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Archivio di aprile 2015

mercoledì, 29 aprile 2015

ETGAR KERET ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 29 aprile 2015

ETGAR KERET ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 29 aprile 2015 – h. 9:10 circa (e in replica nei seguenti 4 appuntamenti: venerdì alle h. 06:00 e alle h. 13:00, domenica alle h. 06:00, martedì alle h. 00:30)

etgar-keret

In Fm e in streaming su Radio Hinterland

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

* * *

È stato lo scrittore israeliano Etgar Keret l’ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 29 aprile 2015.

Con Etgar Keret abbiamo discusso del suo nuovo libro “Sette anni di felicità” (Feltrinelli - traduz. di Vincenzo Mantovani) e delle tematiche in esso trattato.
Ringraziamo Fulvia Tassini per il servizio di interpretariato dall’inglese.

Nella seconda parte della puntata, la lettura di alcune pagine del libro.

* * *


Sette anni di felicità“Sette anni di felicità” di Etgar Keret (Feltrinelli)
Negli ultimi sette anni, Etgar Keret ha avuto molte ragioni per stare in pensiero. Suo figlio Lev è nato nel bel mezzo di un attentato terroristico a Tel Aviv. Suo padre si è ammalato. Tremende visioni del presidente iraniano Ahmadinejad che lancia invettive antisemite lo perseguitano. E Devora, l’implacabile venditrice di un call center, sembra determinata a seguirlo anche all’altro mondo. Con un’ironia fulminante e la sua speciale capacità di cogliere del buono dove meno te l’aspetti, Keret si muove con disinvoltura tra il personale e il politico, il faceto e il terribilmente serio, per raccontare i suoi ultimi sette anni a Tel Aviv: un condensato di vita, humour ed emozione.

* * *

Nato a Tel Aviv nel 1967, Etgar Keret è tra i più popolari scrittori israeliani della nuova generazione. I suoi libri, tradotti in 35 paesi e 31 lingue, gli hanno valso molti premi prestigiosi e un riconoscimento unanime a livello internazionale. I suoi lavori sono stati pubblicati dal “The New York Times”, “Le Monde”, “The Guardian”, “The Paris Review” e “Zoetrope”. Più di quaranta cortometraggi sono nati dalle sue storie, uno dei quali ha vinto il MTV Prize negli Stati Uniti (1998). Il suo cortometraggio Skin Deep ha vinto numerosi premi internazionali, mentre il suo primo lungometraggio, Meduse, girato insieme alla moglie Shira Gefen, ha vinto a Cannes il premio “Caméra d’Or” nel 2007. Nel 2010 è stato insignito in Francia con l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere. Keret insegna attualmente alla facoltà di cinema e televisione dell’Università di Tel Aviv. Con Feltrinelli ha pubblicato All’improvviso bussano alla porta (2012) e, nella collana digitale Zoom, Finestre (2014).

* * *

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “Don’t worry be happy” di Bobby McFerrin; “If it makes you happy” di Sheryl Crow; “Happy Days” di Charles Fox (1974 – sigla originale dell’omonimo telefilm)

(continua…)

Pubblicato in LETTERATITUDINE RADIO (trasmissione radiofonica curata e condotta da Massimo Maugeri)   Commenti disabilitati

martedì, 28 aprile 2015

SICILIANI ULTIMI?

Il nuovo appuntamento della rubrica di Letteratitudine chiamata “Saggistica Letteraria” è dedicato al volume “Siciliani Ultimi? Tre studi su Sciascia, Bufalino, Consolo. E oltre” di Giuseppe Traina (Mucchi editore).

La prefazione del libro firmata da Giuliana Benvenuti è disponibile cliccando qui.

* * *

di Massimo Maugeri

Giuseppe Traina è professore associato di Letteratura Italiana presso l’Università di Catania e insegna nella Struttura Didattica Speciale di Ragusa, città dove vive. Ha studiato autori italiani fra Sette e Novecento, dedicando particolare attenzione a Sciascia (La soluzione del cruciverba, 1994; Leonardo Sciascia, 1999; In un destino di verità, 1999; Una problematica modernità, 2009), a Bufalino (“La felicità esiste, ne ho sentito parlare”. Gesualdo Bufalino narratore, 2012), a Consolo (Vincenzo Consolo, 2001). Si occupa attualmente di letteratura comica e satirica.
Per la collana Lettere Persiane di Mucchi ha pubblicato di recente il volume “Siciliani Ultimi? Tre studi su Sciascia, Bufalino, Consolo. E oltre“.
Ho avuto modo di incontrare Pippo Traina porprio per discutere di quest’ultimo libro.

- Giuseppe, partiamo dalle ragioni che ti hanno spinto a pubblicare “Siciliani Ultimi?”…
Le ragioni principali sono l’amore per la grande tradizione letteraria siciliana, di cui Sciascia, Bufalino e Consolo sono considerati gli ultimi autorevoli esponenti, e, d’altra parte, il fastidio per ogni ragionamento troppo pessimista sulle sorti della letteratura nel secolo ventunesimo.
Avevo in precedenza già scritto i saggi su “L’affaire Moro” di Sciascia, sull’attività di Bufalino come antologista e sul romanzo “Retablo” di Consolo: ho pensato che raccoglierli in un libro, dopo averli un po’ rivisti e aggiornati, poteva essere un modo per tornare ancora una volta su autori già studiati in passato e sui quali ho pubblicato diversi libri, per valorizzarne aspetti poco noti oppure per rivalutare opere meno considerate rispetto ad altre. Ma mi sembrava anche giusto capire che cosa della loro eredità è considerato ancora valido dagli scrittori siciliani di oggi e che cosa, invece, è cambiato – anche radicalmente – nella scrittura di questi ultimi.

- Il titolo del libro non passa inosservato. Perché questa scelta?
Perché Sciascia, Bufalino e Consolo sono davvero stati gli ultimi grandi esponenti di una tradizione letteraria siciliana che – pur nelle inevitabili diversità fra autore e autore, fra stile e stile – ha dimostrato di avere non pochi tratti in comune: per esempio, la coscienza scontrosa di un’alterità antropologica; un antistoricismo tenace; una predilezione per la grande cultura europea unita alla scelta della Sicilia e dei siciliani come oggetto d’analisi; la tentazione di scrivere un romanzo–cattedrale, che sia affresco sociale o saga familiare; una scrittura che procede sui sentieri sinuosi del barocco o della prosa lirica o su quelli, non meno sinuosi, del ragionamento analitico in stile scabro ed essenziale. Insomma, quel quadro mosso ma coerente che Massimo Onofri ha rubricato all’insegna della “modernità infelice”. Ma, come dicevo prima, nell’introduzione al libro ho provato a dimostrare che, dopo i risultati splendidi raggiunti da questi tre grandi scrittori non c’è il nulla, c’è invece un “oltre”: altre forme di scrittura che, seppure in buona parte lontane dalle loro, ci dicono cose tutt’altro che secondarie sulla Sicilia di oggi, sull’Italia di oggi.

pippo-traina- Sciascia, Bufalino, Consolo: tre pilastri, dunque, della letteratura siciliana (e non solo) del secondo Novecento. Quali sono gli elementi che li accomunano? E quali quelli che li dividono?
Ad accomunarli mi pare sia soprattutto la fiducia nella letteratura come mezzo per esprimere e testimoniare un’alternativa possibile alla massificazione culturale e all’indifferenza valoriale. Anche un elemento che apparentemente li divide – mi riferisco alle scelte linguistico-stilistiche – può rivelare, se studiato a fondo e senza pregiudizi, interessanti aspetti in comune: penso alla complessità del periodare, che poi, naturalmente, ognuno di loro riveste di una patina lessicale molto personale. A dividerli abbastanza nettamente, invece, mi pare ci sia l’atteggiamento verso il proprio mondo interiore: che Bufalino affrontava a viso aperto, anzi esibendo una quasi impudica attitudine ad auscultare le proprie ragioni del cuore, mentre Sciascia e Consolo si aggrappavano tenacemente alle ragioni della ragione per schermare al lettore l’accesso a un mondo che doveva rimanere il più recondito possibile.

- Se oggi avessi la possibilità di scrivere una lettera a uno di questi tre grandi scrittori (e di ricevere risposta), a chi scriveresti? E perché? (continua…)

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lunedì, 27 aprile 2015

LetteratitudineNews: dal 20 al 26 aprile 2015

letteratitudinenewsLetteratitudineNews:

dal 20 al 26 aprile 2015


© Letteratitudine

(continua…)

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mercoledì, 22 aprile 2015

CLARA SERENI ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 22 aprile 2015

CLARA SERENI ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 22 aprile 2015 – h. 9:10 circa (e in replica nei seguenti 4 appuntamenti: venerdì alle h. 06:00 e alle h. 13:00, domenica alle h. 06:00, martedì alle h. 00:30)

clara-sereni

In Fm e in streaming su Radio Hinterland

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

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È stata Clara Sereni l’ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 22 aprile 2015.

Con Clara Sereni abbiamo discusso del suo nuovo libro “Via Ripetta 155″ (Giunti) e delle tematiche in esso trattato (e, in particolare, del periodo incentrato fra il 1968 e il 1977).

Nella seconda parte della puntata abbiamo proposto, tra l’altro, un brano musicale composto e cantato dalla stessa Clara Sereni.

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VIA RIPETTA 155 (Giunti) – di Clara Sereni
Via Ripetta: una delle strade più centrali di Roma, in quello che è una sorta di triangolo d’oro fra piazza del Popolo, piazza Navona e il Pantheon. Tutto chiaro? No, perché il 155 si trova nel piccolo tratto dopo l’Ara Pacis che tutti pensano appartenga già a via della Scrofa: bisogna spiegarlo bene perfino a chi guida il taxi, se è proprio lì che si vuole andare.
Un tratto fuori fuoco nello stradario, e quella che si racconta qui è la storia fuori fuoco degli anni fra il ’68 e il ’77, cominciati all’insegna dell’utopia libertaria – compresa l’idea che per la libertà valesse la pena di stare a pancia vuota e di vivere alla meglio in case che cadevano a pezzi – e sfociati nel terrorismo prima, e poi nel riflusso del disimpegno, dei manager rampanti. Per i non rassegnati, restava solo il tentativo di portare dentro i gruppi amicali, e qualche volta dentro una famiglia che si pensava “nuova”, la gran massa di elaborazione ideale che via via si era andata producendo.
Una storia vista con lo sguardo sghembo di chi ha vissuto da vicino molte cose senza mai esserne del tutto al centro, e dunque con la possibilità di testimoniare – dolorosamente – una memoria non ingabbiata. Ricordi in prima persona di anni raccontati fin qui poco: perché il terrorismo non fu – come molti ritengono – la conclusione logica di quanto il Sessantotto aveva seminato, ma fu invece la sanzione drammatica della sconfitta di molte speranze, un lutto pungente per chi aveva creduto e si era speso per farle germinare.

* * *

Clara Sereni è nata a Roma nel 1946 e vive a Perugia. È una delle più importanti scrittrici italiane contemporanee. Da anni impegnata nel mondo del volontariato, è stata per oltre un decennio presidente della Fondazione “La Città del Sole” – Onlus, che costruisce progetti di vita per persone con disabilità psichica e mentale. Ha pubblicato: Sigma Epsilon (1974), Casalinghitudine (1987), Manicomio primavera (1989), Il gioco dei regni (1993), Eppure (1995), Taccuino di un’ultimista (1998), Passami il sale (2002), Le Merendanze (2004), Il lupo mercante (2007) e Una storia chiusa (2012). Ha curato anche le raccolte di testimonianze intorno al tema della disabilità e della diversità: Mi riguarda (1994), Si può! (1996) e Amore caro (2009). Dirige per l’editore Ali&no la collana “le farfalle”.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “Hey Jude!” dei Beatles; Vorrei dirtelo tutto d’un fiato” di Clara Sereni; “Napule è” di Pino Daniele (continua…)

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martedì, 21 aprile 2015

LetteratitudineNews: dal 13 al 19 aprile 2015

letteratitudinenewsLetteratitudineNews:

dal 13 al 19 aprile 2015


© Letteratitudine

(continua…)

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lunedì, 20 aprile 2015

OMAGGIO A GÜNTER GRASS

Il 13 aprile 2015, a Lubecca, è morto Günter Grass scrittore tedesco insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1999 (motivazione: “le cui licenziose fiabe ritraggono la faccia dimenticata della storia”).

Il tamburo di lattaNoto soprattutto per il romanzo d’esordio “Il tamburo di latta” (1959), nonché primo scritto della Trilogia di Danzica (che comprende anche “Gatto e topo” del 1961 e “Anni di cani” 1963), Günter Grass è senz’altro uno dei massimi scrittori tedeschi della seconda metà del Novecento.

Nella tradizione di Letteratitudine, dedico questo “spazio” alla memoria di Günter Grass con l’intento di celebrarlo, ma anche con l’obiettivo (e la speranza) di contribuire a far conoscere questo grande autore di calibro internazionale a chi non ha ancora avuto modo di accostarsi alle sue opere.

Pongo, di seguito, alcune domande volte a favorire la discussione…

1. Che rapporti avete con le opere di Günter Grass?

2. Qual è quella che avete amato di più?

3. E l’opera della Grass che ritenete più rappresentativa (a prescindere dalle vostre preferenze)?

4. Tra le varie “citazione” di Grass di cui avete memoria (o in cui, magari, vi siete imbattuti in questa occasione)… qual è quella con cui vi sentite più in sintonia?

5. Qual è l’eredità che Günter Grass ha lasciato nella letteratura mondiale?

Qualunque tipo di contributo sulla vita e sulle opere di Günter Grass (citazioni, stralci di brani, considerazioni, recensioni, link a video e quant’altro) è gradito.

Siete tutti invitati a intervenire, dunque.

Vi ringrazio anticipatamente per la partecipazione.

Massimo Maugeri
(continua…)

Pubblicato in A A - I FORUM APERTI DI LETTERATITUDINE, OMAGGI, RICORRENZE, ANNIVERSARI E CELEBRAZIONI   63 commenti »

mercoledì, 15 aprile 2015

NICOLA LAGIOIA ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 15 aprile 2015

NICOLA LAGIOIA ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 15 aprile 2015 – h. 9:10 circa (e in replica nei seguenti 4 appuntamenti: venerdì alle h. 06:00 e alle h. 13:00, domenica alle h. 06:00, martedì alle h. 00:30)

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In Fm e in streaming su Radio Hinterland

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

È stato Nicola Lagioa l’ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 15 aprile 2015. Con Nicola Lagioia abbiamo discusso del suo nuovo romanzo “La ferocia” (Einaudi) e delle tematiche in esso affrontate.
Nella seconda parte della puntata Massimo Maugeri ha letto le prime pagine del libro

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“La ferocia”, di Nicola Lagioia (Einaudi)
In una calda notte di primavera, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada statale. È nuda e coperta di sangue. A stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati dritti su di lei. Quando, poche ore dopo, la ritroveranno ai piedi di un autosilo, la sua identità verrà finalmente alla luce: è Clara Salvemini, prima figlia della piú influente famiglia di costruttori locali. Per tutti è un suicidio. Ma le cose sono davvero andate cosí? Cosa legava Clara agli affari di suo padre? E il rapporto che la unisce ai tre fratelli – in particolare quello con Michele, l’ombroso, l’instabile, il ribelle – può aver giocato un ruolo determinante nella sua morte? Le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme del noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il cuore dell’azione, Nicola Lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo. L’intensità della scrittura – mai cosí limpida e potente – ci avviluppa in un labirinto di emozioni, segreti e scoperte, che interseca le persone e il loro mondo, e tiene il lettore inchiodato alla pagina.

* * *

Nicola Lagioia è nato a Bari nel 1973. Con minimum fax ha pubblicato Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (2001), e con Einaudi Occidente per principianti (Supercoralli 2004), Riportando tutto a casa (Supercoralli 2009, Super ET 2011; Premio Viareggio-Rèpaci, Premio Vittorini, Premio Volponi) e La ferocia (Supercoralli 2014). www.minimaetmoralia.it

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “Do You Love Me” di Nick Cave; “One of These Things First” di Nick Drake; “New Order” dei Ceremony.
(continua…)

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mercoledì, 15 aprile 2015

Felisberto Hernández

In collegamento con il forum di Letteratitudine dedicato a “LETTERATURA E MUSICA

***

La memoria della musica (o la musica della memoria): Felisberto Hernández

a cura di Claudio Morandini

Chi ama la musica e quella particolare musica che risuona nelle pagine di un libro farà bene a dedicarsi alla lettura di Felisberto Hernández (Montevideo, 1902-1964), di cui La Nuova Frontiera sta pubblicando i racconti e i romanzi nella bella traduzione di Francesca Lazzarato. Hernández era quasi dimenticato in Italia, prima di queste provvidenziali pubblicazioni: si erano perse da anni le tracce della precedente edizione di “Nessuno accendeva le lampade” (Einaudi, 1974, traduzione di U. Bonetti), mai più ristampata.

Le OrtensieHernández era pianista e scrittore; prima pianista, poi scrittore dalla sconcertante sensibilità. I racconti, sia quelli più corti sia quelli che ambiscono a uno statuto quasi di romanzo breve, sono qualcosa di diverso, di non catalogabile (se ne era ben accorto Italo Calvino, che nel presentare la prima edizione italiana di “Nessuno accendeva le lampade” scriveva che l’autore “non somiglia a nessuno… è un irregolare che sfugge a ogni classificazione e inquadramento ma si presenta ad apertura di pagina come inconfondibile”): procedono ambigui e spaesanti come sogni a cui certe ricorrenze concedono una parvenza di articolazione narrativa, sono assecondati più che scritti, osservati mentre crescono come piante più che articolati secondo una struttura. Hernández e i suoi personaggi si aggirano come sonnambuli (“sonnambulo di fiducia” è definito il narrante in “La casa allagata”, del 1960, in “Le ortensie”, La Nuova Frontiera, 2014), come fantasmi che non hanno dimenticato la cortesia, in un mondo in cui si affastellano oggetti, mobilia, figure femminili di tutte le dimensioni e età (e tutto ciò, oggetti e figure femminili, al centro di persistenti pulsioni e desideri). A volte i luoghi assumono significati nuovi: in uno dei racconti più sorprendenti, un palazzo viene allagato e diventa mare da navigare, disseminato di isole (“La casa allagata”, in “Le ortensie”).

(continua…)

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martedì, 14 aprile 2015

SOLI ERAVAMO – di Fabrizio Coscia

Nel nuovo appuntamento della rubrica di Letteratitudine chiamata “Saggistica Letteraria” diamo spazio al volume SOLI ERAVAMO e altre storie (ad est dell’equatore) di Fabrizio Coscia.
Un libro, in questo caso, che non si occupa solo di letteratura, ma (più in generale) di arte… tornando, però, alla letteratura.

Possono un romanzo, una poesia, un quadro o una musica cambiare la nostra vita? Illuminarla di un significato che ci era stato nascosto fino a un attimo prima? Mostrarci una strada mai percorsa? Secondo l’autore di questo libro sì. A patto di lasciarci coinvolgere incondizionatamente dall’amore per l’arte.

Di seguito: un intervento dell’autore (predisposto in esclusiva per Letteratitudine,  in cui ci racconta qualcosa sul volume) e un estratto del libro.

Massimo Maugeri

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Fabrizio Coscia ci “racconta” SOLI ERAVAMO E ALTRE STORIE (ad est dell’equatore)

di Fabrizio Coscia

http://i.ytimg.com/vi/w9LsHDqQg-w/hqdefault.jpgHo scritto questo libro perché volevo guadagnarmi uno spazio di libertà, innanzitutto. Libertà dai generi, dai vincoli, dalle regole editoriali. E perché era da un po’ di tempo che provavo una certa stanchezza nei confronti della fiction, della terza persona, delle storie da inventare. Ho provato, allora, a mettermi nei panni del lettore, prima ancora che dello scrittore. E ho cercato una voce affidabile, credibile, da modulare. Sono nate così queste piccole storie che parlano di grandi scrittori, artisti, compositori, delle loro vicende biografiche e delle loro opere, raccontate da un personaggio-uomo (per usare una celebre definizione di Giacomo Debenedetti) che dice io, e che porta con sé tutto il suo carico di vissuto e tutta la sua esperienza di lettore emotivo: un lettore in carne e ossa e anima, che inframmezza i suoi ricordi, le sue sensazioni ai racconti degli episodi biografici. Ne è venuta fuori una sorta di romanzo di formazione, di autobiografia intellettuale, anche se in tono minore, qualcosa che però sfugge a una definizione univoca, perché, appunto, scritto in piena libertà di intenti. Si racconta, dunque, della tardiva e fatale fuga dall’oppressione matrimoniale di un Tolstoj ottantaduenne e di quella ribelle e adolescenziale di Rimbaud per l’Africa. Si racconta di un Kafka che s’improvvisa postino delle bambole per lenire il dolore di una bambina in un parco di Berlino; di un quadro di Edward Hopper che rimanda al finale di un racconto di Joyce, dell’incontro disastroso dello stesso Joyce con Proust, di un Leopardi ingordo di gelati, dei «suicidi imperfetti» di Virginia Woolf e Cesare Pavese, della fucilazione di Garcia Lorca e Isaak Babel’, dell’incontro probabilissimo tra il vecchio Casanova e il «Don Giovanni» di Mozart. E ancora: (continua…)

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lunedì, 13 aprile 2015

LetteratitudineNews: dal 6 al 12 aprile 2015

letteratitudinenewsLetteratitudineNews:

dal 6 al 12 aprile 2015

TIRATURE ’15 / TIRATURE ’25

IL DENTISTA – di Roberto Carboni (recensione)

Donne di Mafia (a teatro)

LE LINGUE PER LO STREGA

BooksGiving Day -12 aprile

RIPARARE I VIVENTI, di Maylis de Kerangal


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(continua…)

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giovedì, 9 aprile 2015

MAYLIS DE KERANGAL ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 8 aprile 2015

MAYLIS DE KERANGAL ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 8 aprile 2015 – h. 9 circa (e in replica nei seguenti 4 appuntamenti: venerdì alle h. 06:00 e alle h. 13:00, domenica alle h. 06:00, martedì alle h. 00:30)

maylis-de-kerangalIn Fm e in streaming su Radio Hinterland

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

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È stata la scrittrice francesce Maylis de Kerangal l’ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 8 aprile 2015.
Con Maylis de Kerangal abbiamo discusso del suo nuovo romanzo “Riparare i viventi” (edito da Feltrinelli) e delle tematiche da esso affrontate. Tematiche, per la verità, molto forti e delicate giacché hanno a che vedere con l’espianto e il trapianto di organi; nella fattispecie: il cuore.
Ne approfittiamo per ringrazire Sonia Folin, che ha svolto il ruolo di interprete.

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“Riparare i viventi”, di Maylis de Kerangal (Feltrinelli – traduzione di Maria Baiocchi e Alessia Piovanello)

Tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un pullmino tappezzato di sticker, tre big wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sarà fatale per uno di loro. Incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e Simon Limbres entra nel limbo macabramente preannunciato dal suo cognome.
Da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. La scelta disperata dell’espianto, straziante, è rimessa nelle mani dei genitori. Intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che faranno sì che il cuore di Simon continui a battere in un altro corpo.
Tra accelerazioni e pause, ventiquattr’ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni di quanti ruotano attorno a Simon: genitori, dottori, infermieri, équipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell’avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo ma sede e simbolo della vita.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “Who Wants To Live Forever” dei Queen – “Shape of my heart” di Sting – “In My Life” dei Beatles
(continua…)

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martedì, 7 aprile 2015

LetteratitudineNews: dal 30 marzo al 5 aprile 2015

letteratitudinenewsLetteratitudineNews:

dal 30 marzo al 5 aprile 2015

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(continua…)

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venerdì, 3 aprile 2015

Film da vedere e da recuperare. Oppure no.

Locandina del film Latin Lover Film da vedere e da recuperare. Oppure no.

A cura di Ornella Sgroi

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Latin Lover

Regia di Cristina Comencini
Con le mogli: Virna Lisi e Marisa Paredes. Le figlie: Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi, Candela Peña, Pihla Viitala, Nadeah Miranda e Cecilia Zingaro. Il latin lover Francesco Scianna, l’unico marito Jordi Molla, e gli altri uomini Lluís Homar e Neri Marcorè

Un omaggio al cinema italiano e ai suoi grandi attori, affidati al latin lover Francesco Scianna, ma anche un racconto familiare “allargato e intercontinentale” che diverte, commuove e fa sognare. Con un ultimo nostalgico saluto a Virna Lisi, donna incantevole e attrice superlativa, qui pungente, sarcastica e con quel pizzico di cattiveria che, insieme a quella dell’altrettanto brava Marisa Paredes, dà sapore a tutta la commedia. Tra Almodovar, Ozpetek e il Monicelli di “Speriamo che sia femmina”, in una concatenazioni di eventi e colpi di scena scritti con brio per un cast tutto da applaudire.

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Locandina del film La prima volta (di mia figlia) La prima volta (di mia figlia)

Regia di Riccardo Rossi
Con Riccardo Rossi, Anna Foglietta, Stefano Fresi, Fabrizia Sacchi, Benedetta Gargari

C’è tutta la simpatia di Riccardo Rossi nella sua opera di esordio dietro la macchina da presa, al fianco di un altro attore irresistibile, Stefano Fresi. E questa storia, di un padre alle prese con “la prima volta” della figlia appena adolescente, si riempie di tenerezza, in un film semplice, ma affettuoso e ironico al punto giusto, che ti fa sentire un invitato al tavolo, come un vecchio amico, durante una cena di famiglia (con tranello).

* * *


Locandina del film La solita commedia - Inferno La solita commedia – Inferno

Regia di Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli e Martino Ferro
Con Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli, Giordano De Plano, Tea Falco, Marco Foschi, Walter Leonardi, Paolo Pierobon, Gianmarco Tognazzi, Daniela Virgilio

Un netto passo in avanti per il duo Biggio&Mandelli, rispetto ai due “Soliti idioti” che con il cinema avevano davvero poco a che vedere. In questo terzo lungometraggio “dantesco”, dissacrante e comico ma con intelligenza, Biggio e Mandelli raccontano l’inferno quotidiano, alimentato dalla contemporaneità sempre più concentrata sul niente e da un’umanità che ha messo in crisi persino Dio e gettato nel caos il regno di Lucifero. Le risate non mancano e Mandelli, vestito da sommo poeta che declama in versi antichi la modernità per campionare i nuovi peccati umani, è un vero spasso. Lasciate ogni movida, oh voi che entrate. “It’s amazing!”

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Locandina del film Fino a qui tutto bene Fino a qui tutto bene

Regia di Roan Johnson (continua…)

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mercoledì, 1 aprile 2015

MASSIMO CARLOTTO ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 1 aprile 2015

MASSIMO CARLOTTO ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 1 aprile 2015 – h. 9 circa (e in replica nei seguenti 4 appuntamenti: venerdì alle h. 06:00 e alle h. 13:00, domenica alle h. 06:00, martedì alle h. 00:30)

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In Fm e in streaming su Radio Hinterland

LA PUNTATA È ASCOLTABILE ONLINE, CLICCANDO SUL PULSANTE AUDIO

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Massimo Carlotto torna a trovarci in trasmissione per discutere di “La banda degli amanti” (edizioni e/o): il nuovo romanzo della serie dell’Alligatore (a vent’anni dalla pubblicazione del primo libro con protagonista Marco Buratti). Un romanzo dove peraltro interagiscono personaggi protagonisti di serie diverse, come Giorgio Pellegrini, la raffinata mente criminale protagonista di Arrivederci amore ciao e Alla fine di un giorno noioso.

Le prime pagine del romanzo, sono disponibili qui.

Nella seconda parte della puntata Massimo Carlotto ci farà assaggiare il suo nuovo libro attraverso la lettura di un brano e discuteremo dei nuovi romanzi pubblicati nella collezione Sabot/age: la collana diretta da Colomba Rossi e curata dallo stesso Massimo Carlotto per le Edizioni E/O. Spazio, dunque, ai nuovi romanzi di Roberto Riccardi, Luigi Romolo Carrino e Matteo Strukul.

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“La banda degli amanti” di Massimo Carlotto (Edizioni E/O)

Padova. Guido Di Lello, un tranquillo professore universitario, scompare all’improvviso. Tutti lo cercano ma sembra svanito nel nulla. Dopo qualche mese il suo caso finisce tra quelli insoluti, la sua fotografia mescolata a quelle degli altri scomparsi. Solo una donna conosce la verità: Oriana Pozzi Vitali, la sua amante segreta, appartenente a una ricca e nota famiglia di industriali svizzeri. Ha preferito il silenzio per evitare di essere coinvolta ma alla fine, travolta da un insostenibile senso di colpa, si confida con un’avvocatessa che le consiglia di rivolgersi all’investigatore senza licenza Marco Buratti, detto l’Alligatore.
Buratti accetta e inizia a indagare insieme ai suoi soci Beniamino Rossini e Max la Memoria. All’inizio sembra un caso senza speranze, poi un labile indizio li conduce sulla pista giusta e i tre si trovano coinvolti in una torbida storia che li costringerà a scontrarsi con la raffinata mente criminale di Giorgio Pellegrini (protagonista di Arrivederci amore, ciao e Alla fine di un giorno noioso).
Una partita mortale in cui entrerà anche Giulio Campagna, un poliziotto molto particolare che in tutta la sua carriera non ha mai agito secondo le regole.
I protagonisti di questo romanzo sono i sopravvissuti di un mondo malavitoso che va scomparendo e lotteranno senza esclusione di colpi per non essere sconfitti dagli avversari e dal tempo.
(continua…)

Pubblicato in LETTERATITUDINE RADIO (trasmissione radiofonica curata e condotta da Massimo Maugeri)   Commenti disabilitati

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"Cetti Curfino" di Massimo Maugeri (La nave di Teseo) ===> La rassegna stampa del romanzo è disponibile cliccando qui

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