I NOSTRI APPROFONDIMENTI DA LUCCA COMICS & GAMES 2026

Testi e foto di Furio Detti, nostro inviato a Lucca Comics & Games 2026
60 anni “Barberistici” (con un Go Nagai dietro le quinte e una piccola Yellow Kid)
Lucca Comics&Games inaugura con Castellini, Barbero e la piccola Louise Stéphant, pluripremiata a Angoulême, il suo Sessantennale
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di Furio DETTI
LUCCA, Teatro del Giglio, 28 ottobre 2026, ore 11:30

È Claudio CASTELLINI, autore del poster di questa edizione del Sessantennale, a aprire le danze, imprimendo – con un cambio rispetto alla tabella di marcia delle precedenti cerimonie di inaugurazione – le sue impronte sulla Walk of Fame di Lucca Comics, accompagnato da una videointervista. L’applauso è immediato. Come sempre presenta Emanuele Vietina:
«Claudio Castellini incarna il passato e il presente: un autore seminale del fumetto che come Lucca ha scritto una storia giunta fino a oggi. Coincidenza vuole che Lucca Comics e il maestro siano coetanei. Claudio, che significa essere il primo “autografo” di Lucca Comics&Games?»
Castellini: «Non vi nascondo che trovarmi qui è una gioia straordinaria. Da ragazzo, come autore, Lucca mi ha visto nascere e io ho dei ricordi indimenticabili dei giorni passati con voi e essere oggi la matita del primo “metaposter” della storia di Lucca Comics è un grande onore, che costituisce il coronamento della mia stessa carriera. Pensando al tema dell’eredità, la legacy, io stesso sto vivendo tutto con un trasporto artistico e emotivo molto grande.»
Vietina ricorda il senso di questo traguardo per la community di artisti, la rinascita sotto il segno dell’edizione “Hope” dopo il Covid, la crescita delle proposte artistiche e dell’offerta ludica nei padiglioni, l’affetto del fandom, e tutto l’insieme di emozioni condivise che hanno permesso a questa manifestazione, dal passaggio di consegne da Bordighera fino a oggi, di crescere, approfondirsi, dipanarsi nel tessuto della città, fare la storia non solo della cultura pop ma di un intero paese che guarda al fumetto, al cinema, ai videogames e alle arti performative come a un patrimonio culturale, «perché, come il talento del maestro Castellini che ha portato il fumetto italiano negli USA, questa manifestazione, anche oggi, testimonierà quanto è importante e internazionale. Buon sessantesimo!»
Sale sul palco il Presidente di LuccaCrea Nicola Lucchesi:
«Il primo ringraziamento va a chi nel 1966 ha avuto il coraggio di portare questa manifestazione a Lucca, intuendone tutto il potenziale che la ha trasformata in un patrimonio culturale di tutta la città, ossia al sindaco Giovanni Martinelli. Il secondo “Grazie” va a tutti coloro che hanno sostenuto la manifestazione e coloro che vigilano ogni anno per la sua buona riuscita, a partire dalle forze dell’ordine, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e il personale di sicurezza. Un grazie a chi crea i contenuti, a chi li divulga e anche agli uomini e donne di LuccaCrea che, vi assicuro, non mettono solo professionalità nel loro lavoro quotidiano, ma amore autentico per questo festival. Chi non ha mai provato, almeno una volta nella vita, a respirare l’aria di questi giorni, non può capire come la magia di Lucca Comics – magia che io ho provato da ragazzo e non ho mai smesso di sperimentare – faccia nascere e durare tuttora, dopo 60 anni, grandi amicizie e a mettere insieme persone così differenti, da ogni parte d’Italia e del mondo; un popolo che ci mostra come un mondo e una società migliori, con valori importanti, siano possibili. Speriamo che questa luce aumenti e ci dia ragione di sperare in un futuro luminoso. Secondo me è questa la vera, autentica, forza di Lucca Comics&Games!»
Si passa all’annullo filatelico speciale, dedicato al Quarantennale di Dylan Dog, presentato da Giovanni Machetti, responsabile filatelia di Poste Italiane e, per la prima volta, sono presenti anche il rappresentante delle Poste Magistrali del Sovrano Ordine di Malta e la rappresentante delle Poste della Repubblica di San Marino, con un annullo speciale dedicato al Sessantennale di LCG, a Pinocchio e a Lucky Luke per i suoi 80 anni. Viene presentata anche una serie Pokemon realizzata per l’occasione. Le poste sammarinesi furono in effetti le prime a dedicare a un personaggio animato un annullo, con i personaggi Disney negli anni ’60.

Vietina, dopo aver ricordato la presenza del Ministro Giuli alla manifestazione, introduce il Sindaco, Mario Pardini, che esordisce con due citazioni:
«Permettetemi di leggere due frasi. La prima: “Io considero i Comics una delle fonti più preziose e più significative per lo studio della nostra civiltà e un elemento di giudizio di straordinaria importanza, se lo si tratta col rigore e con autentica obiettività”; la seconda, pronunciata dalla stessa persona un anno dopo: “Tutto questo lo abbiamo fatto nel giro di pochi mesi, ma certamente di più e di meglio si potrà fare negli anni futuri: è un seme gettato che potrà trasformarsi e si trasformerà in pianta adulta e sempre più valida nel volgere degli anni.” Chi ha detto queste frasi è stato il sindaco Giovanni Martinelli, nel 1966. Se sentiamo queste parole oggi noi sappiamo che sono di una lungimiranza unica. Noi oggi non celebriamo solo i 60 anni del passato, celebriamo pure il futuro, quello che verrà perché Lucca Comics ha saputo crescere, aprirsi, cambiare. Lo ha già fatto con un altro sindaco, Fazi, che ha voluto riportarla in città nel 2006, dall’area delle Tagliate dove era stata collocata. Ora nel centro storico Lucca è diventata un evento unico al mondo. La grande intuizione è stata quella di non limitarsi solo al fumetto e al collezionismo, ma di aprirsi al cinema, ai videogiochi, al cosplay e così via. In un abbraccio con i fan e con la città, col nostro patrimonio paesaggistico e monumentale che oggi ci fa conoscere in tutto il mondo.»
Pardini saluta quindi la nipote del sindaco, scomparso negli anni Ottanta, ringraziando tutto il sistema Lucca e il personale che rende possibile questa manifestazione. Persino in questa edizione senza ponte il Mercoledì ha avuto il singolo record di afflusso rispetto al medesimo giorno delle precedenti edizioni: «Già nel 1966 ci si chiedeva: “Ma serve questo evento alla città?” Ci sono stati dubbi, anche ragionevoli, sensati, oggi però noi possiamo solo confermare che sì, Lucca Comics serve, fa bene a tutti noi e lo è stata grazie a chi ci ha creduto e l’ha difesa. Questa è la legacy, l’eredità più importante a cui guardare per i prossimi 60 anni ancora.» – conclude Pardini. Gli fa eco Vietina, ricordando che uno dei grandi successi della manifestazione è stato «Utilizzare il fumetto come forma di diplomazia culturale. Ecco che quindi siamo andati a Osaka e Lucca si è fatta ponte per l’immaginario nipponico e noi oggi, qui, al Giglio, celebriamo anche i 160 anni di relazioni diplomatiche dell’Italia con il Giappone.» Sale sul palco Hikariko Ono, ambasciatrice del Giappone in Italia, che consegna una targa a Lucca Comics & Games in riconoscimento da parte del Ministero degli Esteri giapponese:
«Sono molto felice di essere qua e di rappresentare il saluto del mio Paese a Lucca e al pubblico presente. Abbiamo voluto riconoscere con questa targa il contributo dato da Lucca Crea, dalla città e dalla manifestazione per far conoscere la cultura giapponese in Italia. Oggi festeggiamo anche il centosessantennale dei rapporti diplomatici e commerciali fra Giappone e Italia. Concludo dicendo che sono molto grata a LuccaCrea per quanto è stato fatto sinora e non posso che augurare una buona manifestazione.»
Vietina ricorda l’Alto patrocinio del Parlamento Europeo alla manifestazione e invita sul palco Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana:
«Davvero la realtà dei Comics sta portando questa manifestazione a essere forse la più importante al mondo dedicata al fumetto. Ormai è stato creato un festival diffuso dei comics anche seguendo altrove l’esempio di estrema creatività sperimentata a Lucca. Il futuro è passato da qui, dal nostro Rinascimento toscano e dalle sue espressioni creative. Penso anche che poco fa abbiamo festeggiato, in provincia di Grosseto, i cento anni di Galep, Aurelio Galeppini, colui che per primo diede vita al personaggio di Tex della Bonelli, disegnandone le copertine dei primi 400 albi, ispirandosi ai butteri più che ai cow boys. Per noi a Firenze poi è stato un onore aver ricevuto nella sala del Pegaso l’uomo di Goldrake, di Mazinga e altri eroi, il Maestro Go Nagai che ha visitato anche la Casa di Dante a Firenze, e che ha illustrato la Commedia con il suo stile unico. Del resto sempre a Firenze, appunto, è stato firmato il primo trattato internazionale fra l’Italia e il Giappone in quanto all’epoca della firma la capitale era il nostro capoluogo toscano; Firenze si è poi gemellata con Kyoto che era all’epoca la capitale giapponese, subito poi sostituita da Tokyo. Lucca ha avuto fama, immeritata, di città chiusa, ma essa era aperta verso il commercio e il mondo non meno delle altre città toscane. Oggi l’afflusso di pubblico per la manifestazione rinnova quell’apertura al mondo.»
Vietina quindi introduce la successiva ospite di questa Inaugurazione 2026, l’ambasciatrice francese Anne-Marie Descôtes, a rappresentare «una nazione cardine dell’industria culturale e dell’intrattenimento, casa del Festival di Angoulême, e di tanti personaggi memorabili…»:
«Volevo salutare, oltre a chi ci ha accolto, come Lucca e i suoi organizzatori, i presenti, le autorità, il sindaco Pardini, l’ambasciatrice del Giappone e il presidente Giani, anche tutti gli amici e artisti francesi presenti alla manifestazione.» – esordisce Madame Descôtes – «Sono molto onorata di essere qui a celebrare i sessant’anni di questo straordinario festival e estendo i miei auguri anche ai prossimi sessanta. Sono qui non solo per questo, ma anche per consegnare a nome della Repubblica Francese un riconoscimento a uno storico e divulgatore d’eccezione, una persona che sa affascinare raccontando, e che è qui con noi in questa occasione: il Professor Alessandro Barbero a cui desidero consegnare ufficialmente la Medaglia di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere. Lei ha già ricevuto il titolo nel 2005, ma è mio speciale piacere consegnarle la medaglia in questo scenario tanto particolare e inusuale. Ricordando i predecessori che hanno deciso per Lei questo riconoscimento, con la prospettiva dei venti anni intercorsi, mi permetta di ricordare, gentile professore, che cosa questa onoreficenza rappresenti per la Repubblica Francese: dal 1957 questa medaglia onora chi ha contribuito al progresso e alla conoscenza, chiunque si sia distinto per la sua forza creativa in ambito artistico e letterario o per il contributo apportato alla diffusione e alla valorizzazione delle Arti e delle Lettere in Francia e in tutto il mondo. ConferirLe tale riconoscimento in questo contesto, un festival internazionale dedicato al fumetto, ai videogiochi, al cosplay, alle tante manifestazioni della cultura grafica, alla creatività, ha un valore decisamente speciale; se già nel 2005 Le era riconosciuto un percorso straordinario, adesso l’atto possiede una rilevanza ancora più forte e del tutto particolare alla luce di ciò che Lei è diventato e del ruolo che ricopre attualmente nel panorama culturale italiano. Chi meglio di Lei potrebbe incarnare tale figura nel segno del passaggio della conoscenza, nel segno dell’eredità, la Legacy che è la parola d’ordine di questa edizione?» L’ambasciatrice quindi ripercorre con distesa e particolareggiata minuzia la carriera di Barbero, Torinese, proveniente da un territorio legato alla vicina Oltralpe, studioso del Medioevo, divulgatore d’eccezione di materia storica anche, ma non solo, francese. «Ritengo significativa tale occasione per rimarcare, oggi più che mai, nel presente convulso scenario sociale e politico, la necessità dell’integrità’ dell’informazione e la qualità del dibattito politico e pubblico, valori a cui la Sua figura, gentile Professore, ha dato sempre priorità e assoluto rilievo.» Ha concluso la Descôtes.
Fra gli applausi sale sul palco il Professore, per il quale la Treccani ha riconosciuto il neologismo “barberismo”, in ossequio al suo successo mediatico come personaggio. Oggi Barbero presenta a Lucca una graphic novel su Garibaldi, con Davide Savelli e Iris Biasio, di cui è coautore per Rizzoli Lizard:
«Che dire? Io non posso aggiungere proprio niente, anzi dovrei togliere qualcosa al ritratto sin troppo generoso che Sua Eccellenza l’ambasciatrice ha fatto di me, esagerando. Ringrazio di cuore il Paese che rappresenta e sono onoratissimo per un simile apprezzamento con gratitudine profonda! Cosa dire? Posso solo aggiungere due parole riguardo ai miei rapporti con la Francia, da quando dopo la Maturità, in premio, ho ottenuto la possibilità di fare un viaggio a Parigi e poi l’anno di scambio fra la Normale di Pisa, dove studiavo, e l’Ecole Normale di Parigi, ove ho scritto la mia Tesi di Dottorato sull’aristocrazia francese. Vengo dal Piemonte, una regione che non solo è stata confinante, ma ha fatto parte della stessa Francia con parti del territorio, o addirittura totalmente, sotto Napoleone. Peraltro abbiamo anche combattuto contro i Francesi: essere terra di confine comporta anche questo singolare rapporto di amore-odio. Pensiamo poi alle migliaia di emigranti piemontesi e italiani oltralpe. Quando poi negli anni Quaranta l’Italia si unì alla Germania nell’attaccare la Francia, in Piemonte tutti hanno vissuto con sgomento questa situazione. Ricordo che tutti i rapporti inviati a Mussolini testimoniavano lo scoramento dei Piemontesi per l’aggressione a una nazione sorella. La Francia che a mio parere conserva il primato dell’egemonia intellettuale nel campo della storia e in particolare della storia medievale; basti pensare a Fernand Braudel, Marc Bloch, Lucien Febvre, Georges Duby, Jacques LeGoff, che sono stati per noi storici italiani non solo dei maestri ma anche dei miti. Seguiti poi dagli amici colleghi storici e medievisti che continuano questa gloriosa tradizione. Non si può fare lo storico senza passare attraverso l’insegnamento della storiografia francese, questo è quello che ho imparato nei miei studi. E poi per ultimo gli editori francesi, come Flammarion, presso cui neanche pochi giorni fa, in Rue de Saint Lazar, ero a parlare del mio libro su San Francesco. Proprio a Parigi ho incontrato cortei di studenti entusiasti, in un clima, devo dire, che pur con tutti i risvolti che le manifestazioni hanno sempre, che reputo di gioia, di partecipazione, di democrazia; un clima che davvero mi ha fatto pensare “Questa Parigi è ancora una città che ha tanto da insegnarci. Grazie eccellenza.”»
Poi due parole sul volume presentato a Lucca: «Naturalmente è doveroso ricordare che il volume su Garibaldi è stato disegnato da Davide Savelli e Iris Biasio. Non sono l’unico autore.»
Dopo la consegna a Barbero della medaglia di Cavaliere, Vietina ringrazia i presenti, ricorda la consegna della Targa dedicata a Hector Oesterheld e rinvia al taglio del nastro con le autorità davanti al Foyer del Giglio, ma prima introduce l’ultima ospite dell’evento: «Il poster di Lucca è qui a ricordarci che la matita va passata alle nuove generazioni. Questo significa Legacy. Modificare, plasmare, articolare, passare la consegna è una delle ambizioni centrali di questo festival. Quattro mesi fa il Maestro Castellini ha affidato a una bambina un “compito d’arte” speciale: immaginare il futuro con una “variant” del manifesto di questi 60. Ecco che quindi chiedo di salire sul palco alla più premiata fumettista under 10 d’Europa, la nuova piccola Yellow Kid: è con noi dalla Francia Louise Stéphant!» La giovanissima artista è stata due volte Petit Fauve d’Or ad Angoulême e ha vestito nel manifesto l’abito iconico di Yellow Kid. Fuori è stata la medesima Louise a tagliare il nastro, alla presenza di tutti gli ospiti e ne ha staccato diversi pezzettini per ricordo ai presenti.
Alla domanda “Che effetto ti ha fatto ricevere la telefonata di Lucca Comics&Games?”:
«Non riuscivo a credere alla fortuna che mi era capitata. Sono stata troppo felice! Ho disegnato anche io la matita che è molto importante per questo disegno.»
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FOTO DALL’EVENTO di Furio Detti (riproduzione riservata)



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