Aprile 15, 2024

509 thoughts on “LA CAMERA ACCANTO

  1. Considerate questo come una sorta di post perpetuo.
    Tra un po’ introdurrò un link sulla pagine di destra, sotto “presentazione di libri ed eventi” e “iperspazio creativo”; così il post potrà essere alimentato in maniera agevole:
    Vi piace l’idea?

  2. Io penso che Carla Bruni, come spesso accade alle donne bellissime, sia stata attratta dalla beltà e purezza interiore dell’uomo Sarko. Ecco perché l’ha accettato anche se è basso e c’ha la faccia da elfo di Notre Dame.

  3. Ci sono persone che non riescono a liberarsi dalla sindrome da copertina. Fanno qualunque cosa pur di non esserne privati.

  4. Sergio Sozi, ho apprezzato molto il tuo poetico riferimento alla letteratura che va man mano miniaturizzandosi.
    Hai un’anima lieve, non c’è alcun dubbio.
    🙂

    Sulla Bruni avete già detto tutto voi. Un pensiero da donna?
    E’ bellissima, ma povera cretura quant’è antipatica e … svociata.
    Copia tantissimo una cantante degli anni sessanta di cui mi sfugge il nome, anche lei francese, ma più bella, dai, come si chiamava … mia madre mi metteva i suoi dischi per farmi addormentare. Cantava delle canzoni dolci, dolci, ve la ricordate?

  5. Sinceramente non se ne può più di Carla e Sarko. Te li ritrovi ovunque, e adesso quasi tocca a noi preoccuparci dell’etichetta nel posizionarli a tavola, dato che lei non è ancora sua moglie. E va bene, a breve lo sarà, ma chissene…
    Tanto bella, come sottolinea Rigo, ma come persona non mi è mai piaciuta. Lui poi….

  6. L’argomento mi lascia del tutto indifferente! Ognuno è libero di scegliersi l’uomo o la donna che più gli garba! Sono gli assetati di gossip che fanno il gioco dei giornalisti e dei mass media!
    Grande business per l’editoria e la televisione quindi!

  7. fanno il gioco dei giornalisti anche gli assassini, i politici, i calciatori, le previsioni del tempo, le crisi economiche, le guerre e cavoli vari. il problema non è il gossip, ma come il gossip viene trattato. e questo vale all’incirca per tutto. nel merito della vicenda trovo la love story sarko-bruni interessante quanto succhiare un chiodo

  8. io ho fatto sarcasmo su sarko e bruni solo per pura e meschinissima invidia. potessi verificare che esisto ogni giorno leggendo i giornali, con accanto una figa del mille come la bruni, sarei forse molto più magnanimo. del resto siamo angeli e demoni, e loro stanno fra i primi.

  9. Che balle ragazzi!
    C’è anche il problema “monnezza” e francamente mi sembra più di un teatro dell’assurdo. Metafisica istituzionale, e i rifiuti assurgono la dimensione dell’uomo.Possibile? Resto sempre del parere che su questa questione, noi, gli intellettuali, la mente fervida della società, dovrebbe trasformare questo annuncio di catastrofe in un azione di libertà. Facciamo che lo scarto trovi, nella nostra creatività, un soggetto di mobilitazione. Le immagini dei TG mi umiliano profondamente e anche se da noi, le cose sono risolte, non posso credere a questa visione realistica fantastica che si rappresenta come Cronaca di una morte annunciata. E la vittima è il futuro dei nostri luoghi. E non solo. Ciao

  10. Miriam, hai espresso perfettamente cioò che provo anche io.
    Togliendo il fatto che l’abuso del termine “monnezza” mi disgusta, resta un’immane malinconia e grande imbarazzo … mi sa che l’idea destrorsa di presidiare alcune zone con l’esercito rimane l’ultima spiaggia. Voglio dire, almeno queste schifezze di armi le usiamo contro i camorristi e non i bambini di Bagdad.
    🙁

  11. ottima, davvero ottima idea quella di creare uno spazio così aperto a vari argomenti.
    su sarkò-brunì, pollice verso. credo che sarkò la pagherà anche a livello politico, a meno che i francesi non siano più fessi di noi italiani.
    sarkò meglio o peggio di berlusconì?
    @ miriam, tu cosa proporresti per risolvere il problema “monnezza”? e di chi è la colpa di tutto ciò?
    ciao a tutti

  12. Cosa si intende per critica letteraria? Forse questa è una domanda basilare per chi, come me, non è un esperto in materia.
    Tento di apportare un piccolo contributo al dibattito inserendo un articolo sulla critica letteraria preso da wikipedia. Non so se può essere utile.
    ————
    LA CRITICA LETTERARIA
    Per critica letteraria si intende l’insieme di strumenti teorici, contenuti e studi, dedicati alla valutazione della letteratura, in generale o in riferimento a specifiche opere letterarie o insiemi di opere. Una definizione più ampia può intendersi estendendo gli scopi dell’insieme sopra identificato allo sviluppo della teoria dello scrivere.

    Gli interventi e la produzione di opere di critica letteraria, in special modo nella sua definizione più ristretta, si sono articolati attorno ad una metodologia che ha segnato in epoche diverse numerosi punti di definizione sistematica.

    Con riferimento all’esistenza di una metodologia della critica letteraria e all’impegno specifico di autori e studiosi della letteratura dal punto di vista della critica, si può dire che la critica letteraria, e il saggio letterario nella fattispecie, rappresentano lato sensu uno dei generi di letteratura esistenti.

    Tra gli scrittori che si sono maggiormente occupati di critica letteraria si segnala, tra gli altri, Maria Corti. È vero, anche, che in realtà il metodo, per meglio dire “i metodi” della critica letteraria sono una attualizzazione della storia e della teoria critica. Il metodo è, allo stesso tempo, l’attualizzazione storica di una visione teorica della letteratura. Il formalismo, la filologia, la psico-critica, i cultural studies, la psicoanalisi sono metodi critici in quanto sono modi di lettura della letteratura fondati sulla teoria della psicoanalisi interconnessa alla storicità della lettura critica attraverso la quale si legge la letteratura.

    Se, ad esempio, parliamo dei metodi maggiormente frequentati negli anni ’70, con tutto l’universo di riferimenti storico, sociologici e culturali, la principale lente di lettura che appare, nei lavori critici di quell’epoca, è sicuramente quella psicoanalitica. Quindi il metodo nasce dall’intersezione di una determinata storicità con un universo di riferimenti concettuali che maggiormente si avvicinano a quel vissuto storico. Il vissuto rientra a sua volta nell’indagine critica, tale da restituire, attualizzata alla lettura del critico, il prodotto di un’elaborazione personale, secondo gli schemi del metodo, che finiscono per restituirci indagini critiche di grande spessore.

    Il metodo è così importante in materia di critica, perché costituisce un supporto teorico all’analisi critica ed allo stesso tempo produce conoscenza. Potremmo dire, riassumendo la sequela di concetti appena enunciati, che l’oggetto della critica letteraria è la produzione di conoscenza sull’arte e la magia della letteratura che, per quanto storica, costituirà in sé un unicum di conoscenza ed un apporto importante all’interpretazione dei significati che l’umanità dalla sua nascita fino ad ora, si pone come argomento dell’arte e della simbologia dell’essere.

    Fonte: Wikipedia Italia

  13. Scusate ho sbagliato stanza. Massimo, se lo crede, potrà rimuovere questo commento e quello precedente.
    Ora vado nel posto giusto.

  14. Non so se avete avuto modo di seguire le vicende legate alle Primarie americane.
    Cosa ne pensate dell’ascesa di Obama, che – a quanto pare – sta surclassando la signora Clinton?
    Rivoluzione in casa dei democratici?
    Certo, siamo solo agli inizi… però viene da pensare che quando gli americani – in politica – decidono di cambiare registro non ci stanno a pensare mica tanto.
    Che ne dite?

  15. @ Luisa
    Carissima io mi occupo d’arte di pedagogia e di bambini, da semplice cittadina penso che la soluzione, o parte della soluzione, spetti a tutti e che gli abitanti di Napoli e circondario dovrebbero iniziare a raccogliere i rifiuti in modo differenziato DA SUBITO, come nel resto d’Italia e D’Europa. Se si pensa che questa classe politica, da sola, possa trovare una soluzione, allora stiamo proprio freschi! Non è stato facile nemmeno per noi abituarci a dividere ogni più piccola cosa, ma dopo multe, sacchetti non ritirati e vigili alla porta, ci siamo abituati. Certo esiste la questione camorra e allora penso che per prima cosa si dovrebbe pensare ad un commissariamento della pubblica amministrazione dell’intera zona. Almeno per tre anni, Comune, Provincia e Regione dovrebbero essere amministrati da figure esterne con forti poteri decisionali. E’ sconfortante ascoltare le incerte argomentazioni che da anni si susseguono vanamente. Forse impiegherei l’esercito. Ma tutti, tutti, tutti dovrebbero fare la loro parte: una “guerra” di liberazione.
    Ecco! Salutoni, Miriam

  16. @ Tutti
    Questo è uno spazio di discussione libero e aperto. Dove si può anche “cazzeggiare”, oltre – naturalmente – a proporre argomenti di qualunque genere.
    ‘Notte

  17. Fausta Rigo,
    e’ proprio vero: ho un’anima lieve in tutto tranne quando si entra nel territorio di mia competenza. Io stesso non mi metto a parlare di cose che non conosco. Grazie, cara: stima spirituale ricambiata di cuore.
    Sergio

  18. P.S.
    Qui a Letteratitudine io ci sto solo perche’ mi interesso di Letteratura e per nessun altro motivo. Categoricamente. Parlo di questo (la mia professione) con chi non conosco personalmente, altrimenti gli amici me li scelgo vedendoli, stringendogli la mano e parlandoci a viva voce. Cio’ non toglie che si possa avere comunque degli scambi di cortesie; e questo appunto faccio qui, dosandoli col contagocce, finche’ qualcuno non mi offende. Tu non sei fra gli importuni, naturalmente, Fausta, anzi tutt’altro. Ne’ io spero di esserlo per te, ne’ ora ne’ mai.
    Ci sentiamo preso, cara.
    Sergio
    P.S.
    Ho appena finito di revisionare una traduzione pessima, mo’ vado a letto. Buonanotte. Che gli angeli si uniscano al ballo delle ”lemurae” latine nel tuo notturno, tranquillo, placido e temporaneo mancare al mondo.

  19. Caro Massimo, come hai potuto constatare dai giornali la Sig.ra Clinton ha ribaltato a sorpresa i risultati: i sondaggi, insomma, sono stati smentiti. Questa volta mi sa che gli americani ci sono stati a pensare, altro che!

  20. Ottima pensata Massimo.
    Ma secondo me ci vuole una specie di stanza accanto a settimana.

    Che ne so
    Lunedi post della stanza accanto e ci dai un nome cazzeggistico diverso
    Se no poi inavvertitamente pian piano il cazzeggio ti rifluisce nei post seri, il che devo dire li lede un bel po’. Oggi il teatro di la per esempio è ficherrimo.

    Cazzeggio:
    – Io spero tanto che vinca Obama, perchè da femmina femminista l’idea che una vinca le elezioni, o solo le primarie, perchè ci ha le corna non è che mi faccia impazzire. Mi interessa un politico non un cornuto.

    – su carla Bruni e Sarkò, mah sti cazzi – oserei dire.

    -su Napoli, davvero non saprei cosa dire, perchè mi sembra un sintomo evidente di qualcosa di terribilmente profondo e tremendo e doloroso e virale. Per cui Napoli non ha il problema della monnezza, Napoli ha un cancro che in questo momento non saprei con che mezzi curare. Toglieremo la monnezza, e sarà come dare l’aspirina a chi ha una febbre da infezione. Passa la febbre ma non l’infezione.

  21. Carla Bruni e Sarko: credo interessi quanto Briatore – Gregoraci, Ramazzotti – Unziker (c’ho scritto pure un racconto!) e via dicendo. Meglio Campbell – Chavez, magari, lei giornalista dilettante, lui apprendista dittatore. Invidia per gli uomini che le hanno accanto? Non saprei. Invidia a letto, forse. Ma se le sposano le devono pure sopportare… ora, la Bruni pare intelligente, ma le altre?

    Gordiano Lupi
    http://www.infol.it/lupi

  22. Un salutino, Massimino, potremmo fare una cosetta stupida che in realtà è un giochino di scrittura creativa: descrivere i visitatori di questo sito. Nei particolari. Insomma, tipo, Zaubesi (a propo ciao bella) secondo me ha i capelli castani ondulati, la vedo vicino a una finestra di legno grezzo, ha un cane grassottello di taglia piccola. E’ una di quelle persone che apparentemente sembra calma ma …
    Si può fare a puntate, qui nella sezione cazzeggio.
    Poi ovviamente facciamo pubblicare il blog da Pierre Larousse.
    Che dici?
    🙂

  23. Brava Zaube,
    a cagare la coppia copulante nel talamo eliseo !
    a cagare la cornutazza dell’arkansò !
    W Obama !!! (che peraltro mi pare prometta cambiamenti più radicali nella politica USA)
    Quanto a Napoli hai perfettamente ragione: se non fosse tutto così profondamente tragico direi che parlare OGGI di emergenza è molto ma molto comico: è da almeno 15 anni che la Campania è in emergenza-rifiuti!
    Ma i nostri poltici sono da sempre tragicomici. Speravo quelli di sinistra lo fossero un po’ meno. Che tristezza Bassolì.

  24. @ Silvia.
    Ho visto, ho visto. Mi viene da dire che negli States i sondaggi non funzionano meglio che in Italia.
    I cattivi sostengono che per il ribaltamento sia stata determinante la lacrimuccia di Hillary.

  25. @ Zauberei.
    Dài, che questa camera può essere divertente se ci passiamo ogni tanto.

    @ Faustina.
    Okay, giochiamo. In ognicaso io rimarrò a vita “quello con la camicia celeste”.
    🙂

  26. @ Eventounico.
    Grazie di cuore.
    🙂
    Grazie, grazie, grazie. Davvero.
    Ma ora che devo fare? Devo pubblicare un nuovo post dove votare a mia volta? Posso votare te o è vietato?

  27. Sono sorpreso. Possibile che nemmeno Cicerone abbia un post di seimila righe su quel merluzzo di Sarko’ e su quella stracciamutande di Carla Bruni?
    Ma allora c’ha ragione Zauberei che non frega un cazzo a nessuno?
    Mi sorprendo, a dire il vero.
    Io per esempio se non ho la quotidiana cronaca di quanti rutti fa Briatore mentre la Gregoraci si depila il pube, è ben difficile che prenda sonno. E, in quel caso, sono costretto a leggere qualche riga dei racconti di Sozi: catalessi assicurata.
    L’altro giorno un mio collega molto preso dalla vicenda Sark-Bruni mi ha detto: “questa non è una coppia che si farà tritare dai mass media. alla loro privacy ci tiene e poi, guarda, sanno cantarle a chi se le merita. Carla Bruni è una che non ha peli sulla lingua”.
    Ho replicato: “…suoi!”
    🙂

  28. Massimo, mi é venuto spontaneo nominarti. In effetti dovresti seguire più o meno quello che ho fatto io (sul mio blog trovi un post sul tema). Non credo si possa essere votati due volte, ma ti ringrazio ugualmente. In effetti sul sito originante (sempre link nel mio post) pare abbiano previsto questa eventualità. Ovviamente devi avvisare quelli che voti. Il difficile é scegliere. Devo confessarti che in qualche caso non ho sentito di avere la confidenza necessaria. Ad es. avrei votato volentieri M.Teresa. Poi c’é il problema tempo, ma quello é un tema che limita la possibilità di rispondere ai post, crearne di nuovi in casa propria, ecc.. Ad es. avrei voluto essere più attivo in quello della Marcheschi, ma per farlo avrei dovuto rinfrescare qualche testo e non ne ho il tempo…per cui a braccio o niente.
    Ciao “quello con la camicia celeste…sbottonata”.

  29. Evento, l’hai voluto tu. Okay, segno zodiacale Bilancia o Cancro. Non indossi calzini corti ma in estate, porca miseria, ti vesti come un’ottuagenaria americana. Magliettacce larghe e pantaloni … pantaloni improbabili di ogni possibile colore. Ci vai pesante anche con le ciabatte, infradito o incrociate, tutte smangiucchiate sui talloni. “Tua moglie ti urla sempre: “Gianni, togliti quelle schifezze che puzzano!” Il tuo nome intero è Gian Maria Torla. Hai una laurea in Veterinaria ma di mestiere fai il tolettatore di piccoli animali: criceti, rat musquè, porcelli indiani. Hai aperto l’attività con i proventi di una vincita a Bingo. I soldi per ristrutturazione del locale ce l’ha messi tuo suocero. E per questo tormenta te e sua figlia. Dice che Silvana ti ha sposato solo perché ERI bello. Ecco, ha ragione a vent’anni eri un fico da paura. Ora hai ancora molti capelli, sei alto (un po’ di pancia) e gli occhi risplendono ancora di una lucina bluastra che non guasta.
    Sei una naturista convinto, tua moglie no, infatti detesta le domeniche al Gran Sasso coi bambini ululanti al seguito. Solo che siccome è cattolica convinta certe parole non le dice, le pensa però. Ogni volta che la sveglia eolica suona alle tre di notte.
    Ops mi sta finendo la batteria eolica.
    Continua …

  30. Fatta eccezione per le infradito, l’ottuagenaria ed il tipo di laurea non sei molto distante. Scorpione, ma è un dettaglio. Anche sul “fico”…ehm…ma lasciamo una speranza. C’è una cosa, però, sulla quale sei troppo distante. Ci sarà qualcuno che si rotolerà…Enrico sei diffidato fin da ora.

  31. Uh buongiornissimo!
    Io non sembro assolutamente calma
    io credo di sembrare quello che sono: PAZZA:)

    Ci ho un gatto di taglia grossa quindi righessa ti sei avvicinata
    gli infissi di legno naturallement:)
    pure i capelli castani ecco:))
    solo che so artissima!

    enrico gregori mi hai fatto ammazzare da ride:)

  32. @ evento:
    per far tacere silvia ti devi ridurre a supplicarla. ella è particolarmente vanesia e autoreferenziale. il mio silenzio invece è automaticamente generato dall’abitudine al segreto professionale.

  33. Enrico lo farei volentieri, ma non so proprio come si faccia. Non per fare il duro, ma per una naturale ostilità verso qualunque azione che metta la testa di una persona sotto il piede di un’altra.
    Posso invece dire ogni bene possibile, come mi sembra di aver già fatto, delle sue arti scrittorie. Tornerò ancora su questo tema.

    P.S.
    …come sono andato ? 😉

  34. Caro evento, come puoi dar peso alle parole di Enrico? E’ naturale che io scherzassi e che puoi contare sulla mia più totale riservatezza.
    Mi conosci molto meglio tu che Enrico: lui, l’unica cosa che di me ha imparato è che preferisco i succhi di frutta al caffè! 🙂

  35. @ gea:
    no, tutto come al solito. Sergio Sozi è andato a pescare Parmenide anche per spiegarci come mai Sarko si tromba la Bruni.
    Silvia fa la sciroccata con tutti e trova comunque sempre qualcuno che se la fila.
    Eventounico si barcamena tra il serio e il faceto.
    Zauberei sembra sempre quella che si è svegliata da due minuti, e di soprassalto. Hai presente quelli che dopo un’ora di tombola chiedono “è uscito il 62?”. Ecco, è lei.
    Io continuo a fare ciò che mi riesce meglio: la testa di cazzo
    🙂

  36. Enricooo:))))
    Sei precisissimo!
    Io so quella che l’ultima ovlta avendo una caraffa d’acqua in mano e la monnezza nell’altra, ha svuotato la caraffa nel cesto della monnezza ecco:) Ma è pure che nun je la fo a stavve dietro

    Io enrico non lo so come me lo immagino. seduto. cogli occhiali, ride, ma pure un po’ triste.
    Genere triste simpatico ecco.
    Non so se ha i capelli
    Ma potrebbe anche essere ricciolo!

  37. Zauberei, alta, pazza e triestina? Non lo so, vivi vicino al mare, e i capelli te credo che ti s’arricciano, signora mia … dunque, sei pigra, non temi il freddo e gli uomini hanno paura di te. Non solo perché gli mangi letteralmente in testa, ma perché è lampante quanto tu li prenda sul serio solo in parte. E dire che ti sforzi anche di sembrare “maneggevole” ma come si fa? Alla fine la verità si fa comunque strada. Scarpe basse cervello fino direbbe una mia amica, quanto vorresti comprarti un paio di zatteroni! Solo che se lo facessi i piccioni ti farebbero il nido tra i riccioli. In ogni caso, sebbene sia spesso offuscata dal vapore delle nuvole, la tua testa funziona molto bene.
    D’estate indossi vestiti a fiori piccoli, gonne spesso, però ti fa arrabbiare che sulle gambe ci siano i segni dei graffiacci di quella fiera che allevi con tanto amore. Fa’ così, il tuo gatto, prende la rincorsa e ti zompa addosso nei momenti più impensati. Tu normalmente gli molli un ceffone sul sedere, ma quel che è fatto è fatto.

    Baci
    fausta
    🙂

  38. Evento,. ho capito: sei gay e quindi al Gran Sasso ci vai con Gabriele Panzetta, siete soci di un club nudisti.
    🙂
    Sebbene uno scorpione gay non l’ho mai conosciuto.

  39. ordunque:) rettifichiamo:)))
    bello ritrattillo letterario faustissima, ma ehm, vorrei puntualizzare! Per una questione pure politica eh!
    Le donne intelligenti facevano paura ai tempi der mi nonno. Oggi fanno paura le donne affettatrici di masculi. Ora io, sono presuntuosa come una cocuzza ma i masculi no non li affetto, essi lo sanno! magno intesta solo a quelli cretini – volendo anche alle femmine cretine :)quindi, fondamentalmente sparo sulla croce rossa.
    Li zatteroni noooo: ma i tacchi alti si – sfineno – dalla qualcosa potreste inferire cose poco lusinghiere:)
    Sono una specie de contadina daa brianza travestita da donna metropolitana.
    Sul gattissimo ci hai preso:))
    sulla pigrizia pure:)
    Modestissima. Te sei dimenticata de di che so modestaaaPPPP

    A te nun te immagino aspettò un po’
    Ciioè vediamo. secca. devi esse secca, trullalesca in generale ma inviperita a tratti. Tenace, in generale. pantalonata e pratica.
    Non è che vai spesso dal parrucchiere ecco. (Io non ci vado da sette anni)
    Ma mbeh è troppo presto!
    quante volte ci posso azzeccà?

  40. quando interviene zauberei mi viene sempre da domandarmi se è lei che ha sbagliato post oppure a me tornano nel cervello i vapori sopiti di antichi cocktail allucinogeni. e lei ci ha un naso solo. ma lo tenesse lontano dai miei affari. ci ho paura!

  41. ci provo?
    fausta la vedo non altissima castana occhi allegri stile intellettual-trasandato ma non è trasandata affatto. almeno un particolare molto chic sempre, e almeno uno trash, tipo portachiavi loony tunes con vecchissima borsa di cuoio a mano.
    distratta, spettinata ma ottimo taglio di base, grande sense of humour ma capacità di inferocirsi all’improvviso.
    gemelli? non è che me ne intendo molto..
    evento, anche tu scorpione! chissà perchè ce l’hanno tutti con noi? siamo così bravi…
    🙂

  42. Ah tacchi sì, Zauberei? D’accordo con te chi li affetta i maschi, io, ‘nciò tempo … i cretini? Quelli so’ più pericolosi delle armi chimiche.
    Ma non divaghiamo, mi piace contadina brianzola coi tacchi, tipo Chanel e ciabatte … bene concordo.

    Su di me secca no, trullallesca a iosa e anche incazzatissima: Parrucchiere? Cosè?
    In pratica c’hai preso su tutto.

    Ora però bisogna parlare di Massimo:
    Va a fare la spesa alla Vucciria che gli ricorda quando era bambino. E’ allergico al lattosio quindi non può strafogarsi di quei cannoli favolosi che fanno al Bar Tonardi di piazza Indipendenza. Si accontenta di comprarli per la sua figlioletta Giulia che ha cinque anni e si alza in punta di piedi tutte le volte che lui gliene porge uno. Al bar dove va Massimo i cannoli li preparano espressi che, non sia mai, altrimenti la ricotta rovina la parte croccante. Va al mare a Selinunte, Massimo, però anche in Calabria, a volte. A Caporizzuto. Non gli piacciono i canditi e fa lo schizzinoso anche sulla pasta con le sarde. Deve tassativamente essere cucinata da sua zia Anna.
    Si muove a piedi o in motorino e porta scarpe americane.
    Ha un acquario di pesci tropicali a va a pesca in autunno.
    Non ha mai avuto problemi di colesterolo né di artrosi cervicale.
    Odia ballare, dorme solo di notte e non alleva animali da cortile.

    Adesso a voi, altrimenti mi stanco.
    🙂

  43. Gea, bravissima! Tutto vero tranne segno bilancia e altezza 1,70.

    Ma tu, tu, come diceva De Niro nel film Terapia e pallottole, tu sei un genio. O più probabilmente sono banale io.
    🙂

    Ma non divaghiamo, tu sei bionda, capelli sottili, ha un bel sedere a mandolino e il segno vita assottigliato. Sei più tipo da cane, solo che non ne puoi tenere uno perché abiti in appartamento. Infatti sogni di trasferirti in una grande casa, forse in Toscana. Fai la traduttrice dal tedesco e francese e per questo che sei obbligata a vivere a Milano. Lì hai tutti i contatti di lavoro. E poi non sei proprio tanto sicura di volerti “seppellire” in campagna. In fondo la città ti piace (Milano poi è stupenda e mi diede i natali quindi stop).
    Oh, dunque, per finire: hai la pelle chiara quindi il sole ti piace e non ti piace, se potessi porteresti il tuo uomo in vacanza a Barcellona, magari in primavera, ma cacchio, lui in primavera è sempre “sotto” col lavoro. Stai pensando di portarci la tua migliore amica.

  44. ”enrico gregori ci ha tre nasi e il terzo è raffreddato e pure storto.”
    Ah ah ah!! Eccellente! Da Annales della Letteratura italiana contemporanea! Brava Zauberei!
    S.

  45. Ma il ritratto di Massimo è bellissimo Righessa!
    Secondo me però le scarpe non le porta americane.
    Cioè non lo vedo come uomo concentrato sulle calzature ecco:) anzi Massimo, io ci ho un po’ paura: tu potresti esse un uomo di quelli che si affeziona a certe scarpucce e le tiene fino a che coprono solo lo stinco.
    Non so manco se ha l’acquario!

    secondo me cova segreti e contrastati permalosii, ma siccome è britisch come vocazione li ammaestra per bene.

  46. Grego’: ”Sergio Sozi è andato a pescare Parmenide anche per spiegarci come mai Sarko si tromba la Bruni.”
    Non e’ vero. Mi sono limitato a Chiambretti e al suo famoso ”Decalogo delle Donne e degli uomini di Malaffare”. Opera di consultazione indispensabile per stare a Letteratitudine.

  47. fausta…
    solo i capelli hai beccato!
    ho due cani per una sessantina di chili totali, tre gatti e avevo anche pappagalli.
    abito in un grande appartamento con cortile, tengo il sole come un cammelliere ma mi annoia andare al mare. vivendo a trieste ne ho fin sopra i capelli (biondi).
    🙂

  48. allora, zauberei è vicina ai 40. le piace curarsi da sola senza andare a buttare soldi da coiffeur o estetisti. sarà circa 1,65-1,68 coi capelli ondulati e poco sotto il collo. Non filiforme, vestita solitamente a casaccio ma in maniera confortevole.
    Potrebbe usare lo scooter, ammesso che riesca a ricordare dove lo parcheggia.
    Fausta l’ha collocata a Trieste, ma forse ho letto male. A me risulterebbe romana, quindi del medesimo posto ove vivo io. Ma, per fortuna, Roma è una città abbastanza grande e gli abitanti (provincia compresa) superano i 4 milioni di unità.
    Incontrarla per caso è probabile come la caduta di un meteorite nella tazza del cesso…ma più dannoso

  49. Massimo Maugeri in realtà non esiste. È solo un avatar, un personaggio virtuale creato da kataweb. Così come sono virtuali tutti gli altri che scrivono su questo blog, tranne Gregori (detto “il messaggero nero”).
    Enrico Gregoriiiiiiiiiiiiiiiii, sei vittima di una specie di Truman Show.
    Quand’è che lo capirai?
    Smile

  50. Enrichissimo!
    Hai ragione a temere il mio incontro – perchè in effetti ho messo sotto un vecchietto colla bici. Perciò non ho nè patente nè scooter:)) non posso pensare a due cose contemporaneamente eh! (tu manco che che faccia er fico)
    so romanissima et alta 174 cm. e spendo troppo in vestiti, che a differenza dei capelli non ricrescono.

    Il tuo quarto naso si invece. oggi è a patata.

  51. @ elektra:
    Massimo Maugeri esiste, semmai è lui stesso che vorrebbe non essere mai esistito da quando si è imbattuto in alcuni personaggi. Specialmente in quelli che, qualunque cosa lui faccia o dica, si aggrappano alle tende (come faceva Francesca Bertini nei film muti) e cadono in deliquio per rianimarsi sol quando arriva il maggiordomo col prodigioso rosolio.
    @ zauberei:
    qualora tu avessi guidato un mezzo di locomozione appena più rischioso della bicicletta, non di patente avresti necessitato bensì di porto d’armi. Una licenza simile, peraltro, occorrerebbe anche per la libera circolazione del tuo cranio se non vuoi essere denunciata per porto abusivo de capoccia.

  52. @ Enrico
    visto che nella stanza accanto ti stiamo fracassando le palle, ti segnalo una provocazione che forse non hai colto nella querelle fra Marco Gatto e Sergio riguardo allo “sporcare la lingua”. Si riferivano forse a ciò che dicevi tu riguardo a Carla Bruni (o alla Gregoraci, non ricordo) ?
    @ Zauberei
    sono ahimè sprovvisto della fantasia visiva degli altri. Io ti identifico con il condizionale del verbo “zaubere” (investire vecchietti colla bici ?).

  53. @carlo
    da quando mi hai nominato con miriam tua musa mi sono montata la testa.
    e mi sono fatta tutto un film, con te, lungo, magro, tweed e corduroy alla tastiera del computer, e io e lei in toga bianca appollaiate sullo schermo a tirarti pallottole di carta per ispirarti…
    🙂 🙂

  54. Il tweed non lo metto mai alla tastiera del computer, qualche volta lo metto io. Il corduroy confesso non so neanche cosa sia, ma il nome suona molto bene. Magro lo sono stato, oggi un pò di panzetta….. Voi due appollaiate sullo schermo è un’immagine che mi piace molto: potrei ingaggiarvi per la parte. Le pallottole, finchè sono di carta, va ancora bene.
    Baci, mie muse.

  55. corduroy è il velluto a coste, per noi muse snob e cosmopolite.
    mooolto radical-chic, che non usa più ma chissene. io continuo ad essre veterotutto.
    bacio sul naso anche a te.

  56. Azz…! se è così di tweed e corduroy ne ho pieno l’armadio. E in certe occasioni (quando il dress code lo impone) di corduroy mi metto pure le mutande. A proposito: tempo fa su questo particolare indumento si era qui discusso riguardo l’etimologia del termine. Ne ho trovata un altra (in verità meno convincente, ma molto più suggestiva). C’è chi sostiene (la tesi è di un tal Prof. Katzinsky, dell’università di Tubinga) derivi non da “mutare” ma da “mutus”. Come dire che all’interno di esse accadono cose di cui conviene non parlare, da tacersi, e restar pertanto muti.
    Bah, mi perplime ! Di fatto c’è chi racconta tutto a tutti. Ma non sono di certo i gentlemen, quelli che rispettano il dress code.

  57. sarà mutus o dress code? nescio (è latino questo, mica cazzi), ma tanti, direi troppi, le mutande continuano a infilarsele dall’alto nell’improbabile tentativo di coprir le loro facce da culo.
    ps: segnatevele ‘ste cose. io nun so’ eterno!
    🙂

  58. Enrico, qualcuno dalle braccia neltentativo di coprire la testa…
    Certo carlo, i gentemen lo stabiliscono autonomamente. Per cui fai come ti pare che tanto gea è contenta anche solo di avertelo detto..

  59. Cosa ne pensate di questo?
    Sarà il nostro futuro alimentare?
    (da Repubblica.it)

    Primo sì alla bistecca clonata. Ma è subito rivolta: immorale
    di ANTONIO CIANCIULLO

    ROMA – Mangeremo bistecche clonate? Il latte che finirà sulla nostra tavola sarà tutto geneticamente omogeneo, frutto di una produzione zootecnica in cui alle variabili naturali si è sostituita la rigida pianificazione dei laboratori? Seguendo a ruota il via libero tecnico degli Stati Uniti, il comitato scientifico dell’Efsa (l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare) ha dato un primo parere favorevole all’uso di animali clonati per fornire carne, latte e formaggi.

    La decisione, anche se solo interlocutoria, ha sollevato un’onda di polemiche. Hanno cominciato gli animalisti della Lav attaccando le ricerche “tese a sviluppare animali fotocopia per uno stile di vita 20 volte più costoso di quello adottato da un vegetariano”. Ha rilanciato la Legambiente (“Sembra che parli l’agenzia europea per l’insicurezza alimentare”). Durissime anche le associazione degli agricoltori: dalla Coldiretti, che ha lanciato l’allarme precisando che non si potrà capire dall’etichetta se si sta bevendo latte proveniente da una filiera clonata, alla Cia, che ritiene la scelta carica di rischi per il consumatore. Dal Senato sono arrivati i no di Loredana De Petris (Verdi) e Francesco Ferrante (Pd). E in serata anche il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro si è pronunciato con chiarezza: “Ci atterremo ai pareri scientifici, ma siamo eticamente contrari alla clonazione; i consumatori devono stare tranquilli perché la sicurezza alimentare viene prima di tutto”.

    La decisione dell’Efsa non arriverà comunque prima di aprile. “La clonazione è una delle tecnologie che possono aiutarci a mantenere intatto il patrimonio genetico della zootecnia, salvaguardando alcune specie in via di estinzione”, spiega Vittorio Silano, presidente del Comitato scientifico dell’Agenzia. “Poiché alcuni cloni hanno problemi di salute, si intende che solo i capi sani entrerebbero in produzione”. Queste conclusioni, aggiungono all’Efsa, non sono definitive: sul sito dell’agenzia è stata avviata una consultazione che durerà otto settimane.

    Sulla natura dei rischi legati all’uso della clonazione i pareri restano diversi. Secondo Stefano Cinotti, direttore dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, questa tecnica non presenta rischi sanitari ed è competitiva sotto il profilo economico. “Abbiamo dieci anni di esperienza alle spalle e possiamo dire che si tratta di interventi piuttosto semplici”, afferma Cinotti. “Qualche difficoltà nasce invece quando si osserva la questione sotto il profilo etico. A tutti gli allevatori piacerebbe avere una copia di un campione come Varenne, ma se in gara ci fossero solo Varenne non ci sarebbe più divertimento. Occorre un limite, anche perché rischiamo di impoverire il patrimonio genetico delle specie e questo può costituire un rischio grave”.

    Per l’Efsa il cammino è in salita e infatti l’approccio è per il momento prudente. Un sì cauto che suona come un sondaggio per misurare le resistenze dei cittadini europei all’introduzione del cibo clonato. Ma è bastato questo primo via libera per evidenziare due punti deboli del progetto. Il primo è legato all’alto numero di problemi sanitari che affliggono gli animali frutto della clonazione stile Dolly. Il secondo riguarda gli interessi in gioco. “Un prodotto alimentare uguale per tutti ma di proprietà di pochi non è quello che vogliamo: per restare competitivi dobbiamo puntare sulle produzioni che ci distinguono, non sulla clonazione”, ha commentato Paolo Bruni, presidente di Fedagri-Confcooperative. L’export alimentare italiano è una voce decisiva nel bilancio e nell’immagine del paese: sostituire le eccellenze frutto di una storia millenaria con prodotti senza luogo e senza tempo può essere un azzardo.
    (12 gennaio 2008)

  60. Sergio ecchime
    Ah m’ero anziata meno male! Non sei arrabbiatissimo commè?
    Me pareva tanto…

    Dunque, dopo una laurea in filosofia m’è preso er pathos psicoanalitico. quindi sono all’ultimo anno della specialistica in psicologia. Cioè la dico sta cosa perchè dichiarare a 34 anni di studiare all’università è imbarazzante parecchio. So psicologa juniora, devo diventà senjora.

  61. Complimenti! (Soprattutto per la filosofia che e’ la disciplina piu’ bella del mondo). Perche’ dovrei avercela con te? Il fatto e’ che altri spesso mi punzecchiano con le solite affermazioni facilone: mi trattano da parruccone, accademico… sai, la solita polemica contro chi ha un’impostazione decisa e chiara, in un campo ben preciso. Ma io non me la prendo assai e continuo a parlare solo di quel che conosco.
    Un abbraccio
    Sergio

  62. P.S.
    Sono nato a Roma anch’io, ma ci ho vissuto solo quattro anni e mezzo. Anche mia madre e romana. Stavamo al Rione San Saba (Circo Massimo). Poi siamo andati a vivere in Umbria, Regione che ho lasciato nel Duemila. Da allora vivo in Slovenia (Lubiana), dove mi occupo di Letteratura e dintorni.

  63. Ce lo so che sei Slovacco de adozione – ho dato un’occhiata a un sito webbe dove c’è uno che dice di esse te e ha un pargolo e della barba – entrambi in braccio:) mi pare.

    Ma proprio San Saba! Io adesso abito vicino a San saba! Lubiana dicono che è bella eh:)

  64. Italianissimo sono!!!!!!!!! (ma anche barbuto e con prole. Pero’ Lubiana e’ la capitale della Slovenia. Dunque ”sloveno”, eh?!)
    Ciaobbella

  65. (come faccio a ave’ puro la bbarba in braccio, Zaube?) E dimmi: io stavo a via Baldassarre Peruzzi, angolo via Aventina. FAO, pe’ capisse. La casa sta ancora li’ e resta de mi madre).

  66. Dopo Sarkò-Bruni ecco a voi… Chavez- Cambpell.
    Se tra voi ometti c’è qualcuno che ambisce a conquistare Monica Bellucci, o la Yespica o la Santarelli… be’, veda prima di diventare Presidente del Consiglio!
    😉

  67. chavez-campbell? una bella accoppiata, non c’è che dire. il primo ha scatenato un putiferio nel suo paese perchè voleva far passare una leggina tutto sommato lieve, ossia che l’attuale presidente lo diventasse a vita. ecco, una stronzatina da nulla. ma non gli dite che aspirava a essere dittatore sennò sbucano Fidel Castro e Maradona a difenderlo e a darci dei fascisti.
    La Naomi, per carità, nulla da dire. Ogni tanto beve, ogni tanto pippa, e spesso picchia le domestiche se non le hanno pettinato per benino il pechinese.
    Una bella coppia davvero, li adoro. Ma se potessi scegliere io andrei a cenda con Adolf Hitler e Eva Braun. Se non altro sulla birra potremmo andare d’accordo

  68. Bella idea questa della camera accanto – fa un po’ “La finestra di fronte”, solo che ci dobbiamo accontentare di Gregori al posto di Raoul Bova… smileeeee!
    La bistecca clonata mi angoscia, come pure questi politici arruffoni e dai gusti femminili discutibili (modella velina attricetta similcantante dal passato affollato… Non sono invidiosa, giuro!)…
    Meglio la letteratura! Anche se lì pazzi etilisti drogati plagiatori parrucconi voltagabbana non ne sono mai mancati.
    Vado a dormire, va’.
    Enrico, raccogli in volume tutti i tuoi interventi sul blog. Il cabaret ti attende a braccia aperte, l’ho sempre detto. 🙂
    Sergio, non mi fare il musone! Scrivi anche su ciò che non è di tua competenza. è il mestiere nazionale!!! 🙂 Vero è che neanche io credo molto agli amori e agli amici on line, ma mi sembra di conoscervi un po’ tutti e – posso dirlo? – quando non vi leggo mi mancate.
    Esistono strane forme di amore e di amicizia, più di quelle contemplate dalla tua filosofia (Shakespeare & Riccioli)…

  69. no, il gossip no, non lo reggo..
    e quello parapolitico, alla vespa, ancora meno.
    tra arroganza e stronzaggine, ometti pieni di sé e donnine troppo stupide e preoccupate di sparire per essere allegre queste accoppiate potere-bellezza mi riempiono di tristezza.
    io, potendo scegliere, andrei al cinema.
    facciamo comitiva?
    🙂

  70. @ maria lucia:
    sei autorizzata a raccogliere tu le mie battute. io sono per l’umorismo effimero e non amo conservarne memoria.
    quanto al resto evidentemente non ti sei sufficientemente concentrata sui malleoli. Tra i mei e quelli di Raul Bova non c’è match.

  71. Sergio – mi dirai come faceva il bimbo a tenere in braccio te e la barba eh

    Sulla slovenitas, siccome hai detto te che non bisogna studià tutto – è un miracolo se non ho pensato che non vivi in Angola. e poi ci ho azzeccato le prime tre lettere.

    Io e tua mamma andiamo allo stesso mercato! Mi chiedo se anche lei ha passato una lunga fase di contrattazione esistenziale cor fruttarolo pelato, per poi approdare alla convinzione che no, è troppo antipatico.

  72. @ Enrico: ok! Sui malleoli ti credo per fede… 🙂
    @ Gea: quando andiamo al cinema?
    A proposito: potremmo parlare anche di film in questa camera, che ne dite? Io l’altra sera in tv – una delle poche cose che vedo ormai sono film, documentari e, non mi linciate, Gerry Scotti – ho visto per la prima volta “The Mission” con quella meravigliosa colonna sonora di Morricone, musicista vero perché relegarlo alle colonne sonore mi appare riduttivo. Non so perché non mi era mai capitato di vederlo: cast stellare – Liam Neeson, un Jeremy Irons bello da paura, De Niro che è tutto dire…; la storia è bella e commovente… i paesaggi pura poesia della Creazione… bellissimo!

  73. Ho deciso di stare di qua, fffff, devo cazzeggiare, qualcuno di voi ha esperienza di vita a Firenze? Mi sa che devo trasferirmi lì … boh, non so che aspettarmi.
    Baci

  74. @ Maria Lucia
    Mi capita di andare molto (ma molto) di rado al cinema (per vie delle bimbe piccole). L’altro giorno mi è capitato di vedere “Io sono leggenda” con Will Smith. Non mi aspettavo nulla: solita storia del sopravvissuto a un virus letale che ha ucciso quasi tutta la popolazione mondiale, con la variante che parte dei sopravvissuti sono diventati (per via del virus) degli erculei e atletici vampiri/sbranatori.
    Invece sono rimasto colpito positivamente. Ottima ambientazione, effetti speciali stratosferici. E anche la sceneggiatura non mi è parsa malaccio.
    E Will Smith è pure bravo. Non sarà un capolavoro, ma non mi sono affatto pentito di aver acquistato il biglietto.
    Qualcuno l’ha visto?

  75. i miei figli. hanno detto bello ma delusi dal finale, avendo letto il libro che è veramente splendido.

  76. Zaub, alludi al mercato coperto di Testaccio? Lasciammo tutti (compresa mamma naturalmente) Roma a settembre del Sessantanove e nei miei ricordi (avevo quattro anni) ci sono: Manuel e Christian De Sica (che stanno a via Aventina) che fanno le corsette nei dintorni e vanno a servirsi all’alimentari del povero mio zio Franco; poi il macellaio Poliorcete (mi sembra in via di San Saba), piazza Remuria coi giardinetti. Altre notizie le ho avute da mamma: Ungaretti abitava a piazza Remuria, Sordi a Colle Oppio eccetera. Una nostra amica di famiglia viveva nella stessa palazzina (e conosceva pure) di Nino Manfredi & figli (tre o quattro me sembra). Erano in buona confidenza perche’ negli anni Sessanta ancora Roma era un posto vivibile dove tutti si conoscevano nei palazzi. Quando inizio’ a degenerare nella ”metropoli” ce ne andammo: e bonanotte ai sonatori!
    Sergio

  77. Uh ecchime Massimo. Nun so’ se ci ho voglia di parlà de filmi raccontatemi cose buffe va – che pure oggi in ospedale un par d’ore de adolescenti che m’hanno parlato de morte. Ahò.

    Gentilmente se ci sono gli zibidei de gregori in linea chiederei di provvedere a rito apotropaico, considerando anche che sono de ferro battuto ormai.

    Possiamo parlare se no de film brutti?

    Io ho una passione perversa per le cose brutte. Ci avevo pure na’ collezione de cose brutte (bomboniere brutte accendini brutti) e ogni tanto sogno di riaprirla
    Poi ho pensato che è troppo snob è me so placata.

    Oddio me fermo che se no parlo da sola.

  78. Sergio uh Testaccio non ci andà che te pija male te senti male e tutte cose brutte. Ci sono tre banchi tre de nummero e te vendono i pommidori a 45 euri l’uno – è vuoto.
    No alludevo alla piazzetta piccola – quella della scuola elementare!
    Anvedi che pabblic relescio che ci avevi da bambino!

    Cioè dopo tutta la famiglia si è trasferita in nepal?

  79. Carissima esimia nonche’ colenda Maria Lucia,
    anche tu mi sei mancata (Luca Gallina anche, ma lui non riappare); pero’ sappi che io appena metto il becco fuori dalla Letteratura inizio a dire fesserie. Non sono un tipo ”sportivo”.
    Sergio

  80. No, Zau, solo io in Nepal. Gli altri in Umbria, a Spello… scherzo: tutti a Spello – paese d’origine di mio padre. La piazzetta che dici tu si chiama Remuria. Peccato per Testaccio: era bello. Ci sta ancora almeno la fontanella?
    Pora Roma nostra.

  81. ‘A sai ‘na cosa, Zau? Nel mi’ rione ce mori’ er primo spacciatore de coca de Roma. Uno della zona, er solito malandrino – nun famo nomi che chiosa’. Ma alla fine degli anni Cinquanta, pensa. Se schianto’ co’ ‘a moto contro ‘n palo sotto l’effetto de chissacche’. Zona de fiji de papa’ e artisti, eh? Puro la moje de Manfredi c’aveva l’atelie’ de moda nei dintorni. Poi c’era un filosofo meno noto, un professore de cui ho conosciuto er fijo a Peruggia secoli dopo. Mamma se l’era baturlato da regazzino… c’ha ‘a stessa mia eta’. Un filosofo teorico veramente bravo (appena me rivie’ er nome t’oo dico). Ecco: Luigi Cimmino. Bravo, tosto, ammazzao’!

  82. Sergio

    Me pare de si – ma è tanto che non ci vado ecco. Mi incazza un po’ questa cosa.

    sapere di averci Ungaretti come vicino me mbriaca:)

    E perchè sei andato poi in guatemala?

  83. Massimo Maugger: ci stiamo pensando… ti scrivo privatamente appena abbia le idee chiare. Io, naturalmente, che Veronika ce le ha sempre e costantemente – beata lei!
    Sergio

  84. Su Ungaretti te dico ‘na cosa buffa assai: mi’ madre, ar tempo, ancora nullo conosceva. Un giorno, co’ mi padre, se ‘o vede passa’ sotto casa, l’alluma e chiede a mi’ padre: macchissara’ quer coso buffo coi capelli bbianchi che passa sempre a via Peruzzi?
    Mi’ padre sghignazza e je dice: Ungaretti, ‘gnorante!
    L’anno successivo ce l’aveano tutt’eddue come doscente all’Universita’!

  85. anvedi:))))
    Ungaretti doscente alla mamma e kazako per amore – sei tutto un romanzo:)

    io ner mi piccolo ho detto a Michele Placido se gentilmente poteva riallacciamme la luce -scusi lei è l’omo dell’acea?

    poi invece me so nnammorata de uno der viterbese – speremo che fa lo stesso.

  86. E ammo’ te ne dico ‘n antra: a Roma ‘na vorta c’erano dei Piperno ebbrei che stavano ner campo delle stoffe. Ciavevano er negozio in centro (noo so dove, m’oo so’ scordato). Ho poi appurato che nun avevano niente accheffa’ collo scrittore che piace a me. A te te piace quer presuntuoso (ma eccellente) de Piperno? A me, ripeto, si’. Stile e capacita’ di elaborare l’italiano. Maestria pura. Anfanprodige! Forse ‘o famo puro tradurre in sloveno, sai? Nun lo sapemo ancora ma ‘o proponemo a ‘na bbella casa editrice grossa de qui.

  87. (chi me pija co’ dorcezza me frega. ‘O so. Anzi: ‘o sapevo, che ormai cio’ le ciabbatte e me piace stacce drento. Ce sto bbene, sai, in Honduras!)

  88. Ordunque Sozissimo

    – Il Pipernissimo ha talento, solo che se quarcheduna non je la da je se annacquerà. Perdona la volgarità e cerco di tradurre in pensiero sofisticato. Le peggiori intenzioni è un bel romanzo e c’è una prosa interessante, la prima parte è notevole. Poi lui si fa prendere da questo fatto che ha ancora quindici anni.
    La pià figa della scuola, e te capisci che lui proprio psicologicamente non si è spostato molto. Scivola ecco, e no, non penso proprio che si controlli e che sia voluto.
    Ma ce la farà – io ne sono fondamentalmente invidiosissima.

    C’è pieno de teorriristi Piperni!
    Uno abitava a campo de fiori (sarà lo stesso?) e pure er Piperno mio che vendeva le calze (dal cui figlio spesso mi servo anche oggi) e inzomma numm’andavano a portà ar gabbio ogni du’ per tre er piperno merciaio quelli della polizia, che se sbajavano de civico?
    poromo.
    (che io invece so cresciuta a campo de fiori)

  89. so contenta che stai bene in Illinois… ma nun te ce annoi?

    Mi marito me vorebbe ogni tanto portà a vivere in posti bibliotecariamente più attrezzati de li nostri, tipo che so er nord america.
    Peccaqto che ivi vi allignino ex fidanzate come viti americane – pell’appunto!
    Aaaaah quanto me piace la nazionale. Pure se pe avè un libro devo portamme i panini da casa.

  90. Da Vienna ho riportato qualche pensiero per alcuni di Voi e per gli altri spero di provvedere al più presto.
    A Massimo Maugeri ho riportato la corona dell’imperatore austriaca (1602),per impreziosire una Sua mise elegante;Gustav Klimt – “Nuda Veritas”(1899) – da mettere,se lo vuole, in bella mostra sulla parete fronte scrivania multimediale;Goffredo Parise – “Il Crematorio di Vienna”(premio Campiello 1969) – secondo Parise:”Il nazismo è nella vita quotidiana”.Perché Vienna,secondo me, non è solo: Sacher torte,Strauss,Mozart,Sigmud Froid ecc..
    Al mio caro amico virtuale,bensì vivo e vegeto, Sergio Sozi: un dipinto di Giorgio da Castelfranco,detto Giorgione (1477-1510), – “I tre filosofi” -;
    Joseph Roth – “Il caffè dell’undicesima musa” – l’autore considera la nuova architettura di Vienna postasburgica e socialdemocratica:”E’ la penultima tappa sulla strada della proletarizzazione delle case. Impegneremo,venderemo,porteremo al monte di pietà mattone su mattone,pietra su pietra. E ci seppelliremo nelle caverne. E quelle altere,grandi,vecchie case in cui sono stati concepiti e disegnati interi sistemi di trincee non ci saranno più da un pezzo. Al loro posto un mondo di trincee”.
    Per l’amico Enrico Gregori,s’intende in permuta di “identità nascoste” di Massimo Maugeri,l’unica copia in circolazione e in suo possesso,un boxer,mutande taglia 5,per utilizzare più stoffa,una riproduzione serigrafata del “Bacio” di Gustav Klimt – sul davanti con chiusura a due bottoncini.
    Alla cara Miriam Ravasio,ho pensato e ripensato a: un dipinto di Johannes Vermeer – “Allegoria della Pittura” (1665-1666) -;
    Elfriede Jelinek (premio Nobel 2004) – “La pianista” -;così Elfriede Jelinek definisce Vienna: “Anche in futuro, qui si affermerà solo ciò che ha già avuto successo.Le saltano i bottoni sul ventre grasso e bianco della cultura,come ad un cadavere affogato che anno dopo anno si gonfia sempre più,a meno che qualcuno lo ripeschi”.
    Ho pensato anche alla cara Silvia Leonardi,pardon molto cara a Enrico Gregori;per la sua nuova copertina del the second book a:un dipinto di Tiziano – ”Nymphe und Schafer” – un suonatore di flauto seduto che allieta una giovane fanciulla discinta sdraiata,dopo di Lui, rivolta di schiena e fondo schiena col viso girato a chi la guarda ,sembra, con uno sguardo compiaciuto e ammiccante;
    Arthur Schnitzler (1862-1931) – “Doppio sogno”.Breve racconto su una coppia borghese che si confronta con i propri fantasmi:il desiderio, la routine,la trasgressione, il tradimento e che svela i sottili chiaro oscuri dell’anima sullo sfondo di una Vienna notturna e misteriosa in cui la realtà si confonde con la dimensione onirica.Da leggere mentre ci si fa dondolare sulla ruota panoramica del Prater di Vienna.
    Certo che l’egregio Carlo S. si farà imprestare i libri dai cari nostri amici comuni,citati sopra, ho pensato di offrirgli un dipinto di Egon Schiele –“Nudo femminile accovacciato con fazzoletto verde”.
    Inoltre,sicuro che il caro eventounico, richiederà il libro solo a Silvia Leonardi,continuo a puntare su di un altro dipinto di Egon Schiele – “Autoritratto con alchechengi”, anche per Lui.
    Tutti insieme invece, se vi va,andiamo a cena: Zum Herkner – tipica trattoria viennese;Figlmuller – dal 1905 è la mecca della cotoletta (impanata nella farina e fritta nello strutto),la più grande e sottile della città (la cotoletta milanese è nata dopo Radesky,dicono loro!);
    Ristorante chic e supermarket con prodotti dal mondo: Meinl am Graben.
    Il miglior bollito di carne di Vienna e non solo da Plachutta.
    Tralascio l’hotel sacher per degustare la vera sacher torte (bisogna fare una fila infernale per entrare,ci sono stato comunque, e, Vi porto invece da Demel – pasticceria e breve snack veloce,di gran classe -;il dopo cena al Chelsea, il primo dei locali alla moda del Gurtel.Bella la musica live.
    E una richiesta a Massimo Maugeri,prima dei saluti,perché non suoniamo la marcia di Radesky ,nel nostro blog,per l’anno nuovo 2008?
    Forse ho esagerato,ma mi siete mancati tutti,anche,e per il bene di Francesco Di Domenico ho pensato a un dipinto di Pieter Bruegel,il vecchio (1525/30-1569) – “Nozze dei contadini” -,per un vero convivio e prosit alla bella compagnia!
    Luca Gallina

  91. Parli de Franco Piperno, quello de origgine ternana, er terorista delle bbiere, me pare de ricorda’ a bbraccio. M’hai fatto fa’ du’ risate de gusto. E da ‘e parti tue ce doveva sta’ anche la Feri Gabbriella. Che me manca propio. Artro che!
    Io numme annojo mai se c’ho quer che mme serve e me pija affondo. Nun cio’ piu’ quindicianni come er Pipo (Piperno, eh!).
    Per le biblioteche: qui sono fornitissime. Peccato che parlano sloveno! Eh! Eh!

  92. Luca, caro!!! Eccoti qua! Bella paronamica asburgo-austriaco-contemporanea! Grazie per il Giorgione: non me lo rivendero’ al primo che passa! Che bello! Se tornato!
    Tuo
    Sergio

  93. … verbo Zauberare: io, tu, egli zauberebbe. Egli il mafioso. Checcevoifa’: accannalo li’ ‘ndo se trova e pensa ar tu’ bel viterbese. Magari prima de cena pero’ fatte risistema ‘r contatore…

  94. Piacere Luca so zauberei, a me basta che ner quadro di Breguel ce metti pure du spaghi alla matriciana e io sto a posto così.

    Parlo di quellollì! credo armeno:)son contenta quindi che stai bene nella Guinea Orientale. Sergissimo mo vado a a nanna perchè domani voglio produrre, che è periodo intenserrimo.

    Nanott e grazie:)
    baci ar pupo quello che te stacca la barba.

  95. Zau’: io ‘n America der Norde manco morto e seppellito. Maffigurate! So’ taliano fino ar bu… ehm, pardon. Si nun cio’ li palazzacci nostri antichi me moro. Questo si’ che mme fa sta’ ‘n po’ maluccio. L’antichita’ nostra.

  96. Nun è bbono!
    Però mi ha fornito un pezzo de cabaret che mi rimarrà nei secoli poveraccio.

    Perchè io, ehm, insistevo! A chiedergli cose dell’acea. Che me doveva sistemà ir contatore – e insomma non è che fosse vestito da damerino in trasferta ecco, e poi l’anni passeno anche per lui…

  97. Li palazzi ma hai da vede il resto… ma magari ci sei stato nell’america. li poverini certe volti lo vedi che stanno in passivo di identità – te fanno tenerezza. certe volte solo però.
    Magari in danimarca non è così.

  98. Qui in Andalusia Meridionale ce sta ‘na plebe messa male anzichenno’, ma in media la gente e’ estremamente migliore della nostra. Un po’ freddina, ma veramente di cuore e gentile. Io la Slovenia la sto amando. Ci son cose che mi ricordano l’Umbria e altre che mi piacciono: l’onesta’ in primis. Anzi in primise.

  99. P.S.
    Chiedo scusa a tutti per l’uso proditorio del dialetto romanesco qui. Ecco: vedete quel che mi succede quando mi lascio andare un pochino? Abbiate solo pieta’ per un italiano all’estero, che in pratica si scambia barzellette rappacificanti con una romana. A me l’Italia manca sul serio. E forte. Forte. Forte. Ma amo la Laura, la Veronika e i suoceri. Tutto, amo.

  100. Maugger,
    ti faccio una proposta indecente: sai che io sono cio’ che sono, ma… cosa ne penseresti di trovare qualche bravo articolista che sappia scrivere un bell’articolo su Gabriella Ferri? Tutti gli Italiani l’hanno amata e la amano tutt’ora. Te lo cheiedo cosi’, tanto per affondare ulteriormente il coltello della nostalgia nelle piaghe della mia lontananza.
    Tuo
    Sergio

  101. @tutti
    Cosa pensate della rivolta di studenti e professori contro la visita del Papa alla Sapienza ?

    Personalmente credo che la scienza non cerchi benedizioni, desiderando rimanere asciutta. Non vuole interventi divini perchè aspira a restare tra gli uomini.

    Se potete/volete ditemi la vostra.

  102. Sergio anche io, ma ritengo in ogni caso che sia un errore l’ingerenza della Chiesa in tante manifestazioni della vita umana che poco hanno a che fare con la fede. Tu ritieni giusto il processo intentato contro Galileo ?

  103. io credo che tutti abbiano il diritto di parlare, sempre.
    ma questo implica accettare il dissenso senza gridare alla persecuzione.
    si vuole fare politica? si accetti il confronto democratico. nessuno è al di sopra delle critiche altrui, nessuno, in uno stato laico, è voce di verità assoluta. le contestazioni, anche dure, fanno parte del gioco.
    è il chiedere rispetto senza darne che angoscia quelli come me, che per tutta la vita lo hanno dato dovendo combattere centimetro a centimetro perchè almeno i propri figli ne avessero.
    concludo, perchè sto scadendo nel personale. vorrei solo ricordare che, molto di recente, il dalai lama non è stato ricevuto da nessuno ufficialmente a causa del veto della cina. e lui, pur dispiaciuto, ha detto di comprendere e non giudicare.
    che differenza.. di stile e di merito.
    buona giornata

  104. il ritorno di luca gallina, ma soprattutto il tenore dei suoi interventi, mi confermano quello che ebbe a dirmi un mese fa un dirigente dell’Interpol che si occupa di lotta al narcotraffico, ossia che Vienna è diventata una delle capitali europee più adatte a essere crocevia dello spaccio. gira evidentemente così tanta droga che la polvere si disperde anche nell’aria

  105. Fratello eventounicherrimo
    Secondo me il papa fa ir papa secondo l’accezione storicamente tipica della papalità, e oltre tutto fa il papa colto. Ma insomma ma perchè un uomo che vuole il potere in tutte le fogge, non deve utilizzare tutte le fogge di cui dispone? egli papa è – non pastore francescano e nimmanco monaco benedettino. Papà della decadenza, tuttavia intelligentemente evita che la decadenza non frani proprio mo’ che ce sta lui – franasse colli posteri. Ci riesce?
    Ci riesce perchè qui non c’è da incazzasse collo papa. Ma con la stentata laicizzazione del popolo italico. Non è il papa che mi disturba, ma il fatto che abbia uno spazio politico.
    Ditemi se è servito mai a qualcosa arrabbiarsi con uno dicendogli “sei cattivo! sei troppo forte”.
    calci nel culo ci vogliono.
    e se lo ritiene politicamente opportuno qualora se ne abbia avuto l’invito disertare la conferenza papesca.

  106. Zaub chiarissima nonostante il pranzo.
    Comunque io per essere al massimo cugino dovrei espiare facendo su un solo ginocchio la via francigena e la via del pellegrino senza mangiare, dormire ed altro…

  107. @Luca Gallina
    Grazie per i regali, le dediche e i souvenir. E’ bella e simpatica questa tua e-mail, questo tuo pensiero per tutti noi. Non concordo, però, sull’omaggio a Enrico Gregori; ma tu hai letto come scrive? Basta con queste mutande! E questi luoghi comuni. Chi scrive su Letteratitudine dimostra una sensibilità comune che è quella di dare un senso ai nostri pensieri COMUNICANDO. Ed è un grandissimo e irrinunciabile bene.
    Con affetto e grazie ancora per L’allegoria della pittura di Johannes Vermeer . Bacioni.

  108. Eh vorrà di Miriam che quanno partiremo noi al Gregori ni ci porteremo delle babbucce con sopra una riproduzione de hieronymus bosch. so chic, nun impegnano, e lui ci si pole ritrovà un ritratto fedele

    PPP:)

  109. Una mia alunna sta leggendo “Io sono leggenda” ma non la prende tanto… Com’è?
    Io volevo la Sacher!!! Sono stata a Vienna e non l’ho assaggiata… Sob!
    Per Capodanno sono stata in quel di Madrid: meravigliosa. Volevo rinchiudermi al Prado ma mi hanno buttata fuori…
    Dal 2 al 6, stage di scrittura a Palermo col Luigi La Rosa e il caro Francesco Costa: cassate palermitane, pasta con le sarde, visite al Teatro Massimo, allo Steri, più frullato di Truman Capote, Hoffmann e Henry James…
    Ecco perché ero desaparecida!
    @ Sergio: hai dimostrato di essere sportivo!!!

  110. Grazie a Luca Gallina per il pensiero da Vienna. Schiele è uno tra quei pittori che amo molto e il nudo con fazzoletto verde mi pare di averlo presente (se non mi confondo con Borghezio: no forse sbaglio, Borghezio è soggetto da Botero più che da Schiele! Forse il Bossi tutto pelle e ossa è soggetto da Schiele). E poi sia i libri che i dipinti che citi.. eh si, mi piacciono tutti (specie il Giorgione). Insomma, regali molto preziosi ed azzeccati (comprese, anzi specialmente, le mutande per Enrico, cara la mia Miriam).
    Anche le cotolette le amo molto: mi ricordo la più grande che ho mangiato proprio dietro la cattedrale di Santo Stefano. Non mi ricordo se era Figlmuller, ma era sotto una specie di portichetto e faceva solo zuppe e cotolette (con patatine) che traboccavano da piatti enormi, taglia che qui usiamo solo per le pizze. All’Opera di Vienna andai a vedere un bel “Ratto del serraglio”. Testo in tedesco e non capii una mazza, ma Mozart è sempre Mozart (e poi a Vienna….).
    Insomma sta gita insieme s’ha da fà, prima o poi.

  111. @ carlo:
    come forse saprai sei stato cercato tutto il giorno. e te ne sbuchi “lillo lillo” a quest’ora a sparare la solita raffica di cazzate. e tu vorresti partecipare ai caffé quotidiani con me e silvia?
    Bocciato!

  112. @ Enrico
    Scusami. Il prossimo post sarà quello con il tuo contributo.
    P.s. mi è arrivata una soffiata. Pare che alcuni letteratitudiniani si stiano riunendo a cena. Notizia vera o voci di corridoio?
    🙂

  113. Ma che dite! Il Galileo di secoli fa, e il Dalai Lama… certo, dignitoso, il Dalai Lama, come d’altronde anche il Papa che ha detto che non andra’ alla Sapienza e basta. Gli ha mandato, a Cini, l’intervento che avrebbe voluto fare e stop. Piu’ dignitoso di cosi’, Benedetto XVI! Ottimo: restino da soli, ‘sti ”sapientoni della Sapienza” che danno solo… ignoranza e lauree di carta in business e sociologie d’accatto. Bella figura, abbiamo fatto, noi Italiani, nel mondo e innanzitutto davanti allo specchio…

  114. @ massimo:
    mi chiedesti un contributo per un tuo post e io, onorato, lo feci. è ovvio che il blog è tuo e decidi tu quando e come pubblicare gli argomenti. per quanto riguarda la cena…ma, chissà. comunque tu tieni acceso il cellulare

  115. @enrico
    Lillo lillo me ne stavo in quel di Ancona e non avevo accesso alla posta.
    Son tornato a notte e ho visto il blog prima della ninna, ed oggi (che sono fuori ufficio, ma a Roma) di corsa le mail ricevute, e mi sono messo in contatto con Silvia.

  116. @Enrico, Silvia e a tutti. Ho letto Un té prima di morire e ho scritto un piccolo commento, che vi posto qui.

    Un tè prima di morire non è un noir e nemmeno un libro che si legge tutto in un fiato; il libro di Enrico Gregori è un’allegoria infernale di questo nostro mondo, scritto con un certo divertissement e con quel gusto per il dispetto che è tipico dell’autore.
    Per leggerlo, a chi ancora non l’avesse fatto, consiglio di prestare attenzione ai titoli che raccolgono i singoli capitoli per trovare lì, la chiave d’interpretazione.
    Un umanità sofferente che vagola e sopravvive nella speranza del business, per ognuno diverso, ma uguale nell’intensità che muove o fa sopravvive, i dolenti, in questa comunità, identificabile in ogni micro campionaria rappresentazione della nostra vita. Una comunità folle a cui è preclusa la cura, perché il medico, un dio con l’imbuto in testa, ha smarrito, come tutti, il proprio senso. Uomini e donne, “benvenuti” ma ignari di quello che li aspetta.
    L’uomo ha davanti a sé delle opportunità, da cui e a secondo di come possono essere colte, deriva una catarsi o addirittura una nuova genesi. E di genesi, Gregori, ne propone due, entrambe offerte da un atto cruento: l’attentato a Lennon e un normale banalissimo fatto di cronaca. Due fatti crudi di violenza gratuita, come quelli che la cronaca ci riporta, e che determinano influenze diverse;
    lo spirito e la carne, la percezione e la certezza. Ma l’uomo in quanto sapiens non vomita più il mondo che in quanto faber edifica. La soluzione non c’è, o almeno è fortuita o piccola cosa, come un premio relativo. Enrico “gira” per le stanze dell’albergo riportandoci frammenti e storie di vite diverse, affondando la spada nelle scene, scontate e banali, perché parte ormai del nostro immaginario, del sesso. Un accoppiarsi da ritardati, che non è più nemmeno trasgressione e oscenità, solo ginnastiche idrauliche per la chiusura delle falle di corpi a rischio di svuotamento. Nella stanza 42, dopo la chiusura accurata di tutti i possibili orifizi, la donna in posizione da fitness, sdraiata su un fianco e con un cuscino fisioterapico fra le cosce, sembra guardarci con un ammiccare spiritoso: meglio pompare, no?
    La Grazia è morta, uccisa dalla sensualità di un serpente privo di mela e di giardino, a lei sopravvive Mallory con i suoi sporchi traffici.
    Una lettura che sorprende e su cui non voglio dire altro, per non anticipare ai lettori il piacere della riflessione.
    Che dire? Caro Enrico, non perdiamoci di vista.

  117. @ miriam innanzitutto e a chi volesse
    internet è democratico? se sì forse lo è anche troppo. perchè se in altro angolo di questo blog si disserta sul Papa, sull’intolleranza e sul libero arbitrio, qua invece si delira.
    e “madonna” Ravasio si intrufola a spendere parole che sembrano serie per un qualcosa che di serio ha pochissmo. o magari sono io a trovar poco serio quasi tutto, me compreso. anzi, me in primis.
    a leggere il commento di miriam mi viene voglia di riprendere in mano il mio libro per vedere se, per caso, io abbia copiato qualcosa dai Sepolcri o dalla Divina Commedia.
    Non credo, in realtà. Ma non si può mai dire.
    A Miriam, comunque, grazie di cuore e un consiglio: perdimi di vista. Non sono adatto alle brave bambine come te 🙂

  118. Uh! Pure io lo voglio il resoconto daa cena!
    Ma adesso qui per ciaccolare un c’è nessuno?
    Non parlatemi de papi però ecco. (Massimo nun te sei arrabbiato ve’ pecchè ner blogghe mio t’ho definito pacato ve?)

  119. @Francesco
    Hai letto l’articolo di Elena Ferrante sulla Repubblica di oggi? Dando per scontato che la Ferrante non è di Napoli e che qell’articolo è una traduzione tratta dal New York Times, tu cosa ne pensi?
    “A Napoli le montagne di rifiuti paiono il simbolo di una putrefazione cosmica. Qui la decomposizione non soltanto è visibile, ma ha anche tutta la forza di un presagio. Se si sa con che occhi guardarla, è facile capire che questa sozzeria maleodorante e tossica, generatrice di profitti leciti e illeciti, non è qualcosa di antico, una reliquia d’altri tempi, ma qualcosa di moderno, molto moderno, che sottolinea la precarietà di ogni tipo di ordine, di ogni zona del pianeta.”

  120. ammesso che la cosa possa avere un qualche interesse, è stato delegato come narratore della serata conviviale l’amico Eventounico. Prima o poi dovrebbe giungere qui per il suo resoconto.

  121. Enrì, solo ora ho visto quello che ha scritto miriam sul tuo libro, e che ora mi accingerò a leggere con maggior interesse. Se trovo io che hai copiato dal foscolo o dall’Alighiero saranno cazzi! (e vale anche se trovo che hai copiato da Sozi).
    Ciao
    PS: aspetto anche io impaziente il resoconto di Evento. Co’ la bira, lo scirazzo, ‘a marvasia de casa e l’amaro finale credo che alla fine dormivo. Me sò arisvejato qui in ufficio poco fa. Forse ho dormito in Vespa. Pensa che ero rimasto che la cronaca l’avrebbe fatta Silvia.
    Me sò pperso quarcosa ?

  122. CRONACA DI UNA CENA ORGANIZZATA

    Ore 20.00. Enrico mi aspetta a via Rasella, proprio alle spalle del Messaggero, molto vicino al mio ufficio. Piove senza sosta da ore e lui è lì, senza ombrello, col cappuccio della sua giacca che a stento gli ripara la testa. Anzi, non gliela ripara proprio perché la massa di capelli fa spessore e la stoffa non è sufficiente. Pazienza. L’ombrello, questo sconosciuto, non ce l’ho neanche io, e nell’attesa che si facciano le 20.30, ora dell’appuntamento, ci rifugiamo in macchina. Chiacchieriamo come facciamo sempre ai nostri incontri-caffè, e usciamo solo tre minuti prima dello scoccare dell’ora x, tanto siamo vicinissimi alla meta. T-Bone Station, tutto un programma.
    Entriamo e ci dicono: “c’è già una persona”. E’ Carlo S, Speranza come qualcuno l’ha battezzato, che ci sorride dal tavolo che abbiamo prenotato. Finalmente un volto nuovo, quello di Gregori ormai è storia vecchia. Presentazioni di rito, e facciamo in tempo a scambiare solo poche parole perché arrivano in rapida successione Laura Costantini (senza la sua “metà” Loredana, a casa con l’influenza) e Eventounico/Pasquale. Ci siamo tutti, tre uomini e due donne. La cameriera si presenta tre volte prima che ci decidiamo a dare un’occhiata al menù. Siamo intenti a studiarci, ma è come se già ci conoscessimo. Io e Laura partiamo alla grande, patate ripiene di panna acida, pancetta e non so che diavolo, roba che il fegato ancora oggi mi chiede perché l’ho fatto. Buonissime comunque. I maschi (si, lasciatemi passare ‘sta cosa sessista dei maschi e delle femmine) puntano sui nachos con salsine varie. Azzanniamo tutto più o meno voracemente. Tutti tranne uno, Pasquale, che ha più interesse ad ascoltare noi che a cibarsi. Pilucca appena quello che ha nel piatto, ma tanto gli do una mano io. Laura, nel frattempo, aiuta Enrico e Carlo, anche se a loro l’appetito non manca. Dimenticavo…Enrico sceglie il vino e lo assaggia, ruota il calice, annusa come un cane da tartufo e sentenzia…”Si, va bene”.
    Buono in effetti. Peccato che poi si perda con la Malvasia, che non sa o non accetta essere tipica delle Eolie e non del Lazio (cavolo c’entra il Lazio?). Si conversa piacevolmente, argomento principale è il blog di Massimo e i suoi avventori. Siamo soprattutto noi a scoprirci un po’. Chi siamo, cosa facciamo. Parliamo di libri, di cose che amiamo e di cose/persone che ci fanno incazzare.
    Parte l’argomento “Banda della Magliana”. Apriti cielo. Enrico attacca e non la smette più. Carlo si fissa con una certa Carmen ecc…(lasciamo cadere il cognome per la privacy, non si sa mai). Enrico, di rimando “Aridaje con sta Carmen”. Io e Laura –che ci siamo capite- incrociamo gli sguardi complici, Pasquale mi sostiene quando intervengo con qualche battuta che sottolinea l’età avanzata di Enrico. Certo, Carlo ha addirittura un anno in più, ma bersagliare Enrico è troppo bello, Carlo non se lo merita.
    Arriviamo al dolce che già ci conosciamo. Ognuno affonda il cucchiaino nel dolce dell’altro “Ammazza, il tuo era più bbono!”. La cameriera spunta a intervalli regolari con la scusa di chiederci se tutto è a posto, mentre nella sua testa di certo pensava “quando se ne vanno questi?”.
    Alla fine ci diamo una mossa, io sono piccolina e ho bisogno di andare a nanna. Papà Enrico lo capisce e ci alziamo tutti. È quasi l’una. Carlo, eroe dei nostri tempi, è in vespa: in VESPA, sotto al diluvio che per fortuna si è placato. Si, ma all’una di notte… lo salutiamo. In quattro ci riuniamo sul taxi-Gregori, accompagniamo Laura alla macchina e poi accompagnano me alla mia. Peccato che sia dall’altro capo della città rispetto alle Gregori’s and Pasquale’s houses. Ma tanto carini lo fanno.
    All’una e mezza sono a casa. Felice di questa serata e di queste persone che adesso fanno un pizzichino più parte della mia vita. Poggio la testa sul cuscino. Morfeo mi dà praticamente una mazzata. E buonanotte.

  123. Brava Silvia. Ma avrei aggiunto qualche nota di colore, chessò, da una ‘femmina’ ci si sarebbe potuto aspettare un commento sulle ‘mise’ almeno delle signore, e qualche accenno di gossip: che abbbiamo parlato male di qualcuno e bene di qualcun altro (eh, eh, vi piacerebbe sapere chi, ma io non lo dirò neanche sotto tortura), che Laura (che a domanda diretta – e se lo chiedono in molti – risponde tranquillamente) scrive a 4 mani con Loredana dall’età di 14 anni senza implicazioni amorose, e non sono quindi una versione femminile di Dolce e Gabbana ma semmai di Fruttero e Lucentini o dei WuMing ridotti a 2.
    E che poi abbiamo sentito per telefono Massimo e Gea, che si sono da remoto (e convergendo dalle estremità della nostra penisola al centro caput mundi) aggregati per un poco al nostro convivio, ed è stato carino sentire anche le loro voci.
    Comunque grazie per l'”eroe dei nostri tempi”: vado in vespa dall’età di 15 anni e dentro Roma mi muovo solo così, riservando la macchina al solo fuori-porta. A me me ferma solo la neve (ma a Roma non nevica mai).
    Ed ora aspettiamo Evento.

  124. Hai ragione, ma diventava un malloppone ancora più lungo, che poi nessuno ha voglia di leggere. Della mise niente da dire, eravamo semplici e nature, dei gossip implicitamente ho detto qualcosa (abbiamo parlato di cose e persone che ci fanno incazzare…), di Laura e Lory…ma sono famose tra i letteratiduniani!!E poi adesso l’hai giustamente evidenziato tu.
    Concordo in pieno sul fatto di aver omesso le telefonate a Massimo e Gea, piacevolissimo intermezzo alle nostre chiacchiere!! Come ho potuto? é stato così carino quel passaggio di cellulare di mano in mano (telefonate a carico di Enrico, ovviamente!)
    Chiedo venia per tutto quello che non ho scritto, ma stamattina sono sul rinco…andante. Ve l’avevo detto che stavo crollando!! Oggi i postumi si fanno sentire!

  125. @ Silvia:
    sulle mise e sui gossip un po’ scherzavo: era per prenderti in giro (ma con affetto) della tua suddivisione in maschi e femmine e quindi per rompere un po’ i cabbasisi (cosa ci si aspetta da una cronachista ‘femmina’). Sulle telefonate invece è grave e Massimo ti punirà per questo.
    Ciao

  126. @ fausta:
    vorrei sgombrare il campo dagli equivoci perché, questi, contribuiscono solo a creare confusione e incomprensione. invece è opportuno che certi rapporti si debbano solidificare grazie al cemento della sincerità. in quest’ottica, dunque, è bene chiarire che non informarti della cena non è stata una dimenticanza, ma un’esclusione meditata e voluta
    🙂

  127. Ma la prossima volta posso venire pure io?

    Prometto Enrico che se starnutisci mi limito ad aprire l’ombrellone da mare e non faccio niente altro.

  128. @ zauberei:
    la mia opinione conta poco. il gruppo storico ieri fondato deciderà democraticamente con la votazione se accogliere alle cene altri partecipanti. tu parti un po’ svantaggiata, in effetti, perché a nessuno di noi andrebbe di raccogliere la tua dentiera qualora schizzasse sul tavolo a causa di un nervo nel contrfiletto

  129. Riemergo solo ora da una convulsa giornata lavorativa che ho dovuto portare avanti con una controfigura. Nel frattempo il vero me è ancora intento a chiedersi quanti minuti abbia dormito questa notte.
    Ho avuto appena il tempo di poggiare la testa sulla scrivania che mi si parato innanzi un nacho con salsine varie, incazzato e senza sombrero che mi ha detto “mentre tu stai qui a chiederti cosa differenzi un essere umano da uno scendileto da cortile su Letteratitudine le attività fervono. Silvia Leonardi ha già pubblicato la sua ineccepibile cronaca della serata, Carlo S. (sto cognome puntato c’ha un pò del serial killer…) sta dicendo le prime cose che gli passano per la testa ed Enrico Gregori sta spiegando educatamente a Rigo e Zauberei che anche se qualcuno le avesse invitate, per errore ovviamente, avremmo sicuramente cambiato locale. Laura è latitante e la stanno cercando con i cani perchè a giudicare dalla velocità con la quale è partita non si sarà fermata fino a Rieti, pur abitando a Roma”. Non sia mai detto che mi astengo dalla lotta (mamma solo per te). In effetti ho mangiato meno degli altri, ma solo perchè gli altri quattro sembravano quattro pacman appena usciti da uno sciopero della fame e della sete a favore delle minoranze etniche.
    Seguivo i discorsi, certo, ma solo perchè, in preda alla logorrea che si può ben riscontrare anche nei loro incontri, avevo timore che mi arrivasse una domanda all’improvviso sul libro di Vito Ferro (nome di fantasia) e per il quale mi sarei dovuto appellare al IV emendamento.
    Poi ci siamo scambiati i libri. Che strano, qualcuno potrà pensare, cinque frequentatori di Letteratitudine che girano con il loro libro pronto per essere regalato, in più copie e con tanto di dedica personalizzata. Un paio li abbiamo dati anche alla ragazza che prendeva le ordinazioni. Già, la ragazza. Una presenza inquietante. Arriva con gli occhi spiritati a chiederci “avete deciso”. Peccato che la prima volta lo ha chiesto sulla porta all’ingresso, la seconda mentre stavamo togliendoci i soprabiti, la terza mentre stavamo decidendo i posti a tavola, la quinta….abbiamo trattenuto Gregori altrimenti o gli metteva le mani addosso piuttosto che, come poi ha fatto da par suo, chiedergli nell’ordine: la carta dei vini, quella delle acque, la mappa del locale, l’evidenza dei test di evacuazione per la 626, la planimetria del locale, la fedina penale di tutti coloro che lavoravano nel locale. Ha chiesto anche quella del cuoco nepalese che in cucina si spacciava per texano mentre spadellava tra Chicago Fillet e Baked Potato, con un paio di stivali alla James Brown, cantando Oi Marì.
    Abbiamo preso tutto quello che si poteva ordinare. Tutto. Alla fine gregori, che aveva preso solo 5 dei suo 14 caffè quotidiani, ne ha ordinato uno doppio ed io e Carlo S. (sta S è proprio sospetta…) lo abbiamo imitato. Peccato che subito dopo ne abbia preso un altro. Avrebbe ulteriormente replicato, ma Silvia è intervenuta preoccupata per la sua salute. Così la serata è volata via tra il sesso degli angeli e la Messa in Requiem di Mozart. Quando il suono dell’armonica a bocca di The Ghost of Tom Joad a cominciato a mescolarsi agli sbadigli ed alle frasi buttate lì per cercare di far arrossire Laura (non c’è modo !) abbiamo capito che era ora di andar via.
    Usciti, come riportato da Silvia, siamo saliti sulla macchina di Gregori. Gli abbiamo chiesto se si sentisse in grado di guidare vista l’ora ed i molti chilometri da fare per riaccompagnarci. Lui, senza distogliere lo sguardo dal vetro completamente appannato che non lasciava nemmeno intuire cosa ci fosse fuori ha profferito “Tranquilli !”. Non ricordo esattamente cosa sia successo subito dopo. So solo che, mentre stavo ancora cercando di capire di chi fosse la gamba sanguinante appoggiata sul cofano, siamo arrivati alla macchina di Silvia. Erano passati un paio di minuti ed eravamo all’altro capo di Roma in un quartiere che Silvia ha definito piacevole ed ordinato. Mentre lo diceva un ululato ci ha consigliato di imboccare al più presto la strada del ritorno. A trovarla…
    Fortunatamente eravamo dotati di navigatore satellitare che, visto il quartiere centrale, ha impiegato 17 minuti a trovare il segnale GPS. Quella voce, calda e metallica allo stesso tempo, ansiogena, preoccupata di avvisarci 400 metri prima di “girare a destra e di rimanere sulla destra poi portarci sulla sinistra ed alla fine della strada sulla destra”, quella voce ci ha portati a casa mia. Gregori è ripartito. Dai suoi commenti ho capito che è rientrato sano e salvo. Non l’avrei mai creduto possibile.
    Non dimenticherò mai una serata come quella di ieri. Mi ha segnato per tutti gli anni ancora a venire.

  130. Ho poco da aggiungere dopo le fedeli cronache riportate da Silvia e Pasquale. Farò quindi solo alcune integrazioni.
    Carlo S. (che secondo evento potrebbe essere un serial killer) ha uno stile da quel “signor Veneranda” celebrato da Carletto Manzoni. Parte, spesso, dicendo delle cose serie e all’improvviso ci infila dentro una serie di cazzate surreali come la sua preoccupazione per la sorte giudiziaria di una certa Carmen o per i suoi trascorsi cronistici nel “Giornale della pipa” (una sola P alla fine, mi raccomando).
    Evento ha mangiato poco, è vero. Ci ha detto “piuttosto che mangiare perferisco concentrarmi su quello che dite”. Bella impresa, la prossima volta mangiati pure le maniglie del cesso e la serata ti sembrerà migliore.
    Sul vino avrei potuto spaccare le palle anche ai passanti che a quell’ora affollavano piazza Barberini, ma mi sono contenuto. Ed è solo il bene che voglio a Silvia che mi ha fatto desistere dall’intavolare con lei una discussione sulla Malvasia. Parlare di vino con Silvia è come guidare un trattore per vicoli.
    Laura credo di essere riuscito a farla arrossire almeno un paio di volte. Però ho picchiato duro per raggiungere lo scopo in quanto la Costantini si era preparata bene a resistere alla mia trivialità. A un certo punto ha ceduto e, evidentemente, non posso riferire qual era l’argomento in questione. Diciamo solo che non era un “compito scritto”.
    La cameriera del ristorante, effettivamente, l’avrei stuprata e poi uccisa (o anche il contrario) tra fette di goulash e salse al peperoncino. Mi hanno opportunamente dissuaso. In compenso, però, ogni tanto ne arrivava un’altra. Portava il vino a me per farmelo assaggiare. Era una che si cacava addosso anche di fronte alla sua ombra. Per cui anche se, assaggiato il vino, le dicevo “va bene”, a lei suonava come “lurida vacca levati dai coglioni”.
    In macchina ho guidato più tranquillo che potevo perché so che il mio stile non è esattamente conforme al codice della strada. Mi sono sfogato dopo aver lasciato Evento sotto la sua dimora. Da lì, in solitudine, stereo a palla con i Clash e via a casa a 120 orari.
    Rientrato, la moglie chiede “com’erano?” (riferendosi alla comitiva).
    Ho bestemmiato, lei ha capito
    🙂

  131. Enrico ora ho capito cos’era quel tuono anomalo che ho sentito poco, ma veramente poco, dopo che sei andato via.
    Secondo me quella dei vini più che spaventata era innamorata perditamente di Carlo e lo avrebbe portato nella cantina a cercare con lei le bottiglie. Non so cosa avrebe trovato…

  132. Ragazzi… ma che bello!
    I vostri resoconti sono stati un vero regalo. Grazie. E grazie per la telefonata.
    Il fatto che vi siate conosciuti in questo blog, che vi siate incontrati “fisicamente” e abbiate organizzato una cena mi riempie di gioia. Succede anche questo nell’ambito del pazzerello mondo di Internet.
    Una bella storia!
    Domanda: chi ha pagato il conto?
    Avete fatto “alla romana”?
    🙂

  133. @ massimo:
    le girls volevano fare alla romana. ci siamo fieramente opposti. almeno la prima volta….eccheccazzo!
    tanto quando verrai a roma tu organizzeremo una cena per 20 e il conto è tutto tuo
    🙂

  134. Bene, adesso che vi siete espressi, tremate, perche’ entro oggi vi posto il mio resoconto della serata, ovviamente l’unico veritiero, spassionato e sincero tra quelli fino ad ora messi online.
    ;-P
    Laura

  135. Laura quella sera è stata affascinante e brillante come sempre !

    Mi raccomando per il resoconto. Non dire che avevo asciugato i capelli in fretta…

  136. Oh Oh, aspettiamo aspettiamo il resoconto finale di Laura. Comunque la cameriera è ancora in cantina stamattina, a far compagnia a Carmen. Da buon serial killer non ho fallito il colpo. La muffa c’era, ma nella sua topa. Possibile che la nera del Messaggero non ne abbia ancora parlato ? Sto giornale sta perdendo i colpi da quando è diretta da uno che vive di caffè e frequenta blog di letteratura. Saluti a tutti
    Carlo Veneranda S.(erial killer)

  137. @ evento e carlo:
    ma che bella coppietta! non avete la fisicità di Stanlio e Ollio, non avete l’irruenza di Gianni e Pinotto, non siete surreali come Otto e Barnelli. Al massimo potreste essere i fratelli De Rege ma, in questo caso, è difficile stabilire chi dei due sia il cretino

  138. @evento
    Si, e se quel tal cronista di nera non la smette, mi sa già su chi e DOVE colpirò la prossima volta.

  139. Enrì se viene con noi potremmo ricostituire la smorfia.
    Ricordi Troisi, Arena, De Caro ?
    Uno solo è morto.
    Annunciaziò…Annunciaziò…tu Gregò, Gregò…

  140. La smorfia, come no. Riguardo a quello morto non sono stato io. Quanto all’umorista mi pare più un ‘umorale’. Fine poi ….

  141. @ carlo e evento:
    ecco, abbiamo rovinato un’altra brava ragazza. siamo degli irresponsabili. basta, altro che nuova cena. io non vi voglio manco come vicini di loculo

  142. Potrei rispondere che in mezzo a cotal coppia fa sempre capolino una testa di…., ma poi anche la Ravasia ci dice che siamo trucidi, e così non lo dico perchè sono un signore (un buon serial killer deve essere un pò Jekill e un pò Hide)

  143. Non avevo visto che anche Evento esprimeva con eleganza lo stesso concetto anche prima di me….

  144. @ carlo:
    che tu ed evento vi comprendiate non mi sembra una bella notizia per nessuno dei due. se poi trovate delle affinità anche con zauberei siete tutti maturi per un T.S.O.

  145. lillo lallo e lullo sono i miei tre criceti, certe volte giocano a polo, certe a golf, spesso piace loro chiacchierare delle amenità e delle cose mondane.

    – hai sentito puffo? chiede lillo sorseggiando un gin tonic
    – no…poverino guarda sta sempre fermo in quel mortorio… dice lallo che invece ni ci piace ir bracardi
    – ah la testa di gregori dici, dove non vola manco una mosca…. – sospira lullo…

    🙂

  146. “non c’è nulla di male ad alzare bandiera bianca quando, tra l’altro, è l’unica cosa che si può alzare”
    …non potrei mai avere la tua lucida consapevolezza.
    Se ti dovessi trovare in difficoltà, non preoccuparti, un aiuto ad un amico non si rifiuta mai. Chiamami. Vengo ancora volentieri.

  147. “Vengo ancora volentieri”, scrive Evento. A cena ovviamente, no?

    @ zauberei:
    i tuoi tre criceti si sono ridotti a quei giochini dopo aver inutilmente tentato di parlare con te dell’intera filmografia di Bombolo

  148. santo cielo…
    eravate allegri quando mi avete chiamato, ma una parvenza di serietà la stavate mantenendo. requiem di mozart, muse, insonnia..
    ma quanto alcol è girato? e quanto ne gira ancora nelle vostre vene?
    e, soprattutto, non vi vergognate a non condividere?
    🙂
    un bacio generale

  149. evento, a parte che sono stata molti anni abbonata al vernacoliere per cui si ci voglio bene come a un fratello (nonna mi regalava l’abbonamento) ma le tue ultime battute mi facevano ridere:))

    I miei tre criceti hanno appreso dar tuo, Puffo povirazzo l’esistenza di Bombolo. Puffo telefona e si annoia. la dentro ci sono solo filmacci e pistole.
    Rotte.

    PPP

    (posso dire che pure gregori me fa ride?)

  150. Ehi si sta proprio affollando qui. Forse che di là dal Papa avete cominciato a rompervi un pò le palle anche voi ?

  151. e meno male..
    ma la mia ci era nata, ad istambul.
    giuro. da famiglia greco-armena.
    ma non c’entra affatto, immagino.
    forse è contagioso, il cazzeggiamento.
    🙂

  152. Carlo, dipende…
    c’è quella di pancia, quella di cuore, quella di…

    basta sennò divento troppo serio.

    Enrì bella sta cosa della chiave nell’Etna, ma se sbaglia chiave chi ci manda a recuperarla ? Io un nome ce l’avrei…

  153. uh gea daveroooo???
    io ci ho un amico mezzo armeno pure lui derivato turco, e due armene integrali dell’armenia! E una mo’ sta pensando di tradurre cose armene.
    Armeno!
    🙂

  154. lui: “lei di dov’è, signora?”
    lei: “di bologna”
    lui: “oh bologna. città famosa per i tortellini e per i pompini!”
    lei: “e cosa sono i tortellini?”

  155. Io ho un amico fattoriale armeno che traduce equazioni differenziali in differenti equazioni in funzione del limite di sopportazione della sorella turca logaritmica di cuore. Povera gente…tutta derivata seconda dell’immigrazione e reazione all’elevamento a potenza europea.
    Passame la bottiglia Zaubè

  156. Era una notte buia e tempestosa…
    La pioggia scrosciava lucidando i sanpietrini romani piu’ sdrucciolevoli che mai mentre l’umidita’ rendeva i miei capelli un cespo di lattuga riccia, meglio nota dalle nostre parti come insalata gentilina. Il che ci sta, visto che io sono personacina molto gentile. Arrivi al meeting point in perfettissimo orario, sempre puntuale io, e scopro con gioia che io sono puntuale ma gli altri sono tutti in anticipo. Enrico lo conosco già, ma si e’ liberato degli occhiali scuri (si, sono da vista Enrico, lo so, piantala co ‘sta solfa!) ed ha l’aria stropicciata come solo certe notti di Liga memoria possono (qui Gea mi capisce meglio di chiunque altro). Insomma, c’ha il fisico del cronista da strada, stazzonato e sofferto e simpatico il giusto. Gli altri li scopro:
    CarloS ha l’allure del gentiluomo d’altri tempi (non a caso scriveva su una rivista che si occupava di pipe, quelle che si fumano!). Eventounico e’ elegante, distinto da fine intellettuale e poeta (non a caso e’ quello che mangia meno, tutto dedito a studiare gli strani personaggi che ha intorno, pero’ sentirmi dire che mi ingozzo come un Pacman non e’ stato affatto carino e quindi svelero’ per ripicca che a lui l’umidita’ non arriccia i capelli, perche’ non ce li ha… hi hi hi tie’!).
    Silvia e’ bella, simpatica, intelligente ed ha degli occhi veramente espressivi (e qui faccio il gioco di Gregori che cerca inutilmente di farmi confessare un legame saffico con Loredana, hai voglia a dirgli che mi interessano i maschietti e che Lory ha due figli e un marito che merita tutte le sue attenzioni, lui se non vede del torbido…).
    Ci sediamo, affrontiamo l’assedio della cameriera spiritata, ordiniamo una quantita’ di cibo non indifferente. Gregori si atteggia a sommellier e centellina uno shiraz (mi pare). La cosa bellissima sono state le telefonate a Massimo che si dimostra entusiasta della nostra piccola riunione letteratitudiniana, e a Gea che sarebbe stata disposta a raggiungerci da Trieste se non fosse piovuto e nevicato che dio la mandava. E non ho dubitato neanche per un attimo che dicesse sul serio. A conti fatti la serata e’ stata la dimostrazione che i bloggers sono fuori come un balcone, quelli che scrivono libri ancora peggio degli altri. E veniamo ai libri. Mi e’ dispiaciuto non aver portato una copia per uno ai miei commensali. Ho scambiato un libro con Silvia, il suo lo leggero’ con immenso piacere e lo recensiro’. Ma vorrei leggere anche quello di Eventounico e quindi la prossima volta e’ pregato di portarne una copia che, naturalmente, ricompensero’ con uno dei nostri a sua scelta. Perche’, e questo mi sembra scontato, ci sara’ una prossima volta, alla quale partecipera’ anche Lory (l’influenza mica puo’ durare tanto) e se qualcuno dei frequentatori di questo allegro salotto vuole partecipare… non date retta a Gregori, abbaia ma non morde. Oddio, i nachos li ha sbranati, il chili se lo e’ aspirato e avrebbe volentieri fatto fuori anche l’apple crunch di Silvia. Invece si e’ dovuto accontentare di un chocolate brownie con gelato alla vaniglia che era troppo raffinato per lui. Lo istruiremo, il ragazzo. Anche sul fatto che, checche’ lui ne dica, la Malvasia con il Lazio ci azzecca veramente poco. Ma che vi volete aspettare da un cronista del ben noto quotidiano romano campione di refusi?
    Ahia! Enrico, sii gentiluomo, eccheccavolo! Mi rimangio tutto, va bene?
    Laura

  157. Laura…”non ce l’ha…”…certo in due ne facevamo tre di teste pettinate.
    “elegante, distinto da fine intellettuale e poeta “…se ero pure bello…esageravo ! Comunque quando leggerai la mia dedica sulla copia che ti darò capirai che devo averla sbattuta molto…la testa.

  158. hai ragione altrimenti avrei capito che era meglio che andavo a caccia di lumache anzichè venire a quella cena.

    Io comunque caratteristiche fisiche non ne ho date…

  159. manco io. sei stato tu a dirlo e altri hanno sottilneato. se la prossima volta vuoi venire con una parrucca alla Jimi Hendrix con in più dei colpi di sole fai pure

  160. Grazie Laura:)
    ma….mizzica co tutti sti libbri pubblicati me viè l’anzia. ma se un letteratitudinolettore ha pubblicato solo quarche raccontuccio e due ottavi de articolo scientifico po’ venì lo stesso?

  161. Brava Laurè! soprattutto a precisare che ce ne sarà sicuramente un’altra, prima o poi, aperta ad altri volenterosi di conoscer/ci/sci/si. Io checchè dica Gregò i criceti nella testa di Zaube li vorrei vedere. Quanto all’ammissione di Righessa, io voterò si al democratico plenum dei soci fondatori. Gea so che è capace di venirci apposta fin da Trieste. E così via…
    E poi spero che una copia del libro di Laura esca fuori anche per me, e son curioso di conoscere la sua altra metà di nome Loredana.
    E se questo è il casino scatenato da una cena di soli 5, figuriamoci dopo una allargata. Bisognerà aprire un nuovo Blog apposta.

  162. sarebbe una buona idea se la data della prossima kermesse gastronomico-letteraria la pubblicaste,con opportuno anticipo,sul forum:sarei interessata a parteciparvi.
    (voglio vedere se avete il coraggio).Il vantaggio sarebbe che la cronaca la trovereste direttamente sui migliori giornali scandalistici e di gossip.
    :-).Infine vi assicuro che saprei condividere tutti i caffe’ del Greg,per quanto innumerevoli,e magari corretti ai piu’ variegati aromi,anche di paprika o …se tanto nn fosse vero mi impegno fin d’ora a pagare il conto per tutti.
    smail.

  163. m.g. non è nel Lazio, ma ci capitò anni fa per motivi di lavoro e in quell’occasione ci siamo conosciuti. nel tempo è diventata anche una accesa sostenitrice delle mie fatiche letterarie, il chè fa sorgere qualche dubbio sul suo equlibrio psichico. però ha estro, fantasia e cultura. se per caso passasse dalle nostre parti, in una eventuale cena, sarebbe una piacevolissima compagnia. la sottoporrò alla votazione del gran consiglio
    🙂

  164. ringrazio enrico fin d’ora per aver deciso di sosternere la mia candidatura a componente del banchetto.nn gli manca sicuramente la capacità retorica e la fine eloquenza per guadagnarmi i favori dell’alto consesso.per chi nn mi conoscesse cio’ si legge:si alzerà,sparera’ due parolacce,spacchera’ con un pugno la scrivania e tutti voteranno a favore.ma sto scherzandoooo!!!!!!!! nn vorrei che si equivocassero le parole:questo è il mio modo di scrivere ironicamente,se non dovesse piacervi basta dirlo e chiederò asilo politico in un altro forum.
    greg sei sempre un mito.(Te lo dovevo).
    A TUTTI:Anche voi siete simpatici. ciao.

  165. @ massimo:
    mi sembra fossimo d’accordo per vederci nella Camera Accanto per parlare del dopo-partita. Ma, data la situazione del Catania, mi sembra più consona la Camera Mortuaria
    🙂

  166. @ Enrico
    La Roma ha vinto con pieno merito. Bravi!
    p.s. Confermo che i giocatori del Catania si sono addormentati sul tuo libro e non si sono ancora svegliati.
    Sarò costretto a fornir loro il mio come antidoto
    🙂
    Ciao

  167. Mi mancava il racconto di Laura, perfetto complemento di quelli postati dagli altri commensali. A parte, cara Laura, ringraziarti per i complimenti alla mia persona (e naturalmente per esserti schierata dalla mia parte in più occasioni durante la cena, non ultima per la questione della malvasia), mi sembra a questo punto doveroso descrivere te per par condicio.
    Laura Costantini ha un nome che è perfetto per la sua persona. La vedi e non puoi che pensare: ‘sta ragazza ha proprio la faccia da Laura Costantini. Capelli scuri e ricci, lunghi, e l’empatia scatta immediata perchè adoro i capelli ricci (e ti stanno bene Laura, altro che insalata gentilina). Gli occhi, scuri anche quelli, sono vivaci. Occhi intelligenti, e si capisce subito. Da come parla, Laura è una che le parole le sa pesare, e che mixa molto bene osservazioni acute e battute di spirito.
    Oh, a me sta donna è piaciuta (Enrico, dici quello che vuoi, a me le illazioni di tipo saffico mi fanno un baffo!).

  168. @ silvia:
    te la sei voluta. dire “malvasia” è come dire “cilindrata 1.500”. poi bisogna vedere quali sono i modelli proposti dalle varie case automobilistiche. la malvasia è un vitigno nè più ne meno come tanti altri. è un’uva bianca che si può vinificare in versione secca o dolce.
    nessun problema nell’ammettere che quella dolce siciliana sia, complessivamente, di qualità più alta, ma ciò non esclude che produttori di altre regioni possano commercializzare prodotti abbastanza buoni. quella laziale che abbiamo bevuto a cena era di livello medio. un vino dai buoni profumi ma, come si dice in gergo e absit iniuria verbis, “corto in bocca”, nel senso che il sapore aveva una persistenza limitata.
    ovviamente tu eri troppo concentrata sui capelli di laura per notare certi particolari. la prossima volta ti sorbirai una lezione su ogni bottiglia che ordineremo
    🙂

  169. @ Enrico
    Infatti tu eri troppo intento a cercare di fare arrossire Laura per ascoltare me che NON ho detto che la malvasia è solo siciliana, ma che quella delle Eolie è la più rinomata. E so da quando ero picciridda che la malvasia è un’uva bianca, ecc…
    Ci sono nata e cresciuta tra i filari perchè i miei nonni la coltivavano.
    Ecco, tutto questo tu non l’hai sentito. Tiè! 😛

  170. (io ringrazio Silvia e tutti quelli che hanno pormosso la mia eventuale candidatura alla cenabilità – come del resto quella di mia madre eh.)

    Naturallement Gregori oggi non può parlare perchè molto impegnato a con il terzo gomito, quello che tiene ancorato alla chiappa sinistra, e che – soffre di artrite. Non potrà toccare le chiappe delle viepere soffianti!
    PPPPP

  171. @ zauberei:
    per ora solo silvia ha appoggiato la tua candidatura e credo che rimarrà sola in questo slancio di magnanimità. mi sembra quindi più funzionale se voi due da sole ve ne andaste a cena da qualche parte.
    ps: il mio terzo gomito è destro, ma riesco a grattarmici l’orecchio sinistro. conversare con te, del resto, è la prova più convincente che so fare miracoli
    PPPPP

  172. @Silvia. Ho letto che sei responsabile per la selezione del personale!!! Un lavoro che mi ha sempre allettato(oltre al venditore di Hot Dog consigliatomi dall’esimio Enrico) …tra le mille cose che vorrei fare, ci metterei anche quello. Si guadagna bene?! No perchè mi ci sento proprio tagliato;)

  173. Caro Germano, chi guadagna bene sono i Direttori Risorse Umane!! Comunque, se non fossi giovane e donna probabilmente avrei maggiori soddisfazioni economiche…e invece no, il mio stipendio è quello di un impiegato medio, con la differenza che il lavoro che faccio è realmente appassionante e questo bilancia un po’ la cosa.
    Ti senti ancora tagliato per il ruolo? 😉

  174. @ germano:
    riassumendo, a 21 anni sei tagliato per fare il giornalista, lo scrittore, l’intrattenitore televisivo e il responsabile per la selezione del personale. manca qualcosa?
    non so, astronauta, inseminatore delle femmine di panda, lubrificatore dei pattini del bob, cardinale, varatore professionista di navi da crociera…..perché limitarti?

  175. @Enrico. Tu lo sai bene in che situazione disperata viviamo oggi…l’unico modo per sopravvivere e sperare di non finire sotto un ponte, è essere duttili e dinamici o, ancora meglio, inventarsi una professione. In generale mi sento portato per tutto ciò che preveda chiacchiera, comunicazione, contatto umano. Però hai ragione, mi limito ancora troppo…potrei anche pensare, ad esempio, a propormi come “Sodomizzatore ittico professionista”(che tu sappia esiste un albo anche per questi lavoratori?). L’importante, comunque, è sentirsi tagliati e non sentirselo tagliato,no?!(Questa era pessima, lo ammetto:-P)
    @Silvia. Ti risponderò con la classica, banale ma vera frase:”Se il lavoro che fai ti piace sul serio e ti affascina, non conta tanto quanto guadagni, no?!”…certo, se poi ti fa anche guadagnare bene è meglio ma, se dovessi scegliere, mi piacerebbe svegliarmi ogni mattina e pensare:”Ah…oggi si va a lavoro, non vedo l’ora”e guadagnare pochino, piuttosto che far la fine di mio padre e della maggior parte dei professionisti che, anche se non guadagnano poco, lavorano sempre troppo e non hanno tempo per far nient’altro, o quasi!

  176. Germano, mi pare evidente che il numero di pippe mentali che puoi farti tu è inversamente proporzionale al numero di quelle che si può permettere tuo padre. Se non capisci questa cosa, permettimi, non appartieni al gruppo dei geni. 🙂

  177. Io sono con Germano, intanto è meglio una scelta di “cuore” che di portafogli. E poi credo che la vita, con le sue passioni, i suoi interessi, i suoi oltre e altro, è fuori da qui (dove qui è l’ufficio in cui mi trovo).
    Ci vorrebbe un giusto equilibrio…

  178. @evento. Mio padre, tornasse indietro, vorrebbe farsi almeno la metà delle pippe mentali che mi sto facendo io in questo periodo e permettersi il lusso di fare qualche cazzata e qualche scelta azzardata(o di “cuore, come ha scritto Silvia). Mio padre, potesse viaggiare indietro nel tempo, non si prenderebbe mai la laurea che ha e avrebbe provato a fare l’architetto visto che era maledettamente bravo a disegnare. Io credo solo che, su qualunque sentiero ci porteranno le nostre scelte, non dovremmo mai congratularci troppo con noi stessi o piangerci addosso…le nostre scelte, come quelle di chiunque altro, sono per lo più scommesse. Quando giochi a bianco e nero e punti, ad esempio, sul nero ;poi vinci… che fai?!Ti dici:”Wow quanto sono stato bravo a puntare sul nero…in questo gioco so proprio un mito” o ti dici:”Che botta di culo…mi sono sentito di puntare sul nero e ho vinto”. E poi, amico mio, io non credo di essere poi tanto geniale; fosse così avrei già pubblicato un libro di successo, mi sarei già laureato con 110 e lode e avrei messo da parte un po’ di soldi. Magari tra 3/4 o 10 anni la penserò proprio come te…per ora, ritorno ai miei orgasmi mentali;)

  179. @ Germano
    oh…scriviamo qui che di là la faccenda è seria con La Strada…
    dicevamo, libro a 4 mani, metà per uno….Stile Muccino/Vangelista!!Se poi ci fanno anche un film ci piace di più, vero? 😉

  180. Holà gente,
    parlate tutti di questo Giovin Signore, quanti anni hai Germano?
    Vedo che da un po’ di giorni sei un oggettino d’attrazione niente male!
    Polemico Q.B., raffinato nei j’accuse, ricco di famiglia ma orgoglioso da non volersi far mantenere dal babbo pariolino: farai strada, sembri un ottimo corsaro degli anni ’70, quelli che oggi dirigono le varie testate italiane (Gregori li conosce).

  181. @Silvia. Per me va benissimo ma non credo che riusciremo mai a raggiungere i livelli di Moccia/Vangelista. Però, se dovessero chiederci di recitare in un film tratto dal libro che abbiamo scritto, credo che sarebbe la figata più figata della mia vita;( E poi con te sarebbe un onore indicibile…
    @Francesco. Ho 21 anni e ci tengo a precisare una cosa molto, molto, molto importante:NON SONO RICCO DI FAMIGLIA. Purtroppo e sottolineo purtroppo non lo sono…ammetto che mi sarebbe piaciuto essere benestante e fare l’intellettualetto che non deve preoccuparsi di come, quando e se laurearsi…quello che insegue i sogni(fossi stato ricco, senza necessità di trovare un lavoro e badare a me stesso non potendo far affidamento all’infinito sui miei, avrei investito tutte le mie energie nella recitazione…avrei tentato di fare l’attore). E invece non ho nemmeno un’auto mia e devo sperare che non serva quella di famiglia quando devo uscire. Ho poi altri due fratelli più piccoli di 14 e 4 anni e, capirai, quanto costano i figli. Ho detto che mio padre non guadagna 800 euro al mese ma nemmeno che se ne spara 3000!!!:-P. Ripeto, eliminando l’ipocrisia(è vero risulta molto più simpatico un povero Cristo morto di fame che deve lavorare per pagarsi gli studi rispetto uno che, “colpevolmente”, si preoccupa solo di studiare e ha l’Uni pagata dai suoi^_^)che mi sarebbe piaciuto non vivere con l’assillo di doversi laureare il prima possibile e con la convinzione di dover emigrare dalla mia terra d’origine; lasciando amici, eventuali fidanzate e parenti. Tu dici che sembro un corsaro degli anni 70?!Io mi sento più un disperato dell’epoca moderna che cerca di reagire con forza al “buiame” della realtà in cui vive. Ambisco alla fama e non alla mera notorietà…ma almeno lo ammetto candidamente, senza troppi giri di parole. Se si ha qualcosa da dire, non vedo perchè non si debba sperare di poterlo fare parlando ad un pubblico vasto. Infine, sul polemico Q.B hai proprio ragione ma noto con piacere che nemmeno tu scherzi e questo mi piace…mi piace assai;)

  182. Nessuna simpatia per gli sfigati. Tanta per chi raggiunge i propri obiettivi lavorando. E’ tutto qui il concetto. Se sei sfigato e rimani tale perché non hai tentato nulla o hai una professione di famiglia non c’é differenza. Coloro che percorrono la strada che si sono costruiti hanno tutta la mia stima. Parimenti coloro che trovano un equilibrio. L’auto ? Se interessa è un obiettivo e si può lavorare dovunque (pomodori nei campi, cabine al mare d’estate, scaricamenti al porto, ripetizioni, borse di studio…) non ha importanza. Le lamentazioni vanno evitate tanto quanto il preconcetto che chi abbia i piedi per terra (anzi dentro…) non sia capace di sognare. Anzi. Una volta che uno ha declinato tutti i significati della parola dovere, allora può fare quello che cazzo gli pare. La simpatia è un’altra storia.

  183. @ Germano
    ammetto che interpretare un film tratto dal nostro libro sarebbe davvero una figata, per quanto improbabile!!! 🙂
    @ Didò
    Ma come “te la raccomando la Leonardi” ?? 🙁
    @ Enrico
    Vuoi lasciare in pace Germano? 😛

  184. @Rigo. A me Liga piace molto e mi capita di citarlo spesso;)
    @evento. Sottoscrivo ogni tuo rigo. Sulle “lamentazioni”: non mi lamento di non aver avuto l’auto personale ai miei 18 anni(e nemmeno ai miei 21:-P). Come hai giustamente osservato tu…se si vuole un bene materiale, bisogna lavorare per ottenerlo, senza frignare. L’unica cosa che mi deprime e sconforta non poco è tutto il marciume che ho intorno ma, questa,è storia vecchia; tiritera qualunquista che ormai sentiamo un po’ ovunque. Grazie per l’augurio, comunque…non so ce la farò ma, di sicuro, ce la metterò tutta;)
    @Siliva. Allora siamo d’accordo: patto di sangue^_^
    @Francesco di domenico. Vedo che mi hai inquadrato bene, proprio bene direi…tranne sul vocabolario, forse, tutto il resto corrisponde in pieno alla mia descrizione però hai scordato di scrivere che sono molto fascinoso:-P

  185. Ciao a tutti, cari amici di scrittura, come va!
    Comunicazione di servizio per Silvia Leonardi:
    Giovedì 31/01/08,alle ore 18, ci sarai a Roma c/o la libreria – ” Tra le righe” -,per la presentazione del libro di ciascuno dei quattro autori pubblicati dalla Casa editrice – “Il filo” – , presenti in quella sede?
    Cara Silvia Leonardi, come stai e la tua creatura “Lo specchio” cresce forte e sano?
    Ciaooooooooo,
    Luca Gallina

  186. Caro Luca, ogni tanto ti fai vivo! Purtroppo quel giorno non potrò esserci perchè arrivano i miei zii da Messina, vado a prenderli e li porto a casa mia. Ma conto io stessa di fare un’altra presentazione lì, ti farò sapere se e quando ci sarà.
    la creaturina cresce a fatica, come sai la distribuzione è un pò un limite, devo sforzarmi molto per autopromuoverlo!
    Beh, si fa quel che si può. Un caro saluto.

  187. Cara Silvia,
    l’ho saputo per caso,incontrandolo in Milano, da uno scrittore anzianotto e bravo attore amatoriale di teatro napoletano,più o meno anzianotto come il caro e bravo Enrico Gregori, che ha pubblicato recentemente con il tuo editore.
    Come vedi il mondo è piccolo per Noi di letteratitudine; grazie per questo a Massimo Maugeri, il nostro terzo occhio:il primo occhio è senz’altro quello di Sergio Sozi e per lo strabismo di venere,il secondo occhio,penso a quel bell’uomo informale di Enrico Gregori!
    Cosa ne pensi cara Silvia?
    Ricambio il saluto e aggiungo un caro abbraccio; sto facendo il tifo per te e per un’altro giovanissimo di nome Germano,che mi sembra un “germano reale” in verità.
    Luca Gallina

  188. @ Massimo
    mmmhhh….brutte cose, io sono tra il 😐 e il 🙁 nel senso che due anni fa ci speravo tanto in cambiamenti significativi. Ma ahimè, devo ammettere, molte sono state le delusioni. In realtà siamo rimasti impantanati in un limbo, sono curiosa di vedere che succede adesso.

  189. D’accordissimo con Silvia… ma Prodi forse stava tentando di mettere una pezza – non gliene hanno dato il tempo – a questo paese che ormai è ai panniceklli caldi.
    Ma si sa, Berlusca e la compagnia degli abusivi-evasori fiscali-collusi non può essere a favore di chi tenta di far pagare le tasse o di mettere ordine in un paese che è più un’espressione geografica o una repubblica delle banane che altro. Con buona pace della gente onesta che lavora, che costituisce la maggioranza del paese ma che però non ha voce o grida nel deserto.
    Mah… i tassi e i mutui americani, la recessione mondiale… la globalizzazione e il riscaldamento globale. E l’Italia ancora gioca a fotticompagno.

  190. Certo il governo Prodi era ben lungi dall’entusiasmarmi. Però quello di prima mi destava vero e proprio orrore. Se è per ritornare al Berlusca c’è da tagliarsi le palle (ma possibile che non si riesca a uscire, da ormai più di 10 anni , da questo squallido ping-pong tra gli stessi 2 premier che ci hanno fracassato gli zebedei ?). Elezioni anticipate sarebbero comunque una iattura per il paese e spero che Napolitano riesca ad attuare un’altra via. Qualsiasi essa sia, anche un governo “balneare” come si usava negli anni sessanta, benchè in pieno gennaio (vorrà dire che lo si sposterà da palazzo Chigi in qualche isola caraibica, tanto siamo già una repubblica di banane).
    Senza una legge elettorale degna, con l’attuale porcellum, non voglio neanche andare a votare: saremmo, chiunque vinca, destinati a risorbirci teatrini di infimo ordine già visti, rivisti, tristemente subiti dai cittadini-spettatori.
    Che si faccia piuttosto il referendum, checcazzo !!!
    Se invece elezioni anticipate vi fossero, lasciatemi sognare, come nel libro di Saramago (Saggio sulla lucidità) un 98% minimo di schede bianche (un 2% di cazzoni c’è sempre); che bel segnale sarebbe per tutte queste teste di minchia che pretendono di fare i politici.

  191. Aggiungo un consiglio a Beppe Grillo, se elezioni anticipate ci fossero: dal suo Blog, o nei suoi Vaffa-Day, potrebbe pubblicizzare o (perchè no) distribuire proprio il libro di Saramago, che è pur sempre un Nobel. Forse qualche bianco risultato in più si riuscirebbe a strappare e, comunque vada, il suo movimento ne guadagnerebbe in acculturamento.

  192. Quando è il nulla totale a cadere, il tonfo non dovrebbe nemmeno sentirsi, no?! Chissà può darsi che succede un bel miracolo e le cose migliorano…peggio di così io non riesco ad immaginare nulla

  193. Io voto Carlo Esselunga – rispecchia appieno il mio sentire. Il fatto è che questo governo mi fa schifo – perchè non mi rappresenta. Il berlusca e soci, mi fa schifo straschifo. E quindi so che insomma,di sinistra non vedo manco un’ombra, sto davanti a questa brillante alternativa tra uno schifetto e uno schifone. Ecco.

  194. @ maria lucia:
    sono davvero addolorato per la scomparsa di un governo che ama tanto far pagare le tasse. per esempio superbolli sulle macchine vecchie perchè inquinano. carcasse di 20 anni che, come è noto, vengono possedute da industriali, sceicchi, notai e imprenditori. mica da morti di fame!

  195. Massimo hai fatto una domanda che potrebbe uccidere questo blog. In Italia parlare di politica equivale a fare a gara a chi sputa più lontano.
    Carlo ha tutta la mia approvazione. Pregherei solo di non fare analisi politiche sul pezzo del puzzle perchè non servono a nulla e ogni scelta politica dovrebbe essere valutata in un contesto generale e con competenze che non si formano sfogliando qualche volta il giornale (che già sarebbe andare alla Sorbona per molti italiani).

  196. @A.A.A. Il governo è caduto e lo abbiamo saputo tutti. Visto che, se mi metto a parlare di politica, non finisco più, mi limito a segnalarvi questa bellissima web radio che sono certo amerete fin dal primo momento.
    http://www.radioimago.net…. è una web radio(la si può ascoltare solo dal web) che trasmette “arte” allo stato puro. Questa sera, a partire dalle 21:30, vi invito a seguire la trasmissione “Parole al passo” alla quale sarò ospite. Io dovrei intervenire verso le 22…si parlerà dell’amore per la scrittura e verranno letti due miei testi. In fine, parlerò del libro che sto tentando di scrivere. Sapere che anche uno solo di voi troverà il tempo di seguirmi, sarebbe per me motivo di grande gioia…

  197. Massimo allora bisogna fare attenzione ai membri del “parlablog”. Bisogna saper leggere il disappunto prima che diventi polemica esplicita. Con affetto.

  198. evento ha ragione
    però, tanto queste cose sono sottintese. E emergono anche quando parli di Stilnovo Cavalcanti e quanto ha inciso la cicoria nei suoi rapporti coll’Alighieri.

  199. Più che la fine di un governo mi pare la fine di un’epoca: tra urla da stadio, tappi di ciampagna, sputi in faccia e malori, un senatore con il maglioncino rosso sulle spalle sopra la giacca e cravatta (!!!) e la faccia da culo nascosta sotto gli occhiali scuri (era Gregori ?) che gira tra i banchi urlando insulti a destra e a manca (credo più a manca).
    Che squallore.
    Roba da stadio di bergamo: Atalanta -Napoli.
    Scene grottesche che negli anni settanta potevano essere credibili solo in un film di Fellini o di Elio Petri.
    Oggi sono la realtà che ci trasmette il telegiornale.
    Massimo, e tu ci chiedi del futuro ?
    E che minchia di futuro possiamo immaginare se i candidati che ci propineranno saranno di nuovo questi ? Se questa è la nostra “classe politica” che andremo a votare ?
    L’Italia non so, ma io sono certo che l’unica cosa che IO sono disposto a votare è un referendum che ci permetta una più ampia scelta di candidati, che impedisca a persone già passate in giudicato (e condannate) di sedere in quelle aule (che di questi bei tomi son piene).
    Io mi son rotto le palle.

  200. Fresca fresca
    “Ha iniziato a bere quando aveva tredici anni, un anno dopo è passata a provare le droghe. E’ stata questa l’adolescenza di Britney Spears, secondo quanto ha rivelato al Sun suo zio William Spears”
    Bella famiglia. Lei è una spostata e lo zio un pezzo di merda. Ma almeno il canarino in quella casa è normale?

  201. @ Enrico: mi riferivo naturalmente al tentativo di far pagare le tasse a tutti e non a noi soliti tartassati. Io sono una statale, mio padre era magazziniere alla Standa e adesso è pensionato, mia madre è casalinga. Se permetti, è grazie a gente come mio padre se questo paese non se ne è affossato prima.
    Certo, Prodi non era Harry Potter ma ora chi dovremo sopportare? Tra Lady Mastella, buoi che gridano cornuti agli asini, la monnezza e varie amenità…
    Ahi serva Italia, diceva un fiorentino…
    Britney Spears purtroppo è figlia di quella bella mentalità americana che sta partorendo mostri anche da noi che funziona così: ho una figlia bellina che sa sculettare e faccio di tutto perché diventi velina-cubista-attricetta-modella etc etc. Poi però ci stupiamo se la suddetta sforna pargoli di cui le viene tolto l’affido. Questa ragazza mi fa pena devo dire… Una delle sue ultime canzoni parla proprio di questo. Britney Bitch, si autodefinisce, perché cos’altro è certo snowbiz se non prostituzione – della tua immagine, della tua vita – d’alto bordo?

  202. @ maria lucia:
    se aumenti le tasse, le aliquote, le tariffe delle bollette e quant’altro, benchè a pagare siano tutti, a farne le spese sono sempre quelli che se la passano peggio. A uno che ha la Ferrari, secondo te, quanto cazzo gliene frega se il bollo aumenta di 100 euro?
    Colgo l’occasione per testimoniare la mia stima a tuo padre e augurargli lunghissima vita. Ti rendo però noto che, grazie a Prodi, quando tuo padre se ne andrà all’altro mondo, su ciò che l’ex magazziniere della Standa ha messo faticosamente da parte tu pagherai la tassa di successione. Forse ti rimarranno 50 euro per comprare una bottiglia di spumante e bere alla salute del mortadellone

  203. @ Evento
    Ricambio l’affetto e aggiungo la stima
    🙂
    Io però sono a favore della polemica… purché però sia costruttiva e propositiva e non mirata a offendere i singoli (immagino tu faccia riferimento a questo)

  204. @ Enrico e Maria Lucia
    Britney Spears rappresenta il caso di personaggio pubblico che ha perso il senso della realtà e di sé.
    Di chi è la colpa?
    Aggiungo che Britney fa spettacolo fin da quando era piccolissima.

  205. Massimo scrive “Britney Spears rappresenta il caso di personaggio pubblico che ha perso il senso della realtà e di sé.
    Di chi è la colpa?”
    Ma io aggiungerei…chi se ne frega?

  206. Chi sono i personaggi famosi che almeno per un attimo non perdono il senso della realtà? Hai ragione, però, Enrico… chissenefrega. Ma quando vedo che qualcuna delle mie alunne insegue sogni di gloria a caro prezzo un po’ penso che dovremmo darlo noi, a ‘sti poveri figli, il senso della realtà. Detto da una che sproloquia appresso a scrittori morti, non mi pare il massimo…

    Su Prodi: è vero, pagare tutti un po’ di più non danneggia i soliti noti.
    Ho votato per la sinistra un po’ turandomi il naso a dire il vero, perché “s’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo”… di sirene della polizia, di cellulare di Moggi, Ricucci, di veline-squillo e chi più ne ha più ne metta. La collusione e il fango sono equamente distribuiti per par condicio fra entrambi gli schieramenti.
    Ma davvero Berlusca e il berluscones erano/sono/saranno meglio? Bello dire “dagli a Prodi”, ma secondo me abbiamo sparato sulla croce rossa. E vai coi lanzichenecchi…

    E poi Prodi non aveva promesso un milione di posti di lavoro. Il pifferaio è un mestiere da cialtroni quali il cavaliere di Arcore e la sua corte…

  207. @ maria lucia:
    premesso che il mio certificato elettorale fu divorato dai pesci del tevere allorquando lo tirai nella tazza del cesso, ti farei notare che con il governo berlusconi l’occupazione è cresciuta. ti farei anche notare che in tutte le aziende del gruppo Mediaset (e so di cosa parlo) non c’è mai stato un solo giorno di cassa integrazione, nessun licenziamento e sono stati stipulati solo contratti a tempo indeterminato.
    Prodi, quando fu presidente dell’Iri, mandò a puttane l’Iri medesimo e la Rai. Credo che non possa amministrare nemmeno i soldi del Monopoli, figuriamoci l’Italia.

  208. @massimo
    A tua domanda rispondo: non è che segua Grillo con molta attenzione. Mi pare che sia necessario quando è l’unico a mettere attenzione a certe porcate che passano in sordina sulla stampa e alla TV. Mi pare lecito che satireggi sul potere, sul costume e anche (se la gente lo segue) organizzi raduni e vaffa day.
    Lo ammiro quando va alle assemblee della Fiat o della Telecom a dirle in faccia agli industriali e agli amministratori che prendono per il culo i piccoli azionisti e i risparmiatori. Mi fa incazzare quando si comporta come con quel giornalista, mi pare dell’Espresso, che lo voleva intervistare, e ciò lascia pensare che in fondo sia un demagogo che rifiuta il dialogo. Porta avanti, in alcuni casi, battaglie totalmente sbagliate, come quella sul prezzo della benzina: proponeva di boicottare un paio di Compagnie tra le più importanti (Esso e Shell oppure Agip, non ricordo) incitando alla diserzione delle loro pompe, cosa che secondo lui avrebbe indotto i petrolieri al ribasso. Un’emerita cazzata in realtà, che avrebbe danneggiato per primi i gestori delle pompe stesse, che non sono degli stipendiati dalle compagnie, ma degli esercenti.
    Insomma luci ed ombre. Se non ci fosse ne sentirei la mancanza, ma non per questo tutto ciò che dice è o va preso per oro colato. Come per tutti, alla fine bisogna distinguere il grano dal loglio.

  209. Enrico
    ok cominciamo a parlare seriamente perchè come dicevo stiamo guardando solo un pezzo del puzzle.
    Dunque,
    l’occupazione negli ultimi 10 anni è stata sempre crescente, ma negli ultimi due anni è cresciuta in maniera straordinaria (circa 400.000 annui +1,8%).
    Nonostante la crescita, cominciata quando ho detto (quindi trai le tue conclusioni), siamo molto in basso nella classifica europea (a 27 paesi) e con riferimento ai target (fissati dalla strategia di Lisbona) dell’occupazione. Ciò però perchè abbiamo il penultimo (dopo di noi solo Malta!) tasso di occupazione femminile.
    Quanto sopra deriva da fonte Istat.
    In ogni caso qualunque discorso sul tema sarebbe ozioso perchè l’occupazione è un fenomeno di lungo periodo.

  210. @ Carlo
    Grazie. Sono piuttosto d’accordo con te.

    @ Enrico
    Bravo! Prima apri il discorso Britney Spears con un tuo commento e poi dici “chissenefrega”.
    Grazie, eh?
    🙂

  211. Massimo,
    quando ce riporti qui er commento de ”Panorama”? Che giobbi? Nun giobba’, eh!
    Sergius Romanus (sum. Sine Populo)

  212. oggi è il 27 gennaio.

    SE QUESTO E’ UN UOMO

    Voi che vivete sicuri
    Nelle vostre tiepide case;
    Voi che trovate tornando la sera
    Il cibo caldo e visi amici:

    Considerate se questo è un uomo
    Che lavora nel fango
    Che non conosce la pace
    Che lotta per mezzo pane
    Che muore per un sì e per un no

    Considerate se questa è una donna,
    Senza capelli e senza nome
    Senza più forza di ricordare
    Vuoti gli occhi e freddo il grembo
    Come una rana d’inverno:

    Meditate che questo è stato:
    Vi comando queste parole:
    Scolpitele nel vostro cuore
    Stando in casa andando per via,

    Coricandovi alzandovi;
    Ripetetele ai vostri figli:
    O vi si sfaccia la casa,
    La malattia vi impedisca,
    I vostri cari torcano il viso da voi.

    Primo Levi

  213. @Gea:
    BRAVA!
    io adesso, vado di là a cercare un testo molto particolare. Appena lo trovo, lo riporto qui. Baci

  214. Questo è il finale de “L’ultimo dei giusti” di André Schwarz-Bart

    E’ la descrizione assolutamente fantastica di una morte nelle camere a gas. Fantastica e irreale perché i protagonisti, un uomo e una donna, muoiono abbracciati; e noi sappiamo che questo non era possibile. Ma il brano, come tutto il libro (premio Goncourt 1959), è così straordinariamente potente da rendere ancor più efficace il senso dell’assurdità e della distruzione; più della stessa realtà.
    “Erni riuscì a reprimere l’ago di fuoco che gli forava la gola e mentre quel corpo di donna gli si accasciava addosso, con gli occhi fuori dell’orbita, nella notte opaca, gridò nell’orecchio di Golda inanimata: “Fra poco, te lo prometto!…Poi capì che più nulla avrebbe potuto fare per aiutare nessuno al mondo, e nel lampo che precedette il proprio annientamento, si ricordò con gioia della leggenda di rabbi Haninà ben Teradion quale la raccontava scherzando il nonno. Quando il buon rabbi, avvolto nel rotolo della Torà, fu buttato dai romani sul rogo per avere insegnato la Legge, e gli accesero sotto le fascine di sterpi verdi perché fosse più lungo il suo supplizio, i discepoli gli dissero . “Maestro, cosa vedi?” E rabbi Chaninà rispose: “Vedo la pergamena bruciare, ma le lettere volano via…” Oh sì, è vero, le lettere volano via, ripetè Erni Levy mentre la fiamma che gli bruciava il petto d’un sol, tratto gli invase il cervello. Con le morenti braccia strinse il corpo di Golda, in un gesto già incosciente d’amorosa protezione, e fu in quell’atteggiamento che li trovò mezz’ora più tardi la squadra del Sonderkommando incaricata di bruciare gli ebrei nel forno crematorio. Sorte uguale toccò ai milioni che passarono dallo stato di Luftmensch a quello di Luft. Non tradurrò. E così questa storia non finirà su una tomba che un giorno andremo memori a visitare. Perché il fumo che sale dai forni crematori obbedisce come ogni altro fumo alle leggi fisiche: le particelle si accumulano e si disperdono al vento che le sospinge. L’unico pellegrinaggio possibile sarebbe, contemplare di tanto in tanto con malinconia un cielo di temporale.
    E lodato.Auschwitz. Sia. Maidanek. L’Eterno. Treblinka. E lodato. Buchenwald. Sia. Mauthausen. Eterno. Belzec. E lodato. Sobibor. Sia. Chelmno. L’Eterno. Ponary . E lodato. Theresienstadt. Sia.Varsavia. L’Eterno. Vilno. E lodato. Skarzysko. Sia. Begen-Belsen. L’Eterno. Janow. E lodato. Dora. Sia. Neuengamme. L’Eterno. Pustkow. E lodato…
    Talora, è vero, il cuore vorrebbe scoppiare di dolore. Ma spesso anche, e specie di sera, non posso fare a meno di pensare che Erni levy, morto sei milioni di volte, sia ancora vivo, in qualche posto…Ieri, mentre fremevo disperato in mezzo alla strada, inchiodato al suolo, una goccia di pietà cadde dall’alto sul mio viso, non un alito di vento nell’aria, non una nube in cielo… C’era soltanto una presenza.

  215. beh, questo è quello che ho scritto sul blog mio oggi. Forse Gea mi ha invitata a riproporlo, forse ho frainteso – non so. Ad ogni modo sono due righe.
    (Non sono Primo Levi – per disgrazia, per fortuna. Tenetevelo per detto.)

    “Non guardare il filo spinato, ci sono nodi che bruciano. Non pensare alle ossa dietro alla pelle. Il ricordo della morte senza sangue, della voce senza respiro. Al crepuscolo una zuppa di sabbia, del pane rubato. Non ti fissare con gli occhi su questo passato. Oramai è tuo. Non è il quadro di un altro, di un altro uomo, di un’altra storia. Oramai è tuo.

    Pensa invece a quello che sei, ai coltelli della tua cucina, alle tue unghie, ai tuoi denti, alla tua fame. Alle tue debolezze possibili, Alle tue invidie. Pensa a cosa fa la tua carne mentre dormi. Pensa a cosa sono capaci di sognare i tuoi occhi. Vai a caccia di te, dove non penseresti di trovarti.

    .

    Il giorno della memoria”

  216. @ A Gea e a tutti:
    Ho visto il video linkato sopra e non riesco a farmi un’opinione. Perché non lo guardate tutti e poi verifichiamo le impressioni?
    Anche io, anni fa quando affrontai il tema della Shoah e diciamo della sua “divulgazione” mi orientai a contrapporre al dolore, immagini serene. Ora questo video mi spiazza; a tratti ho come la percezione dell’odore della morte, a tratti invece mi sembra che quella musica sia troppo musica, troppo cantata, troppo costante… Che non sia scattato l’effetto contrasto e che in un vicendevole scambio si annullano , sia la vita che la morte.
    Forse la comunicazione si rivolge ai giovanissimi, e magari il mezzo scelto è proprio quello giusto…
    GERMANO, dove sei? Cosa ne pensi?

  217. @ zaub
    era un invito a riproporre.
    secondo me quello che dici è bellissimo.
    ognuno fa quello che sente di fare, ed è giusto così.
    un abbraccio, ricordando.

  218. Mi sembra molto efficacie.
    A me.
    L’efficacia può essere universale?
    Ho riflettuto sulle reazioni che si hanno davanti alle immagini forti e hai messaggi forti. A come si decide di conferire il crisma della credibilità-
    Esempio – ho adorato la vita è bella. Ho odiato train de vie. Me ne andai incazzata nera.
    Altri ebrei e intellettuali hanno fatto come me, altri hanno fatto l’esatto opposto. Questo crisma risente di altre cose mi sa – le condizioni atmosferiche dell’anima, la disponibilità emotiva a prendere l’altro sul serio. (Quanto spesso ce l’hai tu Miriam questa disponibilità? non è la prima volta che mi viene da farti questa domanda)

  219. Un fratello, pur con la sola colpa di voler impedire che bruciassero la segheria di mio nonno, di mio padre è tornato da un campo con parecchi virus per i quali era stato usato come cavia. Dopo pochi giorni ha smesso di soffrire. Era giovane. YouTube non c’era e di lui abbiamo solo una foto in bianco e nero.
    Scusate, ma il dibatttito sulle immagini serene per i giovani proprio non lo reggo. Ricordo tutti gli altri giorni. Oggi mi sembra solo una cosa forzata.

  220. Evento, sulle forzature delle “giornate particolari” mi sono spesso interrogato anche io. Però penso che alla fine sia giusto così. Ricordare nell’arco di 365 giorni l’anno è un pò diluire quel ricordo (parlo a livello di massa) ed in pratica a livello collettivo è un pò dimenticare. Un giorno della memoria è la volontà di concentrarla, di fare qualcosa perchè rimanga impressa, almeno una volta l’anno, tutti gli anni. Non è così anche per tutte le feste comandate (ed i riti ad esse connesse) ? Poi a livello personale può essere tutto ben diverso.
    Il video l’ho trovato forte, mi ha colpito molto, secondo me è efficace; e anche con quella musica. E’ solo la mia opinione naturalmente.

  221. Sono d’accordo con Carlo Essedomani.
    L’industria culturale è una iattura, ma sarebbe stupido non riconoscerne i pregi. Le feste comandate sono occasioni per sformare confezioni socialmente commestibili di imperativi etici. Buoni sentimenti, riflessioni, filmini. Viene la nausea magari – ma quello è un livello superiore, prima qualcosa si deve aver mangiato. Mi pare necessario.

  222. @Evento
    Se per le immagini serene ti riferisci a me, ti sbagli. Ovviamente non potevo entrare nel merito di quello che avevo realizzato; semplicemente dire che per rendere la parola, o l’immagine (una o l’altra) dando il giusto senso a quello che si vuole dire è molto più efficace (in questo nostro presente), mettere a confronto scelte estreme e radicali: come è stato fatto ne’ La vita è bella!
    Io ho usato immagini forti, serene, algide e anche kitsch, su testi diversi e per un unico intervento di sensibilizzazione. E alla fine il conto è tornato: 1 ora di parole, immagini, musica per un teatro della Memoria che fece il giro delle scuole.
    @ Zauberei:
    alla domanda non saprei cosa risponderti. Volevo solo dire che a me sono piaciuti entrambi, e mi dispiace, che non si perda mai l’occasione per dividerci sempre: sono due lavori diversi, ma ben pensati entrambi. In Train de vie, ho trovato troppo lunga e anche un po’ forzata, la scena dell’incontro con i rom: bellisima l’idea, ma un po’ troppo alla Carmen e carnevalesca la sceneggiatura (avrei dimezzato il tempo)

  223. vi ringrazio di aver capito.
    io, noi, ricordiamo ogni giorno.
    oggi è per quelli che rischiano ogni giorno di dimenticare.
    e personalmente ritengo che un pugno allo stomaco sia più efficace delle favolette. anche per i ragazzi.
    ricordo che in tutto il mondo le campagne sulla sicurezza stradale sono trucide. e funzionano.
    in italia sono soft. e i risultati sono pari a zero.

  224. gea tranquilla – un abbraccio
    Myriam allora ti avevo fraintesa. Hm, è che ti attribuisco spesos un tono così come definirlo? una pregiudiziale di fondo.
    Ma evidentemente mi sbaglio!
    su train de vie. Mah, non lo sentii in buona fede.

  225. Gea concordo su ogni tua parola.
    Miriam dopo la spiegazione è sicuramente più chiaro, ma dubito fortemente che un giovane (noi compresi) possa essere metro di una tragedia come quella. Sicuramente se lo dici tu sono io a sbagliare cosa vuoi farci…
    Carlo, tu sei sejpre in buona fede. Io ho espresso una opinione strettamente personale (come tutti) e vedo una certa differenza tra le feste comandate (per chi crede) e l’olocausto (sul quale non c’é fede che possa tenere)

  226. SUL GIORNO DELLA MEMORIA
    Non ho ancora letto i vostri commenti (lo farò tra un po’).
    Volevo intanto ringraziare di cuore Gea per averlo ricordato qui e per aver lanciato la discussione. E ringrazio tutti coloro che hanno dato seguito… mi pare: Miriam, Carlo, Zauberei, Eventounico,

  227. Evento, a parte che mi spiace moltissimo per tuo zio. Io ho parenti diversi finiti nei campi. Non di quelli stretti. In ogni caso, abbondanza di ricordi brutti.
    Comunque, naturale che in linea teorica hai ragione. In linea pratica non lo so. Più passa il tempo, più i sopravvissuti spariscono, più la Shoah affonda nella storia. Ora siamo in un momento di exploit mediatico (da cui molti ebrei si sentono provvisoriamente protetti) ma molti lo vivono così – nient’altro che così. Presto vedrai non ci sarà manco questo.
    Sarà che è da quando sono nata, che gira sta faccenda nella vita, una specie di corvo che ti tieni sulla spalla, che se non fosse che in qualche modo ti protegge, quasi quasi vorresti tanto che se ne volasse via.
    (Solo che l’antisemitismo non crepa mai, e questo corvo questo relazionarti continuamente alla morte – “sei ebreo… ” quindi “discriminato” che sciccheria – appunto, ti protegge).
    Scusate er momento intimista.

  228. @Zau
    non è che hai tu dei pregiudizi per la mia “simpaticamente” dichiarata diffidenza verso gli psicologi? A me piace pensare liberamente ed esprimermi altrettanto liberamente; perché è più facile parlare e andare un po’ più a fondo nelle cose.
    Io su quel video, dopo averlo osservato più volte, non riesco ad esprimermi: non sono sicura che sia efficace; mi sembra che le immagini , con quella musica, possano snaturizzarsi e perdere addirittura di autenticità (sempre pensando a chi si confronta con la Shoah per la prima volta). Lo sai cosa secondo me è più efficace oggi? Immagini delle nostre belle città europee che si aprono in dissolvenza su quell’inferno, e allora sì, che forse quella musica sarebbe giusta!

  229. forse dipende da cosa sente uno nella musica, miriam.
    io non la trovo per niente rasserenante.
    avrei voluto un sottofondo di silenzio e khaddish, ma mi sono imbattuta in questo video qui, con i sigur ros come colonna sonora.
    sono un gruppo islandese, e onestamente non mi rasserenano affatto, come la loro conterranea bjork.
    c’è angoscia, c’è epica, rarefazione e paesaggi gelati.
    e le immagini sono tra le più crude, ed era quello che volevo. realtà, non trasfigurazione.
    ma questa è una scelta personale, che viene da un’opinione personale, e forse ho sbagliato.

  230. @ Evento
    Quello che dici è molto sensato, però anche secondo me ogni occasione per ricordare dev’essere sfruttata.
    Lo sappiamo tutti. La storia tende a riavvolgersi su se stessa. E il tempo sbiadisce i ricordi, soprattutto quando i protagonisti vengono meno.
    Non ho ancora avuto modo di vedere il video.
    Vi saprò dire.
    Ancora grazie

  231. Ben venga la giornata della memoria se tanti universitari italiani – che ci sia anche qualche Sapientino?… – non sanno cos’è la Shoah e la confondono con la guerriglia palestinese… Sono tornata dall’incontro che si è tenuto a Siracusa con Franco Perlasca – figlio di Giorgio – e Piero Terracina, un sopravvissuto di Aschwitz. Vedere quell’uomo venuto dall’inferno, ascoltarlo mentre il suo spirito riandava a quei giorni, ai cari perduti, è stato toccante.
    La memoria è un esercizio costante, di tutti i giorni. “Costringere” radio e televisioni a propinarci qualcosa di meglio e di più significativo di gossip, politicume, monnezza, tette e culi è un miracolo. Se anche 1 uno un one solo ragazzo sarà stato toccato, oggi non sarà stato un giorno inutile.

  232. Miriam:)
    sarò sincera, anche perchè me stanco troppo a esse diplomatica. La tua antipatia per gli psicologi non fu dichiarata in modo simpatico ma in modo decisamente arrogante e indubbiamente mi è rimasta in presso. D’altra parte sei una persona in gamba, l’arroganza è anche uno dei miei principali difetti e proprio per questo cerco di perdonarla in fretta. Mi pare il minimo insomma. E quindi non te ne avrei parlato se tu non avessi tirato fuori quell’episodio. No, mi riferivo a certi tuoi commenti, anche quello che hai lasciato sul libro di Cotroneo. Ma anche altre volte. Come se disconoscessi aprioristicamente i percorsi psichici e intellettuali che tu non percorreresti. Ma forse vale per te quello che è un problema che ci capita un po’ a tutti, il fatto che non si leggono i toni della voce, e le opinioni risultano sempre un po’ più assertive di come nella nostra testa le abbiamo pronunciate.

  233. Zauberei, il tuo è un punto di vista intelligente e sul quale mi impegno a riflettere. In fondo confrontarsi serve anche a migliorare. No ?

    Maria Lucia Riccioli: intervento esemplare

  234. @Za
    vedi che è sempre una questione di opinione? Sul libro di Cotroneo ribadisco quello che penso, perché non dovrei farlo? Perché dovrei immedesimarmi nei percorsi per comprendere? Chi scrive si espone, e il lettore si esprime secondo la sua formazione. E non c’è altro!

  235. Miriam non c’è problema. Mi hai chiesto il perchè di un’opinione, e io ti ho risposto, la mia opinione delle tue opinioni. Spesso le condivido altre volte no. A questo punto tu potresti farti un’opinione della mia opinipone delle tue opinioni, al che me la potrei fare io, e sarebbe meraviglioso!
    Ma mo ce le siamo dette e finirei qui:) Poi se vedremo e se pigghieremo un caffè. 🙂

  236. …forse….ma proprio forse…
    Comunque zaubmia io quel post, come molti di quelli che lasci sul blog, l’ho letto con grande attenzione. Mi è piaciuto molto il riferimento ad Amos Oz. Appropriato. Non ho commentato perchè piuttosto che scrivere qualcosa di ovvio a volte (ma non sempre) preferisco tacere.

  237. ah me so sbajata:(
    nun era manco ner tu tendine destro der ginocchio.
    Eh beh nun zemo tutti uguali!
    confronto confronto confronto!
    Ma perchè non era nelle tue corde?
    a parte lo stile aggressivo, che te sei un signore, forse quello t’ha un po’ stramazzato.
    Però se c’era una qualche dissonanza concettuale me interessava. Non ci credo che te scrivi banalità, manco se piagni.

  238. Non avrei mai pensato di trovare il coraggio di dire, e lo sto dicendo in questo blog:
    la shoah, il giorno della memoria, mi mette in imbarazzo e angoscia personale, ogni anno, perché l’olocausto, il genocidio di milioni di esseri umani, non può essere l’unico dolore vero,forte, straziante, di una razza perseguitata nel martirio: quella ebrea, con altri martiri di contorno: gay, rom, antinazisti, altri che non ricordo. Solamente loro! Perché, invece, non ricordarli assieme agli altri milioni di civili,soldati caduti nella seconda guerra mondiale, e ancora, non dobbiamo dimenticare i nostri parenti soldati italiani morti in Russia, il genocidio degli armeni, per esempio, e altrettanti anche se un numero complessivamente inferiore, ma in aumento che continuano a morire in Iraq, in Africa, in India e chi sa dove? Un senso di colpa la Shoah, quindi, e un monito che ogni anno ci viene imposto: ma che colpa ne abbiamo Noi? Quanta ipocrisia!
    Facciamola finita,secondo me, con il razzismo al contrario e pensiamo a difendere e batterci per la vita; perché la morte viene sempre dispensata ingiustamente e la vita difesa ad oltranza da tutti Noi, anche, con il sacrificio della vita stessa. Io Emotivamente, per un attimo, ho pensato che nel giorno della Shoah, se mi trovassi a Milano in compagnia di persone di religione ebraica, dovrei chiedere scusa e perdono a loro perché, non essendo ebreo, potrei aver contribuito senza volerlo e saperlo, per via di parenti, amici, dei miei genitori, alla dilazione o comunque all’approvazione e condivisione della legge razziale dell’epoca; certo che no: però, dovrei confessare, per solidarietà, che mio nonno materno ufficiale dei carabinieri ne ha salvati, un certo numero di cittadini italiani ebrei, nascondendoli nella sua tenuta agraria in Toscana. Io, in quella occasione, non me la sono sentita di raccontarla la verità!
    E io, del resto, continuerò a pensare, sono un agnostico, sulle tombe di tutti i caduti per la libertà del genere umano e per tutti quelli perseguitati e discriminati ingiustamente, però, senza distinzione di razza e di casta, se me lo consentite.
    Luca Gallina

  239. @ luca:
    sì, mostri coraggio. peraltro la storia non è a senso unico. conosco tanti ebrei romani che, senza problemi, ammettono di essre stati salvati e nascosti dai fascisti. strano? mica tanto. spesso nessuna legge può cancellare il fatto che con una persona fino al giorno prima ci hai preso il caffè o giocato a pallone. Il fatto di trovarsi su due sponde opposte non può far dimenticare di essersi prestati la farina o di aver tenuto il figlio dell’altro a pranzo. Ecco, perché, accadde anche qualcosa di assolutamente avulso dal contesto (il)logico.
    Poi, ci sono i morti della seconda guerra mondiale, ci sono i partigiani uccisi, ci sono i giovani partiti per la repubblica di Salò nonostante sapessero benissimo che sarebbero stati ammazzati.
    Il problema, luca, non è la memoria. Il problema è che troppo spesso c’è la memoria “contro” e non la memoria “per”.

  240. Quello che segue lo scrivo con il cuore desolato, avendo sentito troppe volte in questi giorni equiparare gli eccidi del passato e del presente con la Shoah.
    Premetto che ogni violenza, singola o di massa, mi fa orrore, da qualunque parte arrivi.
    Ma c’è una cosa che sfugge sempre a tutti, ed è la “scientificità” con cui si è perpetrato il genocidio degli ebrei e di tutte le altre vittime dei famigerati lager nazisti.
    A me fa orrore che lo si dimentichi, che si dimentichino gli esperimenti condotti sulle donne e sui bambini, usati vivi per stabilire dopo quante ore nel gelo subentrasse la morte…e quelli usati come cavie per gli esperimenti mostruosi di Mengele: iniezioni di cemento negli uteri, scarnificazioni ed esposizione delle piaghe, trattate con acidi e dio sa quanto altro. Gli “studi” condotti sui gemelli e sui menomati fisici. Le documentazioni scritte e fotografate ci sono, e ci sono perchè gli aguzzini dovevano prendere appunti e riferire con appropriate “illustrazioni” i risultati. Se questo è un uomo! e Primo Levi si riferiva alla vittima…Se questo è un uomo!, dico io, questo carnefice che può trovare “normale” i forni crematori creati ad hoc per lo smaltimento dei corpi, le cataste di carrozzine giocattoli e indumenti da neonato davanti ai forni, le cataste di capelli e di denti d’oro, le cataste di occhiali…se può dimenticare gli oggetti fatti con la pelle di uomini (pensate bene quale il processo di scuoiamento) per poterne ricavare paralumi, cofanetti, copertine di libri… vi risulta, cari signori che non perdete occasione di far presente altri eccidi ed altre stragi, che vi fu mai simile perversione della mente umana, una tale normalizzazione dell’ orrore?
    Mostratemelo, e vi capirò.
    Ora no, ed ho paura che da simili “confondimenti” non verrà fuori mai nulla di buono per l’umanità e mai un giusto insegnamento per i giovani.

  241. @ luca
    pur comprendendo il tuo punto di vista, e condividendo in pieno l’orrore e la pìetà per ogni strage e ogni singolo morto, vorrei segnalarti, su sua autorizzazione, il post di oggi di cristina bove, che sembra quasi una risposta a quanto da te detto.
    non saprei fare di meglio.
    http://cristinabove.splinder.com/
    p,s, io sono per un quarto armena, quindi penso di avere titolo per parlare.

  242. @gea, scusami, l’ho postato qui perchè ho avuto il dubbio di non aver compreso bene il tuo invito.
    spero che vada bene lo stesso.

  243. la “scientificità” con cui si è perpetrato il genocidio degli ebrei e di tutte le altre vittime dei famigerati lager nazisti.

    Anch’io sono d’accordo con Cristina (brava, ottimo intervento) e Gea. È questo il punto chiave. Comprendo anch’io il punto di vista di Luca, ma la realtà è quella. E non si tratta di ricordare per sentirsi in colpa, o semplicemente per commemorare.
    No.
    Si tratta di ricordare per impedire che accada di nuovo.

  244. Certo, caro Luca, forse piu’ che una giornata in ricordo delle vittime della crudelta’ e stupida brutalita’ umana dovremmo farne una per ricordarci di amare il prossimo nostro – soprattutto chi ci vive al fianco. Una ”Giornata dell’Amore Fraterno”. Pero’ non basterebbe: infatti a volte ci dimentichiamo delle nostre colpe dirette, storiche, e questo potrebbe far si’ che noi Italiani tornassimo ad essere feroci e guerrafondai come sessant’anni fa. Un passo in avanti si e’ comunque compiuto, perche’, giustamente, anche le Foibe vengono ora ricordate ufficialmente. Bene cosi’: ricordiamoci insieme di esser stati vittime e carnefici.
    Sergio

  245. Dalle Vs. osservazioni, se me lo consentite, ho percepito dignità umana, compostezza intellettuale e meticolosità, in particolare, da parte di Cristina Bove nel raccontare minuziosamente i dettagli che fanno la differenza tra i vari delitti contro l’umanità che non devono sembrare: tutti ingiusti e mortali allo stesso modo.
    Ma soprattutto,rimango perplesso, riguardo l’equivoco che può generare tale distinzione sulla cultura del sospetto, del vittimismo, e dell’odio insito nel genere umano.
    Ho apprezzato la prudenza di Enrico Gregori, riguardo la memoria contro o per, e Sergio Sozi che mi ha ricordato le foibe, commemorazione ottenuta tanti anni dopo il genocidio avvenuto, e con responsabilità civile la sua: “ricordiamoci di essere stati vittime e carnefici”.
    Inoltre,nel 1985, avendo frequentato a Boston, in occasione del mio master, esponenti di spicco di famiglie ebree, mi ricordo bene la distinzione ideologica tra ebrei ortodossi e non, riguardo: la Shoah e la Palestina. E ricordo bene, anche, che nessuno dei miei interlocutori di allora mi ha fatto sentire a disagio indirettamente come,invece, è avvenuto in uno degli interventi citati sopra.
    Grazie a tutti!
    Luca Gallina

  246. Luca, il tuo intervento, anche se molto comprensibile, ha messo a disagio me. E non so se riesco a spiegarmi o spiegarti perchè. La decisione di commemorare la Shoah ha delle precise ragioni storiche, che presto sono sicura verranno a cadere. Sono ebrea e mi fa piacere, perchè talora arriva qualcuno e mi dice che no, non è vero che mia zia è morta in un lager è una finta. Ho la presunzione di credere che anche se non fossi ebrea, questa commemoraizone mi farebbe piacere. Non perchè me ne fotta particolarmente degli ebrei, ma perchè riconosco il valore simbolico di questo evento, che è un ricordo a ciò che l’uomo è capace di fare, a prescindere dal colore e dal destinatario delle sue azioni. Per lo stesso motivo per cui piango quando leggo un romanzo di Toni Morrison, o la testimonianza di un Du Bois. Per lo stesso motivo per cui ho letto e tengo sul mio comodino i quaranta giorni del MUssa Dag.
    e non possiamo mettere sullo stesso piano Shoah e guerre. Possiamo mettere sullo stesso piano razzismo contro i neri e shoah. Possiamo mettere sullo stesso piano la Boosnia e la shoah. Ma non le guerre, perchè le guerre appartengono purtroppo a un ordine mentale umano largamente ancora considerato tale. a me non piace, ma faccio fatica a non darmi della velleitaria se spero che le guerre non ci siano più.
    Ma cazzo, non smetterò mai di combattere per toglere dal mio paese qualcuno che mi tolga l’aggettivo di umano, di italiano, e mi stigmatizzi e perseguiti mettendomi addosso qualcosa che non sono. O perchè non considera umano qualcosa che sono. La guerra è terribile, ma è concettualmente tra pari. E’ un’atrocità umana. La discriminazione che c’è stata contro gli ebrei, o contro i neri, o contro qualsivoglia altro, omosessuali per esempio, è qualcosa che parte da una pretesa di disparità una pretesa di simmetria.

    Curiosamente però, i miei amici omosessuali, armeni, neri, e quant’altro. Ste’ gare de sfiga non me le hanno mai proposte. Hanno rivendicato magari, ma non nel giorno della memoria. L’ho apprezzato.

  247. Cara Zauberei, se me lo consenti, ti voglio bene,chè la tua commozione e lealtà verso il genere umano e anche speranza che non si continui a riconoscere colpevoli della nostra inadeguatezza, crudeltà e cecità umana, solo di alcuni di Noi responsabili,e solo versus delle minoranze etniche o di religione o di razza nel futuro del mondo è comprensibile e allo stesso modo ineluttabile, perché sta già succedendo sotto i nostri occhi, quotidianamente, attorno a Noi: violenza sui bambini,trapianto degli organi non consentito dagli stessi, le donne, gli emarginati, diffusione di aids in africa per sperimentare i vaccini, guerre fra etnie pretestuose e tutti gli altri individui che si sentono a disagio.Nonostante gli Organismi di controllo e le leggi in vigore nel mondo. E come dici tu non rivendichiamolo, giustamente, nel giorno della memoria:” La decisione di commemorare la Shoah ha delle precise ragioni storiche, che presto sono sicura verranno a cadere”. L’ho apprezzato.
    Luca Gallina

  248. @ a luca, vorrei puntualizzare, visto che avverto un tantino di ironia nel suo riferimento a ciò che ho scritto, che non a caso ho invertito il significato di “se questo è un uomo”. Mi sembrava essere stata chiara. La shoah si potrà e si dovrà forse dimenticare, come dice zauberei, così come sono passate nel dimenticatoio la strage degli aztechi, dei maja, degli indiani d’america, ecc..e non riesco a ricordarne altre in questo momento. ma quello che non si dovrebbe mai dimenticare, che dovrebbe essere impresso nella memoria umana, nel suo dna, è di quale barbarie, di quale atrocità si può macchiare un uomo che abbracci un’ideologia che non rispetta il vivente,lche faccia un distinguo e decida chi ha diritto alla vita e chi no. ecco. Ditemi se questo è un uomo che può anche solo pensare di infliggere a un altro uomo quello che è stato inflitto alle vittime dei lager.
    per quanto riguarda , invece il concetto che tutti i crimini sono uguali, dissento, c’è differenza ad ammazzare alla pari in guerra, c’è differenza perfino a trucidare a colpi di machete, c’è differenza nell’accoppare un uomo nei fumi dell’ira, una gran differenza col “programmare” torture a lungo termine, la morte a catena di montaggio, l’industrializzazione dello smaltimento….insomma tutto l’apparato logistico a supporto della disumanizzazione più feroce. forse qualcosa di simile si è avuta solo sotto la “santa” (sic) inquisizione.
    Aggiungo solo che, da atea e agnostica, riconosco che solo se si fossero tenuti in considerazione gli insegnamenti di un certo gesù di nazareth, non saremmo qui a discutere di questo.

  249. @ massimo:
    l’UNO si abbina al DUE. Il Catania verrà rapidamente annientato dalla Roma e i giocatori entnei se ne torneranno al sud a farsi sfuttare con salari da fame raccogliendo pistacchi con le chiappe
    🙂

  250. ICS
    @massimo
    ecco bravi, pensate alla semifinale con la Roma e risparmiatevi domani contro il Genoa.

  251. Vi racconto una storiella:
    in Sudafrica, alla fine dell’Apartheid, il nuovo Governo democratico di Johannesburg decise una ”Giornata del Perdono e della Riconciliazione”, connessa ad un provvedimento legislativo magicamente risolutorio: chiunque (negro o bianco) avesse, pubblicamente e davanti ad un giudice, ammesso di aver compiuto dei delitti, sia durante la guerra civile sia prima, nel corso della dittatura, sarebbe stato graziato e perdonato dalla famiglia del o degli ammazzati.
    Meditiamo, gente, meditiamo… in Italia una cosa simile nel 1946 avrebbe risolto una cifra di problemi nazionali.

    P.S.
    Io uso la parola ”negro” perche’ e’ ritenibile offensiva solo nell’inglese ”nigger”, non nel corrispettivo italiano, che deriva dal lat. ”niger”, ovvero semplicemente ”nero”. Sinonimo esatto senza sfumature razzistiche, per fortuna.

  252. Ngiorno Sozi, conosco l’etimologia, ma se fossi nero, mi arrabbierei con te.
    Ho come il sospetto che data l’influenza statunitensa, un italiano che usi la parola negro, all’americheni si ispiri, con tutte le conseguenze del caso, non già agli onusti avi. Sicchè dovresti decidere se tenere di più alla sensibilità der colorato o più all’etimelogia. Perchè nel mentre tu sei li che spieghi la storia di un termine, quello caro ci è già rimasto di cazzo.
    Io la storia della giornata della riconciliazione in ogni caso – non la capisco. Non nel senso polemico, nel senso stretto che non capisco dove volevi arrivare. Cioè nel senso che la trovavi una cosa risolutiva?
    Perchè mi sa che laggiù non è stata risolutiva di niente.
    O forse eri ironico?
    Ma se eri ironico?
    Insomma su che si dovrebbe riflettere?

  253. @ zaub:
    quello che ha scritto sozi dovrebbe suonarti un po’ familiare. ma tu vedi le coincidenze? io e te si faceva l’identico discorso proprio in relazione alla parola “negro”. io la pensavo esattamente come sopra scrive sergio (ma adesso dovrò necessariamente cambiare idea)
    🙂 e tu ribattevi con le tue comprensibili (una tantum) argomentazioni.
    Io vorrei scavalcare, però, la problematica linguistica e, semmai, concentrarmi sull’ipocrisia, atteggiamento che non ha nazionalità. E’ tanto italiano quanto americano, quanto inglese.
    Ci si scanna per il fatto che qualcuno chiami ciechi i non-vedenti, froci i gay, paralitici i diversamente abili, negri i “di colore”.
    Ce ne frega poi pochissimo se, per esempio, chi non ha la vista non riesce a salire sulla metropolitana senza rischiare la vita. Ce ne frega altrettanto poco se un disabile, alla stazione, non riesce nemmeno a raggiungere il cesso ed è costretto a pisciarsi nella carrozzina.
    Anni fa un signore “totalmente privo della vista”, credette di salire sul vagone della metro e invece passò esattamente tra lo spazio che c’è tra una carrozza e l’altra. Finì sui binari e venne stritolato dal treno.
    I giornali titolarono “Non vedente travolto e ucciso dalla metro”.
    A me, un giorno, piacerebbe titolare: “Cieco sale sul treno senza rischiare la pelle”.

  254. 🙂
    sono perfettamente d’accordo enrichissimo, e ne ho scritto a più riprese dalle parti mie, l’anno scorso. Dicevo le cose che dicevi tu, e ci appiccicavo dell’altro. Pure, c’è anche da dire che non tutti nascono lettori di Primo Levi, o di Leroy Jones, e questo prurito semantico, seppure indice di fuga dal significato delle cose, fa pensare, costringe a pensare in una maniera immediata. alle volte può fare più un perbenismo ipocrita de na filippica all’ora di storia. Almeno si mette davanti al cervello la necessità di un’attenzione.

    (E rigurado la nostra discussione si: è uguale:))) e mi ha fatto fare altri pensieri, sulla questione delle parole, dei significati etc. quanno ce l’ho più chiare te lo dico:)

  255. @ zaubè
    Ci hai pure raggione, ma francamente tutto sto policallicorrett comincia a frantumarmi un po la wallera. Una volta i ciechi erano ciechi, poi diventano non vedenti, poi (a furia di usarlo) diventerà offensivo non vedenti e bisognerà dire con disagio della vista, poi si dovranno coniare nuovi termini… Una spirale infinita.
    Secondo me uno minemo di attenzione riguardo a chi ce se rivolge in ello contesto dovrebbe da bastà.
    Sozi è purista de la lingua, ce parla a noi che semo letterati e bada alle entemologgie.
    Tu se’ psica ebbadi alle psichìe.
    Però allora, a dirla tutta, sarebbe da dì “de colore” emmanco “nero” che è una piatta traduzzione dell’americanese blacche.
    Ecchè volemo fà gli americanisti ? A Sozzi poi ?
    Però ‘de colore’ è pure brutto, la prima volta che lo ‘ntesi, che ero ancora pupone (ma no come totti che lui è bbiondo e io no), me venne de chiede deqquale colore poi. Nero, no? che viè dar latino niger=negro.

    Tanto pe’ rompe un po’ le palle in questa uggiosa domenica matina che uno che non ci ha un cazzo da fà, e tuttarpiù penza ar Gregori che sta a lavorà de festivo (lo pagheranno doppio ?)

  256. ..mmmgiorno..
    reduce da una dormita epocale, caffè sigaretta e zacchete dibattito su tema tosto.
    riesco ad essere contemporaneamente d’accordo con zaub ed enrico, e credo questo fatto renda l’idea dello stato di grazia ed illuminazione in cui mi trovo. ne approfitterò perchè non so quanto dura.
    secondo me se una parola viene usata come un insulto per anni perde la sua valenza originaria e diventa un insulto tout court. e nella percezione di chi è oggetto di quella definizione diventa sgradevole come un gessetto sulla lavagna. su ‘negro’, per esempio.. in america esiste ‘nigger’, inusabile in quanto veramente, profondamente razzista (corrisponde a sporco negro, praticamente) ed esiste ‘negro’, che viene usata a volte anche orgogliosamente dalla stessa comunità afroamericana. ma in un certo senso la possono usare solo loro, come rivendicazione di razza e di radici antiche. in italiano la distinzione non c’è, ed è per questo che penso preferibile andare coi piedi di piombo.
    il metro sta nella sensibilità di chi la parola la ‘subisce’: credo onesto ed eticamente corretto lasciar decidere a lui come vuole essere chiamato, e sta al grado di educazione ed empatia dell’interlocutore adeguarsi.
    dopodichè è ovvio che quello che conta è la sostanza, e in alcuni campi siamo arrivati al ridicolo. ‘vertically challenged’ è un capolavoro di umorismo involontario e di becera ipocrisia. e delle istituzioni che pomposamente ti definiscono ‘diversamente abile’ e ti abbandonano alla tua diversa abilità con 500 euro al mese e nessuna struttura di sostegno dovrebbero essere invitate ad andare a farsi diversamente fottere.
    p.s.
    se ne avete voglia, andatevi a guardare
    http://www.zanza.it/
    è fantastico, e in tema.
    buona giornata a tutti

  257. A regà devo scappà Dio Poliglotta!
    Standing ovescio per gea

    Collo speranzo sono persino psichicamente d’accordo. Nel senso che è sano chiamare le cose con il loro nome.e non fuggirne.
    Solo che qui si fa della confusione tra ciò che la lingua italiana ha offerto per descrivere un concetto e sin dall’inizio in maniera neutrale: es. cieco, o netturbino, e poi eventualmente virato in negativo per l’accezione che se ne ha. e ciò che nasce come negativo perchè la cultura lo percepisce come tale. esempio frocio et culattone. E’ chiaro che il culattone lo prende nel culo strictu sensu, ma è chiaro che che fin dall’inizio in questo termine c’è qualcosa di violentemente negativo. Chi si muove per cambiare la mentalità di una cultura deve necessariamente tenere gli occhi aperti sulla lingua che usa.

  258. o.t.
    ma secondo voi posso cucire alla figlia, improvvisamente sbocciata e che sta avviandosi ad una festa in discoteca in costume da diavolina) un’etichetta con scritto ”HO 13 ANNI” ?
    no, vero?
    🙁

  259. Intanto vi dico che aprire “la camera accanto” è stata un’ottima idea!
    È una goduria leggervi e “scoprire” come nascono certi dibattiti.

    @ Gea.
    In bocca al lupo per la tua tredicenne. Un giorno toccherà anche a me dover gestire situazioni come la tua.
    Tremo un po’ all’idea…

  260. SUL TERMINE “NEGRO”
    Sergio ne ha ben spiegato l’etimologia e il significato originario.
    È anche vero, però, che con il decorso del tempo alcuni vocaboli acquisiscono significati nuovi o ulteriori.
    Sulla più recente versione del dizionario De Mauro trovate scritto:
    “il termine talvolta è avvertito o usato con valore spreg. e sostituito da nero”.
    Stessa cosa sulla recente versione del dizionarioTreccani e negli altri di cui dispongo.

    Immaginate di scrivere un dialogo per una fiction tra un bianco razzista e un uomo di colore.
    Il “bianco”, per intimargli di stare zitto, facendo riferimento al colore della pelle del suo interlocutore cosa dirà?
    a. Tu non hai diritto di parlare, nero
    b. Tu non hai diritto di parlare, negro

  261. @ MASSIMO:
    non mi convinci. il problema non è la parola, ma il contesto e l’intenzione.
    io a te potrei dire: “taci, siciliano!”
    Siciliano non è una parola equivoca. Anzi, onestamente non me ne viene in mente una migliore per definire uno nato in Sicilia. Migliore anche di “siculo” anche a causa delle ultime 4 lettere della seconda opzione. Ma, certamente, in quel contesto, ti ho voluto zittire in quanto sei siciliano. Meno seghe, boys
    🙂

  262. A parte gli scherzi.
    Le parole non sono oggetti morbidi e determinati da altre soggettività. Le parole sono soggetto oltre che oggetto, e questa mescolanza di potenzialità questo essere passive e attive insieme, è uno dei motivi per cui opino ci piacciano tanto. Ma esse stesse producono contesto. esse sono un pezzo di mondo assieme al resto, alcune non sono capaci di produrre niente, altre da sole possono ridurre un’orazione a puro sfondo.
    Per non tacere del fatto che in molte situazioni, e questa mi sembra esemplare, il contesto è piuttosto aleatorio, mal definito.
    – chi cazzo lo conosce a Sozi? noi ok. ma se viene un utente di colore e legge quella frase? quale conttesto protegge Sozi dall’essere tacciato di razzzismo? questo blog? la sua faccia non c’è, i suoi discorsi in altri contresti non ci sono, c’è solo la sua disinvoltura, la mancanza di timore per la sensibilità de prossimo – e sinceramente non depongono molto a suo favore.
    Io non credo Sergio sia razzista, e non vorrei essere scortese con lui con un ipertrofia aggressiva. Ma certo, so che dolore porta all’altro sapere che io possa essere stato razzista nei suoi confronti, e in quei casi, della filologia e della contestualità mi frega sto cazzo. Sto attenta.

  263. Chi mi vuol accusare di qualcosa faccia pure, anche se secondo me sbaglia, visto il contenuto di quel che ho detto, chiaramente al di fuori di qualsiasi tentazione o interpretazione razzistica – cosa visibile anche per un cieco (scusate! volevo dire un ”non vedente”). Le parole vuote e gli eufemismi da finti-paritari poi non mi piacciono. Uomo di colore? Quale colore, visto che ne esistono tanti?
    Non attacchiamoci alle cose superficiali, per favore. Andiamo alla sostanza. Sostanza che e’ indubbiamente presente nel mio commento, il quale parla di una bella ed apprezzabile, anzi invidiabile e saggia, decisione presa appunto da un governo africano oggi composto soprattutto da uomini ”di colore nero”.
    Sozi

  264. P.S.
    La ”mancanza di timore per la sensibilita’ del prossimo” e’ cosa che nessuna persona che sappia leggere l’italiano potra’ notare nel mio intervento.

  265. Soprattutto non accetto rimbrotti da chi scrive cosi’:
    ”A regà devo scappà Dio Poliglotta!”
    E’ o non e’ questa una bestemmia. Beh, io sono cattolico.

  266. Cio’ detto, riscrivo quel che ho detto prima, stavolta dicendo a chiare note che questo provvedimento sudafricano mi sembra un ottimo esempio di risoluzione dei problemi di una Nazione passata attraverso una guerra civile. C’era bisogno di specificarlo? Si’. A chi legge miopamente. Allora lo ripeto:
    Vi racconto una storiella:
    in Sudafrica, alla fine dell’Apartheid, il nuovo Governo democratico di Johannesburg decise una ”Giornata del Perdono e della Riconciliazione”, connessa ad un provvedimento legislativo magicamente risolutorio: chiunque (negro o bianco) avesse, pubblicamente e davanti ad un giudice, ammesso di aver compiuto dei delitti, sia durante la guerra civile sia prima, nel corso della dittatura, sarebbe stato graziato e perdonato dalla famiglia del o degli ammazzati.
    Meditiamo, gente, meditiamo… in Italia una cosa simile nel 1946 avrebbe risolto una cifra di problemi nazionali.

    P.S.
    Io uso la parola ”negro” perche’ e’ ritenibile offensiva solo nell’inglese ”nigger”, non nel corrispettivo italiano, che deriva dal lat. ”niger”, ovvero semplicemente ”nero”. Sinonimo esatto senza sfumature razzistiche, per fortuna.

    Sergio Sozi

  267. @sergio
    se tu leggessi gli interventi altrui con metà dell’attenzione che pretendi per i tuoi, avresti capito che
    a) nessuno ti ha attaccato dandoti del razzista
    b) si sta chiacchierando e confrontando opinioni, amabilmente e con una certa concordia, per cui trovo fuori luogo insultare
    c) dio poliglotta non è una bestemmia, è una battuta. le bestemmie sono altra cosa.
    d) in sudafrica non hanno risolto un cazzo, nè credo che si sarebbe risolto un cazzo in italia.

  268. Forse che dire ”chi cazzo lo conosce a Sozi? noi ok. ma se viene un utente di colore e legge quella frase? quale conttesto protegge Sozi dall’essere tacciato di razzzismo? questo blog? la sua faccia non c’è, i suoi discorsi in altri contresti non ci sono, c’è solo la sua disinvoltura, la mancanza di timore per la sensibilità de prossimo – e sinceramente non depongono molto a suo favore.”
    non e’ un fare polemica, e anche forte, con me? E dire Dio… qualcosa e’ forse una battuta. Non per chi e’ cattolico, verificalo, Gea. E poi come fai ad affermare che in Sudafrica non si e’ risolto niente? Ne sei sicura?
    Gea, scusami, ma stavolta penso che sia stata tu a malinterpretare.

  269. poliglotta significa che parla molte lingue. non è un insulto, anzi, non è lo spirito santo che dà il dono delle lingue? e lo spirito santo non è dio?
    la tua mancanza di timore per la sensibilità altrui è risaputa, e spesso da te rivendicata come sincerità, onestà e segno di grande superiorità.
    zaub ti stava difendendo, santa donna.. le paroline ‘noi ok’ ti dicono qualcosa?
    e che in sudafrica non si sia risolto nulla, basta leggere i giornali per saperlo. non è necessario avere come me amici in loco,sia bianchi che neri impegnati seriamente per tentare di far andare avanti quel povero paese.
    in italia c’è stata un’amnistia, ti ricordo, che aveva lo stesso significato.
    e comunque mi sono proprio stufata.

  270. Calma, calma…
    Proviamo a gettare un po’ d’acqua sul fuoco.

    @ Sergio
    Dal tuo intervento è nato un semplice “caso” linguistico… tutto qui.
    So per certo che sei tutt’altro che razzista e che la tua era solo una “precisazione” – per l’appunto – linguistica (condivisibile o non condivisibile).
    Ritengo che nessuno dei frequentatori del blog possa pensare il contrario.
    Allo stesso modo immagino che la frase di Zau, estrapolata così com’è, possa anche averti irritato, ma so per certo che Zauberei non aveva alcuna intenzione di offenderti.
    Dunque… che nessuno si offenda, please.
    Polemizzare?
    Sì, purché abbia senso, non si vada sul personale e la polemica sia costruttiva.

  271. Però Sergio… com’è possibile che al centro di queste polemichette ci sei spesso tu? E non mi riferisco al caso specifico.
    Mi pare che ne avevamo parlato anche in forma privata…

  272. @ Sergio e Enrico
    Torniamo al piccolo “caso linguistico”.
    Enrico, il tuo esempio non mi convince per nulla.
    Abbiamo già detto che il contesto in cui si inserisce un discorso, una parola, è essenziale. Tra amici, in un clima goliardico, anche gli “insulti” più pesanti possono perdere il loro significato.
    Ciò premesso ritengo però che ogni parola abbia un suo peso specifico.
    Se tu, Enrico, vuoi zittire qualcuno è sufficiente che dica: “Sta’ zitto!”
    Se tu vuoi azzittire un nero con intenti denigratori, ripeto, non gli dici: “stai zitto, nero!”. Gli dici: “Stai zitto, negro!”
    Hai fatto l’esempio del siciliano.
    Stessa cosa.
    “Stai zitto, siciliano!” fa sorridere. Se vuoi offendere, con intenti razzisti, dirai: “Stai zitto, terrone!”
    Non so se mi spiego.
    Non è un caso che sopra ho usato il verbo denigrare
    Qual è il suo significato?
    Lo sapete, no? Bene, “denigragre” ha la stessa radice etimologica di “negro”.

  273. Massimo,
    Perche’ io sono uno che parla chiaramente ma senza offendere e quasi esclusivamente di Letteratura (l’argomento del tuo blog). Cio’ presumo dia fastidio a qualcuno per motivi a me incomprensibili e dei quali non mi occupo. Non sono problemi miei: a me basta guardarmi allo specchio e sapere di essere persona seria, chiara, moralmente integra e rispettosa e sono a posto. Gli altri non li conosco, quindi non so.

  274. Sergio,
    il problema non è parlare chiaramente. Bisogna dare adeguata forma alla chiarezza dei contenuti. Soprattutto quando comunichiamo via Internet… dato che non c’è la possibilità di guardarci in faccia, “annusarci” (si fa per dire), beneficiare dei piccoli segnali corporei che immancabilmente inviamo quando comunichiamo di presenza. Altrimenti è facile fraintendere.
    Mi pare che ne avevamo già parlato, no?

  275. Massimo ha specificato che, appunto, le parole dipendono anche dal contesto in cui sono inserite. E dalle mode del periodo storico. Ora: il contesto del mio ”negro” era antirazzistico (anzi il contrario!!) e io le mode non le tengo troppo in conto. Uso pertanto il lemma ”negro” senza voler con essa offendere chi ha la pelle nera. Punto. Penso basti e se non basta ne parlino gli altri. Io non devo giustificarmi.

  276. Io non offendo mai nessuno ma sono bersagliato da chi mi offende personalmente. Forse sara’ il caso di parlare di rispetto anche con altri.

  277. Sergio, guarda che stiamo confrontando solo delle opinioni. Che in questo caso non collimano. Io rispetto la tua opinione anche se non coincide con la mia. Di conseguenza puoi usare la parola “negro” come meglio ti aggrada. È un tuo diritto. E non ti devi giustificare.
    Perché sei sempre sulla difensiva?
    Non potevi dire, semplicemente… okay, non condivido la tua opinione ma la rispetto?
    Perché scrivi: “Uso pertanto il lemma ”negro” senza voler con essa offendere chi ha la pelle nera. Punto.”?
    Capisci cosa intendo?
    Non si tratta di offendere o essere offesi. È il modo di porsi.
    Guarda, te lo dico in amicizia e senza polemica. Ma vorrei che ci riflettessi un po’ su…

  278. intelligenza è, anche, empatia, capacità di ascolto, di immedesimazione. sensibilità al contesto, capacità di mettersi in discussione, ammettere eventuali torti, sapersi scusare.
    armonizzarsi all’atmosfera, aprirsi onestamente all’altro, comprendere, compatire.
    e capire quand’è il caso di arrendersi e lasciar stare.
    buonanotte

  279. Sono sulla difensiva perche’ vengo aggredito gratuitamente. Scrivo a modo mio, perche’ sono uno scrittore. Voglio esser rispettato perche’ rispetto gli altri. Ma non sono fesso.

  280. Se qualcuno, Massimo, scrivesse di te:
    ”intelligenza è, anche, empatia, capacità di ascolto, di immedesimazione. sensibilità al contesto, capacità di mettersi in discussione, ammettere eventuali torti, sapersi scusare.
    armonizzarsi all’atmosfera, aprirsi onestamente all’altro, comprendere, compatire.
    e capire quand’è il caso di arrendersi e lasciar stare.
    buonanotte”
    Tu cosa penseresti, che e’ una considerazione d’ordine personale e morale nei tuoi confronti o un’ ”opinione” generica e teorica? Non penseresti che quella persona ti considera, senza conoscerti personalmente, un arrogante, un insensibile e un prepotente?
    E non ti sentiresti offeso, tu, Massimo, da queste considerazioni, se non avessi fatto niente per meritartele?
    Io penso. Pensa anche tu, pero’. E mettiti anche nei miei panni, a volte.

  281. Massimo, ho detto che non sono fesso perche’ capisco quando vengo insultato, e non offendo nessuno, tantomeno te. Non ti offendere.

  282. Sergio…
    uno, non sono affatto offeso.
    (Ce ne vuole perché io mi offenda).
    due, pensavo che Gea si fosse rivolta a me…
    🙂
    Andiamo, Sergio… un po’ di sana autoironia non guasta mai. Anche quando ti senti attaccato da qualcuno.
    Tu e Gea siete anche “vicini di casa”. Vi invito a stringervi la mano al confine italo-sloveno.
    Ah, già… non ci sono più confini!
    Meglio così…

  283. I miei vicini di casa si comportano diversamente e la mano la stringo a chi mi tratta civilmente. I confini esistono, per fortuna.

  284. Oddio, ero assente da questa diatriba! Scusate, ma ho perso del tempo a mettere sul giornale un 14enne morto stecchito sotto gli occhi dei genitori su un campetto di calcio per aver sbattuto contro il rubinetto dell’irrigatore. “Voglio che la morte di mio figlio – ha detto la mamma – possa servire a mettere in regola tutti i campetti in cui giocano a pallone i ragazzi”
    Se solo avessi immaginato che qui si disquisiva tra “niger” e “nigger” avrei detto a quella donna: “Signora mia si rassegni. Che cazzo vuole? Lei è giovane, di figlio ne può fare un altro. Piuttosto, secondo lei, è meglio dire nero o negro? Perché vede, negro fa incazzare zauberei mentre nero sembra ipocrita a sozi”.
    “Chiedo a tutti la cortesia di chiudere questa inutile polemica qui.
    Grazie”, dice Massimo che è un signore. Io che non lo sono, pardòn, stasera mando a cacare voi, i negri, i neri per caso e gli stronzi per vocazione.

  285. Meno male che questa discussione è stata chiusa. E che stupida non mi pareva affatto, ma lo è diventata poi. Mi spiace che sergio ci sia rimasto male, mi spiace constatare quanto non abbia voluto prendere sul serio quello che dicessi, pensarci anche solo un momento. Mettersi da un punto di vista diverso dal suo.

    Ste cose e dovevo di’ e che potete parlà solo voi??? MA BASTA COSI!!! FINEEE CASTAGNOLE PER TUTTI!

  286. Posso lanciare un argomento? La domanda e’ rivolta a Massimo al quale segnalo questo post:
    http://lauraetlory.splinder.com/post/15845667/Scrittori+e+blog

    E spiego. Il post lo ha scritto Matteo Gambaro, blogger e scrittore (ha pubblicato racconti su varie riviste ed una piccola antologia per Magnetica Edizioni dal titolo AVORIO, molto interessante). Piu’ che un post e’ un articolo che e’ confluito all’interno di una tesi di laurea sul fenomeno dei blog. Il senso del discorso e’ che, alla fin fine, i blog cosiddetti letterari servono soltanto a scrittori (sedicenti tali per lo piu’, secondo l’estensore dell’articolo) per farsi pubblicita’, annunciare le proprie presentazioni, vendere qualche copia in piu’. Premesso che in tutto questo non ci vedo niente di male (noi stesse abbiamo aperto il blog dopo la pubblicazione del primo romanzo e con lo scopo dichiarato di farci conoscere e di incontrare altri scrittori. Poi abbiamo incontrato anche Enrico Gregori, ma non si puo’ avere tutto dalla vita), volevo sapere se anche secondo Massimo e tutti gli altri frequentatori di Letteratitudine il fenomeno blog a livello culturale sia veramente un’occasione mancata.
    Magari ve ne siete gia’ occupati, nel qual caso, come non detto.
    Laura

  287. @ Laura Costantini
    Cara Laura, molto bello e stimolante questo tuo commento. Merita una risposta esaustiva. Purtroppo ora devo chiudere. Però risponderò domani con immenso piacere.
    A domani sera.
    🙂

  288. @Massimo. Grazie per il bentornato.
    @Laura. Io trovo che non ci sia assolutamente niente di male nel volersi fare pubblicità e nell’aprire un blog per farsi conoscere e leggere. Anzi mi sembra proprio paradossale(e al contempo scontata)l’affermazione che hai riportato. I blog, infatti, sono piattaforme pubbliche e anche di promozione di se stessi; se non volessimo farci leggere e farci notare, scriveremmo sui classici diari segreti o, comunque, non inseriremmo i nostri testi su internet. E poi, attraverso il blog, ho conosciuto persone sul serio eccezionali e ho avuto opportunità di crescita che, ti dirò, nemmeno all’università ho riscontrato.
    @Tutti. Avrei bisogno di un consiglio importantissimo. Sto decidendo, infatti, di cambiare uni e di passare da Scienze politiche a Scienze delle comunicazioni(decisamente più vicina alle mie inclinazioni naturali)…i miei sono moooooolto perplessi e, più di una persona, mi ha sconsigliato il passaggio verso quella che viene considerata una facoltà di serie B. Premetto che per me è da limitati fare differenze tra le diverse università visto che, ciò che conta, è come l’università va vissuta. Però ci terrei moltissimo ad avere un vostro parere, mi fido ciecamente della vostra opinione. Grazie anticipatamente
    con affetto e stima smisurati
    Germano

  289. @Laura. Perdonami, non ti ho ringraziata per il bellissimo commento/consiglio che hai lasciato sul mio blog. Ho letto il tuo blog e mi è piaciuto molto, complimenti; sul serio;)

  290. @ germano
    i consigli sono sempre azzardati, e per mio carattere non trovo giusto interferire in scelte che sono assolutamente personali.
    quello che mi sento di dirti è che io ho avuto amici giovani che facevano scienza delle comunicazioni qui a trieste e ne erano molto soddisfatti.
    onestamente sono rimasta scioccata dal constatare che sudavano su testi che riportavano come profonde analisi concetti che io avevo spiegato ai miei bambini quando erano piccoli, per dar loro i mezzi per comprendere le tecniche usate per rendere e condizionare le emozioni e difendersi da un mondo in cui notiziari film e pubblicità sono unificati nel metodo.
    dopodichè sono forse io a dare troppo per scontato, non so.
    auguri, comunque.

  291. @ Laura Costantini
    Cara Laura, premetto una cosa fondamentale. Se consideriamo una qualunque opera letteraria come figlia dell’autore (si parla spesso, non a caso, di parto letterario), allora l’autore ha non solo il diritto ma anche il dovere di assicurare il miglior futuro possibile alla propria creatura (a prescindere dal fatto che essa sia bella o brutta).
    Ciò significa che spetta all’autore, in primis, usare qualunque mezzo (lecito) per far conoscere la propria opera. Se in questo “mezzo” rientrano anche i blog… be’, perché no!
    (È evidente che non mi riferisco ai “mega-big”. Costoro non hanno certo bisogno di ricorrere a forme di autopromozione).
    Il problema, comunque, è un altro: cioè valutare l’efficacia di un blog rispetto alla “esigenza” di cui sopra. Se immaginiamo che esistano tanti blog quanti sono i libri pubblicati (ma basta dire già… quanti sono gli autori che pubblicano) l’effetto sarà per forza di cose diluito.
    In ogni caso: meglio esserci che non esserci!
    Il caso di letteratitudine – per quanto mi riguarda – è un po’ diverso. Ho creato questo blog (che per questo ho chiamato “open”) perché sentivo l’esigenza di trovare qualcuno con cui condividere il mio interesse per i libri e per la letteratura e invitarlo in un luogo che – nonostante fosse “virtuale” – potesse in qualche modo unire (e riunire). In genere parlo poco “di me” e delle cose che scrivo e preferisco presentare i libri e gli scritti degli altri e creare occasioni di dibattito.
    E se dovessi pubblicare un nuovo libro?
    Be’, ne parlerei.. è ovvio. Altrimenti non avrebbe senso ciò che ho sostenuto in premessa.
    Però… tranquilli! Non credo che accadrà prestissimo.
    Massimo
    P.s. Ne approfitto per ricordare che all’interno di letteratitudine esiste uno spazio libero dove poter presentare i libri propri e altrui (ma anche eventi, iniziative, ecc). Trovate il link nella colonna di destra: “(Auto)presentazione di libri ed eventi”.
    Lo riporto qui:
    http://letteratitudine.blog.kataweb.it/category/presentazioni-di-libri-ed-eventi/

  292. Fosse dipeso da me non solo non avrei mai aperto alcun blog, ma avrei fatto il minimo sindacale per promuovere un mio libro. Se qualcosa deve accadere, pensavo, avverrà. Non presunzione, ma fatalismo.
    Un fatalismo ritenuto dal mio editore controproducente e, alla fine, mi sono trovato di fronte all’alternativa: aprire blog o chiudere la bocca al mio editore. Per sempre.
    Essendo egli persona simpatica, colta e intelligente ho optato per la sua sopravvivenza, guastando in parte la mia con l’apertura dei blog.
    Per quanto mi riguarda oggi posso dire che, tra l’invisibilità e gli effetti speciali, mi colloco in una chiaroscura via di mezzo nella quale il blog è comunicazione (non ossessionante) e informazione su se stessi e amici.
    @ laura costantini:
    conoscere me è probabile che sia stata la cosa più interessante accaduta da anni nella vita che sciattamente conduci sui marciapiedi della citttà.
    🙂

  293. Germano, nullo so se te fidi di me perchè non se semo parlati mai. sottoscrivo il commento di Gea.
    GUarda. conosco scienze politiche di Roma, conosco studenti e laureati di scienze politiche e si, a loro piace ma il livello è veramente basso. Bassa la qualità di astrazione, non so se mi spiego. Non ci sono fondamenti forti teorici. Non si studiano testi di qualità. A Roma in particolare scienze della comunicazione è una filiale di sociologia.
    A Roma andavano a fare gli esami di sociologia quelli che ne dovevano passare almeno uno per evitare il servizio militare. Il livello è desolante. Forse è solo di Roma il problema, non lo so. In ogni caso, non è l’università a prepararti alla carriera di giornalista se è quella che ti interessa. Allora è meglio un bel master post laurea continuando quella che già stai frequentando.

    Certo Enrico Gregori non ci fa testo. Lui deve aver accopato il caporedattore per poter lavorare dove lavora.
    🙂

  294. Germanoooooooooo ci ho avuto un lapsus. gli studenti quelli col livello veramente basso so quelli de scienze della comunicazione scienze politiche è mejoooo. Cioè è scienze della comunicazione quella che non ha il quantum necessario di astrazione.
    Abituete. Scrivo spesso commenti sul blog di Massimo prima del terzo caffè e ciò produce codesti effetti.

  295. @ germano:
    i consigli di zauberei su come diventare giornalista equivalgono a quelli che potrei dare io a una ragazza per farla diventare campionessa di nuoto sincronizzato. lasciala parlare, c’ha 6 bocche e nessuna di esse fa la cosa giusta
    🙂

  296. L’università, qualunque sia la facoltà, deve essere fatta con impegno e sacrificio (non volevo scrivere facendosi il culo). Con questo approccio, a mio avviso l’unico possibile, si può anche sopperire, in parte, ad un livello non proprio esaltante della facoltà stessa. L’università costa (in senso pecuniario) e richiede un investimento di tempo significativo da rubare alla propria vita. E’ un investimento, appunto. I ritorni, se ci saranno, si vedranno in futuro. Il discorso sui costi (se non hai una famiglia che ti assiste non puoi…) e sull’impegno diventano estremi quando si parla di master et similia.
    Ho praticato sport a livello agonistico e mi rompevo nel fare la ginnastica (tanta). Mi chiedevo a cosa servisse tutto quel sudore ed il dolore ai muscoli. Con gli anni ho capito che stavo imparando qualcosa che serviva si al corpo, ma molto di più alla mia personalità.
    Come se uno volesse scrivere un libro svegliandosi la mattina e trascrivendo quello che ha sognato.
    Non ho consigli da dare. Non mi sento in grado. Posso solo offrire quello che ho scritto, anche se non è poi molto.

  297. @Tutti. Grazie per i “consigli” e per le info(a quanto pare non proprio confortanti) sulla facoltà di scienze delle comunicazioni. La laurea che sto seguendo adesso, comunque, non è che abbia un profilo molto più alto e, anzi, non sono nemmeno previsti test di ingresso per accedervi cosa che, invece, è prevista per scienze delle comunicazioni. Sono d’accordo con ciò che scrive evento, sul fatto che bisogna farsi il culo e non pretendere che, la strada, sia in discesa. Io non sto cercando un’università “facile”(ammesso che esista)ma un’università che mi dia le giuste motivazioni e che possa permettermi le mie naturali inclinazioni. Quella che frequente attualmente, ci riesce solo in minima parte…per il resto: noia, sconforto e inefficienza totale. Non vi dico i testi sui quali dobbiamo studiare. L’ultimo di Diritto regionale, pareva scritto in aramaico…per quanto riguarda i master, le specialistiche e cose simili…penso proprio che, una volta laureato, penserò a trovarmi un lavoro(anche perchè già lavoro, come giornalista praticante, per un nota televisione locale che trasmette anche su sky). Alla fine solo so che, Scienze Politiche, la concluderei con una forca alla gola e, scienze della comunicazione, la seguirei con passione e applicazione totali. Poi non so…ci sto pensando ma è una scelta molto difficile. Vedremo
    Grazie ancora a tutti
    Ge
    ps @Enrico: tu non mi hai detto cosa ne pensi, però…sei il solito:-P

  298. eventissimo e sapessi quanto gli danno fastidio al gregori quelle sei palle quando si lava i piedi!
    Fortuna che capita solo al solstizio d’estate e quello d’inverno.

  299. eventissimo invero si discuteva se ne avesse mezza o zero del tutto.
    Discussione che se non lo si osservasse nel mentre si allaccia le scarpe si potrebbe ancora protrarre.

  300. eventissimo, in presenza di zauberei ci si allaccia le scarpe come si può. purtroppo in quella camera è sempre una buriana. io cerco i mocassini, franco non ricorda dove zaub gli ha lanciato i boxer e marcello va a caccia dei suoi calzini sotto i vesititi di zaub. tutto questo, poi, pe’ fasse ‘na dormita, perché te dovessi crede che….du’ palle!

  301. naturellement pe fasse un dormita eventissimo!. D’altra parte non sono sei palle a fare un uomo, ma serve quell’elemento che purtroppo Gregori avrebbe anche, solo che lo usa più che altro per scrivere al giornale.
    🙂

  302. Perché non per amore?
    Avete letto oggi sul Domenicale un articolo firmato da Giuseppe Scaraffia, pag 35, titolato: Catalogo delle arrampicatrici? Se non lo avete ancora fatto cercate di rimediare. L’autore in evidente confusione da Bruni espone, proprio come in un catalogo, con i titolini in neretto, l’elenco storico-cronologico delle arrampicatrici che, in suolo, più o meno francese hanno anticipato Carla Bruni. E’ un pezzo indecente, perché i fatti, le cronache che lui pignolamente riporta, lo smentiscono; ciò che lui ci vende come raggiro malvaglio di donne smaliziate e svelte, non è altro che un insieme di storie d’amore.
    Caro Scaraffia, ti prude che la Bruni non abbia scelto te? Perché non ci si potrebbe innamorare di uno storpio? E perché uno “storpio talentuoso” (come dici tu) non potrebbe innamorarsi di una giovane avvenente?
    Non voglio aggiungere altro, ma se avete tempo pescate l’articolo e poi ritroviamoci qui, lettori e lettrici.
    Ciaoooo

  303. Scaraffia non mi piace. se per il domenicale intendi er sole 24 ore domenicale, me piace ancora meno di Scaraffia. Cioè ci ho avuto un periodo, di innamoramento de sole 24 ore domenicale, poi al quarto articolo sulli riccioli delle mutanne dell’alighieri e ohibò la corruzione de li costumi odierni me so detta. Gnelafò. Ma questo è off topic.
    Io non ho idea se la Carlissima e il sarkò si amino o meno, quando scatta un articolo del genere però mi viene da fare loro, a chi per loro da testimone di nozze. Questa facilità con cui si smaterializza un romanzo e si decide che è monnezza, questa invidia pettegola legittimata dalla distanza, e tanto che je frega Carla Bruni mica è la sua vicina di casa. Questo non vuol dire che io sappia quanto amore c’è tra i due in questione, e tra gli antecedenti dei due – e per certo non è che i due mi siano sssimpatici… ma hm, in quell’articolo che tu citi sento più che altro puzza di cattivo gusto. d’altra parte, è il costo della ribalta credo.

  304. @ Zau,
    per curiosità dovresti leggerlo, nel suo genere è una chicca. Speriamo che qualcun altro raccolga l’invito.
    Io non mi perdo mai il Domenicale del Sole 24, per le pagine dedicate all’arte; in particolare inseguo gli articoli della Vettese.
    🙂

  305. letto, e francamente trovato repellente nel suo rinforzare stereotipi da vecchie pettegole. la donna come coacervo di tutti i mali, lilith la nefasta seduttrice, e questi poveri uomini cretini che offuscati da tempeste ormonali smettono di ragionare e si portano in casa, come MOGLIE (orrore), una cinica puttana.
    che schifo.
    il punto è che in natura il maschio alfa si accoppia con la femmina alfa, e gli altri giù a seguire. noi, che siamo animali con testa, abbiamo semplicemente raffinato le categorie. alfa può essere una persona di successo, oppure ricca, oppure molto intelligente, o ancora, perchè no, bellissima. e gli schemi non sono rigidi, per cui un alfa di cervello può innamorarsi di un alfa di estetica, o qualunque altra combinazione. ma sempre alfa sono.sarebbe sconcertante se una persona ricca e/o bella e/o di successo e/o intelligente si accoppiasse con una brutta e stupida.
    ma non succede mai. ogni volta scavando si scopre che l’arrampicatrice in questione ha delle doti che per l’arrampicato sono imprescindibili. un re d’inghilterra rinunciò al trono per una donna, bruttina, divorziata, impresentabile. ma era amore, e durò tutta la vita. la sua dote? una sessualità dirompente, unita a un carattere forte.
    butta via… 🙂

  306. @Ragazze. La Bruni era già molto, molto famosa(e altrettanto ricca) prima di mettersi con il presidente francese e, di conseguenza, mi sembra semplicemente inutile e fuori luogo l’accusa mossa nei suoi riguardi. Al mondo c’è questa voglia isterica di emettere giudizi definitivi e assoluti…noto che ormai esiste una vera è propria moda che recita, grosso modo, così:”Se vuoi far strada, prima di costruire te stesso, pensa a distruggere gli altri”. Il fatto che si sia arrivati a pubblicare gli sms che Sarcò mandava alla ex moglie, dimostra che, ormai, stiamo mutando in una popolazione di “ciucciuvettole” inacidite. E poi, diamine: ma chi cavolo se ne importa se si amano o no?! A noi cambia qualcosa se scopano e basta? Se il francesino ha sposato la modella bonazza per dimentare la moglie(a quanto pare bruttina e acidella?)Bah…patetico fino ai confini dell’infinito è poi il ritratto “dell’uomo-pisello” che sviene dinanzi ad una paio di belle tette e si fa “incastrare” dalla prima zoccola furba che passa. Ormai, la differenza tra uomini e donne, è sempre minore…ho conosciuto donne che non aspettano altro che abbassarti i pantaloni e cavalcarti come delle ossesse. Dicono:”Ma noi abbiamo la mentalità aperta” e io rispondo:”A quanto pare, di aperta, avere pure qualcos’altro”…stranamente si incazzano, si offendono, si sentono giudicate come puttane frustrate ma, alla fine, è proprio quello che sono. Che qualcuno mi spieghi come mai, oggi, una ragazza viene a letto con te e, subito dopo, ti precisa:”Ah ma io non voglio mica una storia seria eh…non voglio un rapporto stabile”…ma che cazzo vuol dire?!Perché io mi sento così idiota ad affezionarmi a quelle che me la danno?! A reputarle un po’ più che macchine raggiungi orgasmo?! Scusate lo sfogo ma mi sono sul serio rotto le palle di incontrare tipe che”non vogliono storie serie”…ma forse pensano che, stare insieme, vuole poi dire sposarsi?! Boh…qualcuno mi illumini perchè sto seriamente valutando l’ipotesi di passare all’altra sponda

  307. Ma tu, germà perchè ci vai a letto prima?
    Prima valuta il soggetto e poi daglielo. E’ un grande traguardo psicologico, e se ne trae beneficio. Questo è un consiglio spassionato anche se tu decidessi di passare dall’altra sponda:)
    La leggerezza è una fase, una possibilità, un diritto. Io personalmente ritengo che vada esercitato e poi superato, ma è un parere mio. Fatto sta che immagino che in certi contesti per una ragazza esercitarlo sia dura, senza sentirsi implicitamente dare della puttana. Lo credo bene che si incazzino.
    Germà tesaurizza l’arnese:))

  308. @zauberei. Ma io non sono maschilista nel giudicare le tipe con le gambe facilmente divaricabili!!!Cioè, anche un uomo che si comporta allo stesso modo e cambia donne come fossero telefonini, lo reputo una sega di essere umano. Dici che devo assicurarmene prima?! Eh eh eh…fosse facile, cara mia! Io te l’ho detto, ormai, molte donne, si sono specializzate nell’imitare i puttanieri…sono molto abili a nascondere i loro intenti e, capirai, mi sento un po’ strano a chiedere prima:”Ma se me la dai più di una volta, poi stiamo insieme?” Per carità, non dico che, ogni rapporto sessuale, poi comporti una continuazione o un’implicazione sentimentale di qualche tipo(sarei “bigotto” a pensarla così)però, che diamine, fare del sesso occasionale una regola di vita e di relazioni con il prossimo(per seguire il mitico modello della “sex and the city generation”) mi mette addosso profonda tristezza. Tu dici che ci sono fasi dove è necessaria la superficialità? Io non l’ho mai attraversata sta fase ma, evidentemente, con gli anni si peggiora e si diventa più frivoli. Però hai ragione, devo tesaurizzare…sono troppe le volte che mi sono sentito checca…la “sedotta e abbandonata” è un ruolo che non voglio più recitare^_^
    @Evento. E perchè non dovrei crederti?! anzi, il più delle volte, mi trovo in piena sintonia con ciò che scrivi;)
    @Enrico. tu non parlare…che sei tipo da mani nelle mutande alle ultime file del cinema…io sono una checca sensibile, non dimenticarlo^_^

  309. @eventounico (si fa così, giusto?)
    ma devo chiamarti “eventissimo” anche io?…;-) …comunque ho letto solo un po’ di commenti (per adesso) e mi limito a concordare anche io con quello che scrive Gea e Germano e ora vado a curiosare qua e là!!! bello “caos calmo”? Ciao Ila

  310. Ila, bravissima. Questa è la stanza dove si parla di tutto un pò.
    Caos Calmo, mi chiedi.
    Non credo possa essere all’altezza del libro. Comunque, a mio avviso, il regista ha scelto molto bene gli attori i quali risultanto tutti molto credibili nei loro ruoli. Si mi è piaciuto. Ciao.

  311. @Tutti. Avviso a tutti coloro che hanno sky e che, domani sera alle 21:20, non hanno una mazza da fare. Sarò infatti ospite alla trasmissione “tempi dispari” di Carlo De blasio(canale 506 di sky). Proprio una settimana fa, alla stessa trasmissione, è stato ospite il regista di caos calmo. Nella puntata di domani, invece, saremo ospiti io e altri due studenti miei coetanei…il titolo:”I ventenni si raccontano”. Spero che, almeno qualcuno di voi, deciderà di seguire il mio sicuramente delirante intervento^_^ di sicuro, comunque, sarà un “eventounico”;)

  312. Germano forse potresti considerare altre due faccende: una è la tua selezione ante donazione de cippa, la seconda è se per caso non fai qualcosa per farti scaricare dopo. (perchè le ragazza che vogliono una storia ci sono eccome!) Io non ti conosco ed è chiaro chiarissimo che sei un tipo in gamba, ma alle volte si fanno delle cazzate senza accorgersene.
    Ci sono poi quelli che non se ripijano e che co ogni probabilità so sposati ca’ a caritas diocesana, tipo gregori ma nun te preoccupà è un caso limite.

  313. @Silvia. Sarei incredibilmente onorato(e anche un pizzico emozionato) a sapere che mi seguirai^_^
    @Zauberei. Ah ah ah…mi fai morire dal ridere, sul serio!!!Fare qualcosa per non farsi scaricare dopo?! E na parola, cara mia…oggi non vanno molto di moda quelli come me;( Una mia amica, una volta, mi disse:”Germà ma io non capisco come cazzo fai…sei l’unico sciupafemmine che si fa sciupare dalle femmine con le quali sta”. E’ colpa del mio sentimentalismo idiota, credo. Vorrei tanto essere un caso limite come il maschio gregoriano, a volte;-p e poi, detto in tutta sincerità, in questi mesi è periodo di magra; non mi caga nessuna…decisamente non ho il problema di selezione preventiva, in questo momento. Vabè, mi sono lagnato abbastanza!! Tanto sto preparando la mia revanche eh eh eh…domani mi godrò il mio breve momento di “celebrità” e, se va in porto la trasmissione che sto tentando di organizzare alla tv per la quale lavoro, mi prenderò qualche bella soddisfazione. Speriamo bene.
    Ti abbraccio zaub…grazie mille per le risate che mi hai fatto fare;)

  314. @ germano
    certo che se le sommergi come un fiume in piena, alle disgraziate non rimane altro che la fuga…
    🙂

  315. @Gea. magari avessi il tempo(e la forza) di sommergerle come un fiume in piena…una volta ci riuscivo ma, adesso, sono più amorfo di un bradipo sotto metanfetamine;) Mi servirebbe qualcuna che travolgesse me, per una volta; altrochè;)

  316. @Miriam. Thanks…però, di solito, i “simpatici” sono quelli un po’ più sfigati:-P…il mio “lato oscuro” mi farebbe comodo anche e soprattutto dal vivo eh eh eh

  317. Allora, ho lasciato di la sto commento sulla cena di due gg fa, ma non mi filò nessuno.
    Allora ho riemerso la camera accanto e vedemo se me se fila quarcheduno qui!
    🙂

    Ordunque cose:
    1)Massimo come te avevo detto devi riaggiornare sta cavolo de camera accanto perchè adesso la manica de disadattati che hai allevato qui riprenderà incoercibilmente a fare casino in codesti post serisssimi creando il panico nei lettori successivi e impedentoti di fare bella figura con i fighi letterari di turno che inviti. Voglio dire, oggi ce sta Lupi e va be, se je piace Cuba è n’omo di spirito…. ma n’antro?
    2)Alla prossima cena ti devi palesare fisicamente nell’urbe al costo che qualcuno di noi te venga a prelevare co piroscafo.
    3) La cena è stata molto gradevole. Devo dire che l’atmsofera è andata migliorando col distendersi della serata. Tutto molto piacevole comunque. Ho ricevuto un sacco di libri e questo mi è piaciuto molto, non ho dato niente da leggere a nessuno e questo mi ha un po’ fatta sentire triste. D’altra parte me se sbomballano già qui di norma non vedo perchè esagerare con degli inediti.
    Ho pensato di trovarmi in mezzo a una voliera, con il falcone maltese che mangia le carni, l’urogallo distinto uscito dal bosco, le colombe – per fortuna non pugnalate – che gli stanno ai lati, la capinera che mi chiacchiera le sue storie, la civetta un po’ ombrosa e un po’ all’erta per la stanchezza dell’ultimo giorno, il pettirosso più rilassato che coraggioso, la strolaghetta scappata dal lago con le calze come le mie, che vorrei essere una bianca pavonessa, ma più facile un’oca campidogliesca.
    Cin cin!

  318. Zaub…sempre per punti (c’hai la fissa!):
    1) …è meglio che non dico nulla
    2) Sono daccordo, altrimenti andiamo tutti giù a casa sua
    3) praticamente mi hai dato del gallo cedrone, ma io sono stato a posto con le mani

    …il pettirosso chi sarebbe ? Carlo ???? 🙂

  319. eventaccio: i punti sono utili perchè fanno chiarimento eh:)))
    ed eventaccissimo:
    l’urogallo lo scerto solo a pensà il bosco degli urogalli de rigoni stern
    e si, il pettirosso è Carlo. Me stavano a sgocciolà i romanzi cor titolo ornitologico.
    Però dai, è carino il pettirosso nespà?

  320. Va bene anche carlo PS. Ottimo il “rilassato”. Che non sia un “coraggioso” poi è anche pur vero, anche se di quali prove di coraggio avrei dovuto dar prova francamente non so (attraversare la strada facendomi incrociare da Zaube in bicicletta ?).
    PS:
    piuttosto la tua dedica sul tuo libro, caro evento. E’ indirizzata a 2 carli: posso ora chiamarmi eventoduplice?

  321. OK per eventoduplice (per oggi almeno). Carlo PS fà un pò postscriptum, oppure mi fa sentire un agente in divisa.

  322. Heiiii, grazie mille per i commenti post cena
    🙂
    Ora devo chiudere, ma tornerò più tardi. E commenterò a dovere.
    Ascolterò il consiglio di Zau, nel senso che aprirò una nuova sessione de “La camera accanto”.
    A dopo!

  323. @Evento,
    Totò a Capri, era un commento cult, Moccia no! Se non sbaglio è quello dei catenacci sui pali? I ferramenta fanno faville quando lo vedono!
    Le amicizie altolocate? Conosci me, io sono locato in alto, abito in mansarda (Oh, monsieur Mansart, quanta poesia in tuo nome, piccolo fesso geometra francese)!
    Vabbeh, mi butto su “I Cesaroni”, cosi respiro un po’ d’aria del mio amore, “Roma”: cena pronta!

  324. ATTENZIONE !
    Vi segnalo questo articolo (fonte: Repubblica.it)

    Un messaggio sta arrivando nella posta elettronica di mezza Italia. Chi fa clic sul link consigliato finisce su un sito con un virus sconosciuto
    ‘Sei indagato’, ondata di mail false. La Gdf avverte: “Infettano i pc”. “Pagine estranee a qualsivoglia realtà della Pubblica amministrazione”


    ROMA – “Sei indagato. Cerca di nascondere subito tutto, e fai veloce!!! Il tuo nome è comparso questa mattina sul sito del Caff di Roma. Controlla tu stesso sei nella lista di gennaio e indica un indirizzo internet cui collegarsi per una personale verifica. Nel post scriptum si legge ‘in ogni caso io non esisto, mi raccomando, non fare mail il mio nome!!!?”. E’ il messaggio di posta elettronica che sta arrivando in queste ore nelle mail di mezza Italia.

    La comunicazione è naturalmente falsa e lo sconosciuto Mauro Biffi (questo il nome di fantasia scelto dai mascalzoni di turno) è in realtà un untore cibernetico. Chi segue le istruzioni della mail e fa clic sul link consigliato, finisce sul sito ‘mail-certicata.com’ e il computer viene subito infettato dal virus ‘NewHeur_PE'”. E’ quanto avverte in una nota il Gat, Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza.

    Il Gat ha già avviato una serie di accertamenti tecnico-investigativi che hanno permesso di scoprire che il sito web in questione è su un server operante a Chicago in Illinois (Stati Uniti) e di proprietà del provider “FDC Servers.net”. “La pagina che viene visualizzata sullo schermo di chi si collega al sito in questione – continua la nota – è stata realizzata clonando il logo con la bandiera tricolore utilizzato nelle comunicazioni ufficiali della presidenza del Consiglio dei Ministri. La dicitura Comando Antifrode Caff (che potrebbe erroneamente far pensare al Comando Nucleo Frodi Telematiche) e la sigla Caff GM (ingannevoli perché potenzialmente confondibili con i Centri di Assistenza Fiscale o addirittura con l’acronimo Gat GdF che identifica il reparto delle fiamme gialle specializzato nel contrasto alle frodi online) sono estranee a qualsivoglia realtà della Pubblica amministrazione e ad organismi delle forze di polizia”.

    “La ‘Pubblicazione indagati Gennaio 2008’ – spiega ancora il comunicato – e la corrispondente ‘lista in chiaro’ offerte sul sito ‘mail-certificata.com’ non esistono e il tentativo di scaricarle sul proprio computer innesca l’attivazione di un virus informatico dagli effetti non ancora completamente individuati”.

    (20 febbraio 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/truffa-mail/truffa-mail/truffa-mail.html

  325. AGLI ORGANIZZATORI DI CENE
    Mi raccomando… che siano parche! (Segue articolo)

    (ANSA) – ROMA, 19 FEB – Sui topi funziona e lo confermano gli studi pubblicati su autorevoli riviste internazionali: riducendo del 30% il normale apporto di calorie giornaliero, gli animali vivono esattamente il 30% in piu’ rispetto ai loro simili che mangiano, invece, senza limiti. Ma la buona notizia e’ che tale schema sembra funzionare, sulla base dei primi dati, anche sull’uomo. La conferma arriva dal ricercatore dell’Istituto superiore di sanita’ e della Washington University di St. Louis (Usa) Luigi Fontana: la dieta ideale, e’ il ‘segreto’, sarebbe quella che non supera le 1800 calorie al giorno. ”Sugli animali – ha spiegato il ricercatore in occasione del convegno ‘Prevenzione, alimentazione, nutrizione’ promosso dall’Associazione ‘Giuseppe Dossetti’ – si e’ cioe’ dimostrato che una buona nutrizione e’ in grado di ‘frenare’ in qualche modo l’invecchiamento. La restrizione calorica, garantendo pero’ un’alimentazione corretta in tutti i suoi principi nutritivi, da’ cioe’ un prolungamento della vita, tanto che i topi-cavia vivono fino al 50% in piu”’. E non solo: ”Il 30% tra questi animali super-longevi muore di morte naturale, senza alcuna lesione patologica, contro il 6% dei topi che mangia in abbondanza”. I topi ‘a dieta’ vivono cioe’ in piena salute fino all’ultimo istante. Al momento, ha sottolineato Fontana, ”un’analoga sperimentazione si sta conducendo in Usa sulle scimmie ed i dati sono piu’ che incoraggianti”. Ma la vera novita’ e’ la ricaduta sull’uomo: ”Sempre in Usa – ha raccontato il ricercatore – stiamo conducendo uno studio su un gruppo di 40 soggetti che da dieci anni sta adottando una dieta ipocalorica”. Anche in questo caso i primi risultati, gia’ pubblicati, sono tutti positivi. Qualche esempio? Questi soggetti, ha sottolineato Fontana, ”registrano una pressione arteriosa di 100/60, un livello di colesterolo a 160 (contro 220 di media nella popolazione in Ue e Usa) e bassi livelli di infiammazione. I fattori di rischio cardiovascolare sono cioe’ ridottissimi e questi soggetti avranno un rischio minimo di essere colpiti da infarto o ictus, causa di morte per 4 persone su 10”. Insomma, dati ”promettenti” che confermerebbero come un taglio alle calorie sarebbe garanzia di longevita’ anche per l’uomo. Ma di quanto ‘tagliare’ l’apporto calorico? La dieta seguita dal gruppo-campione e’ di circa 1800 calorie al giorno: si privilegiano frutta, verdura, cereali integrali e si eliminano grassi e zuccheri in eccesso, oltre ai cibi industriali. Milleottocento calorie, se i risultati saranno confermati, potrebbe dunque essere la ‘formula magica’ per vivere piu’ a lungo e in salute.(ANSA).

  326. a me milleottocento calorie sembrano tantissime, però ovviamente la cosa è soggettiva.
    queste ricette di longevità che ogni tanto qualcuno elabora hanno in comune d’altra parte un tratto punitivo (niente cioccolata, niente alcol, niente fumo, poco sesso, poche emozioni, musica a basso volume, mai ridere, niente capriole..) che secondo me sta lì per un semplice motivo: non si sa se la vita così sarà veramente più lunga, certo è che lo sembrerà.
    🙂
    buona giornata

  327. Ngiorno Gea:)
    Ma io credo che fondamentalmente sia abbastanza vero. disgraziatamente la natura è crudele e leopardiana ner su intimo, e ti costringe ar desiderio della carbonara, desiderio garantito dal fatto che se la mangi anche a colazione ti viene un fegato verde e nlle vene non circola più manco un tir. stessa conseguenza dicasi per altre cose di indubbio valore gastronomico quali la sacher il millefoglie la polenta colle salcicce, la fonduta burgugnona, la fonduta di cioccolata etc.
    Occorre una sana dieta differenziata: tipo: una sola carbonara al giorno una sola sacher una sola bottiglia di vino.
    🙂
    ngiorn a tutti:)

  328. Gea, a me avevano prescritto 1500 calorie. Ho resistito circa 6 mesi, ma poi quando ho cominciato a mordere il frigorifero, è stato evidente che almento fino a 1800 dovevo arrivare. Giusto per riuscire a pensare (tanto lo so che mò Gregori dice la sua…).

  329. Uffi…questa sera proprio non va!!!;( Cancella i miei due commenti precedenti Massimo e cerca di perdonarmi.
    Vi fornisco direttamente il link del mio blog, dove ho postato il video della mia performance…così, magari, potete anche lasciare un commento;)
    Grazie anticipatamente per il vostro prezioso “time”
    Germano

  330. Riguardo alla letteratura del Sud, vorrei segnalarvi lo scrittore sardo Enrico Pili, autore di libri importanti che hanno per sfondo la Sardegna che sta perdendo la propria identità. Il primo libro di questo autore è stato “La Quinta S” Aipsa Edizioni,2005) in cui lo scrittore racconta la sua lotta quando era sindacalista della CGIL. L’ultimo libro di Enrico Pili è un giallo-noir-politico “Prima che passi la notte – finis sardiniae – sarà presentato alla Fiera della Piccola e Media Editoria di Roma, all’EUR, nel Palazzo dei Congressi, l’8 dicembre alle ore 18:00 nello stand della Sardegna. Gli amici di Letterattitudine sono invitati.

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