giovedì, 26 luglio 2018
OMAGGIO A CLARA SERENI
Ci lascia CLARA SERENI (Roma, 28 agosto 1946 – Perugia, 25 luglio 2018). Letteratitudine le dedica questo ricordo commosso

Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Clara Sereni e ho avuto la possibilità di intervistarla nel mio programma radiofonico in occasione dell’uscita del suo libro “Via Ripetta 155″ (Giunti). Ho avuto anche la gioia e il privilegio di ospitare Clara nella prima sezione del volume “Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria), quella dedicata alle dieci domande a dieci scrittori sulla lettura e la scrittura. In quell’occasione le chiesi anche di inviarmi una breve biografia, da inserire alla fine dell’intervista. Me ne inviò una brevissima, che riporto di seguito:
Clara Sereni è cresciuta a Roma ma vive da molti anni a Perugia, dove ha ricoperto incarichi amministrativi e politici. Attiva nella promozione della salute mentale con la Fondazione “La città del sole”-Onlus, è autrice di numerosi volumi di narrativa, da Casalinghitudine a Il gioco dei regni, da Il lupo mercante a Una storia chiusa e Via Ripetta 155. Dal 2009 dirige, per ali&no, la collana “Le farfalle”.
Vorrei ricordare Clara proponendo qui, in questo post, le sue risposte dedicate alla lettura e alla scrittura. La sua voce, invece, potete ascoltarla cliccando sul “pulsante audio“: è una registrazione del mio programma radiofonico del 22 aprile 2015. Discutiamo di Via Ripetta 155 e delle tematiche affrontate nel libro. Nella seconda parte della puntata abbiamo proposto, tra l’altro, un brano musicale composto e cantato dalla stessa Clara Sereni.
Chiedo agli editori di provvedere alla ristampa del volume “Manicomio primavera”. Il perché lo capirete leggendo quanto scritto poco più avanti (nella risposta alla domanda n. 7).
…
* * *
Dieci domande sulla lettura e sulla scrittura a CLARA SERENI
1. Partiamo dalla lettura. Perché leggere?
Non mi sento di dare una risposta in termini generali, dunque posso spiegare i motivi per i quali io leggo. A parte i motivi ovvi (si legge per imparare, esplorare, ecc.), per quanto mi riguarda posso dire che la lettura coincide con i pochi momenti della mia vita in cui posso stare davvero sola con me stessa. Sono sola, però al tempo stesso sono accompagnata da una guida… perché ciò che leggo mi guida. Alla fine, però, conta ciò che risuona dentro di me. Per questo parlo di solitudine. Ed è un’esperienza impagabile.
2. Fra gli innumerevoli testi di narrativa che hai letto nel tempo, quale “eleggeresti” come tuo testo di riferimento? E perché?
È difficile rispondere. Potrei indicare un piccolo libro che ha una strana storia intitolato “Yossl Rakover si rivolge a Dio” di Kolitz Zvi. Il titolo più esatto forse sarebbe “Yossl Rakover discute con Dio”. È un libro inventato che si immagina sia stato scritto dall’ultimo sopravvissuto del ghetto di Varsavia, il quale chiede a Dio quando la smetterà di metterci alla prova e di essere così cattivo. Ma la cosa che mi interessa di più, e che mi rappresenta, è che a un certo punto il protagonista scrive: “forse smetterò di credere in te, ma non smetterò di credere nella tua legge”. Per una ebrea totalmente agnostica come me, questa è una bella indicazione.
3. Tra i grandissimi scrittori del passato, chi indicheresti come tuo possibile “padre letterario” (o “madre letteraria”)? E perché?
Anche in questo caso è difficile rispondere. Sinteticamente direi: Stendhal, perché con una scrittura modernissima (cosa che non appartiene affatto a tutti gli scrittori dell’Ottocento; per esempio, non appartiene certamente a Balzac, che è grande per altre ragioni… ma non ha questa caratteristica). Stendhal l’ho studiato e l’ho tradotto. E ho passato parecchio tempo leggendolo. Quello che più mi interessa di questo scrittore, ancor più dei grandi romanzi e degli scritti di viaggio, è il fatto che dopo una grande crisi mondiale – come quella attraversata dall’Europa dopo il 1815, in cui il sogno napoleonico in cui egli stesso aveva creduto si è infranto – Stendhal va cercando le scintille del nuovo; quelle che Carlo Ginzburg in un suo saggio molto famoso chiamava “spie”. Credo che provare a individuare le scintille di novità sia un’operazione particolarmente difficile, e utile oggi più che mai.
Tuttavia non posso fermarmi solo a Stendhal. Un’altra figura di riferimento, per me, è Jane Austen per la sua geometria e per la sua ironia. E poi aggiungo Alba de Céspedes, perché (sebbene forse non sia dotata di una grandissima scrittura), come dice il titolo di un suo libro, è sempre “Dalla parte di lei”. Riesce sempre a cercare e a trovare le ragioni delle donne… anche delle donne che stanno abbastanza antipatiche.
4. Passiamo alla scrittura. Perché scrivere? (continua…)
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Il nuovo post della rubrica di Letteratitudine intitolata “
Il sommo Lyonel Feininger, che ci accompagna anche in questo numero, ha scolpito la Storia del fumetto, mentre fondava la Bauhaus, assieme ai suoi compagni di giochi, Walter Gropius e Henry van de Velde. Un’esplorazione visiva e poetica, a cavallo tra fumetto e arte, con un fare eclettico che riletto oggi sembra contenere la chiave della contemporaneità. Un lavoro antico e moderno, al tempo stesso. Cruciale per il dibattito tra tecnologia e cultura.
Sono rimasto profondamente scosso dalla notizia della scomparsa di 

In un futuro dai confini incerti, in un paesaggio che assomiglia al Far West ma che è invece la pianura a volte nebbiosa, altre assolata, fra l’Emilia e la Romagna, tutto è cambiato. Siamo attorno all’anno 6.000 quando avviene la Grande Devastazione: un’invasione aliena ha distrutto le città lasciando dietro solo rovine, un’incredibile onda d’urto ha raso al suolo ogni sporgenza, ha fatto ribollire gli oceani, la popolazione umana è decimata ed è rintanata in case cubiche simili a termitai. Sono sopravvissuti però i sistemi industriali costruiti nel sottosuolo che continuano a produrre droidi, robot intelligenti che provvedono a ogni cosa e vivono assieme agli esseri umani. La tecnologia è al potere: governa, gestisce, organizza. Gli uomini sono liberi da ogni occupazione e lasciati al lassismo, all’obesità, alle strane manie che li afferrano, vivendo in aree urbane desolate e deserte. I coniugi Vitosi, fra i superstiti, passano il tempo collezionando grucce, oggetti vecchi e intrattenendosi con due robot da compagnia quasi erotica, una Dafne e un Piteco. Ma quando, a poco a poco, si sparge la voce che i robot immortali che avevano creato e amministrato questo nuovo mondo si sono ritirati, offesi dal carico delle incombenze e dalla mancanza di gratitudine a loro dovuta, il caos si propaga e inizia la vera catastrofe. Nuovi, improvvisi incendi sconvolgono le città, i robot domestici cominciano a delinquere, a darsi al brigantaggio e anche la Dafne e il Piteco decidono di scappare, preoccupati dai pericoli crescenti. Da giorni i notiziari riportano inoltre l’allarmante annuncio della fuga di un robot ritenuto molto pericoloso, uno Xenofon, che la Dafne e il Piteco saranno destinati a incontrare sul loro cammino. Su quello dei coniugi Vitosi e degli altri pochi umani sopravvissuti incombe invece un’altra minaccia, sotto forma di insetti giganti. Riusciranno a sopravvivere a questa nuova invasione aliena?
Nella nuova puntata di 




Ogni libro ha una storia che può essere facilmente ripercorsa e una storia sotterranea di cui l’autore riesce a vedere alcune tracce. Entrambe cominciano nel 2009, con una visita al Forma di Milano che ospitava la prima retrospettiva di Gerda Taro accanto a una mostra di Robert Capa. In quel periodo lavoravo a
Ma soltanto sul finire del 2011 si affacciò l’ipotesi che quella lettura potesse fungere da base per un lavoro di scrittura. Non pensavo a un romanzo, bensì a un racconto da affiancare a altri due che componessero un trittico dedicato a tre donne reporter di guerra.
Anche quest’anno, come da tradizione, la proclamazione del vincitore del Premio Strega avverrà il primo giovedì del mese di luglio. Quindi, giovedì 5 luglio 2018, come di consueto al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, sarà assegnato il Premio Strega a uno dei 
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a 25 anni dalla morte
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a 30 anni dalla morte
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...MARIO LUZI



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