Taobuk 2026: FIDUCIA – svelato il PROGRAMMA della XVI edizione

Gli scrittori Haruki Murakami, Jonathan Coe e Dacia Maraini, il Premio Nobel per la letteratura 2021 Abdulrazak Gurnah, il poeta Adonis e la poetessa Rupi Kaur, l’artista Anish Kapoor e il Premio Nobel per l’Economia Esther Duflo. E ancora Manuel Valls, Paolo Gentiloni, Urbano Cairo, Jan Brokken, Donato Carrisi, Eduardo Mendoza, Felicia Kingsley, Matteo Saudino. Dal 18 al 22 giugno, oltre duecento voci da trenta Paesi si riuniscono a Taormina per indagare una delle parole più necessarie e più fragili del nostro tempo: la Fiducia. Quella che tiene in piedi le democrazie e le comunità, che lega autori e lettori, che rende possibile la scienza, l’economia, il futuro. E che oggi, forse più che in qualsiasi altra epoca recente, sembra richiedere di essere scelta, ogni giorno, con consapevolezza e coraggio. Sei strisce tematiche, più di dieci luoghi della città, incontri gratuiti dalle 10 alle 22. Le prenotazioni apriranno il 10 maggio su taobuk.it.
L’intero programma è disponibile cliccando qui.
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L’EDITORIALE DI ANTONELLA FERRARA: Presidente e Direttore Artistico

di Antonella Ferrara
“C’è un rischio, tanto necessario quanto coraggioso, che attraversa ogni epoca: è l’atto di dare e chiedere fiducia. Una richiesta di reciprocità che ammette le fratture ma indica anche la possibilità della loro ricomposizione. In un tempo attraversato da crisi geopolitiche, trasformazioni tecnologiche e profonde tensioni sociali, la fiducia non è più un presupposto acquisito, ma una scelta per costruire e ricostruire. Senza fiducia, nessuna democrazia può reggere, nessuna economia può svilupparsi, nessuna comunità può riconoscersi come tale. Taobuk 2026 nasce da questa consapevolezza e assume la fiducia come tema centrale non solo culturale, ma civile e politico: una questione che riguarda il rapporto tra cittadini e istituzioni, tra sapere e verità, tra libertà e responsabilità.
Per questo Taobuk chiama a raccolta a Taormina oltre duecento protagonisti della cultura contemporanea, provenienti da trenta Paesi, per un confronto aperto tra discipline, linguaggi e visioni. Un laboratorio internazionale in cui la fiducia viene interrogata nelle sue molteplici dimensioni: etica, politica, economica, scientifica. I Taobuk Awards si inseriscono in questo orizzonte come riconoscimento a figure che, attraverso la loro opera, contribuiscono a interpretare e orientare il nostro tempo: voci diverse, accomunate dalla capacità di interrogare le contraddizioni del presente e restituirne il senso. Scrittori come il Premio Nobel Abdulrazak Gurnah, che ha dato forma narrativa alle ferite della storia e dell’esilio; Haruki Murakami con la sua capacità di esplorare le zone più enigmatiche dell’identità contemporanea; Dacia Maraini, voce imprescindibile nel racconto della coscienza civile e della memoria a partire proprio dalla sua Sicilia; Jonathan Coe, interprete acuto delle contraddizioni politiche e sociali del nostro tempo; al poeta Adonis, i cui versi continuano a interrogare, tra radici e modernità, il significato più profondo dell’umano. E il Premio Nobel per l’economia Esther Duflo, che con i suoi approcci sperimentali allo sviluppo ha rivoluzionato gli studi sulla povertà globale.
Sappiamo quanto la fiducia sia fragile. Non si eredità, né tramanda, ma si costruisce quotidianamente. Implica responsabilità, apertura e visione. Taobuk si propone come uno spazio in cui questa costruzione torna a essere possibile, riaffermando il ruolo del dialogo culturale come infrastruttura fondamentale della convivenza democratica e condizione necessaria per immaginare il domani. La fiducia è oggi il vero spazio in cui si misura la tenuta delle nostre società. È ciò che consente alle istituzioni di essere credibili, alla conoscenza di essere condivisa, alle relazioni di durare nel tempo. Ma è anche ciò che viene più facilmente messo in discussione, esposto alla disinformazione w alla crisi delle mediazioni. Taobuk esplora questa tensione, muovendo dalla considerazione che nessun avvenire sia possibile senza la continua apertura verso l’altro. La sedicesima edizione si propone così come un luogo in cui la cultura torna a essere pratica viva, occasione di incontro e strumento per rinnovare quel patto invisibile che ci lega gli uni agli altri. Perché, come insegna Hannah Arendt, senza fiducia non c’è inizio, e senza inizio non c’è futuro».
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Il video promozionale di Taobuk 2026
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Valerio Adami firma il Manifesto di Taobuk 2026
La Fiducia, tema portante della sedicesima edizione di Taobuk, ha trovato la sua forma visiva nell’opera di Valerio Adami, tra i pittori che più profondamente, nel Novecento europeo, hanno saputo fare dell’immagine un atto di pensiero. Nel Manifesto, una donna si abbandona all’uomo che la sostiene, mentre lui scruta l’orizzonte con la fierezza di chi accetta il peso di essere scelto. I due si trovano su una piccola imbarcazione che avanza verso l’ignoto, in un paesaggio nordico in cui il colore brucia con la precisione di chi sa esattamente cosa sta cercando di dire. Il contorno nero che scandisce le figure, i colori piatti e luminosi che si accostano senza mai sfumarsi: è la grammatica inconfondibile di un maestro la cui pittura non descrive il mondo ma lo interroga. In quella piccola imbarcazione c’è già tutto ciò che il tema della Fiducia porta con sé: il rischio, la scelta, la disponibilità a muoversi verso ciò che non si vede ancora, affidandosi a qualcuno con la certezza – fragile e necessaria – che saprà sostenerci. Ne scrive Vera Agosti, critica e storica dell’arte.
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I percorsi TEMATICI
Sei percorsi tematici per orientarsi nel Festival seguendo prospettive diverse e interdisciplinari.
La parola che ci tiene insieme esplora la fiducia come atto linguistico e patto tra autore e lettore, con Haruki Murakami, Jonathan Coe, Dacia Maraini, Adonis, Rupi Kaur, Gianfranco Ravasi e Urbano Cairo. Come si diventa umani interroga la fiducia come esperienza intima – nel corpo, nella relazione, nella fragilità accettata – con Matteo Saudino, Vito Mancuso e Felicia Kingsley. Il patto sociale affronta il rapporto tra fiducia, istituzioni e democrazia con Paolo Gentiloni, Manuel Valls, Federico Fubini, Gherardo Colombo e Marc Lazar. Il futuro è una promessa? ragiona sulle condizioni economiche e politiche della fiducia nel domani con il Premio Nobel Esther Duflo e Innocenzo Cipolletta. Umani e macchine esplora il confine sempre più sottile tra intelligenza umana e artificiale con Paolo Benanti, Cosimo Accoto e Giorgio Metta. Geografie della fiducia intreccia identità, esilio e appartenenza attraverso la letteratura siciliana e mediterranea, con Abdulrazak Gurnah, Stefania Auci, Jan Brokken e Maria Attanasio. Insieme, questi percorsi fanno di Taobuk uno spazio in cui la fiducia smette di essere un’astrazione e torna a essere una pratica viva.
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