Novembre 27, 2022

122 thoughts on “VOI SIETE QUI

  1. Va beh, la camera accanto non la trovo piu’, quindi vado O.T. (tanto questo San Valentino lo abbiamo archiviato) e dico che la seconda serata dei bloggers di Letteratitudine, in quel di Roma, Papyrus Cafe’, e’ stata un enorme successo. Erano presenti:
    la sottoscritta, Loredana Falcone, il fondatore dell’iniziativa ovvero (rullo di tamburi) Enrico Gregori, il simpaticissimo Eventounico, l’impagabile CarloS., la dolcissima Silvia Leonardi. Rispetto alla formazione iniziale si sono aggiunte: M.G. con amore dalla Calabria, Gea che ha portato una ventata di simpatica ironia forte come la bora della sua Trieste, Zauberei che… non si puo’ descrivere. Dovreste incontrarla. ;-D
    Abbiamo mangiato come pacman (questa e’ di Eventounico), abbiamo chiacchierato, bevuto quattro dicasi quattro bottiglie di vino barricato (in casa perche’ cercava di non farsi raggiungere da Gregori, ma non c’e’ riuscito), fatto le pulci al panorama intellettual-cultural-politico-letterario italiano ed abbiamo stabilito che gli scrittori e i lettori presenti sul blog di Massimo Maugeri sono quanto di meglio possa offrire oggi questo paese (e dai, una botta di soddisfazione ci vuole!)
    Massimo lo abbiamo sentito per telefono ma urge una sua convocazione in corpore. Alla prossima.
    Laura Costantini

  2. Credo che Massimo possa sopportare l’invasione off topic in questo post anche se la “camera accanto” è facilmente raggiungibile. E se la trovo io vuol dire che è davvero a portata di mano.
    Quanto alla serata sì, concordo con Laura. Zauberei è indescrivibile, va conosciuta. Con il massimo dello sforzo potrei dire che è un mix tra Freud e Scaramacai.
    Nego, invece, che si sia mangiato troppo. Era infatti impossibile poggiare sulla tavola un numero eccessivo di portate in quanto tutto lo spazio era occupato dai libri scritti da Laura e Loredana.
    Le due grafomani vanesie si sono presentate con tutto il catalogo delle loro opere manco dovessero fare una presentazione all’Accademia dei Lincei.
    Uno dei momenti più esilaranti è stato quando Pasquale ci ha rivelato che, per comporre “Come pagina bianca”, ha impiegato due anni di studio e sei mesi di scrittura.
    In due anni di studio si può imparare correttamente il mandarino. Per scrivere quel libro mi sembra sufficiente prendere una buona rincorsa e sbattere il cranio contro lo spigolo della credenza.
    Credo che sarà obbligatorio organizzare un’altra cena perchè il tasso di stronzate che riusciamo a dire non è ancora arrivato al suo culmine.
    Enrico Gregori

  3. Lo vedi che non sei attento, Enrico? Evento ha parlato di tre mesi di scrittura, non di sei…ma tu eri preso dai fumi dell’alcol, e va beh!
    Io mi associo al raccontino di Lauretta bella (come ti capisco….sta camera accanto non mi riusciva più di trovarla manco a me!! bisogna ripescarla dall’archivio).
    Bellissima serata, comunque.
    Sono d’accordo con Simona -come posso non esserlo, da siciliana- la prossima volta facciamo a Catania.
    Silvia Leonardi

  4. Ordunque Ot Pure io, per tre cosecose:
    1)Massimo come te avevo detto devi riaggiornare sta cavolo de camenra accanto perchè adesso la manica de disadattati che hai allevato qui riprendera incoercibilmente a fare casino in codesti post serisssimi creando il panico nei lettori successivi e impedentoti di fare bella figura con i fighi letterari di turno che inviti. Voglio dire, oggi ce sta Lupi e va be, se je piace Cuba è n’omi di spirito…. ma n’antro?
    2)Alla prossima cena ti devi palesare fisicamente nell’urbe al costo che qualcuno di noi te venga aprelevare co piroscafo.
    3) La cena è stata molto gradevole. Devo dire che l’atomsofera è andata migliorando col distendersi della serata. Tutto molto piacevole comunque. Ho ricevuto un sacco di libri e questo mi è piaciuto molto, non ho dato niente da leggere a nessuno e questo mi ha un po’ fatta sentire triste. D’altra parte me se sbomballano già qui di norma non vedo perchè esagerare con degli inediti.
    Ho pensato di trovarmi in mezzo a una voliera, con il falcone maltese che mangia le carni, il l’urogallo distinto uscito dal bosco, le colombe – per fortuna non pugnalate – che che gli stanno ai lati, la capinera che mi chiacchiera le sue storie, la civetta un po’ ombrosa e un po’ all’erta per la stanchezza dell’ultimo giorno, il pettirosso più rilassato che coraggioso, la strolaghetta scappata dal lago con le calze come le mie, che vorrei essere una bianca pavonessa, ma più facile un’oca campidogliesca.
    Cin cin!
    Zauberei

  5. ce sò i refusi. Ho scritto di corsa, e prima di pranzo ci ho la grammatica e l’ortografia ottenbrate ancor più del solito. Perdonate i casini di cui sopra.
    Zauberei

  6. mi corre l’obbligo…scusate se anch’io approfitto di un blog di tutt’altro tono data l’acclarata difficolta’ a reperire la sede deputata della’ stanza accanto’, che e’ stata forse chiusa in osservanza della legge Merlin o perche’ il portinaio si e’ perso le chiavi,non si sa,fatevi le ipotesi che vi piace..enrico dice che lui l’ha trovata ma nn state a dare retta ai giornalisti(parole sue)…per scrivere due parole di commento sulla cena del 13.
    Serata molto piacevole,se dovessi descriverla con un’espressione direi:una serata dagli accostamenti improbabili.A cominciare dal locale che abbinava un arredamento tipico da libreria a un ristorante nouvelle cuisine,alla compagnia dei commensali,che piu’ assortiti nn si potrebbe,una rassegna di tipi umani che poteva gia’ essere materia per un racconto di petronio,(la ricordate la famosa cena di trimalcione?)
    Mi addentro nei particolari delle postazioni:ai due poli opposti del tavolo io ed enrico, racchiudevamo la brigata,alla mia sinistra carlo,ospite molto premuroso,ha insistito a farmi assaggiare ogni piatto e a far si’ che il mio bicchiere nn fosse mai vuoto,ma con scarso successo.Io comunque lo ringrazio ,come anche del passaggio in vespa che mi aveva offerto:dato il freddo della serata ne sarei scesa come un ghiacciolo alla malvasia.Alla mia sinistra svettava la Laura,personaggio affascinante e molto propositivo,che rachiudeva dall’altra parte, con la sua gemella di penna, il povero ed esile evento,che mi ricordava tanto la metafora del vaso di coccio in mezzo a quelli di bronzo,o don abbondio tra i bravi di manzoniana memoria.Alla sinistra di enrico c’era gea,simpaticissima e bionda triestina,seguiva zuaberei,che gia’ di suo e’ un personaggio che ci vorrebbe un film a desciverla,meglio conoscerla di persona,non te la puoi perdere.Infine,ma nn certo per ordine di importanza,chiudeva il cerchio la Silvia leopardi,no,scusate il lapsus,leonardi,che invece era la piu’ posata e a modo,e se qualcuno nn la tirava in ballo,quasi nn ti accorgevi che c’era.
    Altro di piu’ nn ricordo,forse colpa del vino che era abbastanza pesante,ma e’ noto che gregori nn ci va leggero con l’alcool,e neanche con le allusioni,provate a chiedere alle signore presenti se nn ci credete.;-)
    P.S:A laura, se mi legge:sono quasi a meta’ del libro,appena finisco scrivero un commento,per adesso posso dire che sia la storia,sia i personaggi sono avvincenti, le scene sono descritte benissimo,persino i dialoghi li trovo eccellenti e minuziosi.I miei complimenti.ciao a tutti.
    M.G.

  7. E’ molto bello che la conoscenza virtuale si trasformi in conoscenza reale, con incontri simpatici come questo da te raccontato.
    Ho letto parte del tuo blog, molto interessante davvero.Ti faccio i miei complimenti .Ho apprezzato in maniera particolare l’articolo su Letteratura e follia.
    L'”identita ” del folle e’ senza filtri, la realta’ non viene rielaborata secondo i tradizionali schemi della logica.
    Per questo fa paura, poiche’ fa emergere cio’ che di solito e’ nel profondo della coscienza.
    A parte i citati scrittori che amo molto, vorrei dirti della poetessa Merini, di cui ho letto le ultime poesie. Francesco, canto di un’anima.
    Ne emerge una sofferenza tremenda, un narrare lucido e comprensivo dell’umanita’ piu’ schietta e dolente, passi in cui ci riconosciamo un po’ tutti credo nel momento della “passione ” del corpo e dell’anima soprattutto.
    Una raccolta che ha la profondita’ e la bellezza semplice di alcune pagine del Vangelo.
    Con stima___Nicoletta

  8. Ahahahah un buongiorno a tutti e al Carlissimo Pettirosso ardito!
    La caricatura è stupenda e secondo me anche di una somiglianza agghiacciante coll’originale:) La vignetta per altro Massimo, non è per niente ironica ma semplicemente una scena di crudo realismo: evoca la volta in cui misi sotto un vecchietto con la mia bicicletta – motivo per cui, a tutt’oggi ritengo saggio non avere la patente di guida per qualsiasi mezzo di locomozione.

    🙂

  9. Zaub io credo che dovresti inforcarla nuovamente quella bicicletta. Proprio quella. Meglio se un pò arruginita, sbilenca e con i raggi divelti. Poi ci saliamo in due e andiamo a fare una tranquilla passeggiata per le vie di Roma. Prima o poi dovremo pur incontrare quel pettirosso. Allora a quel punto cominciamo a pedalare sempre più forte…
    Alla prossima cena “Certo Carlo era proprio bono, un pezzo de pane…un pezzo de…infatti l’hanno acciaccato !”

  10. complimenti a carlo per le caricature,e a massimo che le ha pubblicate e che ci ha dedicato questo spazio tutto nostro per commentare.Ma da lunedi’ si torna agli argomenti seri.promesso.a presto.

  11. Beh, Massimo, che tu le mettessi qui non me l’aspettavo, e ti ringrazio, anche se ero pronto a inviarle ai diretti interessati. Forse proverò (ma non è una promessa, e quindi non abbiate poi esagerati timori) a fare anche quelle delle altre dame presenti alla serata, ma caratterizzare le donne per me è sempre più difficile e farlo disegnando con un mouse lo è anche di più (almeno per me: in genere preferisco mezzi più tradizionali). Per Zauberei era comunque diverso: la vedi e la conosci subito, al primo impatto, ed è come te la immagini dopo aver letto quello che scrive. Indovinate chi si è presentata per ultima all’appuntamento ? Chi, romana e non proveniente da Trieste o dalla Calabria Saudita, ha confessato di essersi smarrita tra Via del Corso e Fontana di Trevi ?

    Zauberella, che aspiri ad apparire una bianca pavoncella ma temi di apparire l’oca del Campidoglio, ti voglio bene: se non esistessi bisognerebbe inventarti (è una frase fatta , lo so, ma ti sta addosso come un guanto – altra frase fatta), checchè ne dica Gregori.

    Quanto all’applauso a Gea beh, se lo merita tutto e debbo dire che la sua simpatia di persona è pari a quella che mi ha suscitato per iscritto.
    Rimane un mio personale “faro” nelle discussioni che si aprono in questo blog. Anche M.G. , che non è un’automobile britannica decisamente “vintage”, che veniva dalla Calbria, merita il nostro ringraziamento: ha fatto sentire noi “romani” il naturale baricentro anche di letteratitudine e, per dirla alla venditti, “roma capoccia”ancora una volta.
    Per la gita a Lubiana, proposta da Sergio, ci penseremo. Potremmo venire col bus di Didò ed organizzare letture dantesche nelle grotte di Postumia. Puchè poi si beva qualcosina …… (che non sia maraschino, al limite meglio la sligovicka, o come diavolo si scrive).

  12. Carlissimo grazie:)) mi commossi!
    – preciserò che io sono comunque più carina, benchè somigliantissima:) e secondo me pure l’altri sono imbarazzantemente somiglianti. Se ne desume che carlo Pettirosso E’ BRAVISSIMOOOO!
    – Siccome che Carlo Pettirosso ci tiene ar su talento, è pregato di fare le altre caricature de fimmine!
    e di se stesso, abello:)))
    PPP

  13. Ma siete bellissimiiiiiiiiiiiii!
    Beh, bellissimi… belli.
    Beh, belli… carini.
    Beh, carini… simpatici.
    Beh, simpatici…
    Vabbè, siete delle caricature.
    Smile

  14. Zaub il disegno non rende giustizia al tuo fascino. Sei molto più bellina di persona, soprattutto quando raccogli i capelli e togli gli occhiali. Ecco. E’ in uno di questi momenti che devi aver guardato Carlo “abello” alla tua sinistra. Io pensavo di essere cecato, ma mi sa per te com accompagno vado più che bene. Così quando prendiamo la bici danno l’annuncio per radio alla popolazione per non farla uscire di casa.

  15. rientrata stanotte alla base, acceso pc per controllare posta, vacillato.
    un post intero per una cena? massimo, tesoro, non ti pare di esagerare?
    intanto, per esempio, io l’applauso non lo merito: ero a roma (anche) per altri motivi. e poi.. e poi non so.
    a questo punto temo tocchi anche a me fare una ”recensione”, che onestamente speravo di risparmiarvi.
    fatemi bere un caffè, ripigliare e arrivo. per il momento accontentatevi dell’immortale frase di zaub sull’incidente della bici, che a me ha aperto scenari inquietanti:
    ”ebbè, ‘nzomma, er vecchietto nun s’è rotto quasi niente..”
    ecco. in quel quasi ci sta tutta lei.
    dio quanto amo quella donna.
    🙂 🙂

  16. @ Carlo S.
    Bravissimo! I tuoi disegni sono molto raffinati e non sembrano fatti col computer!
    @ Nicoletta sulla follia che ci ha regalato il buio dell’ultimo mezzo secolo sono spiacente di scriverti che è il risultato di una profonda mancanza di logica morale :
    LA LOGICA, infatti, non solo regola ciò che la nostra riflessione scientifica può mettere in forma, ma deve applicarsi con plastica esatezza a tutto l’ordine effettivo del pensiero e dell’azione (Principio di una logica della vita morale – Maurice Blondel) – la causalità reciproca del pensiero logico e della vita morale è il fondamento della natura umana: se la logica dà valore assoluto e universale alle regole empirico-pratiche, la morale dà alla logica stessa luce e calore di esperienza umana – …
    Questo non è un banale monito moraleggiante, ma è il pensiero chiaro di un filosofo che ha messo la luce sul moderno concetto di consumismo e su come l’uomo, nel profondo ed internamente, ha reagito di fronte ad un sistema che di VERO non gli dato granchè. Qulcuno ne ha sofferto di più, qualcuno meno, qualcuno ha reagito con forza, qualcun’altro non c’è l’ha fatta, dipende anche questo dalla forza morale degli individui e da come si oppone la ragione.
    Rileggendo il Vangelo trovo che l’insegnamento sia soprattutto di altissimo senso civico in senso orizzontale, oltre che mistico in Senso verticale. La parabola non è altro che logica dimostrazione di quanto si vuole comunicare.
    Ciao
    Rossella

  17. Allora spcificazioni:
    1. “Abbello” è un simpatico modo di apostrofare cameratescamente gli amici da cui non si può arguire alcunchè in merito alle loro qualità estetiche, talora vi affiora anzi una vena di ironia che potrebbe lasciar intendere il contrario.
    2. Eventissimo è comunque un essere non solo splendido, ma proprio un’intelligenza superiore. Ancorchè elegante et disinvolto, e insomma proprio scic. Lui solo ha un solo naso.
    3. Anche Gea ha un solo naso:)
    4. Carlo Pettirosso ne ha 4
    5. Enrico Gregori ne ha 23.
    6. Da ora in poi uscirò sempre senza occhiali cosicchè nessuno potrà uscire di casa mai, giacchè io non ritroverò più la mia e starò sempre a girare seminando il panico
    🙂

  18. Bellissima iniziativa che unisce e favorisce il confronto… c’è molto di cui essere orgogliosi perchè un posto virtuale si è trasformato in un luogo tra persone vere che ogni tanto si guardano anche in faccia.

    Un abbraccio a tutti!

  19. ordunque: la serata è stata deliziosa.
    lauraetlory, che immaginavo come un tutt’uno modello siamesi in realtà sono diversissime, e complementari. laura frizzante, acuta, decisa. lory solida serena profonda. entrambe allegre e avvolgenti hanno circondato eventopasquale che, lungi dall’esserne sommerso ha tirato fuori tutta la sua verve e il suo spirito ed è stato brillantissimo.
    m.g. è stata una piacevole scoperta: silenziosa ma presente è intervenuta con intelligenza e simpatia anche nelle conversazioni più deliranti.
    carlo se ne stava più che altro tranquillo e sorridente ad osservare e godersi lo spettacolo (e ora abbiamo capito perché: studiava le caricature, il malnato), ogni tanto buttando là svagatamente una battutina fulminante.
    di zaub è stato già detto tutto. posso aggiungere che sono felice che abbiamo gli stessi gusti in fatto di calze.
    silvia è dolcissima, e dobbiamo a lei la scelta del luogo, che più azzeccata non si poteva. è una ragazza fantastica, e la quintessenza della femminilità. e pure un sacco tosta, peraltro, il che non guasta affatto.
    e poi c’è enrico, che porta a spasso i suoi 23 nasi come un novello cyrano, e, come cyrano, al fin della tenzone – tocca. lui è lui, e basta.
    devo dire che mi piacerebbe rifarlo. è una goduria passare del tempo con persone così stimolanti e divertenti.
    massimo, però, ti vogliamo di persona.. per te sarebbe ok se mandassimo a prenderti zaub in bici?
    🙂

  20. @ Gea
    Spettacolare Gea.
    Salirò a Roma e organizzeremo (spero) un’ulteriore cena. Non voglio perdermi questo piacere per nulla al mondo.
    Dirò di più. Se Letteratitudine dovesse continuare a crescere potremmo scegliere Roma come luogo dove tenere convention annuali.
    Sognare non costa nulla.

  21. @ Sergio
    Vuoi organizzare un incontro letteratitudiano a Lubiana?
    Si può fare.
    Se lo dice Veltroni, lo diciamo anche noi.
    Piuttosto, Sergio… perché non provi a far convergere qui (on line) la comunità italiana/letteraria presente in Slovenia?

  22. Per amore della precisione credo vada detto che m.g. ha solo finto di non bere mentre, in realtà, deve aver tracannato più del dovuto. Ricorda infatti di avere avuto carlo alla sua sinistra mentre invece il fantasioso vignettista era alla sua destra.
    Alla sinistra di m.g. c’era una sedia con tre cappotti. E’ possibile che l’affascinante calabrese abbia conversato tutta la sera con i soprabiti convinta di parlare con Carlo.
    Quest’ultimo, scopriamo, ha doti eccelse da disegnatore. Peccato che nella mia caricatura si vedano poco i capelli bianchi. Ci spendo soldi e tempo per averli così in quanto (dicono) mi rendono più affascinante di George Cloney. In realtà li avrei nerissimi ma per la bellezza questo e altro. Beato Pasquale chè ha risolto il problema “alla radice”.
    Cari nordici e sudisti (per assonanza verrebbe sudici ma non è carino), dovete farvene una ragione. Se Gea arriva da Trieste e m.g. dalla provincia di Cosenza non può che essere Roma il miglio luogo di incontro. Tra l’altro si è deciso di organizzare una cena alla settimana, ossia a ogni uscita di un nuovo libro di Loredana e Laura. In realtà il libro è sempre lo stesso: cambiano titolo e personaggi ma per il resto riciclano sempre le stesse storie. Meglio, dunque, la procedura di eventounico. Sta tudiando da sei mesi testi teologico-filosofici per il suo prossimo libro. Per il 2024 dovrebbe completare la lettura della documentazione e poi passare alla scrittura. Il testo sarà, credo, di 32 pagine di cui almeno 15 di poesie.

  23. @ Enrico
    Divertente la tua disanima.
    Peraltro, riguardo alla cena, a te vanno i meriti organizzativi (ho capito bene?).
    A parte il colore dei capelli, ti ci riconosci nella vignetta di Carlo?

  24. @ Evento…belli sì, dite voi. Ma Zauberei attribuisce ad Enrico 23 nasi ed Enrico attribuisce a te un intervento sul cuoio capelluto “alla radice”…Come la mettiamo?

  25. @ Carlo
    Complimenti per le caricature! Non vedo l’ora di farmi caricaturare anche io, sono un soggetto “facile”, come Zaub (che saluto).
    ciao a tutti
    🙂

  26. posso partecipare anch’io alla prossima cena? ( contrattempi di Sua Maestà permettendo!)
    vorrei conoscere tutti ma in particolare zaub!
    ciao e buona domenica!

  27. Grazie per i vostri complimenti. Confesso che non è la prima vignetta che mi viene pubblicata. La prima (ed unica fino ad oggi) lo fu sulla “Voce” di Indro Montanelli, e sono ancora orgoglioso di avere trovato un piccolissimo spazio su quella testata che ebbe vita breve, ma significativa, soprattutto per come nacque.
    Era il momento che il “polo” si rafforzava per l’ingresso di Buttiglione, che aveva in precedenza “corso da solo” (…corsi e ricorsi).
    Citando lo slogan di una famosa caramella con il buco, alla menta, la mia vignetta raffigurava Il faccione del sedicente filosofo Buttiglione con un perfetto enorme foro circolare che gli attraversava il cervello e recitava: superPOLO – Il buco con la “mente” intorno.

  28. @ carlo
    perchè caratterizzare le donne ti riesce più difficile? mi incuriosisce parecchio, questa cosa.
    siamo banali? o ci vedi tutte uguali come i cinesi vedono noi e viceversa? o la tua è galanteria di altri tempi e/o temi gli strali di una categoria ingiustamente ritenuta priva di autoironia?
    ti prego, illumina il tuo faro…
    🙂

  29. @ gea
    Ah, saperlo! E’ che quando ci provo mi vengono peggio. Alla fine sono soddisfatto solo di un risultato su enne. Lo stesso mi capita per i bambini. E’ come se non riuscissi, se non per caso, a cogliere quello che vorrei evidenziare. Zaube era facile: una cascata di capelli e un paio di occhiali, la infili in una situazione da Zaube (la bicicletta) e il gioco è bell’e fatto. Ma per voialtre ? Forse voi donne vi mascherate di più ? Forse sono io a non riuscire a rendere “graficamente” la vostra femminilità, come la “bambinità” dei bambini ?
    Altro non saprei dire. Forse potrei farmi analizzare da Zauberei (purchè se ne stia tranquilla e seduta in poltrona).

  30. dai, carlo.. non cadermi nel sessismo più bieco..
    siamo persone, accidentalmente femmine. prova a prescindere dal nostro essere donne. ci mascheriamo esattamente come voi, né più né meno.
    non farti sopraffare da quello che può essere una sorta di ‘awe’ o una sensazione di estraneità.
    fai l’etologo, suvvia. sei perfettamente in grado di farlo. la specie femmina è una specie come le altre, in fin dei conti..
    🙂

  31. Beh, mentre Gea scriveva del mio bieco sessimo ho tentato di fare un ritrattino di Laura e Lory (2 in un sol colpo: la coppia inscindibile). Ora provo a inviarlo a Massimo. Non ho idea se riuscirà a inserirlo nel post, ma il deus ex machina è lui. Giudicate voi che c’eravate. E le dirette interessate, naturalmente.

  32. lo sai che scherzavo, vero? voleva essere un incoraggiamento
    sei bravo, carlo. non farti bloccare da te stesso..
    un abbraccio
    🙂

  33. Caro Carlo,
    ho appena aggiornato il post con il ritrattino di Laura&Lory.
    Sei un grande
    🙂
    Volevo inserirlo dopo quello di Zau… non so dirti perché si è “sistemato” a metà strada.
    Perché secondo voi?
    Forse i due personaggi temevano di finire sotto le ruote di Zauberei?
    P.s. mi sto divertendo un mondo…

  34. Onde evitare che al risveglio dal suo weekend se ne adombri, ci tengo doverosamente a precisare che per la recente cena è stata Silvia a darsi da fare molto più del sottoscritto. Io, semmai, ho solo stressato la Leonardi affinché organizzasse le cose al meglio. E se non mi ha mandato a quel paese vuol dire proprio che la ragazza è dolce
    🙂

  35. @ Carlo
    Sei bravissimo!!!! Perché non pensare ad una striscia? Come quelle di Mafalda? Personaggi, situazioni, battute… Ci si potrebbe pensare
    🙂

  36. Caro Massimo,
    tu mi chiedi di indirizzare qui gli Italiani viventi in Slovenia; volentieri, ma… sono (per fortuna?) pochi e li conosco appena. Vivo ritirato – obbedendo al dettame di Epicuro – e loro non si aprono mica tanto. spesso poi restano in Slovenia per un po’ e poi vanno altrove, o ci stanno poco perche’ lavorano con l’Italia o altri Paesi limitrofi. Magari dunque sarebbe meglio far convergere su Letteratitudine gli Sloveni che conoscano la nostra lingua (molti). Gente bella, credimi, ma altrettanto introversa. Perche’ non sembra, a vivere in Patria, ma noi siamo chiusi forte, quando stiamo all’estero: per paura o per adeguamento, cambiamo atteggiamento, diveniamo (spero non io) prima aperti per convenienza, poi racchiusi nella nostra memoria dell’Italia. Un Italiano all’estero e’ un Italiano rassegnato o in gabbia, prigioniero del suo passato, teso a conservare dall’usura degli anni la sua natura italiana, anche se il Paese ospitante e’ gentilissimo e civile – questo e’ il caso della Slovenia.
    Comunque, io sono un caso a parte, sento. Io non sono un buon ”politico”: gia’ e’ tanto se riesco a far convergere le mie sensazioni e i miei sogni verso l’unico obiettivo di lavorare con e per la Letteratura Italiana. Figuriamoci mandare della gente su Letteratitudine. Sono oltretutto troppo riguardoso e timido per coinvolgere degli scrittori di professione sloveni. Comunque sta’ certo che degli Sloveni gia’ leggono Letteratitudine. La nostra lingua oggi probabilmente e’ la seconda lingua piu’ conosciuta qui, dopo l’inglese. Stiamo superando il tedesco o forse l’abbiamo gia’ superato – anche se secondo me non e’ giusto, a considerare la Germania: Paese grande per civilta’ e democrazia, Paese conduttore dell’Europa ”in gamba”.

  37. Ohhhh…ma non è giusto!! Arrivo sempre tardi!! Bellissime le caricature di Carlo, però però però….vorrei vedere anche quella di gea, di m.g. e la mia! Sarebbe perfetto e completo, ti pare Carletto?
    Per il resto, meno male che Enrico ha precisato che qualche merito va anche a me :-), e soprattutto che gea mi è testimone dello stress psicologico al quale il buon Gregori ci ha sottoposte. Vi giuro ragazzi, l’ho ribattezzato Ansia-man.
    La serata è stata veramente bella, confermo quanto è stato già detto e ribadito.
    Confermo che Carlo stava alla destra di M.g. (che sembra la persona più serena del mondo), e dato che il nostro vignettista stava alla mia sinistra ho assistito effettivamente allo scambio di cibarie, al quale peraltro non si è sottratto nessuno. Io ho praticamente beccato dai piatti di tutti quelli che mi stavano vicino!
    Zau è una matta che più matta non si può, abbiamo parlato tanto, di tutto un po’, anche del suo odio per le verdure! Gea è semplicemente Gea, donna fantastica con attributi così, solida, solare, arguta e dolce anche senza farlo vedere.
    Enrico lo salto, tanto già sapete tutto (insisto solo sul fatto che la vera Malvasia è quella Eoliana!), Lory è una persona che ispira fiducia, allegra, di quelle che basta guardare e a pelle ti sono simpatiche. Evento, lo sapete già tutti, è una persona fantastica, misurata e (posso dirlo???) dolce!
    Laura me fa morì…intanto mi piacciono un sacco i suoi capelli e quanto sta bene in tailleur non posso dirvi! E poi mi piace come parla, mi piace la sua testa e il modo in cui risponde a Enrico (eh eh…solidarietà femminile, non mi sono mica innamorata :-))
    Riassunto: siamo eterogenei, è vero, ma ognuno è un mondo che vale la pena conoscere.

  38. @ silvia, a proposito delle vignette..
    effettivamente mi sorge un dubbio: o noi tre siamo troppo scialbe e senza carattere, o carlo si è arrabbiato con me per la presa in giro…
    siccome scarterei la seconda per stima e conoscenza dell’uomo, sono tristissima.
    🙁

  39. @ silvia , gea ed emmegì
    I vostri accorati appelli mi commuovono. Non vorrei lasciarvi orfane della mia caricatura. Quella di Silvia è pronta, e adesso la giro a Massimo, sperando nella sua reattività. Per le ultime due (last but not least – si dice così?) vedrò cosa riuscirò a fare (tenete conto che sono in ufficio), anche se ho qualche dubbio di memoria p.es. sui vostri tagli di capelli (sono un pessimo osservatore, vero punto debole per un caricaturista – non mi ero neanche accorto delle vostre storie di calze !!) e in più sono affetto da halzeimer precoce. Di Gea in particolare mi sono rimasti impressi i suoi occhi, fortemente espressivi (userà il sidol anche come collirio ?) ma che mi sento ancora in forte incapacità di rendere con un segno semplice e netto. Tenete presente che mentre stavamo insieme non avevo la minima intenzione di farvi alcun ritratto: è un’idea che mi è venuta dopo, a bocce ferme, tanto per giocare con il computer. Apposta avevo cominciato con i tre maschietti, che avevo già visto nella precedente cena e sui quali mi sentivo più sicuro (uno poi lo conosco da quando è nato).
    Abbiate pazienza. Intanto vi bacio, tutte e tre.

  40. @ carlo
    il mio taglio di capelli non può esserti rimasto impresso per il semplice fatto che non c’è. tentare di dare una forma a quello che ho in testa (dentro e fuori) è impresa cui rinunciai molto tempo fa.
    per gli occhi non so.. che sia il fatto che essendo astigmatica ho sempre lo sguardo vago dei ciecati? mah..

  41. @ gea
    Anche se recentemente ti spacci per Ulisse ti avevo riconosciuta lo stesso (e figurati se mi sento arrabbiato con te !!!! 🙂 🙂 🙂
    Ma dei capelli comunque li portavi in quella dannata cena. O sennò che cosa diavolo avevi sulla testa ?
    Abbi pietà ! Tu rinunci alla forma di ciò che è dentro e fuori dalla tua capoccia, ma io invece SONO OBBLIGATO a dargliela. Sono le leggi della grafica ! (dura lex sed lex).

  42. @Massimo
    se guardi nella tua posta troverai il completamento della galleria, con la bella calabrisella ed il mio personale faro di Trieste (oltre a Silvia, già spedita nel primo pomeriggio).
    E attento: il prossimo potresti essere tu.

  43. bene.
    ho avuto un’anteprima via mail della caricatura in questione.
    devo dire di esserne alquanto lusingata. è veramente graziosa e fatta bene, e io personalmente sembro molto più carina di quanto sia in realtà.
    posso fare solo una piccolissima osservazione? mi perplime un filino quella porticina, messa lì così…
    🙂 🙂

  44. Queste serate sono davvero indimenticabili. La qualità del cibo e delle bevande è stata straordinaria ma mai quanto il fascino delle ragazze partecipanti.
    ps: per dirlo mi hanno pagato, ovviamente
    🙂

  45. @gea
    In effetti anche i fari hanno le porte. O davanti o di dietro (meglio fermarci qui).
    @ massimo
    Certo che è una minaccia. Prendila seriamente.
    @ Tutte le fanciulle partecipanti
    Eravate naturalmente mooooolto più belle di quanto i miei ritratti hanno potuto rendere. Ma anche noi maschietti però….

  46. @Carlo S. complimenti per le vignette, anche se io sembro quella che ha mangiato più di tutti e invece…
    @gea, hai avuto modo di vedere soltanto il mio lato A, quello sereno, pacato e profondo, alla prossima magari ti mostro il B (senza doppi sensi) dove sono un po’ matta, istintiva e tutt’altro che calma…
    @pasquale ( più che evento unico mi auguro sia l’unicoevento strano offertomi dal 2008) che stava in mezzo a noi come un hamburger tra due fette di pane, vorrei dire che vista la presentazione che Enrico ha fatto del tuo libro quasi quasi scelgo la capocciata sullo spigolo!
    @m.g. ricordando la tua battuta sulla sedie della cucina non mi permetto di aggiungere altro… è stato un piacevolissimo incontro. Dimenticavo, grazie per queste tue prime impressioni su New York 1920 del quale, e lo dico soprattutto per Enrico, abbiamo proprio or ora concluso il prequel (due ore di lavoro durissimo!) “Vigna Murata 1890- L’anno di nascita di Gregori”.
    @ zauberei, di te ho apprezzato soprattutto la chiarezza con la quale hai indicato a Enrico la strada di casa tua, per un momento ho temuto da Via Marco Polo ci ritrovassimo direttamente a Pechino!
    @silvia, a una che ha scritto un libro come “Allo specchio” come si può dire qualcosa di poco carino?
    @enrico, a te solo un piccolo avvertimento: prima di spararne altre sul duo, ricorda che sto finendo di leggere “Un te prima di morire” e che il nostro è un blog molto, molto seguito…
    @massimo, che per il momento ha solo una bella voce. Forse non lo sai ma, in quanto romana di Trastevere, credo spetti a me l’imprimatur per fare della mia città la sede ufficiale degli Annuali Convegni di letteratitudine… se dovessi essere assente ovviamente Laura farà le mie veci (Gregori dì la tua…se c’hai il coraggio)
    A tutti, grazie per la bella serata e per l’ospitalità sul vostro blog.
    Lory

  47. Domande per i protagonisti:

    1. Qual è la vignetta più veritiera?
    2. Qual è quella meno veritiera?
    3. Chi ne esce meglio?
    4. Chi ne esce peggio?


    Ovviamente è un gioco
    😉

  48. 1) evento è lui sputato.
    2)silvia è moooooooooolto più bella in realtà.
    la più divertente: zaub. è impagabile, ma è il soggetto che è così.
    un unico piccolo appunto: sembriamo tutti così spaventosamente seri.. (tranne z.of course)
    qualcuno con punte di tristezza. è quella la sensazione di fondo, carlo?

  49. Cara Rossella,
    tu dici, rivolta ad altri ma non credo cio’ importi molto, che ”Sulla follia che ci ha regalato il buio dell’ultimo mezzo secolo sono spiacente di scriverti che è il risultato di una profonda mancanza di logica morale :
    LA LOGICA, infatti, non solo regola ciò che la nostra riflessione scientifica può mettere in forma, ma deve applicarsi con plastica esatezza a tutto l’ordine effettivo del pensiero e dell’azione (Principio di una logica della vita morale – Maurice Blondel) – la causalità reciproca del pensiero logico e della vita morale è il fondamento della natura umana: se la logica dà valore assoluto e universale alle regole empirico-pratiche, la morale dà alla logica stessa luce e calore di esperienza umana – …
    Questo non è un banale monito moraleggiante, ma è il pensiero chiaro di un filosofo che ha messo la luce sul moderno concetto di consumismo e su come l’uomo, nel profondo ed internamente, ha reagito di fronte ad un sistema che di VERO non gli dato granchè.”
    Ed io concordo sul buio di questi cinquant’anni e sull’assenza di moralita’ che ne ha costituito le scaturigini, pertanto replicandosi in peggio nel corso degli anni. Discordo invece sul principio della logica morale: secondo me la morale, quando ha una sua logica e dunque e’ solida, spesso ha una logica diversa dalla logica che sostiene le regole empirico-pratiche. Ed e’ questo il problema di fondo del consumismo e della reificazione della natura vivente applicata da parte del materialismo consumistico: la ”la causalità reciproca del pensiero logico e della vita morale” infatti e’ un’aporia, secondo me, perche’ e’ la morale che deve interpretare i fenomeni e non viceversa – la logica dei fenomeni che si riflette sul pensiero morale. La realta’, infatti, potrebbe non avere nessuna moralita’ intrinseca, essendo sconosciuta all’uomo. All’uomo amorale, intendo.
    Ciao cara
    Sergio

  50. ma nooooo, caro..
    è ovvio che sei più bello anche tu..
    in fin dei conti è una caricatura, no?
    diciamo che ti si riconosce molto bene, ecco.
    traspare quella tua aria così distinta, tanto da sembrare capitato per caso in mezzo a quei due disgraziati.
    pleonasticamente direi che sei unico, evento.
    🙂
    ps sono a buon punto col libro, tenendo presente che sono sommersa di impegni.

  51. Posso dire la mia? Allora: Enrico e’ preso in pieno (da un tir lanciato su via del tritone), Evento e’ decisamente piu’ carino (ma le caricature si sa, esaltano i difetti), Loredana non e’ cosi’ rotonda e io non credo di essere cosi’ spigolosa (ah Carlo, me sembro na virago, una di quelle professoresse zitellone acide…). Gea, M.G e Zaub sono riconoscibilissime mentre a Silvia Leonardi non hai reso un bel servizio: lei e’ veramente molto bella. Secondo me Carlo ha voluto vendicarsi perche’ io e Lory non abbiamo portato abbastanza libri per tutti (nonostante quel che dice Gregori) e lui e’ rimasto senza per per la seconda volta. Faremo ammenda alla prossima occasione CarloS., promesso e giurin giurello!
    Scherzi a parte, complimenti all’abilissimo caricaturista. Ero certa che dietro quella sua aria sorniona, CarloS. nascondesse un artista.
    Laura

  52. -Allora – io ho trovato la mia vignetta perfetta. Credo di essere decisamente meno cicciona, ma ahò nun zo un giunco e mi riconosco in pieno nell’espressione di tornado ottimista con cui compio le mie gesta (Carlo ce n’è pe’ un volume: Zaub che esce con un distinto giovane che la porta in un posto scicchissimo. Zaub scende dalla moto e ammacca la macchina accanto. In genere quando Zaub usciva con un uomo, cioè questo succede anche adesso cor marito, mentre quello chiacchiera, lei casca pe terra)
    – A me la vignetta di Silvia non dispiace. nessuna donna deve venire carina com’è in una vignetta, questo sarebbe maschilista. Come ad averne paura. La vignetta su Silvia che non le rende giustizia ha qualcosa di elegante, forse è l’espressione, forse è la posa del braccio.
    Il più somigliante fisicamente è gregori, certo con un paro de nasi in più era più credibile:)
    – eventissimo naturallement è splendido e bello buono e bravo e niente potrà renderne l’eleganza e lo charme.
    (Per i libri pazientate l’esame che poi me li magno tutti tutti!:))))

  53. Io e il disegno siamo due rette parallele che, a differenza di quelle geometriche, non si incontrano nemmeno all’infinito. Ciò premesso trovo le caricature di Carlo bellissime anche perché è riuscito a cogliere le espressioni le quali, in un certo senso, fanno trasparire un po’ il carattere del soggetto. Tutto ciò soltanto con qualche tratto grafico non è poca cosa. Complimenti davvero. A occhio potrei dire che la mia, quella di Evento e quella di Zaub sono “tecnicamente” le più aderenti. Ma non ha la minima importanza. Sono peraltro d’accordo con tutti sul fatto che Silvia sia mooooooooolto più bella di quanto il disegno lascia intendere, ma in fondo le sta bene visto che sta sempre “allo specchio” a interrogarsi sulla beltà come la strega di Biancaneve.
    E passiamo a Loredana che, abitandomi vicina, ho riportato a casa.
    Che non sia solo “zucchero” è evidente dalle minacce nei miei confronti.
    Peraltro è davvero carina l’idea del libro “Vigna Murata 1890-L’anno di nascita di Gregori”.
    Non vedo l’ora di leggerlo, e credo che la prossima settimana ci riuscirò. Coi vostri tempi sarà in libreria al massimo dopodomani visto che sfornate libri come se fossero supplì. La differenza è che quest’ultimi con un sorso d’acqua vanno giù.

  54. @ Laura
    E’vero, Silvia e Loredana sono quelle che ne escono peggio (anche Zaube però….nella vignetta sembra una medusa gigante sorta dagli abissi IL CHE NON E’ VERO tengo a precisarlo) ed anche tu non sei così spigolosa, anzi; però è come se i tuoi spigoli (un carattere forte, deciso)in qualche modo li volessi esibire, volessi far notare che ci sono; almeno io così ti ho colta, anche se sono sicuro che in fondo sei una persona tenerissima, e nella realtà possiedi molte più linee curve.
    @ Loredana
    Anch’io ho colto come Gea solo il tuo lato A , morbido e pacato, fatto pertanto di linee molto curve. Quando ci mostrerai anche il tuo lato B (non fraintendermi nemmeno tu, ti prego) forse riuscirò a fare qualcosa di più somigliante.
    @ Silvia
    Sei veramente molto più affascinante di quello che il disegno potrebbe lasciar pensare. Ed una brava scrittrice anche: il tuo libro mi è piaciuto molto, Maria è un personaggio vivo, concreto, una donna con una esigenza di aprirsi per una volta e di raccontarsi che rende molto bene il contrasto con una vita chiusa e marcata da quel terribile segreto.
    Però alla fine a me la tua caricatura piaceva: qualcosa di te (a parte l’estetica) mi sembrava di aver colto e così è andata.

  55. Che cari tutti!!
    @ Carlo
    te l’ho scritto, la caricatura che mi hai fatto è proprio carina. Poi ho aggiunto, in perfetto stile Zau…ammazza quanto so’ brutta!! Invece, per dirla tutta, secondo me hai colto di ognuno i particolari salienti che ci rendono riconoscibili.
    Comunque noi ragazze siamo mooooolto ma moooolto meglio live, ma una caricatura è una caricatura e a me….me piace!!
    L’unica cosa che devo aggiungere, a quanto già detto, e per il beneficio di tutti, che Laura in realtà non ha quel mento pronunciato e che io (ah, questo si, non ho la scucchia!!) 🙂

  56. Perchè nessuno ha raccontato dell’episodio di trekking estremo ?

    Dovete sapere che la nostra Laura, oltre che molto affascinante, è anche persona sportiva assai ed un bel giorno è partita per andare a fare una cosa che mi hanno spiegato essere trekking in località amena che non sono autorizzato a rivelare, ma della quale posso dire che è molto “scoscesa”.
    Essendo questo luogo scosceso e faticoso da affrontare, nei pochi minuti che la nostra abile scrittirice aveva a disposizione, non è impresa da tutti raggiungerne la vetta (una delle tante che si trovano nel luogo ameno).
    Chiunque avrebbe voluto condividere quel momento.
    Dunque Laura ha scelto una persona a caso: Loredana.
    Preso il telefonino, composto a fatica il numero per il sudore che copioso le grondava dalla fronte, con il corpo dolorante, ansimante per lo sforzo prolungato, Laura ha aspettato pazientemente 15-20 squilli.
    Loredana si era pecipitata a rispondere.
    Laura, dunque, ha raccolto, non si sa bene da dove, l’ultimo fiato ed avendo una autonomia totale di 5 parole, ha detto “Sono Laura”.
    Forse non avrà scandito benissimo, ma è stata breve, efficace, economica, diretta, inequivocabile, tranquillizzante, ma soprattutto contenta più per le parole pronunciate che per la vetta raggiunta.
    Loredana, all’altro telefono, non poteva certo deludere la sua amica del cuore, dunque ha risposto “Laura chi ?”.
    Non posso qui riferire come siano state utilizzate le residue tre parole di Laura.

  57. @massimo
    Grazie per l’invito. Ne approfitto subito.
    @eventounico
    Beh, a dire il vero non è andata proprio così. Laura era a letto (poco più di una stuoia sul pavimento di terra battuta) con la tonsillite quando, sentendo avvicinarsi l’ora estrema, ha deciso di spendere gli ultimi spiccioli della sua carta prepagata per ascoltare la mia voce. Dall’altra parte della cornetta, prostrata da una calura che rendeva inutile farsi centinaia di migliaia di chilometri fino in Nepal (ebbene si è lì che Laura è andata a cercare se stessa… io avrei preferito Santiago di Compostela) c’ero io. Saranno stati gli echi della foresta alle sue spalle, sarà stato che anche per la tim è difficile raggiungere certi luoghi “ameni” e soprattutto sarà stato per la tonsillite, a me è risultato difficile collegare a quel rantolo cui era ridotta la sua voce alla mia amica e compagna di penna (ero piuttosto dell’idea di star parlando con un viados che aveva sbagliato numero). Ma mi sono ripresa subito, diciamo dopo aver sciorinato a mente ma anche a voce, la sequenza delle Laura di mia conoscenza. Premesso che le ultime tra parole di Laura non mi invitavano ad imitarla partendo per un luogo non specificato, mi preme sottolineare che dopo quindici giorni di totale assenza avevo già preso accordi con la Farnesina per la ricerca del cadavere nonchè appuntamento dal notaio per rivedere le clausole dei diritti d’autore…

    @enrico, i supplì con l’acqua… da un estimatore come te mi aspettavo un suggerimento sul vino da abbinare alla pietanza!

  58. -eventissimo (o accio s’ha da capì) qual’è il lato C mio?
    -nonnò io la storia del Nepal nun l’aveo persa, eh è un pezzo di cabaret gniente male.

  59. Colgo l’occasione per dire a tutti i donatori di libri carisismi che io non posso leggerli fino a lunedi, per via di un esame all’uni. Dopo prometto promettissimo che li leggo tutti:)

  60. Zau all’esame cerca di non essere la solita secchiona-sdraiadocenti. Mi raccomando. Lato C: perchè pensi ato A e lato B, con tutto ciò che pensi e che dici solo in parte, siano sufficienti ?

  61. @ evento:
    poco da dire. è destino comune degli scrittori migliori aver successo con le “ancillae”. Non era forse il Manzoni “il terror delle servette”?
    e tra me e Manzoni, in definitiva, che differenza c’è? Anzi, io faccio bene i thriller. nei promessi sposi, invece, che quei due si sposano si capisce già a pagina 15. Du’ palle!

  62. io invece il libro di laura e lory l’ho finito e sono pronta a scrivere le mie impressioni ,qui o dove preferiscono…Ciao a tutti,scusate l’assenza ma quel buontempone di carlo mi ha messo su una barca a remi in un mare tempestoso!non sapete quanto e’ stata dura pormi in salvo.Ti vo’ piglia’ nu nzurtu!(per evitare che in questo blog si parli solo il romanesco)
    Per le caricature ultime indubbiamente le trovo divertenti.La somiglianza e’ un concetto relativo,sicuramente colgono i tratti che hanno colpito il ritrattista;in conclusione direi …che carlo mi stava piu’ simpatico prima…ma dai scherzo.
    Che poi la piu’ azzeccata e’ proprio la sua,non solo gli si attaglia somaticamente,ma anche nell’espressione pacata e sorniona,direi che e’ tutto lui.
    adesso vi lascio,vado nell’altro forum sulla letteratura dell’ironia,per riportare alcuni passi di un libro sugli strafalcioni giudiziari raccolti da un fantomatico estensore di nome Massimo Della Pena.Sottotitolo :’stupidario giuridico’,vi consiglio di andare a leggere,c’e’ da sbellicarsi dalle risate.

  63. -Enrico naturallement il culo mio è mejo der tuo, che con tutti quei ginocchi che ci hai sopra ci sa come fai a sedette
    – Eventissimo grazie:) ma: è una donna. è scritto. e io non sono preparata. e poi non è vero che li stendo tutti. Certi si certi no. So pure parecchio strafalciona nun tecrede. Vabbè scusate ci ho l’anzia
    -Silvissima grazie! Crepi il lupo! poi appena fiato leggeròtti e scriveròtti na mela.

  64. No zauberei:tu sei capace di stenderli tutti.nn esere modesta.Se nn con il fascino sicuramente con la bici,con altri mezzi di locomozione e persino con la tua dialettica strampalata.fidati.simpaticamente …sei unica….:-)

  65. PER ROSSELLA
    Rossella grazie di avermi interpellata!
    solo che nel tuo commento metti insieme un sacco di cose che invece vanno tenute separate, se no si crea una gran confusione!
    Innanzitutto non ho capito bene qual’è questa magia inconscia di cui parli, perchè è un po’ vago – forse è la formula di un autore che non conosco – in tal caso mi potresti dire di chi è questo libro – che sembra comunque interessante? Da quello che mi dici ricorda un po’ il concetto di falso se, che hanno inventato gli analisti delle relazioni oggettuali. Ora sintetizzare qui senza essere strafalcioni è dura, ma la sostanza della cosa è che una certa struttura di personalità molto fragile per proteggersi ne inventa un’altra assolutamente fruibile sul piano relazionale, ben accetta e amabile, ma falsa. E’ un concetto trasversale ormai in analisi, molto utile sul piano pratico.
    Sulle altre cose che dici, l’inconscio non è una botola dove la coscienza mette la monnezza, questo è da un punto di vista logico e psicologico non concepibile. Non è che è venuta prima la coscienza e poi l’inconscio, ma addirittura il contrario: noi emergiamo dalla nostra infanzia, dalla nostra emotività e la coscienza è il nostro emergere soggettivo e pensante. Sicchè non è che l’inconscio è la terra dove si seppelliscono le presenze indesiderate della coscienza, ma la terra dove tutto c’è e in questo tutto c’è il bello e il brutto di ognuno, e questi belli e brutti emergono come scogli nel mare. Ciò che vedi a pelo d’acqua è ciò che emerge, ma la totalità psichica è sommersa. Ma mica solo le cose brutte, anche quelle belle. Io dico soprattutto quelle belle. quando si va in analisi non si va per imparare ad amministrare disciplinatamente la sfera inconscia, ma come dire, mettercisi in sintonia. ragionare sulle cose che la abitano, e sul perchè esse sono disposte in un certo modo.
    In questo senso, un analista non deve giudicare mai. Un analista non ha un ruolo giuridico, o religioso, non è un rappresentante di qualsiasi ordine, non può assolvere alcun compito morale. Se lo fa – e certamente lo fa – è una specie di vantaggio casuale e secondario, per il fatto che esso ha la sola funzione di essere il tuo cannocchiale, il cannocchiale con cui guardare la tua stessa profondità.
    Dopo di che il mondo è vario, e i casi sono tanti, ma la mera emulazione è sempre una causa di mezzo, mai una causa fondante, e serve ai fini della sopravvivenza di colui che si tiene a glla così. Puaretto. Dopo di che, chi gli da retta avrebbe il dovere verso se stesso di chiedersi perchè lo fa.

  66. rispondo con enorme piacere ,esponendo le mie impressioni di fruitore diretto di letteratura,non di tecnico o di critico.Il libro e’ appassionante,coerente nella trama,accuratissimo nelle ricostruzioni storiche,scenografiche,e persino nei dialoghi.non capita spesso di trovare perfetta corrispondenza tra la caratterizzazione psicologica dei personaggi e le parole che esse pronunciano nel corso di tutta la narrazione.Cosi’ essi diventano sempre piu’ verosimili e risaltano a tutto tondo,piu’ li comprendi e piu’ ti prendono, come se fossero reali.le voci di ognuno come di diversi tipi umani,la cecilia che trapianta nel nuovo mondo,i suoi principi di ragazza del sud,radicati al punto da saperli reinterpretare senza stravolgerli per applicarli a situazioni sconosciute.Lisbeth invece e’ la donna americana che si crea una corazza di impenetrabilita’ sentimentale per sopravvivere a un mondo di violentati e violentatori (ruoli nn definiti ,ma vicendevoli e interscambiabili), poi pero’ riacquista la sua identita’ piena e totale nel momento in cui si rinnamora.Questi sono tratti tipicamente femminili,per cui ogni lettrice vi si riconosce senza difficolta’.
    laura mi avvisava,per un delicato senso di pudica premura.che la lettura poteva spesso risultare scabrosa per le molte scene di sesso,di una certa crudezza.eppure anche in questo,non posso che riconoscere la piena coerenza concettuale:siamo nell’america degli anni venti,nella new york del probizionismo e dei gangsters,un mondo tumultuoso e degradato,incosciente ed effimero,che altro comportamento si poteva pretendere dai personaggi?anche il sesso in tali ,a volte impoetiche e basse esternazioni,fa contesto.D’altra parte neppure manca un pieno ed etico epilogo catartico,o sbaglio?
    di nuovo complimenti alle due autrici, che saluto affettuosamente.
    Non vi nascondo che leggerei volentieri anche i vostri altri libri.Ne sarei curiosissima.baci.

  67. @ Rigo
    Da quel che mi sembra di capire lei signor Rigo continua a omaggiare la psicoanalisi. Avrà i suoi buoni motivi.
    Ma Io ho i miei che, non disdegnando affatto la psicoanalisi, ritengono che la verticale parte dall’alto e non dal basso. Ne consegue che non condivido la tesi dell’inconscio prioritario alla coscienza, parola ben diversa dalla consapevolezza; da questa radicale diversità di pensiero e di comportamenti (che è sostanzialmente un fatto religioso oltre che etico) ritengo sia civile non giudicarsi male a vicenda. Tantomeno con la sufficienza intellettuale propria di chi non conosce il suo prossimo e che siede su troni di quella intolleranza che lei tanto combatte.
    La ringrazio.

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