Gennaio 29, 2022

77 thoughts on “IN MEMORIA DI UGO RICCARELLI

  1. Care amiche e cari amici di Letteratitudine,
    come ho scritto sul post, sono rimasto profondamente scosso dalla notizia della scomparsa di Ugo Riccarelli.
    Che la sua salute fosse cagionevole era notorio (anni prima era stato costretto a sottoporsi a un doppio trapianto di cuore e polmone). La notizia, comunque, mi ha colto di sorpresa… e ho avuto bisogno di qualche giorno per “metabolizzarla” e organizzare questo dibattito su Letteratitudine.

  2. Di fatto questo sarà l’ultimo post dell’estate e rimarrà in primo piano fino ai primi di settembre (anche in attesa degli esiti del Premio Campiello: l’ultimo romanzo di Riccarelli è tra i finalisti).

  3. Qualche mese fa ho avuto modo di incontrare Ugo Riccarelli nell’ambito del mio programma radiofonico “Letteratitudine in Fm“. È stata un bella chiacchierata. Ugo ha tracciato il suo percorso letterario parlando dei suoi inizi, delle letture con cui si è formato, delle sue abitudini di scrittura, dell’amicizia con Tabucchi e – naturalmente – del nuovo romanzo (di cui ha anche letto le prime pagine). Potete ascoltare la puntata cliccando sul pulsante audio (anche da qui)…
    http://www.rhprogrammi.com/letteratitudine/puntata25gennaio2013.mp3

  4. Dedico dunque questo “spazio” alla memoria di Ugo Riccarelli, anche con l’auspicio di contribuire a farlo conoscere a chi non avesse ancora avuto modo di accostarsi alle sue opere.
    Chiedo a tutti di contribuire lasciando un ricordo, un’impressione, una citazione… ma anche link ad altri siti e quant’altro possa servire a ricordare Riccarelli e la sua produzione letteraria.
    Seguono alcune domande volte a favorire la discussione.

  5. Ugo Riccarelli è davvero un grande scrittore. Adesso sto leggendo L’amore graffia il mondo. C’è la stessa voce de Il dolore perfetto.
    Grazie per questo ricordo a lui dedicato.

  6. Davvero una grande perdita. Quella di Riccarelli era una delle prose migliori in circolazione. Una letteratura, la sua, che conteneva i riflessi del grande Novecento.
    Spero che vinca il Campiello.

  7. Ho conosciuto Ugo per motivi di lavoro e sono rimasto immediatamente colpito dalla personalità di questo piccolo uomo, gentile e garbato. Ho avuto la fortuna di percorrere un piccolo pezzo della mia strada professionale con lui e di presentarlo ad un caro amico, Stefano Tassinari, compagno scrittore scomparso circa un anno fa. Da questo incontro è nata poi una bella amicizia e una collaborazione tra due scrittori e uomini di cultura speciali. Il suo primo libro per le edizioni Piemme, Un uomo che forse si chiamava Schulz, è rimasto fin da subito nel mio cuore, forse perchè è stato il primo che ho letto, forse perchè è “veramente” il migliore, ironico, amaro, intelligente, indimenticabile, come il suo autore. Di certo, Il dolore perfetto sarà per sempre il suo romanzo più rappresentativo. Un paio di anni fa, prima che Mondadori decidesse dopo varie insistenze di ristampare Schulz, incontrai Ugo ad una sua presentazione. Dopo qualche mese gli procurai alcune copie della prima edizione di Schulz perchè nemmeno lui riusciva a trovarle. In quella occasione, Ugo raccontò un aneddoto che riguardava la figlia. Un giorno, mentre le faceva lo shampoo, cercò di spiegarle che la prima passata è quella che pulisce, la seconda è quella che rende i capelli più morbidi. La piccola si girò e, dopo qualche istante, gli chiese: Ma come fanno i capelli a sapere quale è la seconda passata? Ecco, io vorrei ricordare così Ugo, con questa citazione rubata dalla sua vita quotidiana, con la semplicità e la dolcezza di una persona unica. Mi mancherà, ci mancherà, col rammarico di averlo visto da lontano all’ultimo Salone di Torino e non essere riuscito a salutarlo, fagocitato dalla folla e dal lavoro. I suoi libri, come quelli di Stefano, rimarranno per anni sugli scaffali delle librerie o negli hard disk dei lettori digitli, come nuovi classici da non dimenticare.

  8. “Il dolore perfetto” è uno dei libri più belli che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Un libro estremamente drammatico, ma di una poeticità sorprendente e struggente. Penso in particolare al passaggio dove viene descritto il parto di Rosa. All’epoca moltissime donne morivano di parto e il leggere una ricostruzione tipica del rapporto dolce, forte e assolutamente temporaneo che si stabiliva fra la puerpera e la sua levatrice mi ha trasmesso un’emozione molto intensa. Il libro racconta un periodo della ns storia in cui la gente semplice moriva a volte come mosche, spesso ancora bambini, o vittime di ingiustizie (es. la morte del personaggio Ideale a causa del pestaggio degli squadristi fascisti dell’epoca) che ancora oggi a volte non vengono trattate adeguatamente. Personalmente lo ritengo uno splendido tributo a persone come i ns bisnonni, persone delle quali raramente sappiamo qualcosa, perchè si è persa purtroppo l’abitudine di raccontare ai bimbi le vicende dei propri parenti lontanti, racconti che potrebbero servire validamente per dare una base, un vissuto ai ns figli, spesso adolescenti persi in problemi che non sono realmente problemi.

  9. non ho avuto modo di leggere le opere di ugo riccarelli, ma conto di provvedere entro l’estate. per fortuna i buoni libri rimangono anche dopo la dipartita dei loro autori.

  10. complimenti a stefano petrocchi e a paolo di paolo per i loro articoli ed a letteratitudine per la sensibilità che sempre mostra.

  11. Carissimo Massi
    sono rimasta addolorata dalla perdita di Riccarelli. Quando uno scrittore ci lascia è come se tutto il mondo che ha rappresentato nei suoi romanzi prendesse a vibrare, a riproporsi, a espandersi dopo la fine.
    Proprio qualche giorno prima avevo letto “Il dolore perfetto”, e mi aveva colpito quella scrittura affollata di emozioni, grattata dalle gole, messa in bocca a personaggi pietosi, densi, umanissimi.
    Semplicemente, lo piango.
    L’unico contatto che ho avuto con lui risale a qualche mese fa. Fu brevissimo, tutto venato di gentilezza e garbo. Mi rilasciò un’intervista in occasione dell’uscita di un libro che commemorava Tabucchi.
    Poche risposte, ricordo, ma leggere, commosse. In una rievocava proprio la sua malattia, quando Antonio Tabucchi lo aveva atteso all’uscita dell’ospedale con un dolce.
    Come ti dicevo, lo piango.

  12. Questa è l’ultima scena di “Un dolore perfetto”. Si tratta della morte dell’Annina, il personaggio principale….quando è morto Ugo Riccarelli ho pensato che ne fosse andato via proprio così:
    ” – Ma guarda, disse appena, allargando un sorriso di fronte allo spettacolo che si stava allontanando da lei lungo il sentiero di ghiaino e lambiva la collina dei cipressi proprio da dove se n’era andata anche Rosa, verso il Malgrado, carica di tutto quello che lei aveva provato giorno dopo giorno, di quanto aveva cercato, e amato, e perso, inseguendolo fino a vederlo svanire dentro a un dolore perfetto, completamente evaporato nella nebbia.
    Tutto quanto ora, invece, l’Annina ricordava con chiarezza di avere vissuto”

  13. Gentile Massimo,
    un ricordo di Ugo Riccarelli ci voleva: i suoi scritti testimoniano i sentimenti, le dolcezze e le amarezze, le salite e le cadute, le illusioni e le disillusioni della vita, e le attese di qualcosa che forse non arriverà mai.
    Riccarelli aveva uno spessore culturale ed emotivo che ti sapeva prendere l’anima, sollecitando l’empatia. Lo dico perché l’ho conosciuto in uno dei tanti incontri con l’autore cui partecipava. “Non vengo per i soldi – diceva, – quelli li vogliono o li fanno gli editori”.
    Un grazie a Simona Lo Iacono per avermi fatto riascoltare la sua voce e il suo pensiero sull’amore.
    Cordialmente, A. B.

  14. Buon giorno a tutti. Buon giorno a Massimo ed ai letteratitudiniani.
    Anche a me ha colpito molto la morte di Riccarelli, una delle voci più belle della nostra letteratura.
    Raccolgo l’invito e provo a contribuire al dibattito proponendovi alcuni link di articoli usciti nei giorni successivi alla sua scomparsa.
    Segnalo pure il link del sito ufficiale dello scrittore http://www.ugoriccarelli.it/
    Margherita

  15. Al prossimo Campiello (finale a giorni) tiferò per Ugo Ricarelli.
    Un grande!
    Chissà quanti altri ottimi libri avrebbe potuto ancora scrivere…

  16. Il dolore perfetto è uno dei libri più belli scritti negli ultimi anni. Anche L’amore graffia il mondo non è da meno.
    Sono romanzi che hanno come epicentro il rapporto tra sentimenti e sofferenza.
    Bellissimi.

  17. ho ascoltato l’intervista radiofonica con Ugo Riccarelli. davvero molto bella. complimenti!
    sarò anch’io tra i tifosi di Riccarelli al premio Campiello (mi dispiace per gli altri).

  18. E proprio in previsione della finale del Premio Campiello (di sabato 7 settembre), spero di riuscire a rilanciare questo post dedicato alla memoria di Ugo Riccarelli.
    Grazie per eventuali nuovi contributi!

  19. Secondo me il più bello di Riccarelli rimane “Il dolore perfetto”. Capolavoro insuperato. Ma anche “L’amore graffia il mondo” è un bellissimo romanzo.

  20. Ho amato molto e amo i libri di Riccarelli; l’ho scoperto grazie al suo capolavoro, io lo considero tale, “Il dolore perfetto” che è il libro che di lui amo di più. Poesia in prosa, epica e storia in un connubio fascinoso e commovente. “Stramonio” è il romanzo che considero molto attuale, in cui i temi dell’ecologia e del divenire adulti acquistano un valore centrale e fondante. Quando due anni fa in un incontro avvenuto nella scuola in cui insegno l’ho conosciuto, ho potuto verificare l’humanitas con la compassione come qualità speciale dell’uomo Riccarelli. La voglia di fare e di guardare al futuro, altre sue caratteristiche. Nella postfazione di “Stramonio” si legge: che echeggia Ghiannis Ritsos:. Alla letteratura mancherà la grande capacità di Riccarelli di cucire storie di uomini e di donne dai grandi dolori con uno sguardo compassionevole ed energico.

  21. Un pensiero ad Ugo Riccarelli.
    Sono d’accordo con Grazia. Anche secondo me “Il dolore perfetto” è il libro più grande di questo Grande autore.
    Ciao a tutti.

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