Aprile 18, 2024

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  • A Jérémie Moreau il Premio Strega Ragazze e Ragazzi categoria narrazione per immagini

    A Jérémie Moreau il Premio Strega Ragazze e Ragazzi categoria narrazione per immagini

    Premio Strega Ragazze e Ragazzi. Il premio alla categoria narrazione per immagini a Jérémie Moreau

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    Bologna, 10 aprile 2024. Il Comitato scientifico ha annunciato il vincitore del premio alla categoria Narrazione per immagini:
    Jérémie MoreauI Pizzly, tradotto da Stefano Andrea Cresti (Tunué).

    Jérémie Moreau racconta una storia di affetti profondi nella complessità del mondo contemporaneo, tra le difficoltà della vita nelle città disumanizzate e nella ferocia di ambienti naturali ormai stravolti dall’azione dell’uomo. L’autore usa il linguaggio del fumetto per portarci in un racconto visivo di incredibile impatto, che affronta tematiche di grande importanza come la nostra dipendenza dalle tecnologie, la difficoltà a tornare in contatto con l’elemento naturale, la nostra cecità di fronte al collasso ambientale. Senza facile retorica, con il ritmo incalzante del romanzo di avventura e con uno sfoggio impeccabile di tecnica visuo-narrativa, la storia dei Pizzly è una lunga, abbagliante metafora della distanza che abbiamo messo dalle nostre radici, dalla matrice sacra della vita, di come sia fondamentale recuperarla per affrontare il nostro futuro sul pianeta.

     

    Tra i 38 libri proposti dagli editori in questa categoria di concorso, il Comitato scientifico aveva scelto tre libri finalisti – Jef AertsPiù grande di un sogno, illustrato da Marit Törnqvist, tradotto da Olga Amagliani (Camelozampa), Silvia BorandoStorie brevi (Minibombo) – assegnando una menzione speciale al libro di Olga Tokarczuk, Il Signor Mirabile, illustrato da Joanna Concejo, tradotto da Raffaella Belletti (TopiPittori). (altro…)

  • I DODICI LIBRI CANDIDATI AL PREMIO STREGA 2024

    I DODICI LIBRI CANDIDATI AL PREMIO STREGA 2024

    Ecco i 12 i candidati alla LXXVIII edizione del Premio Strega

     

    05 marzo 2024. In mattinata, presso la Camera di Commercio di Roma nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano èstato annunciato l’elenco dei docidi libri che si contenderanno la LXXVIII edizione del Premio Strega, il riconoscimento letterario promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento, con il sostegno di Roma Capitale e Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con BPER Banca.

    Il Comitato direttivo – composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Dacia Maraini, Melania G. Mazzucco, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine – ha selezionato i seguenti dodici titoli ammessi a concorrere.

    L’elezione del vincitore si svolgerà il 4 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

    Ecco l’elenco della dozzina del Premio Strega 2024 (scelti tra gli 82 titoli proposti):

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    © Musacchio, Pasqualini e Fucilla / MUSA

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  • TEA RANNO con “Avevo un fuoco dentro” (Mondadori) in radio a Letteratitudine

    TEA RANNO con “Avevo un fuoco dentro” (Mondadori) in radio a Letteratitudine

    TEA RANNO con “Avevo un fuoco dentro. Storia di un dolore che non si può dire” (Mondadori) in radio a Letteratitudine ospite del programma radiofonico Letteratitudine trasmesso su RADIO POLIS (la radio delle buone notizie e del dialogo)

    In streaming e in podcast su RADIO POLIS

    trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

    regia, postproduzione e consulenza musicale: Federico Marin

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    Ascolta “n. 06-24 ospite: Tea Ranno con “Avevo un fuoco dentro” (Mondadori)” su Spreaker.

     

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    Avevo un fuoco dentro - Tea Ranno - copertina

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    Ospite della puntata: la scrittrice Tea Ranno.

    Con Tea Ranno abbiamo discusso del suo nuovo libro “Avevo un fuoco dentro. Storia di un dolore che non si può dire” (Mondadori).

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    La scheda del libro: “Avevo un fuoco dentro. Storia di un dolore che non si può dire” di Tea Ranno (Mondadori)

    Avevo un fuoco dentro - Tea Ranno | Libri MondadoriQuesto memoir, scritto nella lingua ispirata e inconfondibile di Tea Ranno, si apre con un risveglio in ospedale: Tea ha quarantacinque anni ed è appena stata operata d’urgenza per un’infezione che, partita dall’utero, è arrivata a infuocarle l’intestino, il fegato, i polmoni. Soffre di endometriosi da quando è giovanissima. Ma questa volta ne è quasi morta. L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce molte donne. Le cause non sono ancora del tutto chiare, la diagnosi spesso è complessa e non esiste una cura definitiva. Provoca, tra le altre cose, cicli mestruali molto abbondanti e dolorosi, un dolore che – racconta Tea – “certe volte è come un cane che mozzica, certe altre è come un fuoco che brucia”. Ma “Se hai male in quei giorni che c’è di strano?”, “Sei femmina, ti devi abituare”, “Hai la soglia del dolore troppo bassa”, “È un problema psicologico!” sono le frasi che si sentono rivolgere da generazioni le donne che ne soffrono. Questo modo sistematico di screditare il dolore femminile contribuisce a far sì che l’endometriosi ancora oggi venga spesso diagnosticata con grande ritardo. La vita di Tea Ranno e il suo percorso letterario sono un tutt’uno con la storia della sua malattia, e quella storia comincia in Sicilia, negli anni Settanta, quando lei è un’adolescente: in casa si parla poco di corpo, il pudore impedisce di affrontare i disturbi che riguardano la sfera intima, si tende a nascondere, a tacere. Ma ciò che la bocca non può dire, finisce sui diari, e le parole diventano per Tea uno spazio di gioia e libertà. Da lei, però, ci si aspetta altro – che studi legge, che si faccia una posizione –, perciò anche la scrittura si trasforma in un segreto, un fuoco da tenere a bada, e Tea proverà a spegnerlo con tutta se stessa. Fortunatamente, non ci riuscirà mai. Dopo aver generato infiniti sorrisi e lacrime con le sue storie di donne forti e coraggiose, Tea Ranno si mette in gioco in prima persona e affronta la propria, la più dolorosa e difficile da raccontare. Lo fa perché questa storia – fatta di rabbia e impotenza, di diagnosi e cure sbagliate, della faticosa ricerca di un figlio, ma anche di amicizie e incontri salvifici – non è solo sua. Riguarda tantissime donne, ed è per dar voce a tutte loro, per aggiungere anzi la sua voce a quella di chi già sta lottando perché questa malattia non rimanga invisibile, e per ricordarci che le nostre passioni più profonde possono sempre aiutarci a uscire dall’abisso, che questo libro esiste.

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    Tea Ranno è nata a Melilli, in provincia di Siracusa, nel 1963. Dal 1995 vive a Roma. È laureata in giurisprudenza e si occupa di diritto e letteratura. Ha esordito con Cenere, uscito per e/o nel 2006, finalista ai premi Calvino e Berto e vincitore del premio Chianti. Successivamente ha pubblicato i romanzi In una lingua che non so più dire (e/o, 2007), La sposa vermiglia (Mondadori, 2012), vincitore del premio Rea, Viola Fòscari (Mondadori, 2014), Sentimi (Frassinelli, 2018), L’amurusanza (Mondadori, 2019), Terramarina (Mondadori, 2020, premio Città di Erice) e Gioia mia (Mondadori, 2022), Un tram per la vita, uscito a gennaio di quest’anno per Rizzoli.

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    trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

    regia, post produzione e consulenza musicale: Federico Marin

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  • CHI DICE E CHI TACE di Chiara Valerio (Sellerio)

    CHI DICE E CHI TACE di Chiara Valerio (Sellerio)

    Come nasce un romanzo? Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: CHIARA VALERIO racconta il suo romanzo “Chi dice e chi tace” (Sellerio)

    Libro presentato da Matteo Motolese nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2024.

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    di Chiara Valerio

    Chi dice e chi tace - Chiara Valerio - copertinaAmmesso che questo non sia solo un altro racconto e valga la pena fare la differenza tra fatti e rappresentazioni, il personaggio di Vittoria, che sta saldamente al centro di Chi dice e chi tace (Sellerio, 2024), nasce quando Mina Monroy, in Così per sempre (Einaudi, 2022) decide che non vedrà mai più la signora-della-gondola, nonostante la-signora-della-gondola le abbia restituito la sensualità di tutto il corpo e non solo dei denti. Mina è un vampiro infatti e Così per sempre racconta la storia d’amore infinita tra il Conte Dracula e Mina.

    Sulla pelle della signora della gondola Mina scorgeva il senno, la ragionevolezza e la ragione di molti, e forse anche la propria. Cosí aveva avvicinato la bocca a quel bianco, affilato i denti e morso. Le teneva una mano dietro al collo e un’altra intorno alla vita. L’idea di tenerle la vita l’aveva entusiasmata e l’entusiasmo le aveva svegliato la fame cosí aveva succhiato piú forte. La donna aveva cominciato a tremare, il fiato le si era fatto spesso, e aveva chiuso gli occhi. Mina aveva fatto salire la mano dalla vita al seno che riempiva e svuotava il corsetto al ritmo sempre piú sostenuto del respiro e forse avrebbe fatto saltare i lacci che lo stringevano e mugolavano come cime di bar che ormeggiate. (Leggi tutto… clicca qui)

  • AUGURI DI BUONA PASQUA

    AUGURI DI BUONA PASQUA

    AUGURI DI BUONA PASQUA

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    Cari amici,
    vi auguro di cuore di trascorrere buone e serene festività pasquali.
    Lo auguro a voi e ai vostri cari.

    Buona Pasqua a tutti voi.

    Massimo Maugeri (altro…)

  • CAMPIELLO JUNIOR 2024: vincono Angelo Petrosino e Daniela Palumbo

    CAMPIELLO JUNIOR 2024: vincono Angelo Petrosino e Daniela Palumbo

    ANGELO PETROSINO E DANIELA PALUMBO VINCONO LA TERZA EDIZIONE DEL CAMPIELLO JUNIOR

    Gli scrittori hanno vinto il Premio Campiello Junior 2024, rispettivamente, nella categoria 7-10 anni con “Un bambino, una gatta e un cane” (Einaudi EL/Einaudi Ragazzi/Emme Edizioni) e 11-14 anni con “La notte più bella” (PIEMME). L’annuncio oggi a Vicenza, in occasione della cerimonia finale al Teatro Comunale.

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    Vicenza/Venezia, 26 marzo 2024 – La terza edizione del Premio Campiello Junior, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Il Campiello, Pirelli e la Fondazione Pirelli, ha decretato i suoi vincitori nel corso di un evento presso la Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza. Nella categoria 7-10 anni, il premio è stato assegnato a Angelo Petrosino per il libro “Un bambino, una gatta e un cane” (Einaudi EL/Einaudi Ragazzi/Emme Edizioni). Per la categoria 11-14 anni, invece, ha trionfato Daniela Palumbo con il libro “La notte più bella” (PIEMME).

    Il Premio investe nel futuro dei giovani con l’obiettivo di promuovere la lettura come strumento pedagogico dal forte valore educativo. Un progetto per riscoprire la bellezza della narrativa italiana dedicata ai più piccoli e un’occasione unica per valorizzare il talento e la capacità di veicolare messaggi importanti attraverso la scrittura ad un pubblico di giovanissimi.

    I libri premiati hanno ottenuto rispettivamente 67 voti su 112 e 75 su 113 (di cui 1 bianca) espressi dalle due Giurie Popolari dedicate, ciascuna composta da 120 ragazzi provenienti da tutte le Regioni d’Italia e dall’estero grazie alla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e delle Cooperazione Internazionale. Ad avere l’ultima parola sulla scelta dei vincitori sono stati, quindi, i ragazzi dell’ultimo anno delle scuole primarie per la categoria 7-10 anni e del triennio delle scuole secondarie di primo grado per la categoria 11-14 anni. (altro…)

  • SIMONA LO IACONO con “Virdimura” (Guanda) in radio a Letteratitudine

    SIMONA LO IACONO con “Virdimura” (Guanda) in radio a Letteratitudine

    SIMONA LO IACONO con “Virdimura” (Guanda) in radio a Letteratitudine ospite del programma radiofonico Letteratitudine trasmesso su RADIO POLIS (la radio delle buone notizie e del dialogo)

    In streaming e in podcast su RADIO POLIS

    trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

    regia, postproduzione e consulenza musicale: Federico Marin

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    Ascolta “n. 05-24 ospite: Simona Lo Iacono con “Virdimura” (Guanda)” su Spreaker.

     

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    Virdimura - Simona Lo Iacono - copertina

     

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    Ospite della puntata: la scrittrice e magistrato Simona Lo Iacono.

    Con Simona Lo Iacono abbiamo discusso del suo nuovo romanzo, “Virdimura” (Guanda).

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    La scheda del libro: “Virdimura” di Simona Lo Iacono (Guanda)

    Virdimura - Simona Lo Iacono - copertinaSullo sfondo di una Catania fiammeggiante di vita, commerci, religioni, dove i destini si incrociano all’ombra dell’Etna ribollente, Simona Lo Iacono ci regala il grandioso ritratto di una protagonista indimenticabile, fiera e coraggiosa, che combatte le superstizioni e le leggi degli uomini per affermare il diritto di tutti a essere curati e delle donne a essere libere.

    Nata in un giorno di pioggia e di presagi, Virdimura porta il nome del muschio che affiora tenace dalle mura di Catania e della sua nascita non sa quasi nulla. A crescerla è suo padre, il maestro Urìa, medico ed ebreo, « il più alto dei giudei, il più forte, il più santo ». Un uomo che conosce i segreti delle spezie e i progressi delle scienze, che parla molte lingue, che sa che da tutto bisogna imparare: dalla natura, dalla strada, dalla poesia. A Virdimura insegna a guarire sia i corpi sia le anime, senza distinguere tra musulmani, cristiani o ebrei. E soprattutto le trasmette il segreto più importante: « La medicina non esige bravura. Solo coraggio ». Queste parole Virdimura ripete, ormai anziana, alla Commissione di giudici riunita per decidere se concederle, prima donna della storia, la « licenza per curare ». E davanti a loro Virdimura ripercorre, in un racconto vividissimo, tutta la sua vita: la lotta di suo padre contro l’epidemia di tifo che infesta la città, la solitudine dopo la sua scomparsa, gli studi instancabili sui libri che le ha lasciato, le donne visitate in segreto e operate di notte, le accuse di stregoneria da cui deve difendersi, e soprattutto il legame con Pasquale, l’amico d’infanzia che torna al suo fianco dopo un lungo apprendistato in Oriente, anche lui medico, per restarle accanto sempre, alleato fedele contro tutti gli attacchi della sorte.

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    https://bio.illibraio.it/images/2843670222992_92_0_470_75.jpgSimona Lo Iacono è nata a Siracusa nel 1970, è magistrato e presta servizio presso la corte d’appello di Catania, sezione minori e famiglia.

    Tra i suoi romanzi, Le streghe di Lenzavacche, vincitore del Premio Chianti e selezionato tra i dodici ­finalisti del Premio Strega 2016, Il morso, L’albatro, La tigre di Noto, vincitore del Premio Letterario Città di Erice 2022, e Il mistero di Anna.

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    trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

    regia, post produzione e consulenza musicale: Federico Marin

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  • PREMI OSCAR 2024

    PREMI OSCAR 2024

    Oscar 2024: trionfo di Oppenheimer e Povere Creature

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    Los Angeles, 11 marzo 2024 – La notte degli Oscar 2024 ha visto trionfare il film Oppenheimer di Christopher Nolan, che si è aggiudicato ben 7 statuette, tra cui miglior film, regia e attore protagonista per Cillian Murphy.

    Emma Stone ha invece conquistato l’Oscar come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione in Povere Creature!, film che ha totalizzato 4 premi, tra cui scenografia, makeup e costumi.

    La Zona di Interesse del regista britannico Jonathan Glazer ha vinto il premio per il miglior film internazionale, mentre Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese si è aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura non originale.

    Altri vincitori della serata:

    • Miglior attore non protagonista: Robert Downey Jr. per Oppenheimer
    • Miglior sceneggiatura originale: Killers of the Flower Moon
    • Miglior fotografia: Oppenheimer
    • Miglior montaggio: Oppenheimer
    • Miglior colonna sonora: Oppenheimer
    • Migliori effetti visivi: Godzilla Minus One
    • Miglior canzone originale: “Hold On” da Killers of the Flower Moon

    La cerimonia, presentata da Jimmy Kimmel per la quarta volta, si è tenuta al Dolby Theatre di Los Angeles ed è stata trasmessa in diretta in tutto il mondo.

    Ecco alcuni altri momenti salienti della serata:

    • Standing ovation per Steven Spielberg al suo arrivo in sala.
    • Tributo a Chadwick Boseman, scomparso nel 2020.
    • Discorso di ringraziamento commovente di Cillian Murphy, che ha dedicato il premio alla sua famiglia e a Christopher Nolan.
    • Emma Stone, visibilmente emozionata, ha ringraziato il regista Yorgos Lanthimos e il cast di Povere Creature!.

    L’edizione 2024 degli Oscar è stata un successo, con un’audience in crescita rispetto agli anni precedenti. La cerimonia è stata apprezzata per la sua fluidità e per i momenti di commozione e divertimento.

    I vincitori degli Oscar 2024 confermano la vitalità del cinema contemporaneo, con film che affrontano temi importanti e che si distinguono per la loro qualità artistica.

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  • “Il periodo del silenzio” di Francesca Manfredi (La nave di Teseo) – recensione

    “Il periodo del silenzio” di Francesca Manfredi (La nave di Teseo) – recensione

    “Il periodo del silenzio” di Francesca Manfredi (La nave di Teseo)

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    di Daniela Sessa

    Il periodo del silenzio - Francesca Manfredi - copertinaRacchiudere in un’immagine Il periodo del silenzio”, il romanzo di Francesca Manfredi? Un Benjamin Button della parola. Cristina Martino, la protagonista ventottenne archeologa precaria, va all’indietro come il personaggio di F. S. Fitzgerald e di David Fincher, rientra nel limbo uterino tra esistenza e non esistenza, laddove la posizione fetale diventa l’ultimo stadio di una vita incapace di disegnare linee che non siano circolari. Certo, Benjamin è affetto da una malattia ed è il tempo a scegliere per lui: lo fa giovane di mente e vecchio di corpo, sfidando amori e affetti a rincorrerlo. Cristina Martino, invece, decide di lanciare lei la sfida al tempo, a questo tempo babelico. La sfida è il silenzio. Il pegno è la solitudine. La resa è la lallazione. Dalla non parola alla non parola: così il tempo di Cristina, vittima e carnefice, gira su se stesso. L’invenzione narrativa di Francesca Manfredi se non è originale (sul silenzio c’è una tradizione artistica e letteraria sterminata), è indubbiamente affascinante. Insinua il desiderio di alzare la mano e dire “assente” in una dimensione in cui privato e pubblico sono l’uno il predicato dell’altro. Infosfera, secondo la geniale definizione del filosofo Luciano Floridi, è questo circolo in cui dire è esistere, chiacchierare è riflettere, informare è depistare. (Leggi tutto… clicca qui)

     

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