Febbraio 1, 2023

11 thoughts on “CHI HA PAURA DI GIORDANO BRUNO (di Maurizio Di Bona)

  1. Maurizio, nulla cambierà mai in questa italietta plasmata da 1700 anni dalla chiesa cattolica, la cricca più astuta, raffinata, vorace, spietata e feroce prodotta dalla specie umana, la quale oltre ad aver imprigionato, torturato, bruciato vivi popoli interi, ha incatenato la mente degli uomini per manovrarli, dirigerli, dominarli. Non dimentichiamo, inoltre, che nel Concilio di Cartagine della fine del IV sec. d.C. (a cui partecipò anche Sant’Agostino, allora solo sacerdote) i vescovi cattolici proibirono a tutti, loro compresi, lo studio di qualunque opera filosofica e scientifica… tanta era la paura della Conoscenza. Contro questo spettacolo che è il disonore della razza umana, ogni tanto si leva qualche grido isolato… e il grido più forte venne proprio da Giordano Bruno. Nessuno mai, nella storia della chiesa, seppe sfidarla e tenerle testa con tanta luminosa tenacia (sette anni di processo… di cui non conosceremo mai il contenuto: Bellarmino dovette bruciare sia Giordano che gli atti, troppo pericoloso sarebbe stato lasciarli alla storia). E ancora oggi quasi tutti i politici, cantanti, campioni di formula uno, attori, comici e mafiosi continuano a prostrarsi quotidianamente ai piedi di questa conventicola di falsi cristiani (che riesce a muovere una massa elettorale più grande di quanto si possa immaginare). Il popolo di questa italietta è indifeso, negli ultimi anni i media hanno azzannato il gioco dei ventidue ometti in mutande che corrono dietro un pallone di cuoio rotondo e ce lo propinano 24 ore al giorno; la TV ci propina autentiche schifezze, mentre il film di Montaldo su Giordano Bruno venne trasmesso una ventina di anni fa solo in piena notte (alle 04.00): la sua storia, il suo grido ancora fa paura. Così come chi ne vuol ancora parlare. Tu sei una di quelle grida isolate, Maurizio (così come il tuo terribile libro)… ma un po’ meno sfortunato del grande filosofo nolano: a lui toccò il rogo di Campo de’ Fiori, a te “soltanto” il silenzio dell’editoria e dei media. Ma tu devi continuare a ricordare e ricreare il pensiero di Giordano Bruno con la tua penna, tenendo a mente le parole di Cioran: un libro deve frugare nelle ferite, deve provocarne di nuove, un libro deve essere pericoloso.
    Adriano Petta

  2. Mi sembra strano pensare che la figura di Giordano Bruno ancora oggi possa dare fastidio a qualcuno. Comunque in bocca al lupo per il libro, che pare interessante.

  3. Qualche giorno fa il sole 24 ore ha dedicato un ampio servizio a Giordano Bruno. Adesso non ricordo il numero ma se lo trovo vi comunicherò senz’altro i riferimenti. Mi risulta pure che la Chiesa cattolica abbia recitato il mea culpa in relazione ai suoi anni bui… anni in cui la Chiesa fu avvelenata e strumentalizzata dalla cupidigia degli uomini a danno di altri uomini…

  4. Purtroppo la figura di Giordano Bruno è ancora scomoda,perchè la chiesa ha paura di tutti coloro che possono pensare e rendersi conto che certi dogmi possono essere sfatati e poi non sono veri dogmi,ma sono stati creati da loro solo x plagiare il loro popolo.L’inquisizione e la censura intellettuale dei nostri giorni sono solo questo.

  5. Ma basta con questi continui attacchi alla Chiesa cattolica! La vogliamo far finita? Ma chi l’ha detto che di Giordano Bruno non se ne parla e non se ne può parlare? Ma se esistoni decine e decine di pubblicazioni su Bruno!
    Ma vogliamo essere seri?

  6. Il punto è un altro. Quello che non è concesso non è la decina di pubblicazioni scritte e ben riposte nel reparto seminterrato in alto sullo scaffale filosofia, dove chi non ha bisogno di occhiali può scorgerne il testo scritto in cirillico sulla costoletta in verticale del libro, quanto il far conoscere, soprattutto alle nuove generazioni, chi è stato e cosa pensasse Giordano Bruno.
    In altre parole l’oscuramento verte su immagine e medium. Pubblicare un libro che non viene esposto, ma rimane a giacere nascosto, perché nessuno sa che c’è non nuoce a nessuno.
    Io ho tentato di restituire a Bruno un volto, un’immagine appunto, fondamentale per ricominciare a ricomporre la memoria di questo grande filosofo, la sua “visione” dell’esistenza, del mondo …e dei mondi.
    Senza voler mettere in competizione i due frati ed entrare nel merito, chiedo quanti ricordano, ammesso che l’abbiano mai visto, la messa in onda del film su Giordano Bruno? Quanti invece il film, il fumetto, il cartoon, le fiction etc. di Padre Pio? Un qualsivoglia dibattito dedicato al Nolano in prima, seconda, terza serata?! Il problema si pone in termine di vera comunicazione che raggiunga sul serio il pubblico, oltre che di distribuzione e di informazione. Questo è quello che si cerca di evitare, perché avrebbe riscontro, farebbe pensare e riflettere. Pericolosissimo!

  7. Ricordo che Bruno non è ancora stato riabilitato, come Galileo, dai cattolici, pur avendo sempre sognato una chiesa di riferimento universale (Arca di Noé); non è stato ancora considerato un uomo moderno, più moderno di noi, come scrivono ancora certi storici, vedi la Foa,che farebbero meglio a leggerlo prima di scrivere; e continua purtroppo ad essere condannato anche da illustri ‘filosofi’: “Bruno, più che un filosofo, fu essenzialmente un mago rinascimentale” (Carlo Sini). Di Bona hai ragione, Bruno fa ancora paura (agli ignoranti). G.Ricchezza.

  8. vorrei ricordare che anche il prossimo 17 febbraio, come sempre da ormai diversi anni, ci sarà la passeggiata bruniana che ripercorre il tragitto fatto dal nolano dalle carceri a campo dei fiori. l’appuntamento è alle 21 davanti al palazzo del santo uffizio.

  9. Federico, tu la butti lì così, ma in effetti Bruno era uno che disprezzava profondamente chi passa la vita ad accumulare ricchezze, ingrassando, oziando e sfruttando, anzichè darsi da fare per cambiare lo status quo e diffondere libera conoscenza. 🙂

  10. Eh!Eh! Il nostro caro The Hand…ho avuto il privilegio di leggere il suo libro (anche se dovrei dire “gustare con gli occhi”) e devo dire che oltre a disegnare come già sapete, scrive anche straordinariamente bene. Il suo linguaggio è, secondo me, contemporaneamente forbito e diretto, chiaro e comprensibile. Forse ha uno stile a tratti un pizzico ampolloso e manieristico, mi riferisco alla scelta dei vocaboli, ma è uno che scrive alla grande, lo sa e lo vuole far vedere. E viva Dio! Mi sembra anche giusto!
    Ho gustato il suo volume, 51 pagine di testo ed altrettante tavole, estremamente scorrevole e piacevole, seppur amaro, in pochi minuti, ed alla fine mi è rimasta la stessa sensazione di quando vai in un ristorante di altissimo livello nel quale ogni portata non basta che a riempire le punte di una forchetta ed alla fine del pranzo devi andare da qualche altra parte a mangiare.
    Questa è la sensazione che ho avuto: un brevissimo, gustosissimo pranzo, condito da disegni superbi che contribuiscono a sentire meglio i sapori degli ingredienti.
    Se Maurizio non “sfonda” io non ho capito niente della vita.
    The Hand, ti auguro di raggiungere presto i successi che meriti.
    Un mare di complimenti da parte mia, per quello che possono valere.

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