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Archivio di febbraio 2016

lunedì, 29 febbraio 2016

BEATRICE MASINI a Letteratitudine in Fm – “I nomi che diamo alle cose” (Bompiani)

BEATRICE MASINI con “I nomi che diamo alle cose” (Bompiani) a Letteratitudine in Fm di lunedì 29 febbraio 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino).


In Fm e in streaming su Radio Hinterland

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

* * *

È stata Beatrice Masini l’ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di lunedì 29 febbraio 2016. Con Beatrice Masini abbiamo discusso del suo nuovo romanzo “I nomi che diamo alle cose” (Bompiani) e delle tematiche a esso legato.

Nella seconda parte della puntata abbiamo discusso di letteratura per ragazzi e, in particolare, dei libri della serie di “Maisie” (editi da Fabbri)

Di seguito, la scheda del libro.

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I nomi che diamo alle cose“I nomi che diamo alle cose” – di Beatrice Masini (Bompiani)
Spesso quando si desidera distrattamente qualcosa si finisce per ottenerlo senza sapere che farsene. È quello che scopre Anna, quarant’anni, un passato prossimo doloroso e irrisolto, un presente di lavoro-passione e leggerezza forzata, quando Iride Bandini, celebre autrice per ragazzi conosciuta anni prima, le lascia in eredità una piccola casa, la portineria della sua proprietà: un curioso, eccessivo gesto di gratitudine che invita Anna a cambiare vita senza rifletterci troppo. Dalla città alla campagna, passato un primo periodo in solitario nuovi legami s’impongono, si rendono necessari: un capomastro gentile e devoto, l’ex segretaria e il figlio rrequieto della scrittrice, uno sceicco che non è uno sceicco, una coppia di contadini con bambine, tutti sembrano volere qualcosa da Anna, come se la sua presenza in quel luogo non fosse quasi casuale ma richiesta. E poi c’è una raccolta di fiabe inedite ritrovate in una scatola di latta, ci sono le storie di guerra e d’amore che solo certe case sanno raccontare, e i conti da fare coi propri nodi quando continuano a stringere, a far male. Un romanzo che parla della cura degli altri e delle cose, di madri buone e figli cattivi o viceversa, di vino, cani e fantasmi, del peso da dare a ciò che si fa e alle parole che si scelgono per definirlo.

[Clicca sulle copertine per aprire le pagine con le info sui libri]

Maisie e il gemello di MozartMaisie e la tigre di CleopatraMaisie e la stella di Leonardo

Beatrice Masini nata a Milano, è editor, traduttrice, scrittrice per bambini, ragazzi, adulti. I suoi libri sono tradotti in una ventina di Paesi.

* * *

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “Sweetest thing” – U2; “Pink Moon” – Nick Drake; “My Favorite Things” – John Coltrane.

(continua…)

Pubblicato in LETTERATITUDINE RADIO (trasmissione radiofonica curata e condotta da Massimo Maugeri)   Commenti disabilitati

lunedì, 29 febbraio 2016

LetteratitudineNews: dal 22 al 28 febbraio 2016

letteratitudinenewsLetteratitudineNews:

dal 22 al 28 febbraio 2016

- I MILLE MORTI DI PALERMO, di Antonio Calabrò (intervista all’autore)

- A PALERMO NASCE VIA SELLERIO

- MARCO PEANO racconta L’INVENZIONE DELLA MADRE

- NEL NOME DELLA MADRE di Alessandro Greco (un estratto)

- RATPUS ad AMSTERDAM

- PER SEMPRE di Piergiorgio Pulixi (intervista all’autore)

© Letteratitudine
(continua…)

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venerdì, 26 febbraio 2016

LetteratitudineNews: dal 15 al 21 febbraio 2016

letteratitudinenewsLetteratitudineNews:

dal 15 al 21 febbraio 2016

-OMAGGIO A HARPER LEE

-GIOVANI LIBRAI CRESCONO

-FLAVIO SANTI racconta LA PRIMAVERA TARDA AD ARRIVARE

-LA FORTUNA SCENICA DI LUIGI CAPUANA di Maria Valeria Sanfilippo

-L’AMORE È UNA FAVOLA di Annarita Briganti (intervista all’autrice)

-MERICA, MERICA (un estratto)

-UMBRIA POESIA 2016

© Letteratitudine
(continua…)

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sabato, 20 febbraio 2016

OMAGGIO A UMBERTO ECO

La notizia della morte di Umberto Eco ci coglie di sorpresa e ci lascia sgomenti. Abbiamo ancora nelle nostre orecchie il suono delle parole del celebre scrittore da dove emerge il disappunto per la nascita della cosiddetta “Mondazzoli” e il conseguente avvio del progetto editoriale “La Nave di Teseo” (ne approfittiamo, peraltro, per segnalare che secondo il settimanale “L’Espresso“, l’Antitrust sembrerebbe orientata a impedire al gruppo Mondadori, dopo l’acquisto di Rcs Libri, di mantenere il controllo di due importanti case editrici tra quelle incluse nel pacchetto: la Bompiani e la Marsilio).
Gianni Coscia – avvocato e noto fisarmonicista, nonché l’amico più caro di Eco sin dai tempi del ginnasio – commenta così la notizia della scomparsa dello scrittore sul sito de “La Stampa“: «Sapevo che Umberto era malato da due anni di tumore, ma nessuno pensava che la sua fine sarebbe stata così imminente». E aggiunge: «Era uscito di casa per l’ultima volta a metà gennaio per festeggiare in un ristorante gli 80 anni di mia moglie Laura. La dote più grande era il profondo senso dell’amicizia ed era molto legato ad Alessandria, per venire cercava solo l’occasione intelligente». E infine: «Era molto disponibile, anche se all’apparenza non sembrava, era umile ma quel suo atteggiamento spavaldo era solo una difesa. Era un uomo timido, anche se nessuno lo direbbe».

Umberto Eco era nato ad Alessandria, il 5 gennaio 1932. È morto a Milano ieri sera, il 19 febbraio 2016, a causa di un tumore. Aveva 84 anni.
Semiologo, filosofo e scrittore divenne celebre in tutto il mondo dopo la pubblicazione del romanzo “Il nome della rosa“, avvenuta nel 1980 (in Italia per i tipi di “Bompiani”). Fu un successo travolgente e inatteso, con grandissimo riscontro sia dal punto di vista della critica sia da quello del gradimento dei lettori. Best-seller internazionale tradotto in oltre 40 lingue e venduto in cinquanta milioni di copie, “Il nome della rosa” si aggiudicò il Premio Strega nel 1981, fu tra i finalisti del prestigioso Edgar Award nel 1984 ed è stato inserito nella lista de “I 100 libri del secolo di Le Monde”.
Dal romanzo fu tratto, nel 1986, il film omonimo per la regia di Jean-Jacques Annaud, con Sean Connery nei panni di Guglielmo e Christian Slater nel ruolo di Adso.

La produzione “libresca” di Umberto Eco è cospicua. Ricordiamo, tra gli altri: “Diario minimo” (1963), “Apocalittici e integrati” (1964 – con nuova edizione nel 1977).
Tra i romanzi, oltre al citato “Il nome della rosa“, ricordiamo: “Il pendolo di Foucault” (1988), “L’isola del giorno prima” (1994), “Baudolino” (2000), “La misteriosa fiamma della regina Loana” (2004), “Il cimitero di Praga” (2010) e “Numero Zero” (2015), tutti editi in italiano da Bompiani.

Nell’ambito della saggistica ricordiamo: “Il superuomo di massa” (1976), “Lector in fabula” (1979), “Sei passeggiate nei boschi narrativi” (1994), “Sulla letteratura” (2002), “Dire quasi la stessa cosa” (2003).

Intanto, venerdì 26 febbraio uscirà il nuovo libro di Eco per i tipi de “La nave di Teseo“. Si intitola “Pape Satàn aleppe(476 pag. – 20€).

Quella che segue è la scheda del libro…

Crisi delle ideologie, crisi dei partiti, individualismo sfrenato… Questo è l’ambiente – ben noto – in cui ci muoviamo: una società liquida, dove non sempre è facile trovare una stella polare (anche se è facile trovare tante stelle e stellette). Di questa società troviamo qui i volti più familiari: le maschere della politica, le ossessioni mediatiche di visibilità che tutti (o quasi) sembriamo condividere, la vita simbiotica coi nostri telefonini, la mala educazione. E naturalmente molto altro, che Umberto Eco ha raccontato regolarmente nelle sue Bustine di Minerva.
È una società, la società liquida, in cui il non senso sembra talora prendere il sopravvento sulla razionalità, con irripetibili effetti comici certo, ma con conseguenze non propriamente rassicuranti. Confusione, sconnessione, profluvi di parole, spesso troppo tangenti ai luoghi comuni. “Pape Satàn, pape Satàn aleppe”, diceva Dante nell’Inferno (VII, 1), tra meraviglia, dolore, ira, minaccia, e forse ironia.

Dedico, dunque, questo “spazio” alla memoria di Umberto Eco con l’intento di celebrarlo, ma anche con l’obiettivo (e la speranza) di contribuire a far conoscere le opere di questo nostro grande scrittore a chi non avesse ancora avuto modo di leggerle.

Pongo le solite domande (volte a favorire la discussione):

1. Che rapporti avete con le opere di Umberto Eco?

2. Qual è quella che avete amato di più?

3. E l’opera di Eco che ritenete più rappresentativa (a prescindere dalle vostre preferenze)?

4. Tra le varie “citazione” di Eco di cui avete memoria… qual è quella con cui vi sentite più in sintonia?

5. Qual è la principale eredità che Umberto Eco ha lasciato nella letteratura italiana?

Sono graditi (e ringrazio anticipatamente i partecipanti) interventi, contributi vari e la segnalazione di link attinenti ai contenuti di questo post.

Di seguito, due video dedicati a Umberto Eco relativi alla “Consegna a Umberto Eco del Sigillum magnum d’oro – Cerimonia Dottori di Ricerca 2015″ e alla “Lectio Magistralis – Comunicazione Soft e Hard – 2014″.

Massimo Maugeri (continua…)

Pubblicato in A A - I FORUM APERTI DI LETTERATITUDINE, EVENTI, INTERVENTI E APPROFONDIMENTI, OMAGGI, RICORRENZE, ANNIVERSARI E CELEBRAZIONI   77 commenti »

venerdì, 19 febbraio 2016

NESSUNO È COME SEMBRA

La nuova puntata di Letteratitudine Cinema contiene un pezzo “multiplo” con le recensioni di quattro film attualmente in sala che hanno tutti uno stesso comune denominatore: l’identità e l’apparenza.

* * *

Recensione di Ornella Sgroi

Nessuno è come sembra. Nessuno è chi dice (o crede) di essere. Un tema intrigante, quello dell’identità, nella dissonanza tra realtà e apparenza. E sono ben quattro i film attualmente in sala che lo affrontano, ognuno a proprio modo. Quattro diverse divagazioni sul tema, firmate da registi altrettanto diversi. Per linguaggio, stile, narrazione, sentimento e atmosfera. Oltre che per nazionalità. Ognuno al comando di attori che lasciano il segno e che contribuiscono in modo impeccabile alla riuscita di ciascun film. Da non perdere, nessuno dei quattro, perché nessuna buona ragione sarebbe davvero una buona ragione.

* * *

The Hateful Eight di Quantin Tarantino, con Samuel L. Jackson, Kurt Russel, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Tim Roth, Michael Madsen, Bruce Dern, Demiàn Bichir, Channing Tatum

Un Tarantino insolito.  Per la neve che fiocca sull’ispirazione dichiaratamente western del regista, dopo l’esperienza di “Django Unchained”. E per l’evoluzione in classico del giallo alla maniera di Agatha Christie e del suo “…E poi non rimase nessuno”. Anche se invece dei dieci piccoli indiani, Tarantino schiera otto assassini “odiosi” e irresistibili. Visivamente potentissimo, il nuovo film di Tarantino è scritto e girato con le parole ancora più che con l’azione cui il regista ci ha abituato, ma anche con la musica del Maestro Ennio Morricone, che escogita partiture da horror tra Dario Argento e John Carpenter, complici anche i suoni d’ambiente. Il vento, soprattutto e fuori di tutto, mentre dentro il rifugio i fiocchi di neve filtrano dalle fessure imbiancando la bellissima fotografia firmata da Robert Richardson. Dialoghi scoppiettanti e brutali, attori tutti in stato di grazia. Contagiati dal divertimento duro e puro che è tutto del regista statunitense e della sua banda di fuorilegge sempre in cerca di documenti che attestino una qualche verità. Un divertimento, quello di Tarantino, che fa scacco matto anche allo spettatore, costretto a fatica a mandare giù il coniglio uscito dal cilindro o, meglio, dalla botola che Tarantino avrebbe fatto bene a non aprire. Perché se giallo deve essere, allora bisogna giocarlo ad armi pari.  Anche se i suoi “hateful eight”, probabilmente, non sarebbero d’accordo. (continua…)

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mercoledì, 17 febbraio 2016

Lascia stare il la maggiore che lo ha già usato Beethoven

letteratura-e-musicaNell’ambito del forum di Letteratitudine dedicato a “LETTERATURA E MUSICA“, ci occupiamo del romanzo “Lascia stare il la maggiore che lo ha già usato Beethoven” di Alessandro Sesto (Gorilla Sapiens, 2015).

* * *

Recensione di Claudio Morandini

Nell’allegro (ma non troppo) romanzo di Alessandro Sesto c’è molta musica, anzi forse c’è proprio tutta la musica, nonostante i brevi e gustosi capitoletti si soffermino per lo più sul tran tran di una scalcinata band di giovani rocker che battono balere e pub della provincia veronese e dei dintorni. Certo, domina il rock, con tutto ciò che il rock si porta dietro – l’immediatezza insofferente, la paziente routine delle prove, l’enfasi eroica, il tributo al linguaggio codificato dai grandi antecedenti, l’ambizione di rappresentare il mondo e insieme l’incomprensione del mondo, fino al sapore eroico dell’umiliazione e al senso di sconfitta. Ma, oltre al rock, nelle lunghe e scombiccherate conversazioni riportate come se fossero state trascritte parola per parola (il titolo da lì viene, da una di quelle sbrodolate sedute di autocoscienza), il linguaggio semplice del rock viene annodato a riflessioni filosofiche, in cui si scomodano umoristicamente auctoritates superciliose come Adorno, Cioran (citato già alla prima riga, giusto per essere chiari), Nietzsche, Kant e quant’altri. Il loro pensiero sulla musica sta lì (che so, ad apertura di pagina: «Nella musica, ciò che non è straziante è inutile», «La musica è il rimpianto del paradiso»), nei retropensieri dei cinque rocker disillusi ma ostinati, e un po’ consola un po’ amareggia, perché l’idea alta di musica che promana dai loro ragionamenti è inattingibile, soprattutto in un contesto di profonda provincia  in cui la musica è ridotta a contorno, anzi a sfondo, a distrazione purchessia. Dal confronto umiliante e frustrante tra quei modelli alti, che siano filosofi, compositori classici o anche jazzisti o rockstar d’altri tempi, nasce quel particolare senso dell’umorismo che permea tutto il libro, che costringe al riso e contemporaneamente immalinconisce. Al tempo stesso, la contaminazione tra Nietzsche e La Bamba, tra il virtuosismo necessario a eseguire Scarlatti e le goffe tirate del tastierista sul suo strumento, tra le vicende assurde dell’opera lirica che appassiona la nonna e altre vicende ancora più assurde su cui a un certo punto si imbastisce un improbabile musical quasi subito abbandonato, tra l’alto e il basso insomma, finisce per abbassare quell’alto, per tirarlo giù dal piedistallo in un’operazione di degradazione divertente e anche catartica per chi ha penato su quei filosofi o si è sentito schiacciato da sindromi di Stendhal all’ascolto di quei grandi e sente, nei loro riguardi, un misto di amore e di odio frustrato. (continua…)

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lunedì, 15 febbraio 2016

LetteratitudineNews: dall’8 al 14 febbraio 2016

letteratitudinenewsLetteratitudineNews:

dall’8 al 14 febbraio 2016

-STEFANO CRUPI racconta A OGNI SANTO LA SUA CANDELA

-IL PAESE DELL’ALCOL di MO YAN (recensione)

-ELENA MEARINI racconta BIANCA DA MORIRE

-LA CAPITANA DELL’ISOLA DI NESSUNO di Mario Di Caro (recensione)

-ALESSANDRO BERTANTE racconta GLI ULTIMI RAGAZZI DEL SECOLO

-OMAGGIO A TECLA DOZIO

© Letteratitudine
(continua…)

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lunedì, 8 febbraio 2016

MAURIZIO DE GIOVANNI con “Cuccioli” e ELVIRA SEMINARA con “Atlante degli abiti smessi” a “Letteratitudine in Fm”

MAURIZIO DE GIOVANNI con “Cuccioli” e ELVIRA SEMINARA con “Atlante degli abiti smessi” a “Letteratitudine in Fm” di lunedì 08 febbraio 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)

In Fm e in streaming su Radio Hinterland

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

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È stato Maurizio de Giovanni l’ospite della prima parte della puntata di “Letteratitudine in Fm” di lunedì 8 febbraio 2016. Con Maurizio de Giovanni abbiamo discusso del suo nuovo romanzo “Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone” (Einaudi Stile Libero).

Elvira Seminara è stata l’ospite della seconda parte della puntata. Con Elvira Seminara abbiamo discusso del suo nuovo romanzo “Atlante degli abiti smessi” (Einaudi).

Di seguito, le schede dei due libri.

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CuccioliCuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone – di Maurizio de Giovanni (Einaudi Stile Libero)
Una neonata viene abbandonata accanto a un cassonetto della spazzatura. Una giovane domestica ucraina rimane presa in una morsa di avidità e frustrazioni. I piccoli animali randagi spariscono dalle strade. Cullata dall’aria frizzante di un giovane aprile, la città sembra accanirsi contro l’innocenza. Il compito di combattere un male più disumano del solito tocca a una squadra di poliziotti in cui pochi credono. Li chiamano i Bastardi di Pizzofalcone. In una società che si sgretola, dove il privilegio diventa sopraffazione, i poliziotti di Maurizio de Giovanni combattono non solo il crimine, ma anche l’indifferenza verso chi è più debole. Perché quando la violenza colpisce gli indifesi, a perdere siamo tutti.

Maurizio de Giovanni nasce nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Nel 2005 vince un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato sulla figura del commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ispira un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero, che comprende Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore e Anime di vetro. Nel 2012 esce per Mondadori Il metodo del Coccodrillo (Premio Scerbanenco), dove fa la sua comparsa l’ispettore Lojacono, ora fra i protagonisti della serie dei Bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea e pubblicata da Einaudi Stile Libero (nel 2013 è uscito il secondo romanzo della serie, Buio, nel 2014 il terzo, Gelo, e nel 2015 il quarto, Cuccioli). Nel 2014, sempre per Einaudi Stile Libero, de Giovanni ha pubblicato anche l’antologia Giochi criminali (con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli). In questo libro appare per la prima volta il personaggio di Bianca Borgati, contessa Palmieri di Roccaspina, sviluppato in Anime di vetro. Nel 2015 è uscito per Rizzoli il romanzo Il resto della settimana.
Tutti i suoi libri sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti. De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è visceralmente tifoso, e di opere teatrali.

* * *

Atlante degli abiti smessi“Atlante degli abiti smessi” – di Elvira Seminara (Einaudi)
Eleonora è una donna eccentrica con un modo tutto suo di guardare il mondo. Ma è anche una donna impetuosa. E ora che l’ex marito è scomparso, il rapporto con la figlia Corinne si è strappato, «come un lenzuolo che ha subito troppi lavaggi, vestito troppi letti». È anche per questo che Eleonora lascia Firenze e si rifugia a Parigi, in cerca di solitudine e di chiarezza, perché certe fughe «non si organizzano, si subiscono e al massimo cerchi di perfezionarle ». Da lí, osserva il parco sotto casa e le abitudini bizzarre degli inquilini del suo palazzo – un «ottimo esercizio di equa e diffusa compassione» – e tesse nuove trame. Ma soprattutto scrive a Corinne, per ricucire il loro rapporto. Un giorno dopo l’altro compila un campionario sfavillante degli abiti lasciati nella casa di Firenze. Una sorta di vademecum per orientarsi fra il silenzio ostinato degli armadi e il frastuono dell’umanità. Il catalogo animato di Eleonora diventa cosí un modo di trasmettere l’esperienza del tutto singolare, «fuori dalle ante». Un vortice di parole febbrili, inventive, con una forza espressiva inesausta, che ci trascina senza sosta, lasciandoci alla fine la sensazione di avere vissuto una storia che ci riguarda molto da vicino.

Elvira Seminara, giornalista e pop artist, ha pubblicato per Mondadori L’indecenza (2008) e per nottetempo Scusate la polvere (2011) e La penultima fine del mondo (2013). I primi due romanzi sono stati messi in scena nel 2014 e nel 2015 dal Teatro Stabile di Catania. Suoi testi sono tradotti in diversi paesi. Vive ad Aci Castello. Per Einaudi ha pubblicato Atlante degli abiti smessi.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali di Miles Davis: “Kind of blue”, “Time After Time” e “Mystery”.

(continua…)

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lunedì, 8 febbraio 2016

LetteratitudineNews: dall’1 al 7 febbraio 2016

letteratitudinenewsLetteratitudineNews:

dall’1 al 7 febbraio 2016

-BALLANDO CON AVERROÈ – intervista alla scrittrice TONI MARAINI

-UN LIBRO DA CANTARE

-LA LETTERATURA GIALLA E LA TUNISIA DEL DOPO “RIVOLUZIONE”

-SCRIVIAMOCI 2016

-IL FIGLIO MASCHIO di Giuseppina Torregrossa (recensione)

-IL CRISTIANO TRA POTERE E MONDANITÀ: 15 malattie secondo papa Francesco

© Letteratitudine
(continua…)

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lunedì, 1 febbraio 2016

MARIO BAUDINO ospite di “Letteratitudine in Fm” con “Lo sguardo della farfalla – “La guerra non ha un volto di donna” di SVETLANA ALEKSIEVIC

MARIO BAUDINO con “Lo sguardo della farfalla” e “La guerra non ha un volto di donna” di SVETLANA ALEKSIEVIC a “Letteratitudine in Fm” di lunedì 01 febbraio 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)

In Fm e in streaming su Radio Hinterland

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

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È stato Mario Baudino l’ospite della prima parte della puntata di “Letteratitudine in Fm” di lunedì 1 febbraio 2016. Con Mario Baudino abbiamo discusso del suo nuovo romanzo “Lo sguardo della farfalla” (Bompiani).

La seconda parte della puntata è stata dedicata al volume “La guerra non ha un volto di donna” (Bompiani) del Premio Nobel per la Letteratura 2015 Svetlana Aleksievic.

Di seguito, le schede dei due libri.

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Lo sguardo della farfalla“Lo sguardo della farfalla” di Mario Baudino (Bompiani)

La vita è piuttosto eccitante per Demi, Duccio e Matteo, librai di un paese di montagna del Piemonte. Ma lo diventa ancor di più quando ricevono l’incarico di valutare un’immensa biblioteca ereditata in modo alquanto misterioso da un professore universitario. A procurar loro un’avventura degna di un romanzo gotico – la villa sembrerebbe infestata da un fantasma – sono i misteri che affiorano durante il lavoro: la scomparsa di un libro dal titolo ambiguo, le indagini di una giornalista d’assalto, la curiosità sospetta di una imprevedibile cliente. In una caccia al tesoro che si consuma tra le pagine di libri antichi e fra le cronache del presente e del passato, Mario Baudino intreccia una trama piena di colpi di scena dove i tre improbabili investigatori verranno a capo di un lontano segreto legato agli anni di piombo. Ma come spesso accade, i segreti possono essere un po’ beffardi…

Mario Baudino (1952), giornalista della “Stampa”, ha pubblicato romanzi e saggi, tra i quali ricordiamo Voci di guerra (Ponte alle Grazie 2001), Il mito che uccide (Longanesi 2004), Per amore o per ridere (Guanda 2008) e Il gran rifiuto (Longanesi 1991, ripreso da Passigli nel 2009).

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“La guerra non ha un volto di donna” di Svetlana Aleksievic (Bompiani)

La guerra  non ha un volto  di donnapremio nobel per la letteratura 2015

Se la guerra la raccontano le donne, quando prima l’hanno raccontata solo gli uomini… se a farla raccontare è Svetlana Aleksievi?c… se le sue interlocutrici avevano in gran parte diciotto o diciannove anni quando, perlopiù volontarie, sono accorse al fronte per difendere la patria e gli ideali della loro giovinezza contro uno spietato aggressore… allora nasce un libro come questo. 22 giugno 1941: l’uragano di ferro e fuoco che Hitler ha scatenato verso Oriente comporta per l’urss la perdita di milioni di uomini e di vasti territori e il nemico arriva presto alle porte di Mosca. Centinaia di migliaia di donne e ragazze, anche molto giovani, vanno a integrare i vuoti di effettivi e alla fine saranno un milione: infermiere, radiotelegrafiste, cuciniere e lavandaie, ma anche soldati di fanteria, addette alla contraerea e carriste, genieri sminatori, aviatrici, tiratrici scelte. La guerra “al femminile” – dice la scrittrice – “ha i propri colori, odori, una sua interpretazione dei fatti ed estensione dei sentimenti e anche parole sue”. Lei si è dedicata a raccogliere queste parole, a far rivivere questi fatti e sentimenti, nel corso di alcuni anni, in centinaia di conversazioni e interviste. Cercava l’incontro sincero che si instaura tra amiche e quasi sempre l’ha trovato: le ex combattenti e ausiliarie al fronte avevano serbato troppo a lungo, in silenzio, il segreto di quella guerra che le aveva per sempre segnate. E a mano a mano che raccoglie le loro confidenze e rimorsi e afflizioni Svetlana Aleksievi?c si convince di una cosa: la guerra “femminile” è nella percezione delle donne anche più carica di sofferenza di quella “maschile”. Per colei che dona la vita dispensare la morte non può mai essere facile; e se, come ovvio, celebra con i commilitoni la Vittoria e la fine dell’incubo bellico, nella sua memoria restano incise, più sensibilmente delle eroiche imprese, vicende che parlano di abnegazione, compassione e amore negato.

Svetlana Aleksievic è nata in Ucraina nel 1948, da padre bielorusso e madre ucraina, entrambi insegnanti nelle scuole rurali. Giornalista e scrittrice, è nota soprattutto per essere stata cronista, per i connazionali, dei principali eventi dell’Unione Sovietica della seconda metà del XX secolo. Fortemente critica nei confronti del regime dittatoriale in Bielorussia, è stata perseguita dal regime del presidente Aleksandr Lukašenko e i suoi libri sono stati banditi dal paese. Dopo dodici anni all’estero, ora è tornata a Minsk. Ha pubblicato libri tradotti in oltre quaranta lingue. Ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2015 per la “sua polifonica scrittura nel raccontare un monumento alla sofferenza e al coraggio dei nostri tempi”. Ha ricevuto numerosi altri riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio per la pace degli editori tedeschi alla Fiera di Francoforte (2013), il Prix Médicis essai (2013) e il Premio Masi Grosso d’Oro Veneziano (2014). Di Svetlana Aleksievi?c sono usciti in Italia: Preghiera per C?ernobyl’ (2002), Ragazzi di zinco (2003), Incantati dalla morte (2005), Tempo di seconda mano (Bompiani 2014, miglior libro del 2013 secondo la rivista “Lire”).

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “Beethoven Moonlight Sonata op 27” di Valentina Lisitsa; “Satyagraha – 01 Act 1” di Philip Glass;

(continua…)

Pubblicato in LETTERATITUDINE RADIO (trasmissione radiofonica curata e condotta da Massimo Maugeri)   Commenti disabilitati

lunedì, 1 febbraio 2016

LetteratitudineNews: dal 25 al 31 gennaio 2016

letteratitudinenewsLetteratitudineNews:

dal 25 al 31 gennaio 2016

- RAZZA DI ZINGARO di DARIO FO (un estratto)

- AIE: sui libri torna il segno più

- STEFANIA AUCI racconta FLORENCE

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