Sul numero di Linus di settembre, uno speciale inserto dedicato a Pier Vittorio Tondelli, nato settant’anni fa: il geniale autore di “Camere separate”, “Biglietti agli amici” e “Rimini”.

Il ritratto di copertina è firmato da Sergio Ponchione, a aprire un numero nel quale Elisabetta Sgarbi ci racconta Tondelli che era “un sempre aperto teatro”, Daniele Brolli traccia un ritratto a tutto tondo degli anni Ottanta “lucidi, esageratamente felici ma consapevolmente disperati” e Giulio Milani ci racconta i progetti editoriali Under 25 e la poetica dello scrittore “non nella norma ma nello scarto”, accanto allo storico articolo tondelliano dal titolo “Gli scarti” apparso proprio su linus nel 1985, mentre Alberto Piccinini ripercorre la storica intervista che il giornalista musicale Giancarlo Susanna fece a Tondelli nell’89, Grazia Verasani racconta la figura schiva e creativa di Tondelli a partire dal docufilm “La solitudine è questa” da lei sceneggiato, e il premio Pulitzer Andrew Sean Greer discute con Enrico Rotelli di “Camere separate”, tra i libri più attuali e politici dello scrittore, accanto al dialogo a distanza tra Tondelli e Umberto Eco, che era stato suo professore di semiotica al DAMS, e l’illuminante recensione di “Rimini” firmata dal nostro Oreste del Buono. Di tema tondelliano sono anche le illustrazioni e i fumetti di Camilla Rinaldi, Sergio Vanello, Benedetta C. Vialli, Giorgio Carpinteri e Massimo Giacon!

E ancora: questo nuovo numero di Linus contiene una nuova puntata del fumetto “Traditori di tutti” reinterpretazione di Giorgio Scerbanenco a cura di Paolo Bacilieri – ufficio stampa e di “The Cuban Hamlet” di Cammamoro e Giuseppe Sansonna, le strisce “Ri:evoluzione” di Jerry Kramsky, il racconto “Tripudiar zavorra” di Antonio Rezza Rezzamastrella, “Inkspinster” di Deco, Walter Leoni – Totally Unnecessary Comics, i Science e i Literary Cartoons di Tom Gauld, “Vita con Lloyd” di Simone Tempia e “Perle ai porci” di Stephan Pastis, accanto alle rubriche di Vanni Santoni, Loredana Lipperini, Alberto Piccinini, Giuseppe Sansonna e Andrea Bellavita, e gli immancabili “Calvin & Hobbes” di Watterson e i “Peanuts” di Schulz.
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UN ASSAGGIO
“Pier Vittorio era timido, educato, se ne stava spesso in disparte, il tipo di osservatore attivo incarnato da William Burroughs che ha scritto più o meno così: ‘Se c’è una sparatoria non voglio perdermela, ma per raccontarla devo rimanere al riparo, accucciato sul marciapiedi, dietro una macchina’. Per Tondelli non fu sempre così – ma sarà il frattempo e la svolta finale della sua storia –, tutto sommato, però, seguiva il principio di Burroughs.”
Su Linus di settembre, Daniele Brolli racconta Pier Vittorio Tondelli e gli anni Ottanta, “ludici, esageratamente felici ma consapevolmente disperati”.
Illustrazione di Camilla Rinaldi.

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