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Archivio di maggio 2019

martedì, 28 maggio 2019

STEFANIA AUCI con “I leoni di Sicilia. La saga dei Florio” (Nord) in radio a LETTERATITUDINE

STEFANIA AUCI con “I leoni di Sicilia. La saga dei Florio” (Nord), ospite del programma radiofonico Letteratitudine trasmesso su RADIO POLIS (la radio delle buone notizie)


In streaming e in podcast su RADIO POLIS

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e postproduzione: Federico Marin

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PER ASCOLTARE LA PUNTATA CLICCA SUL PULSANTE “AUDIO MP3″ (in basso), O CLICCA QUI

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Ospite della puntata: Stefania Auci con cui abbiamo discusso del suo nuovo romanzo, “I leoni di Sicilia. La saga dei Florio” (Nord).

Come nasce il tuo interesse per i Florio? Cosa puoi raccontarci sull’attività di ricerca che hai svolto? Perché hai scelto di inserire in epigrafe una citazione di John Milton tratta da “Il paradiso perduto”? Quali potevano essere i rischi legati a narrare una storia come quella dei Florio? Bagnara Calabra 16 ottobre 1799: cosa puoi dirci su questo luogo e su questa data? Come descriveresti i “capostipiti” Paolo e Ignazio Florio? Come si evolve la fase iniziale dell’attività dei fratelli Florio? Qual è il ruolo di Vincenzo, figlio di Paolo, nell’ascesa della famiglia Florio? Che ruolo hanno avuto le donne di casa Florio con riferimento al successo della famiglia? Perché hai voluto intestare i capitoli del libro hanno ai vari tipi di merce? Ti aspettavi questo grandissimo riscontro che il romanzo sta avendo anche a livello internazionale? A che cosa è dovuto, a tuo avviso?

Questo e tanto altro abbiamo chiesto a Stefania Auci nel corso della puntata.

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[La scheda di "I leoni di Sicilia. La saga dei Florio"]

Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia – Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.

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Stefania Auci, trapanese di nascita e palermitana d’adozione è una scrittrice e insegnante di sostegno. Tra i suoi libri ricordiamo: Florence (Baldini + Castoldi, 2015) e La cattiva scuola (Tlön, 2017) scritto con l’amica e collega Francesca Maccani. Nel 2019 esce per Nord I leoni di Sicilia. La saga dei Florio. Per scriverlo l’autrice ha condotto numerose ricerche: ha setacciato le biblioteche, ha letto tutte le cronache giornalistiche dell’epoca, ha esplorato i possedimenti dei Florio e ha raccolto con puntiglio i fili della Storia che si dipanano tra abiti, canzoni, lettere, bottiglie, gioielli, barche, statue. E una realtà culturale che ha lasciato il segno non solo in Sicilia.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e post produzione: Federico Marin

PER ASCOLTARE LA PUNTATA CLICCA SUL PULSANTE “AUDIO MP3″ (in basso), O CLICCA QUI

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La colonna sonora della puntata: “You Never Give Me Your Money” dei Beatles; “Icarus” di Ivan Torrent; “Money” (cover) dei Beatles.

(continua…)

Pubblicato in LETTERATITUDINE RADIO (trasmissione radiofonica curata e condotta da Massimo Maugeri)   Commenti disabilitati

martedì, 28 maggio 2019

LetteratitudineNews: dal 21 al 27 maggio 2019

letteratitudinenews(libri, fatti ed eventi)

dal 21 al 27 maggio 2019 (clicca sui link per aprire le pagine)

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SIMONA LO IACONO racconta L’ALBATRO

FESTIVAL DELLA PAROLA 2019: l’intero programma

IL VIOLINO DI MUSSOLINI di Mario Baudino

CLASSIFICA: dal 13 al 19 maggio 2019 – segnaliamo “Nella notte” di Concita De Gregorio (Feltrinelli)

VALERIO AIOLLI racconta NERO ANANAS

LA SICILIA E I SUOI NARRATORI: ERCOLE PATTI tra Letteratura e Cinema

LA MILANESIANA 2019: La Speranza

PRO-MEMORIA FESTIVAL 2019

BEATITUDINE. Angelus Silesius e «Il pellegrino cherubico» di Francesco Roat



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© Letteratitudine

(continua…)

Pubblicato in LETTERATITUDINENEWS   Commenti disabilitati

domenica, 26 maggio 2019

CONVERSAZIONE IN SICILIA di Elio Vittorini (Leggerenza n. 7)

imagedi Gianni Bonina

Non si comprende oggi Conversazione in Sicilia se non si torna al 1937 quando Elio Vittorini comincia a scrivere il suo capolavoro che dall’anno dopo uscirà a puntate su “Letteratura” e nel 1941 in volume, costituendo con il concomitante Don Giovanni in Sicilia di Brancati il primo romanzo che mira al cuore del fascismo. Sono gli anni ruggenti del consenso di massa al regime, sebbene all’orizzonte comincino a profilarsi nubi di guerra, e in Spagna è appena cessata la guerra civile. Vittorini ha 29 anni ed ha interamente completato quello “scarico di coscienza” avviato nel ’29 e durato fino al ’36, quando rompe con il fascismo e viene espulso dal partito, decisiva rivelandosi proprio la guerra franchista.
Il 1936 è l’anno nel quale Vittorini ripudia Il garofano rosso, romanzo ispirato a un sentimento del “fascismo di sinistra” – del fascismo inteso come aggettivo e non ancora come sostantivo – che lo ha portato, attraverso Alessio Mainardi, a sentirsi rivoluzionario, ma anche a vagheggiare di essere màs hombre. Scaricata finalmente la coscienza anche delle influenze strapaesane di Malaparte, dal quale era rimasto soggiogato, non si libera però da una febbre che lo smania. Sente di essere chiamato a “nuovi doveri”, diversi da quelli che hanno infiammato la sua adolescenza, e avverte l’aria di un’offesa portata al mondo alla quale si addice a dare riparo scrivendo appunto Conversazione in Sicilia, il libro che su tutti gli altri riconoscerà come il suo più proprio. (continua…)

Pubblicato in LEGGERENZA (a cura di Gianni Bonina)   Commenti disabilitati

mercoledì, 22 maggio 2019

SIMONA SPARACO con “Nel silenzio delle nostre parole” (DeA Planeta) in radio a LETTERATITUDINE

SIMONA SPARACO con “Nel silenzio delle nostre parole” (DeA Planeta), ospite del programma radiofonico Letteratitudine trasmesso su RADIO POLIS (la radio delle buone notizie)

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In streaming e in podcast su RADIO POLIS

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e postproduzione: Federico Marin

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Ospite della puntata: Simona Sparaco con cui abbiamo discusso del suo nuovo romanzo, vincitore della prima edizione del Premio DeA Planeta, intitolato “Nel silenzio delle nostre parole” (DeA Planeta).

Come nasce “Nel silenzio delle nostre parole“? Come hai vissuto l’esperienza della Premiazione (del Premio DeAPlaneta)? Perché hai scelto proprio Berlino come luogo in cui ambientare la narrazione? Hai cominciato la scrittura partendo proprio dall’incipit folgorante della descrizione dell’incendio, oppure ci sei tornata dopo? I capitoli del libro riportano ciclicamente i nomi dei protagonisti del romanzo: Alice, Naima, Polina, Hulya. Ci parleresti di questi personaggi e delle loro vite? Da dove nascono le difficoltà a comunicare, tema forte del romanzo, soprattutto nel rapporto genitori/figli? Cosa puoi dirci sulla scelta del titolo del romanzo, “Nel silenzio delle nostre parole”? E sulla copertina? Cosa puoi dirci sul “vorticoso” tour di presentazioni in cui sei impegnata?

Questo e tanto altro abbiamo chiesto a Simona Sparaco nel corso della puntata.

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[La scheda di "Nel silenzio delle nostre parole"]
È mezzanotte e una nebbia sottile avvolge la metropoli addormentata. In un palazzo di quattro piani, dentro un appartamento disabitato, un frigorifero va in cortocircuito. Le fiamme, lente e invisibili dall’esterno, iniziano a divorare ciò che trovano.
Due piani più in alto, Alice scivola nel sonno mentre aspetta il ritorno di Matthias, il ragazzo che ama con una passione per lei nuova e del quale non è ancora riuscita a parlare a sua madre, che abita lontano e vorrebbe sapere tutto di lei. Anche Bastien, il figlio della signora che occupa un altro degli interni, da troppi mesi ormai avrebbe qualcosa di cruciale da rivelare alla madre, ma sa che potrebbe spezzarle il cuore e non trova il coraggio. È un altro tipo di coraggio quello che invece manca a Polina, ex ballerina classica, incapace di accettare il proprio corpo dopo la maternità, tantomeno il pianto incessante del suo bambino nella stanza accanto. Giù in strada, nel negozio di fronte, Hulya sta pensando proprio a lei, come capita sempre più spesso, senza averglielo mai confessato, ma con una voglia matta di farlo. Per tutti loro non c’è più tempo: un mostro di fuoco sta per stravolgere ogni prospettiva, costringendoli a scelte estreme per colmare quei silenzi, o per dare loro un nuovo significato.
Con una straordinaria sensibilità e una scrittura che diventa più intensa a ogni pagina, Simona Sparaco indaga i momenti terribili in cui la vita e la morte si sfiorano diventando quasi la stessa cosa, e in cui le distanze che ci separano dagli altri vengono abbattute dall’amore più assoluto, quello che non conosce condizioni.

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Simona Sparaco (1978) è madre di due figli. Dopo aver vissuto per molto tempo all’estero, è tornata stabilmente a Roma. Ha scritto sceneggiature e romanzi; tra questi, “Nessuno sa di noi” è stato finalista al Premio Strega nel 2013. I suoi libri sono tradotti in numerosi paesi europei, in Sudamerica, Giappone e Russia.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e post produzione: Federico Marin

PER ASCOLTARE LA PUNTATA CLICCA SUL PULSANTE “AUDIO MP3″ (in basso), O CLICCA QUI

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La colonna sonora della puntata: “
Bridge Over Troubled Water” degli Artists for Grenfell;  “Mother” dei Pink Floyd; “Angels” di Robbie Williams.

(continua…)

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lunedì, 20 maggio 2019

LetteratitudineNews: dal 15 al 20 maggio 2019

letteratitudinenews(libri, fatti ed eventi)

dal 15 al 20 maggio 2019 (clicca sui link per aprire le pagine)

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PREMIO LETTERARIO CHIANTI 2019: vince ROSELLA POSTORINO

FATTI DI MAFIA di Gianni Bonina (recensione)

CLASSIFICA: dal 6 al 15 maggio 2019 – segnaliamo “I leoni di Sicilia. La saga dei Florio” di Stefania Auci (Nord)

SANGUE DI GIUDA di Milvia Comastri

VENT’ANNI DI FOGLIO LETTERARIO

SALONE DEL LIBRO DI TORINO: le riflessioni conclusive del direttore Nicola Lagioia

ERCOLE PATTI – tutte le opere: al Salone del Libro di Torino

URBINO E LE CITTÀ DEL LIBRO 2019

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© Letteratitudine

(continua…)

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mercoledì, 15 maggio 2019

TEA RANNO con “L’amurusanza” (Mondadori) in radio a LETTERATITUDINE

TEA RANNO con “L’amurusanza” (Mondadori), ospite del programma radiofonico Letteratitudine trasmesso su RADIO POLIS (la radio delle buone notizie)

In streaming e in podcast su RADIO POLIS

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e postproduzione: Federico Marin

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PER ASCOLTARE LA PUNTATA CLICCA SUL PULSANTE “AUDIO MP3″ (in basso), O CLICCA QUI

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Ospite della puntata: Tea Ranno, con cui abbiamo discusso del suo nuovo romanzo intitolato “L’amurusanza” (Mondadori).

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Come nasce “L’amurusanza”? Ci racconteresti qualcosa sul luogo in cui è ambientato il romanzo? Qual è il significato della parola “amurusanza? Ci parleresti della coppia di coniugi, Costanzo e Agata, che hanno la tabaccheria in paese? Che tipo d’uomo è il sindaco del paese soprannominato  “Occhi Janchi”? Cosa accade, dopo la morte di Costanzo? Perché il sindaco si vuole impossessare della Saracina, questo rigoglioso terreno coltivato ad aranci e limoni (che appartiene ad Agata e Costanzo)? Qual è la reazione di Agata in seguito a questo tipo di comportamento (e dopo la morte di Costanzo)? Puoi dirci qualcosa sugli altri personaggi del romanzo (per esempio: il professor Scianna, Lisabetta, Lucietta, ecc.)? Nella copertina del romanzo leggiamo questa frase: “Cambiare il mondo a colpi di poesia: non era questo il vostro motto?” Si può davvero cambiare il mondo a colpi di poesia? Vuoi aggiornarci sulla tua attività di scrittrice di libri per ragazzi? Ci parleresti del progetto “Scrivere per guarire”?

Questo e tanto altro abbiamo chiesto a Tea Ranno nel corso della puntata.

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La scheda del libro

L' amurusanza - Tea Ranno - ebook

Siamo in un piccolo borgo siciliano che, dall’alto di una collina, domina il mare: una comunità di cinquemila anime che si conoscono tutte per nome. Su un lato della piazza sorge la tabaccheria, un luogo magico dove si possono trovare, oltre alle sigarette, anche dolciumi e spezie, governato con amore da Costanzo e da sua moglie Agata. Sull’altro lato si affaccia il municipio, amministrato con altrettanto amore (ma per il denaro) dal sindaco “Occhi Janchi” e dalla sua cricca di “anime nere”, invischiata in diversi affari sporchi. Attorno a questi due poli brulica la vita del paese, un angolo di paradiso deturpato negli anni Cinquanta dalla costruzione di una grossa raffineria di petrolio.
Quando Costanzo muore all’improvviso, Agata, che è una delle donne più belle e desiderate del paese, viene presa di mira dalla cosca di Occhi Janchi, che, oltre a “fottere” lei, vuole fotterle la Saracina, il rigoglioso terreno coltivato ad aranci e limoni che è stato il vanto del marito. Ma la Tabbacchera non ha intenzione di stare a guardare. Attorno a lei si raccoglie, prima timida poi sempre più sfrontata, una serie di alleati: il professor Scianna, che in segreto scrive poesie e cova un sentimento proibito per la figlia di un amico, l’erborista Lisabetta, capace di preparare pietanze miracolose per la pancia e per l’anima, Lucietta detta “la piangimorti”, una zitella solitaria che nasconde risorse insospettate, e poi Roberto, Violante, don Bruno… una compagnia variopinta e ribelle di “anime rosse” che decide di sfidare il potere costituito a colpi di poesia, di gesti gentili e di buon cibo: in una parola, di amurusanze. Tra una tavolata imbandita con polpettine e frittelle afrodisiache e una dichiarazione d’amore capace di cambiare una fede, le sorti dei personaggi s’intrecciano sempre più, in un crescendo narrativo che corre impetuoso verso la deflagrazione…

Tea Ranno ha scritto il suo romanzo più solare, magico e sensuale: ha dato vita a una Dona Flor siciliana e l’ha calata in un’atmosfera fiabesca alla Chocolat; allo stesso tempo, con l’aiuto di un pizzico di realismo magico, ha raccontatouna parabola attualissima di coraggio ed emancipazione, di una donna e di una comunità.

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Tea Ranno è nata a Melilli, in provincia di Siracusa, nel 1963. Dal 1995 vive a Roma. È laureata in giurisprudenza e si occupa di diritto e letteratura. Ha pubblicato per e/o i romanzi Cenere (2006, finalista ai premi Calvino e Berto e vincitore del premio Chianti) e In una lingua che non so più dire (2007). Nel 2012 per Mondadori è uscita La sposa vermiglia, vincitore del premio Rea, e nel 2014, sempre per Mondadori, Viola Fòscari. Nel 2018 con Frassinelli ha pubblicato Sentimi. Per Curcio, ha scritto tre libri per bambini, l’ultimo è Le ore della contentezza.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e post produzione: Federico Marin

PER ASCOLTARE LA PUNTATA CLICCA SUL PULSANTE “AUDIO MP3″ (in basso), O CLICCA QUI

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La colonna sonora della puntata: “The Word” dei Beatles; “La Gatta” di Gino Paoli; “Main Title” dalla colonna sonora del film Chocolat

(continua…)

Pubblicato in LETTERATITUDINE RADIO (trasmissione radiofonica curata e condotta da Massimo Maugeri)   Commenti disabilitati

martedì, 14 maggio 2019

LetteratitudineNews: dal 16 aprile al 14 maggio 2019

letteratitudinenews(libri, fatti ed eventi)

dal 16 aprile al 14 maggio 2019 (clicca sui link per aprire le pagine)

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LA MILANESIANA FA VENT’ANNI: la conferenza stampa

SALONE DEL LIBRO DI TORINO: chiude l’edizione 2019

PREMIO BIELLA LETTERATURA E INDUSTRIA 2019: i finalisti

PREMIO TITO MASCALI 2019

PREMIO STREGA EUROPEO 2018: il vincitore è DAVID DIOP

PREMIO CUSTODI DELLA BELLEZZA 2019

PIER PAOLO GIANNUBILO racconta IL RISOLUTORE

2019: DATI E PROSPETTIVE DEL LIBRO IN ITALIA

CLASSIFICA: dal 29 aprile al 5 maggio 2019 – segnaliamo “La logica della lampara” di Cristina Cassar Scalia (Einaudi)

I VINCITORI DEL PREMIO MONDELLO 2019

IL GUARDIANO DELLA COLLINA DEI CILIEGI di Franco Faggiani

SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2019: la dichiarazione di Halina Birenbaum e gli interventi di Regione Piemonte e Comune di Torino

SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2019: il messaggio di Nicola Lagioia dopo le polemiche

ERCOLE PATTI: tutte le opere

A TUTTO VOLUME compie dieci anni

EMMA di Helena Molinari

SALONE OFF 2019

LA DONNA DI PICCHE di Remo Bassini

PREMIO ALVARO BIGIARETTI 2019: vince Nicoletta Bortolotti

DOMANI di Paolo Sidoti

FESTIVAL DELLA PAROLA 2019: anticipazioni

ÈSTORIA 2019: Festival internazionale della Storia

ROVIGORACCONTA 2019

CLASSIFICA: dal 15 al 21 aprile 2019 – segnaliamo “La nostra casa è in fiamme. La nostra battaglia contro il cambiamento climatico” di Greta Thunberg, Svante Thunberg e Beata Ernman (Mondadori)

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© Letteratitudine

(continua…)

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lunedì, 13 maggio 2019

L’INQUIETUDINE ALLO SPECCHIO

letteratura-e-musicaIl nuovo appuntamento del forum di Letteratitudine intitolatoLETTERATURA E MUSICA” è dedicato al volume “L’inquietudine allo specchio” di Gioia Pace (Algra editore).

Pessoa, Pirandello, Calvino, Tabucchi, i grandi inquieti del Novecento che hanno testimoniato la fragilità e la leggerezza del vivere attraverso la scrittura e anche come la letteratura non può fare a meno della musica, la stravagante compagna dei nostri giorni. L’inquietudine è fermento, innovazione, coraggio e trova nella musica la sua dimensione ideale. Gaber, Battisti, Dalla, Conte e altri cantautori ci hanno lasciato testi che raccontano cambiamenti emozionanti, impegni sui diritti umani, solitudini che s’incontrano e sapori che vengono da lontano, perché la musica strega l’inquietudine per quel palese e misterioso accordo di note e si rivela una medicina utile al male di vivere. Prefazione di Massimo Arcangeli.

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L’INQUIETUDINE ALLO SPECCHIO di Gioia Pace (Algra editore): la musica e la letteratura di Pessoa, Pirandello, Calvino, Tabucchi – intervista all’autrice

Gioia Pace, laureata in Lettere Moderne all’Università di Catania, ordinaria di Italiano e Latino, è Presidente del Comitato di Siracusa della Società Dante Alighieri. Organizzatrice di seminari, convegni, tavole rotonde, collabora con l’Università degli Stranieri di Siena, creando corsi di formazione per docenti di L2. Si occupa di Letteratura Italiana del ’900 attraverso saggi relativi all’opera di Pirandello, D’annunzio, Quasimodo, Di Falco. Nel 2013 ha pubblicato La ricerca di una logica nel postmoderno. Tabucchi e la categoria della memoria (Morrone), per il quale ha ottenuto il Premio Capit-Roma speciale per la saggistica. Nel 2015 ha pubblicato Tabucchi dopo Tabucchi (Morrone) e nel 2016 Quaderno di Appunti (Morrone).

Per i tipi di Algra ha appena pubblicato il volume L’inquietudine allo specchio

Abbiamo incontrato Gioia Pace per rivolgerle qualche domanda su questo suo ultimo lavoro incentrato sulla letteratura di Pessoa, Pirandello, Calvino, Tabucchi e sulla musica italiana del Novecento.

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- Cara Gioia, partiamo dall’inizio. Da dove nasce l’esigenza di scrivere questo saggio?
L’esigenza di scrivere questo saggio è nata dall’idea di creare musica, infatti il libro è un canto d’amore alla mia generazione che ancora incantata nel ‘68 viveva negli anni settanta la sua formazione negli atenei ben consapevole che alla fine degli studi l’attendeva l’abilitazione o i concorsi a cattedra ma anche un lavoro sicuro. Non saprei dire se la mia generazione ha saputo costruire o ha creato anche lei le basi del degrado culturale, politico, economico esistenziale che viviamo. Però posso dire che avevamo buoni maestri e siamo cresciuti leggendo Sciascia e Bufalino e conoscendo i grandi che hanno determinato il postmoderno: Tabucchi, Eco, Consolo,  Barrico e soprattutto avevamo sogni.
Pertanto l’inquietudine che indago è quella esistenziale frutto dell’incoerenza che viviamo giorno per giorno, una inquietudine che si riflette allo specchio del nostro vivere reso quotidianamente dalla negatività, dalla mancanza di certezze, dalla pesantezza. Leggi i giornali e ti imbruttisci, accendi la tivù e ti viene la malinconia per quello che vedi e ascolti, cammini fra la gente e vorresti essere altrove per la continua mancanza del bello e del buono.
Per questo ho messo in relazione l’inquietudine con la leggerezza di calviniana memoria, togliere peso al vivere che ogni giorno schiaccia il nostro esistere perché il mondo, come scrivo nel libro, ha bisogno di leggerezza come disponibilità, tolleranza, delicatezza, levità  in opposizione di ciò che costituisce aggressività, prepotenza, pesantezza, disagio, impetuosità nel gesto e nel pensiero.
Questo saggio è un canto d’amore alla mia generazione, alla nostra, cresciuta con Dalla e Battisti. Una generazione, che seppur ribelle, credeva in se stessa e negli altri e nel futuro. I giovani di adesso vanno via perché non credono nei legami con gli adulti.

- Soffermiamoci un attimo sul titolo (L’inquietudine allo specchio). Che tipo di “inquietudine” è quella oggetto della tua analisi letteraria? E perché “allo specchio”? (continua…)

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martedì, 7 maggio 2019

MAURO COVACICH con “Di chi è questo cuore” (La nave di Teseo) in radio a LETTERATITUDINE

MAURO COVACICH con “Di chi è questo cuore” (La nave di Teseo), ospite del programma radiofonico Letteratitudine trasmesso su RADIO POLIS (la radio delle buone notizie)

In streaming e in podcast su RADIO POLIS

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e postproduzione: Federico Marin

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Ospite della puntata: Mauro Covacich, con cui abbiamo discusso del suo romanzo intitolato “Di chi è questo cuore” (La nave di Teseo), candidato all’edizione 2019 del Premio Strega.

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Come nasce “Di chi è questo cuore”? Questo libro affronta varie tematiche. Intanto c’è sicuramente la tematica del corpo e del rapporto con il proprio corpo e con i limiti con cui a volte bisogna fare i conti. Quanto è importante riuscire a fare i conti con questi limiti? Un’altra tematica, connessa a quella precedente, è determinata dal rapporto con la propria fragilità e dalla consapevolezza della fine dell’esistenza (e qui torniamo all’immagine, quasi ossessiva, o forse più che all’immagine… all’idea) del ragazzo caduto, o forse lasciato cadere, da una finestra di un albergo di Milano durante una gita scolastica. Quanto è importante e fino a che punto riusciamo a fare i conti con quest’altra tematica? E come si pone, nei confronti di questa tematica, il protagonista del romanzo? Che differenze ci sono tra il Mauro Covacich personaggio letterario e protagonista del romanzo, e il Mauro Covacich che vive al di fuori delle pagine di “Di chi è questo cuore”? Sono tanti i personaggi del romanzo (personaggi che, peraltro, come scrivi nella nota finale, sono persone). Su tutti ne spiccano due: Susanna, la tua compagna, e tua madre. Che cosa ti hanno detto Susanna e tua madre dopo aver letto il libro? Tra i personaggi che spiccano ce n’è uno che, in un certo senso, svolge il ruolo di “personaggio-cornice” della narrazione. Mi riferisco all’uomo grasso. Ti andrebbe di descriverlo? Chi è l’uomo grasso? Come lo racconteresti ai nostri ascoltatori? Altri elementi importanti della narrazioni sono i luoghi. Ce n’è soprattutto uno che è ricorrente: Il villaggio Olimpico. Che tipo di luogo è? Come emerge tra le pagine di “Di chi è questo cuore”? Ti andrebbe di descriverlo ai nostri ascoltatori?

Questo e tanto altro abbiamo chiesto a Mauro Covacich nel corso della puntata.

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[La scheda del libro]

Una piccola anomalia cardiaca viene scoperta all’uomo che ha il nome e le sembianze dell’autore, allontanandolo da un’attività sportiva ai limiti del fanatismo e infrangendo l’illusione di un’efficienza fisica senza data di scadenza. È questo l’innesco di un romanzo sul corpo, ma soprattutto sul cuore come luogo dei sentimenti e dei destini individuali. C’è un ragazzo caduto, o forse lasciato cadere, da una finestra di un albergo di Milano durante una gita scolastica. Ci sono gli esseri umani, fragili e pieni di voglie.
La solitudine e il desiderio. Ma la storia gira attorno alla relazione dell’autore con la sua compagna, alle trasferte di lavoro, alle tentazioni a cui sono esposti, alla fiducia e al sospetto di cui si nutre la convivenza. Chi è, ad esempio, quell’uomo che si infila in casa loro la notte? Una pista porterebbe nel quartiere, il Villaggio Olimpico di Roma, popolato da figure che sembrano carte dei tarocchi e che lo scrittore consulta nelle sue camminate erranti.
Dopo
La città interiore, Mauro Covacich compone una nuova, potente avventura narrativa che ha il coraggio dell’autobiografia più vera. Un romanzo capace di entrare con esattezza nel presente che plasma le nostre vite.

Mauro Covacich (Trieste, 1965) è autore della raccolta di racconti La sposa (2014, finalista Premio Strega) e di numerosi romanzi, tra cui A perdifiato (2003), Fiona (2005), Prima di sparire (2008) e A nome tuo (2011), che compongono il ciclo delle stelle. Nel 2017 ha pubblicato con La nave di Teseo La città interiore (finalista Premio Campiello). Nel 1999 l’Università di Vienna gli ha conferito l’Abraham Woursell Prize. Vive a Roma.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e post produzione: Federico Marin

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La colonna sonora della puntata: “Il Mio Corpo Che Cambia” dei Liftiba; “
750.000 anni fa l’amore” del Banco del Mutuo Soccorso; “Emozioni” di Lucio Battisti (cover di Claudio Baglioni e Marco Mengoni dal Festival di Sanremo 2019).

(continua…)

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domenica, 5 maggio 2019

L’ISOLA DEL TESORO di Robert Louis Stevenson (Leggerenza n. 6)

imagedi Gianni Bonina

Per essere un romanzo destinato ai ragazzi, L’isola del tesoro conta troppi morti ammazzati e molti in circostanze volute per suscitare impressione. Il fondo splatter non aduggia tuttavia un libro che, come gli omologhi ambientati in un Settecento aperto alla conoscenza e alla Wilderness (da Robinson Crusoe a I viaggi di Gulliver a L’isola misteriosa, tutti intesi a esplorare il mondo, trovare terre nuove e isolate, mettere alla prova il coraggio e lo spirito di avventura), è un classico che offre ad ogni età e ad ogni rilettura nuove suggestioni. Letto da ragazzi, ci si identifica con Jim Hawkins, il giovane protagonista e io narrante, impavido e simpatico, mentre da adulti sono altri i motivi di interesse: i rapporti di forza tra il “partito della cabina” e quello della tolda, i rovesciamenti di ruolo, la condotta dei pirati, la caccia al tesoro sepolto, la morfologia dell’isola che Robert Louis Stevenson descrive nei dettagli, in ogni anfratto e ansa, nelle caverne e nelle colline, tanto da farsi a volte dispersivo e stucchevole solo per riuscire più credibile.

(continua…)

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sabato, 4 maggio 2019

SCRIVI IL TUO SOGNO

La nuova puntata della rubrica “Letteratura è diritto, letteratura è vita” a cura di Simona Lo Iacono: un progetto “da sogno” nel carcere minorile di Bicocca

* * *

di Simona Lo Iacono

Sembrava l’ultimo giorno di prove. Avevo radunato gli abiti di scena, avevo recitato per l’ultima volta la mia parte accanto a loro. Salutandoli, mi sentivo triste.
I sei detenuti del carcere minorile di Bicocca erano stati bravi.
Avevano indossato il pigiama a righe del detenuto, la toga dell’avvocato, la divisa della guardia. Tra sobbalzi di ilarità e qualche confidenza, avevano inscenato con me  “I civitoti in pretura” di Nino Martoglio.
La recita faceva parte del mio progetto “A partire dalle parole”. E’ dalle parole infatti, che costruiamo noi stessi, le nostre scelte, il nostro destino. E “I civitoti in pretura” era proprio una commedia sull’importanza del linguaggio.
Sembrava calare il sipario,  dunque. Il momento dei saluti pareva arrivato.
Rientrando a casa, i loro volti sbucavano dal  tergicristalli che lavava ritmicamente la pioggia del cruscotto. Ognuno di loro aveva speranze, progetti, potenzialità nascoste e talenti da mettere a frutto. Ognuno di loro viveva la reclusione con la sofferenza di chi è separato dal mondo in una fase della vita – la giovinezza – in cui tutto ti invoca, in cui tutto implora il tuo nome.
Fu così che mi venne l’idea.
Scrivere i propri sogni. Metterli sulla carta, leggerli e scrutarli come se iniziassero a sbocciare dalla penna. Dirli e, per questo, farli esistere, immetterli nella realtà con il fiato, con il dolore, con la voglia di essere liberi.
E proposi alla casa di reclusione un altro piccolo progetto… “Scrivi il tuo sogno”. I sei detenuti erano invitati a sognare, e a scrivere il proprio sogno. Ed era quasi Pasqua. (continua…)

Pubblicato in LETTERATURA È DIRITTO... È VITA (a cura di Simona Lo Iacono)   Commenti disabilitati

giovedì, 2 maggio 2019

JOE SHUSTER

Il nuovo post della rubrica di Letteratitudine intitolata “Graphic Novel e Fumetti” lo dedichiamo al volume “Joe Shuster” (Bao Publishing) di Julian Voloj e Thomas Campi.

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La Storia degli uomini che crearono Superman

Quella di Joe Shuster è la storia di come spesse volte le produzioni artistiche finiscono con l’arricchire persone diverse dai loro creatori. È quello che è accaduto ai creatori di Superman, uno dei più celebri personaggi dei fumetti di tutti i tempi. Superman nacque infatti dalla penna del fumettista canadese Joseph “Joe” Shuster (Toronto, 19 luglio 1914 – Los Angeles, 30 luglio 1992) e dal soggettista Jerry Siegel (Cleveland, 17 ottobre 1914 – Los Angeles, 28 gennaio 1996).

Figlio di immigrati ebrei, all’età di dieci anni, Joe – insieme alla famiglia – si trasferì a Cleveland, nell’Ohio. A diciotto anni, lui e il suo amico Jerome Siegel iniziarono a pubblicare una rivista di fantascienza (che avrà vita breve). Shuster disegnava, mentre Siegel scriveva i testi.

Superman nacque ufficialmente nel primo numero di Action Comics, nel 1938. (continua…)

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