cura di Francesca G. Marone

Calvino non basta mai
(da minima et moralia)

Non sono mai abbastanza le riflessioni e le letture su lui e sulla sua vastissima opera, perciò ho letto con estremo interesse il pezzo su Calvino che vi segnalo. Spesso quando parliamo di scrittura troviamo l’espressione “creativa” accanto alla parola che designa l’atto dello scrivere, cosa in particolare creiamo quando immaginiamo e quando traduciamo ciò che sentiamo dentro di noi in storie? Forse partiamo da ciò che conosciamo di più, dalle vite che ci sono dentro ed accanto, dalle cose che vediamo e dalle emozioni che noi stessi proviamo. Siamo certi di creare qualcosa in questo modo?Potremmo anche dire il contrario, cosa distruggiamo quando scriviamo? Calvino tentava di distanziarsi dal sé più intimo, diventare leggero, farsi altro da sé. Tuttavia in quel tentare una distanza nel percorso di una ricerca di assoluta oggettività c’era il trovare la parte più autentica di se stesso. E forse quella di chiunque poi avesse letto le sue parole. Severo sempre con se stesso, puntuale nelle revisioni, attento nella riscrittura, ci svela ancora segreti affascinanti ed utili sulla sua scrittura e su di lui.
Per saperne di più leggete qui…

* * *

Il giudizio collettivo come condanna
(da Lipperatura)
(continua…)

Pubblicato in OSSERVATORIO LIT-BLOG (a cura di Francesca G. Marone)   Commenti disabilitati

martedì, 28 ottobre 2014

GRAZIA VERASANI ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 29 ottobre 2014

GRAZIA VERASANI ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 29 ottobre 2014 – h. 9 circa (e in replica nei seguenti 4 appuntamenti: venerdì alle h. 06:00 e alle h. 13:00, domenica alle h. 06:00, martedì alle h. 00:30)

grazia-verasani

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In Fm e in streaming su Radio Hinterland

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

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È Grazia Verasani l’ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 29 ottobre 2014.

Con Grazia Verasani discutiamo del suo nuovo romanzo “Mare d’inverno” (Giunti). Nella seconda parte della puntata, l’autrice legge una pagina del suo libro…

* * *

Tre donne di oggi, in un’età di bilanci fatti con coraggio e ironia, battute caustiche, dialoghi divertenti e avvelenati, emozioni messe a nudo, verità che non si nascondono.

Copertina Mare d'invernoMare d’inverno è un romanzo sull’amicizia tra donne, un Grande Freddo al femminile con un’ironia “alla Almodóvar”. La voce narrante è quella di Agnese, che fa l’insegnante, con un matrimonio arrugginito e una figlia diciottenne. Poi ci sono Vera, giornalista di successo, e Carmen, attrice prestata al doppiaggio. Sono vicine ai cinquanta e sono amiche dai tempi dell’università. Adesso si ritrovano a passare insieme, in una villetta della riviera romagnola, i giorni che precedono il Capodanno. La scusa è quella di consolare Carmen che si è rifugiata lì per riflettere sulla sua ennesima sconfitta sentimentale. In quel posto
semideserto, freddo, desolato, tra alberghi chiusi e il mare d’inverno della canzone di Ruggeri, le tre donne rinsaldano la loro amicizia, con liti passeggere, ricordi che affiorano, confidenze, rimpianti, amori che non si dimenticano. Ma soprattutto ridono, o imparano a farlo, in un’età in cui la giovinezza sembra già alle spalle. Vera, pur essendosi pienamente realizzata nel lavoro, non è felice, come non lo è Carmen, che ha sempre messo l’amore al primo posto, e Agnese dovrà decidere cosa fare del proprio matrimonio. Una breve vacanza in cui conosceranno qualcosa in più di loro stesse, e avranno anche l’occasione di incontrare uomini che scontano lo stesso malinconico “fuori stagione”. E insieme, forse, troveranno la forza di andare avanti più consapevolmente, senza paura della solitudine.

* * *

Grazia Verasani (Bologna, 1964) ha pubblicato numerosi romanzi tra cui Quo vadis, baby?, dal quale Gabriele Salvatores ha girato l’omonimo film nel 2005 e prodotto la
serie tv Sky diretta da Guido Chiesa, e i noir Velocemente da nessuna parte, Di tutti e di nessuno e Cosa sai della notte, con protagonista l’investigatrice privata Giorgia Cantini. È anche musicista e sceneggiatrice, ha collaborato con riviste e quotidiani e pubblicato racconti su varie antologie. Ha scritto opere teatrali come From Medea-Maternity Blues, rappresentata sia in Italia che all’estero, diventata un film pluripremiato per la regia di Fabrizio Cattani. E il monologo Vincerò sulla vita e la carriera di Luciano Pavarotti, interpretato tra gli altri da Michele Placido. I suoi romanzi sono tradotti in vari paesi tra cui Francia, Germania, Russia. Nel 2013 è uscita la raccolta di racconti musicali Accordi minori.
Il suo sito è www.graziaverasani.it.

In Fm e in streaming su Radio Hinterland

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

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Letteratitudine in Fm va in onda su Radio Hinterland il mercoledì mattina (h. 9 circa). Per dettagli, consulta il palinsesto della radio.

Puoi ascoltare Radio Hinterland in Fm su 94.600 nelle province di Milano e Pavia, oppure in streaming via Internet cliccando qui.

È possibile ascoltare le puntate precedenti, cliccando qui.

© Letteratitudine

(continua…)

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lunedì, 27 ottobre 2014

LetteratitudineNews: dal 20 al 26 ottobre 2014

LetteratitudineNews: dal 20 al 26 ottobre 2014

© Letteratitudine
(continua…)

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sabato, 25 ottobre 2014

SALVARE MOZART, di Raphaël Jerusalmy

letteratura-e-musicaNuovo appuntamento con il forum permanente di Letteratitudine intitolato LETTERATURA E MUSICA, coordinato con il supporto dello scrittore Claudio Morandini.

Protagonista del post è SALVARE MOZART, romanzo di Raphaël Jerusalmy, pubblicato dalle edizioni e/o.

Di seguito la recensione di Claudio Morandini).

Massimo Maugeri

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SALVARE MOZART, di Raphaël Jerusalmy, edizioni e/o (traduzione di Gaia Panfili)

di Claudio Morandini

“Salvare Mozart” di Raphaël Jerusalmy, tradotto in modo eccellente da Gaia Panfili, racconta lo scontro tra due diverse concezioni della musica (e della vita, in buona sostanza). Da una parte troviamo il protagonista Otto J. Steiner, che malato, sconfitto, burbero, recluso in un sanatorio cascante, confida i suoi umori alle pagine di un frammentario diario destinato al figlio lontano. Ci troviamo a Salisburgo, tra il 1939 e il 1940 (Salisburgo? Una voce narrante “burbera”? Non siamo lontani dai rimuginii di Thomas Bernhard): l’Austria ha aderito con allarmante entusiasmo all’annessione con la Germania di Hitler, e il nazismo imperversa ovunque. All’inizio Steiner, che vivrebbe circondato dalla musica, se potesse, se gli lasciassero il grammofono, e ascolta fino a consumarli i pochi dischi che gli sono rimasti, scopre di condividere l’amore per la musica con i nazisti – e questo lo preoccupa, lo riempie di dubbi. Prima del ricovero va ad assistere a un concerto (“Il ratto dal serraglio” diretto da Böhm, “un’interpretazione… brillante, poderosa, immensa”), si trova circondato da ufficiali nazisti, c’è anche Hitler in un palco. Perché perseguitati e persecutori condividono gli stessi gusti? Le differenze emergeranno chiare, definitive, più avanti, quando il kitsch dei nazisti e dei loro complici infetterà Salisburgo e il suo Festival, trasformandolo in “una sagra di militari in libera uscita e buzzurri impinguinati”, con direttori come Böhm e Léhar che brandiscono “le loro bacchette come randelli” e se ne stanno sul podio a dirigere “come caporali” (quest’ultima cosa la si dice di Heinz Hilpert, che però, a dire il vero, era regista, non direttore d’orchestra).
Agli antipodi del gusto di Steiner si trovano proprio i melomani di marca germanica, amanti di marcette e valzer, pronti a scattare sull’attenti allo squillo di una fanfara, prigionieri, per così dire, di una concezione militaresca della musica, incapaci di apprezzare le sfumature di un’esecuzione meditata e invece esaltati da interpretazioni tronfie, retoriche – lontanissimi da quel Mozart che per Steiner finisce per rappresentare l’ultima voce da preservare, l’ultima oasi di bellezza in un mondo in declino verso il brutto (e l’orrore). “Il nostro Mozart” scriverà verso la fine, “non il loro”: musica cioè che i gerarchi nazisti non sanno capire, anche se la ascoltano compunti, e che nemmeno i loro lacchè possono capire, anche se la sanno eseguire. Nelle sue proposte meno volgari ed effimere la musica tedesca è comunque intrisa di “lirismo esaltato, grandioso”, in nome di “una sorta di romanticismo esacerbato” di marca genericamente straussiana che al tempo stesso esprima “l’impeto del Reich” e si tenga lontano “dai patemi e dalla tetraggine” della musica non di regime. (continua…)

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mercoledì, 22 ottobre 2014

SANDRO VERONESI ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 22 ottobre 2014

sandro-veronesi-terre-rareSANDRO VERONESI ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 22 ottobre 2014 – h. 9 circa (e in replica nei seguenti 4 appuntamenti: venerdì alle h. 06:00 e alle h. 13:00, domenica alle h. 06:00, martedì alle h. 00:30)


In Fm e in streaming su Radio Hinterland

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Veronesi_terrerare3_300dpiÈ Sandro Veronesi l’ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 22 ottobre 2014.
Con Sandro Veronesi abbiamo discusso del suo nuovo romanzo “TERRE RARE” (Bompiani).

Nel giro di ventiquattr’ore un uomo perde il controllo della propria vita: fa un grave errore sul lavoro, gli viene sequestrata la patente, trova l’ufficio sigillato dalla Finanza, scopre che il suo socio è fuggito lasciandolo nei guai, rompe definitivamente con la sua compagna – e nel frattempo sua figlia è scappata da casa. Credendosi braccato, fugge a sua volta, alla cieca, ma lo sfacelo cui si è di colpo ridotta la sua vita, man mano che egli lo affronta, si rivela sempre più chiaramente un approdo, fatale e familiare – secondo una mappa interiore che era stata tenacemente rimossa.

Quest’uomo è Pietro Paladini, l’eroe immobile di Caos calmo, che nove anni dopo ritroviamo nella situazione opposta, roso dall’ansia e senza più un posto dove stare, costretto a vagare alla ricerca di quella pace improvvisamente perduta, o meglio – e questa sarà la sua scoperta – mai veramente avuta. La rimozione, la fuga, la famiglia che si disgrega, il confuso declino dell’Occidente, lo sforzo tragicomico di restare onesti in un tempo che spinge continuamente verso l’illegalità – e poi, di colpo, la verità.  Alla fine di Caos Calmo Paladini rispondeva a un celebre verso di Dylan Thomas affermando che “la palla che lanciammo giocando nel parco è tornata giù da un pezzo. Dobbiamo smettere di aspettarla”. Si sbagliava, la palla era ancora per aria. Torna giù ora, in “Terre rare”.

Bompiani – Collana Narratori italiani – Pag. 416 – 19 euro

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SANDRO VERONESI è nato a Firenze nel 1959.  È laureato in architettura. Ha pubblicato: Per dove parte questo treno allegro (1988); Live (1996); Gli sfiorati (1990); Occhio per occhio. La pena di morte in quattro storie (1992); Venite venite B-52 (1995), vincitore del Premio Fiesole nel 1996; La forza del passato (2000), con cui vince il Premio Viareggio L. Repaci e il Premio Campiello; Ring City (2001), Premio Fregene 2001; Superalbo (2002); No Man’s Land (2003); Caos calmo (2005); Brucia Troia (2007). Vincitore nel 2006 del Premio Strega, Caos calmo è stato tradotto in 20 paesi. Nel 2010 ha pubblicato XY, vincitore del Premio Flaiano 2011 e del Premio Superflaiano 2011. Sandro Veronesi ha collaborato con numerosi quotidiani e quasi tutte le riviste letterarie. Attualmente collabora con il “Corriere della Sera” e con “La Gazzetta dello Sport”.  Ha cinque figli e vive tra Prato e Roma.

In Fm e in streaming su Radio Hinterland

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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Letteratitudine in Fm va in onda su Radio Hinterland il mercoledì mattina (h. 9 circa). Per dettagli, consulta il palinsesto della radio.

Puoi ascoltare Radio Hinterland in Fm su 94.600 nelle province di Milano e Pavia, oppure in streaming via Internet cliccando qui.

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lunedì, 20 ottobre 2014

LetteratitudineNews: dal 13 al 19 ottobre 2014

LetteratitudineNews: dal 13 al 19 ottobre 2014

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(continua…)

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sabato, 18 ottobre 2014

LE ROCKSTAR NON SONO MORTE, di Valerio Piperata

letteratura-e-musicaNel nuovo appuntamento con il forum permanente di Letteratitudine intitolato LETTERATURA E MUSICA, coordinato con il supporto dello scrittore Claudio Morandini, ci occupiamo del romanzo d’esordio di Valerio PiperataLe rockstar non sono morte“, edizioni e/o, (con una recensione dello stesso Morandini).

Massimo Maugeri

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LE ROCKSTAR NON SONO MORTE, di Valerio Piperata (edizioni e/o)

di Claudio Morandini

Veloce e buffo come un cartone animato, il romanzo d’esordio di Valerio Piperata, “Le rockstar non sono morte” (e/o, 2014), è un tributo insieme sincero e ironico al culto del Dio del Rock – evocato più volte, e qua e là, nei momenti difficili, pure nominato invano. Il giovanissimo autore, e l’io narrante che credo debba qualcosa alle esperienze di batterista dell’autore, un po’ credono un po’ no a questo Dio, di cui si sentono i Giobbi, sempre presi di mira, messi alla prova, perseguitati senza una ragione.
“Il Dio del rock me lo sentivo sotto la pelle, dentro al cuore” dice il liceale romano Davide Fagiolo, il protagonista, con slancio da integralista. “Mi dava coraggio, mi ci faceva credere. Perché siamo pochi, noi eletti dal Dio, ma siamo stati scelti da Lui per la forza e la costanza che abbiamo dimostrato di avere, nel nome del rock. Siamo disposti a superare ogni ostacolo, difficoltà, date a cachet zero, pur di arrivare dove vuole portarci Lui: la destinazione di questo viaggio la ignoriamo, sappiamo solo che, indipendentemente da quello che succede, dobbiamo continuare a camminare.”
Davide Fagiolo è batterista; o meglio, vorrebbe esserlo, aspira a esserlo, e non è detto che lo sia davvero: ma insomma, suona una batteria da quattro soldi in una band raccogliticcia che sembra un concentrato di tutte le aspirazioni, le illusioni, le bellezze e le goffaggini del rock (oltre che un significativo campionario antropologico di certa gioventù italiana di oggi, irrimediabilmente marginale). Il suo riferimento ideale sta in Ringo Starr, non certo in uno dei virtuosi della batteria che hanno imperversato in tanti gruppi degli ultimi decenni del Novecento: e questo suo ruolo, questa predisposizione verrebbe da dire caratteriale, se non genetica, gli consente di avere un punto di vista laterale, defilato, periferico, e appunto ironico, sulle vicende narrate. Fagiolo è il motore di tutto, il cuore del gruppo, la base su cui tutto il resto si tiene: eppure il suo ruolo, come quello di tanti altri batteristi, da Ringo Starr in su, non è riconosciuto. I batteristi stanno in fondo, di solito non si agitano eppure faticano più degli altri, vengono intervistati meno degli altri, sul palco dei concerti sono nascosti dall’agitarsi delle prime donne, nei video rischiano di rimanere comparse, se non macchiette. Ecco, Fagiolo è un po’ così, ma non sembra che gliene importi molto. Sa che in realtà senza la base ritmica (costante, anche se approssimativa) garantita dal batterista la musica suonata dagli altri non ha più senso. Il vero leader non è il frontman che si sgola e si scalmana davanti a tutti, ma lui, il negletto batterista in penombra – così, almeno, in un misto di modestia e megalomania, pensa il nostro protagonista.
Chiunque abbia vissuto, da ragazzo, l’esperienza di mettere insieme un gruppetto per suonare rock conosce quel misto di esaltazione, ostinazione, ansia e frustrazione che colora le giornate e agita le notti: i problemi tecnici, i locali improvvisati, l’acustica tremenda, il pubblico scarso e ostile o, peggio, indifferente, le cene offerte dai gestori a base di pastasciutta, le località sconosciute in cui nessuno ha fatto pubblicità al concerto – e la bellezza di certi momenti in cui miracolosamente tutto sembra andare per il verso giusto, il pubblico arriva e gradisce, e di colpo la fatica e i dissapori scompaiono, e si ha la sensazione di trovarsi dinanzi a un’inaspettata epifania. Ecco, c’è tutto questo nel romanzo di Piperata, ed è fresco e immediato come se fosse in presa diretta, improvvisato sul palco, senza tanti aggiustamenti in postproduzione.
(continua…)

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mercoledì, 15 ottobre 2014

SALVATORE SILVANO NIGRO e GUGLIELMO PISPISA ospiti di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 15 ottobre 2014

SALVATORE SILVANO NIGRO e GUGLIELMO PISPISA ospiti di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 15 ottobre 2014 – h. 9 circa (e in replica nei seguenti 4 appuntamenti: venerdì alle h. 06:00 e alle h. 13:00, domenica alle h. 06:00, martedì alle h. 00:30)


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SALVATORE SILVANO NIGRO è stato l’ospite della prima parte della puntata di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 15 ottobre 2014.
Con Silvano Nigro abbiamo discusso del suo nuovo libro “Il portinaio del diavolo. Occhiali e altre inquietudini” (Bompiani) e delle temativhe da esso trattate.

Il portinaio del diavolo. Occhiali e altre inquietudini“Cominciai ad avvertire l’inquietudine che quegli occhiali mi avevano seminato nel momento in cui, nella mia camera, mi ritrovai a disegnarli. Più volte, sullo stesso foglio; sicché ne venne un campo di occhiali come di meloni: grandi, piccoli, appena accennati, vuoti di lenti, con le lenti [...]. Uno strano disegno, tra quelli che faccio di solito: e chi lo vedesse senza conoscere queste pagine, forse penserebbe sia venuto fuori in margine a una lettura di Spinoza, che fabbricava occhiali di quel tipo; o che fossi rimasto impressionato degli occhiali di don Antonio de Solis, in quel ritratto che adorna il frontespizio della edizione settecentesca della sua ‘Istoria della conquista del Messico’; o che avessi studiato di illustrare i versi di quel poeta arabo-siculo sulle lenti. Ed ecco che in questo momento, mentre scrivo, il fatto di ricordare queste immagini (immagini vere e proprie e immagini di parole) mi sorprende e aggiunge inquietudine all’inquietudine. Com’è che così nitidamente vedo Spinoza nella sua bottega di ottico, l’ombra della sera, le lenti come piccoli laghi in un paesaggio di manoscritti, tra le selve delle parole scritte [...]; che così nitidamente ricordo il ritratto di don Antonio, e i versi di Ibn Hamdis? Non c’è qualcosa, nelle lenti, negli occhiali, che mi suscita, remoto, imprecisabile, un senso di stupore e insieme di apprensione?”

(Leonardo Sciascia, “Todo modo”, 1974)

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GUGLIELMO PISPISA è stato l’ospite della seconda parte della puntata di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 15 ottobre 2014
Con Guglielmo Pispisa abbiamo discusso del suo nuovo romanzo “Voi non siete qui” (Il Saggiatore)


Voi non siete quiWalter Chiari, avvocato messinese, non è parente di Walter Chiari, attore di origini pugliesi. Non gli assomiglia neppure; d’altronde, dovrebbe? Walter Chiari – l’avvocato, s’intende – aveva una passione per la letteratura, ma ha ciso di studiare giurisprudenza perché, bravo figlio degli anni ottanta, è stato allevato nel culto del denaro. Oggi Walter Chiari ha un impiego noioso una moglie frustrata, un figlio incline ai silenzi risentiti: una vita piatta. Un giorno, però, tutto cambia. Walter torna dalle vacanze, perde il lavoro, conosce una donna sensuale e misteriosa, erede di una famiglia altolocata, e la sua esistenza si trasforma; o meglio si deforma, e Walter si trova invischiato prima in un’irrequieta relazione extraconiugale – nata letteralmente ai bordi di una strada – e poi in un piano losco e intricatissimo in cui, fra polticanti corrotti e compiacenti frammassoni, rischia di essere l’unico con una coscienza. Che è subito pronto a mettere a tacere. Eppure qualcosa non quadra. Chi è il criptico seccatore che mette in guardia Walter atttraverso Facebook? E che cosa c’entrano i massoni con un delicato sistema di comunicazioni satellitari messo a punto dall’esercito americano? le date si confondono, si aggrovigliano, si scambiano e nella Russia degli oligarchi, degli alberghi di lusso, delle prostitute in limousine Walter Chiari si trova a camminare sull’orlo dell’abisso.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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Letteratitudine in Fm va in onda su Radio Hinterland il mercoledì mattina (h. 9 circa). Per dettagli, consulta il palinsesto della radio.

Puoi ascoltare Radio Hinterland in Fm su 94.600 nelle province di Milano e Pavia, oppure in streaming via Internet cliccando qui.

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lunedì, 13 ottobre 2014

CAROLINE VERMALLE scrive a Letteratitudine (per “La felicità delle piccole cose”)

Il nuovo ospite di “L’autore straniero racconta il libro” è la scrittrice francese Caroline Vermalle.

Caroline ha scritto a Letteratitudine per raccontarci qualcosa sul percorso che l’ha portata alla scrittura del suo romanzo “La felicità delle piccole cose” (pubblicato da Feltrinelli e tradotto da Monica Pesetti). Questa è la scheda di presentazione del libro…

“È iniziato tutto nel giardino di Monet a Giverny. Lo ricordo come se fosse ieri. Era il dicembre del 1979. Da più di trent’anni, ogni sera mi domando come sarebbe stata la mia vita se non fossi entrato in quel giardino.”

Parigi. La neve cade dolcemente sulla città, ammantando di bianco la Tour Eiffel, Notre-Dame e il Panthéon, come in una cartolina. Un uomo passeggia lungo la Senna diretto verso casa, un elegante palazzo sull’Île Saint-Louis. È Frédéric Solis, avvocato di successo con la passione per i quadri impressionisti. Affascinante, ricco e talentuoso, Frédéric sembra avere tutto quello che si può desiderare dalla vita. Gli manca una famiglia, ma dopo essere stato abbandonato dal padre molti anni prima, ha preferito circondarsi di oggetti lussuosi e belle donne piuttosto che mettere ancora in gioco il suo cuore ferito. Fino a quando, un giorno, scopre di aver ricevuto una strana eredità, che consiste in una manciata di misteriosi biglietti e in un disegno che ha tutta l’aria di essere una mappa. Cosa nasconderanno quegli indizi? Convinto di essere sulle tracce di un quadro dimenticato di Monet, Frédéric decide di tentare di decifrare la mappa. Grazie all’aiuto della giovane e stralunata assistente Pétronille, inizia così un viaggio lungo i paesaggi innevati del Nord della Francia, tra i luoghi prediletti dai suoi amati impressionisti: Éragny, Vétheuil, il giardino di Monet, con una tappa d’obbligo al Musée d’Orsay. Di incontro in incontro, di sorpresa in sorpresa, torneranno a galla ricordi che Frédéric credeva di aver dimenticato, e un tesoro ben più prezioso di qualsiasi ricchezza.

Ringraziamo Caroline per averci inviato questo suo contributo, che pubblichiamo di seguito (nella traduzione in italiano e in lingua originale).

Massimo Maugeri

P.s. Nelle precedenti puntate abbiamo ospitato: Glenn Cooper, Ildefonso FalconesJoe R. Lansdale, Amélie Nothomb, Clara Sánchez, Gabrielle Zevin.

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LA FELICITÀ DELLE PICCOLE COSE

Ricordi di scrittura

caroline-vermalledi Caroline Vermalle

LA FELICITÀ DELLE PICCOLE COSE: il luccichio di una Parigi innevata, il fascino della Normandia impressionista, il gusto di bignè e la magia di un Natale così francese… chi avrebbe potuto credere che avrei scritto questa storia nella soleggiata Bali, contemplando le sue risaie verdi!
Era la primavera del 2012 e abbiamo lasciato le nostre valigie a Ubud (Bali, Indonesia). Per oltre due mesi, ho trascorso (quasi) tutte le mie mattine allo Yellow Flower Café (vedi foto in basso, ndr). Un piccolo luogo fatto di bambù, senza porta, solo un muro, un percorso casuale attraverso la profumata giungla di Penestanan. Ho passato lunghe giornate scrivendo, cullata dal chiacchiericcio sempre allegro di giovani cuochi, che si mescolava con il ronzio lontano degli scooter della città, in basso.
Se avevo bisogno di isolarmi di più, mi bastava applicare le cuffie alle orecchie e ascoltare l’album « 21 » di Adele; e per immergermi subito in una Parigi nostalgica, ascoltavo ripetutamente questa canzone di Bourvil «Il Ballo Perduto (È stato bello)
caroline-vermalle-yellow-flower-cafeChe cosa ci facevo a Bali? È stata la tappa più lunga di un tour mondiale che abbiamo intrapreso, senza fretta, mio marito, mio figlio e io. Dall’Argentina al Cile, dall’Australia a Hong Kong, ho sempre trovato un angolino per scrivere LA FELICITÀ DELLE PICCOLE COSE.
Ho immaginato la «mappa del tesoro» di Jamel nell’angolo di una società high-tech neozelandese in mezzo a 15.000 pecore, ho sognato il giardino d’inverno di Claude Monet a Giverny in una estancia argentina del XVIII secolo sotto gli occhi indifferenti di alcuni lama… e ho costruito l’intero universo di Frédéric, quest’uomo che insegue le nostre gioie più grandi per scoprire quelle piccole, in migliaia di altri improbabili posti.
Se la Rete è la miglior amica degli scrittori-nomadi, niente batte un libro, soprattutto se c’è la necessità di approfondire le minuzie dei paesaggi innevati dei pittori Impressionisti che illuminano con il loro pallido bagliore tutta la storia di LA FELICITÀ DELLE PICCOLE COSE. La fonte principale della mia ricerca è stato il catalogo di una mostra intitolata IMPRESSIONISTI IN INVERNO, Effetto neve (C. Moffett, E. Rathbone). Un libro incredibile… ma che prende un sacco di spazio nello zaino dei viaggiatori a lungo termine. I miei genitori, che ci hanno raggiunto all’Isola di Pasqua, l’hanno portato con loro dalla Francia. Ho studiato tutti i giorni dal piccolo giardino esotico del  Te’ora Guest House (Hanga Roa), che si affaccia sul mare, sotto gli occhi del (falso) vicino di casa Moai. Quando siamo partiti, la nostra ospite ci ha donato una collana di piume Rapa Nui, per augurarci buona fortuna. E io le ho regalato questo bel libro. Mi piace immaginare i visitatori della sua pensione che scoprono la Senna sotto la neve, dal balcone di legno che si affaccia sul Pacifico infinito…

Ho tanti aneddoti di scrittura divenuti inestricabilmente legati a luoghi che probabilmente non rivedrò mai più. Come quell’enorme ufficio in un bellissimo appartamento moderno di Sydney… e quello, minuscolo, in un Bed and Breakfast invaso dalle mosche nel deserto di Atacama.
LA FELICITÀ DELLE PICCOLE COSE è un libro molto francese; eppure, fino alla fine dei miei giorni vedrò nelle sue pagine il mio viaggio più bello.

[traduzione di Massimo Maugeri]

(Riproduzione riservata)

© Caroline Vermalle

© Feltrinelli editore

Links:

Yellow Flower Café (Ubud, Bali)

Te’Ora Guest House (Hanga Roa, Ile de Pâques)

Bourvil interprétant « Un Bal Perdu »


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Caroline Vermalle (Piccardia, 1973) è figlia di un pilota di caccia e di una bibliofila. Appassionata di viaggi, cinema e avventura, ha studiato scienze cinematografiche e ha prodotto documentari per la Bbc a Londra. Nel 2007 è tornata in Francia e, dopo aver girato il mondo per quasi un anno insieme alla famiglia, si è stabilita a Vendée, di fronte all’oceano Atlantico, per dedicarsi interamente alla scrittura. I suoi romanzi sono stati tradotti con successo in Germania e in Spagna. Feltrinelli ha pubblicato La felicità delle piccole cose (2014).

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Souvenirs d’écriture
(continua…)

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lunedì, 13 ottobre 2014

LetteratitudineNews: dal 6 al 12 ottobre 2014

LetteratitudineNews: dal 6 al 12 ottobre 2014


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martedì, 7 ottobre 2014

TEA RANNO ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 8 ottobre 2014

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TEA RANNO ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 8 ottobre 2014 – h. 9 circa (e in replica nei seguenti 4 appuntamenti: venerdì alle h. 06:00 e alle h. 13:00, domenica alle h. 06:00, martedì alle h. 00:30)


In Fm e in streaming su Radio Hinterland

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO


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È Tea Ranno la scrittrice ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 8 ottobre 2014. Protagonista della puntata, il nuovo romanzo di Tea Ranno: Viola Fòscari (Mondadori)

Viola FòscariArrossire per uno sguardo, tremare per un abbraccio, soffrire per una parola mal detta, sognare ogni notte un’intimità proibita… Sono sentimenti che si provano da ragazzi, al primo amore. In rari casi la sorte ci offre il dono – o la condanna – di sperimentare nuovamente quelle emozioni. Viola Fòscari è una donna di grande carisma: perfetta padrona di casa, madre di due figli, ancora bellissima. Ma è in un momento di fragilità: i figli, che le hanno riempito la vita ogni istante, sono abbastanza grandi da lasciare il nido e da voler costituire una nuova famiglia. È proprio durante la festa di fidanzamento di uno di loro che tutto inizia. Basta uno sguardo, e Viola sente nascere improvvisa la passione per un ragazzo che ha l’età dei suoi figli, e che la guarda con gli occhi affamati e dolci dei giovani quando scoprono la vita… Iniziano giornate ebbre, in cui il desiderio amplifica i sensi e tutto sembra giusto, lecito, tutto salvato dall’Amore, che illumina ogni cosa e ci rende migliori. Momenti in cui l’azzardo porta Viola a giocarsi ogni cosa, e ore in cui la stanchezza prevale, consegnandola allo sfinimento della colpa e dell’angoscia. Ma anche giorni favolosi in cui i sogni diventano possibilità e le porte del reale si aprono verso l’incanto. Sul palcoscenico di una Sicilia gravida di cambiamenti – negli anni Cinquanta iniziano gli espropri terrieri per fondare il grande impianto petrolchimico che muterà il volto del Siracusano –, Tea Ranno intreccia le parole, i profumi, le vite di personaggi memorabili, ciascuno dei quali, come tutti noi, nasconde un segreto destinato a rivelarsi in quelle circostanze speciali in cui l’esistenza apre un varco nella sua rete. E narra la storia senza tempo dell’amore che rinasce dalle proprie ceneri, dell’amore che rischia di bruciare tutto ma che può anche dare spazio a una speranza nuova.

Nella seconda parte della puntata Tea Ranno ha letto qualche pagina del romanzo e ci ha rivelato qualcosa sul suo personalissimo rapporto con la scrittura.
Tea Ranno è nata a Melilli, in provincia di Siracusa, nel 1963. Laureata in Giurisprudenza, ha sempre affiancato allo studio del diritto la pratica della scrittura.
Nel 2006 ha pubblicato Cenere, nel 2007 In una lingua che non so più dire, entrambi usciti per e/o, e nel 2012 La sposa vermiglia, Mondadori. Dal 1994 vive e lavora a Roma.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

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Letteratitudine in Fm va in onda su Radio Hinterland il mercoledì mattina (h. 9 circa). Per dettagli, consulta il palinsesto della radio.

Puoi ascoltare Radio Hinterland in Fm su 94.600 nelle province di Milano e Pavia, oppure in streaming via Internet cliccando qui.

È possibile ascoltare le puntate precedenti, cliccando qui.

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lunedì, 6 ottobre 2014

TRA MUSICA E POESIA: conversazione con Alessandra Trevisan

letteratura-e-musicaNuovo appuntamento con il forum permanente di Letteratitudine intitolato LETTERATURA E MUSICA, coordinato con il supporto dello scrittore Claudio Morandini.  Oggi ci occupiamo del rapporto tra “musica e poesia” attraverso questa conversazione con Alessandra Trevisan (foto in basso).

Massimo Maugeri

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Tra musica e poesia: conversazione con Alessandra Trevisan

di Claudio Morandini

Torniamo ancora una volta sul tema che sta a cuore a tutti coloro che frequentano questo forum, quello cioè del rapporto tra letteratura e musica, e facciamolo attraverso il contributo di Alessandra Trevisan, attivissima in entrambi i campi come autrice e come animatrice culturale.
Alessandra Trevisan (Mestre, 1987) ha conseguito la laurea magistrale in Filologia e letteratura italiana con una tesi dal titolo “Goliarda Sapienza (1998-2013): una voce intertestuale” presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Suoi saggi e contributi su Goliarda Sapienza sono apparsi in antologie, riviste e presentazioni. Si è formata partecipando alle attività del collettivo mestrino “Spritz Letterario” e al Festivaletteratura di Mantova. Dal 2011 è parte della redazione del litblog “Poetarum Silva” (poetarumsilva.com) e cura con Anna Toscano per Radio Ca’ Foscari il programma “Virgole di poesia” (www.radiocafoscari.it/virgole-di-poesia). È ufficio stampa nell’ambito degli eventi culturali e jazz (Associazione Culturale Caligola, nusica.org, Festival dei Matti di Venezia) e press agent di alcune formazioni jazzistiche (XYquartet, Piero Bittolo Bon Jümp the Shark, Domenico Caliri Camera Lirica). Partecipa al progetto UnkNwn (inditronica, trip-hop, electronic live band).

alessandra-trevisan

Ecco di seguito la trascrizione della conversazione, assai ricca e piacevole, con Alessandra Trevisan.

CM – Alessandra, in quali modi hai sperimentato il connubio tra musica e parola? Da animatrice culturale, sul litblog “Poetarum Silva”, e nella conduzione del programma “Virgole di poesia” con Anna Toscano su Radio Ca’ Foscari, hai senz’altro avuto modo non solo di riflettere sulla questione, ma anche di affrontarla concretamente.

AT – Grazie Claudio. Credo la questione si sia posta prima ancora delle due esperienze che tu citi e che hanno amplificato le possibilità di esplorazione di questa ‘relazione’ per me cruciale. Mi riferisco al fatto d’esserci passata dapprima attraverso il corpo, con il canto (ma di questo parleremo poi).
Ma il rapporto parola e musica si è rivelato ‘due volte evidente’ soprattutto attraverso la poesia dal 2010, l’anno d’inizio di entrambi i progetti. La poesia ha presentificato la mia voracità nei confronti della parola e della musica: a “Virgole di poesia” soprattutto grazie alla presenza della ‘voce’ mia, di Anna e dei poeti ospiti delle tre stagioni che abbiamo condotto; ogni puntata ha avuto come colonna sonora della musica strumentale (jazz, minimal, ambient). La voce in radio è ancella e protagonista. Su “Poetarum Silva” invece, ho spesso cercato di affrontare il connubio su due piani: con la lettura critica di certa poesia contemporanea, tenendo in considerazione il rapporto parola-musica e voce; dall’altro, intervistando alcuni artisti con l’intento di manifestare un’attenzione sempre molto alta e altra nei confronti della voce. In entrambi i casi dico ‘voce’ in senso lato ma non dimentico di porre l’accento sull’unicità che caratterizza i tipi di espressione di cui mi sono occupata.

CM – Nella musica strumentale dell’XYquartet e del Piero Bittolo Bon JÜMP THE SHARK, che tu segui come press agent, mi è sembrato di cogliere, soprattutto grazie ai titoli, una sorta di narrazione, che attraversa e si sovrappone alla struttura della composizione. Questo mi suggerisce un paio di domande che mi frullano in testa da parecchio tempo. La prima è: la musica può raccontare qualcosa, secondo te, oltre se stessa?
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lunedì, 6 ottobre 2014

LetteratitudineNews: dal 29 settembre al 5 ottobre 2014

LetteratitudineNews: dal 29 settembre al 5 ottobre 2014

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mercoledì, 1 ottobre 2014

LIA LEVI ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 1 ottobre 2014

lia-levi-il-braccialettoLIA LEVI ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 1 ottobre 2014 – h. 9 circa

In Fm e in streaming su Radio Hinterland

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È stata LIA LEVI l’ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 1 ottobre 2014. Con Lia Levi abbiamo discusso del suo nuovo romanzo “Il braccialetto“, pubblicato dalle edizioni e/o.

L’amicizia può salvare dall’orrore? In una Roma occupata dai nazisti, l’incontro magnetico tra due lupi solitari, due adolescenti in cerca di se stessi.
Dalla caduta del fascismo alla razzia degli ebrei romani, una fiaba nera sull’amicizia e l’identità.

Un ragazzo ebreo e uno non ebreo aspirano segretamente a scambiarsi i ruoli.
Corrado, quindicenne, ha partecipato all’abbattimento dei busti di Mussolini e dei fasci littori la notte del venticinque luglio. È ebreo e si aspetta che il nuovo governo abolisca le leggi razziali. È sicuro che il prossimo anno scolastico potrà frequentare in mezzo agli altri il mitico Liceo Visconti, ma i giorni passano senza che nulla cambi, anzi…
Leandro abita in una grande e vecchia casa piena di ombre e misteri con un’anziana parente russa e, fin dal primo momento in cui ha incontrato Corrado in un cinema, cerca spasmodicamente di fare amicizia con lui.
Per Corrado il braccialetto a cerchi d’oro di sua madre è il simbolo di un passato benessere sociale, di un tempo in cui vedeva la madre giovane, vitale e combattiva. Man mano che le “Leggi” hanno preso piede i genitori gli appaiono invece sempre più spenti, rinchiusi in un mondo di pensieri piccoli e meschini, e comincia a sentire nei loro confronti un crescente disprezzo.
Nel momento in cui le famiglie ebree raccolgono l’oro a causa del ricatto tedesco, apprende che il braccialetto non c’è più. I suoi l’hanno venduto senza neanche dirglielo. Ma la verità non è quello che sembra.

Nella seconda parte della puntata Lia Levi ha letto qualche pagina del romanzo e ci ha rivelato qualcosa del suo laboratorio di scrittura.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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Letteratitudine in Fm va in onda su Radio Hinterland il mercoledì mattina (h. 9 circa). Per dettagli, consulta il palinsesto della radio.

Puoi ascoltare Radio Hinterland in Fm su 94.600 nelle province di Milano e Pavia, oppure in streaming via Internet cliccando qui.

È possibile ascoltare le puntate precedenti, cliccando qui.

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mercoledì, 1 ottobre 2014

La nuova programmazione di LETTERATITUDINE IN FM

letteratitudine-radioLa nuova programmazione di LETTERATITUDINE IN FM

A partire dal mese di ottobre 2013, “Letteratitudine in Fm“,  la trasmissione radiofonica di libri e letteratura curata e condotta da Massimo Maugeri andrà in onda, in FM e in streaming su Radio Hinterland, mercoledì mattina intorno alle h. 9.

Puoi ascoltare Radio Hinterland in Fm su 94.600 nelle province di Milano e Pavia, oppure in streaming via Internet cliccando qui.

È possibile ascoltare le puntate precedenti, cliccando qui.

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Letteratitudine: da oltre 15 anni al servizio dei Libri e della Lettura

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"Cetti Curfino" di Massimo Maugeri (La nave di Teseo) ===> La rassegna stampa del romanzo è disponibile cliccando qui

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OMAGGIO A ZYGMUNT BAUMAN

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OMAGGIO A TULLIO DE MAURO

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RATPUS va in scena ratpus

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Ricordiamo VIRNA LISI con un video che è uno "spot" per la lettura

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"TRINACRIA PARK" a Fahrenheit ...

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