Maggio 19, 2022

210 thoughts on “ORACOLO STREGHESCO 2008

  1. Intanto ripropongo le domandine:

    1. Avete avuto modo di leggere uno o più dei suddetti libri?

    2. Cosa ne pensate?

    3. Tra quelli citati, chi è l’autore che preferirete?

    4. Chi è che merita di vincere?

    5. E chi è che invece vincerà?

  2. Vi prego – se possibile – di evitare le solite polemiche legate al Premio. Più che altro per evitare di ribadire le solite considerazioi e di annoiarci reciprocamente.

  3. Per ogni posizione indovinata riceverete un punteggio sulla base della “tabella” sottostante

    Prima posizione = punti 5

    Seconda posizione = punti 4

    Terza posizione = punti 3

    Quarta posizione = punti 2

    Quinta posizione = punti 1

  4. Ehm… sarebbe auspicabile la presenza di almeno un arbitro/notaio.
    Chi si candida?
    Una coppia di volontari?
    Magari qualcuno che ha già maturato esperienze in tal senso?
    😉

  5. Non li ho letti, non li conosco e proprio per questo potrei fare “il notaio”. Chi si mette con me?
    🙂

  6. Vorrei una/un compagno di gioco meno creativa/o di me e più scrupolosa/o nel rispettare le regole. Chi ci sta?
    🙂

  7. Ha già vinto, preventivamente, il numero 764,
    cioè il romanzo di mio cugino Ernesto intitolato:
    ” Di come il Minno Pupì combattè con suor ErsiliaTrombetti e ‘n ce ne venne gran marasma”

  8. @ miriam:
    non ho letto nessuno dei libri elencati da massimo. mi sono buttato pensando agli autori dei medesimi e di come si parla di loro. a volte (anzi spesso) i premi sono un tributo a una tendenza più che a un libro. le considerazioni della giuria vanno al di là o al di qua del peso specifico di un’opera. e l’omo campa!

  9. @ miriam sempre:
    grazie e complimenti per esserti presa questa rogna da segnapunti.
    ti aiuterei, ma sai che sono un casinista estemporaneo e passo al pc circa dodici ore al giorno per lavoro. se tentassi di fare il pallottoliere umano creerei un casino tale che il signor kataweb oscurerebbe questo blog. tu ce la fai da sola, senza dubbio, ma speriamo che qualcuno si offra come co-ragioniere.

  10. No, non li ho letti e questa mattina sono di umore nero quindi mi verrebbe da dire che un Mondatori non vince perche’ Ammaniti ha gia’ vinto lo scorso anno. Sta botta toccherebbe a Rizzoli, ma non e’ in gara (come mai?), allora per par condicio magari tocca a Feltrinelli. Per essere meno acida di quanto mi venga naturale dopo aver avuto ennesima conferma che oggi le case editrici grosse ti puntano solo se hai caratteristiche peculiari (lesbica, anoressica/bulimica, vittima di incesto, vittima di stupro, adolescente problematica, vittima di clamoroso caso di mobbing, depressa con tendenze suicide, meglio se tutte queste caratteristiche insieme vengono riversate in un diario senza capo ne’ coda e soprattutto senza una trama…) direi che a naso mi piace Vico del fico al Purgatorio di Giuseppina De Rienzo, edito da Manni. Bel titolo e casa editrice non strombazzata. Sarebbe un bel premio Strega, dai.
    Laura

  11. Oh oh…anche io non li ho letti, ma confesso che un paio di questi sono in programma. Intanto, ho ordinato qualche giorno fa “non avevo capito niente” di De Silva. Poi mi ispira da tempo “la solitutine dei numeri primi” di Giordano. Però ammetto che anche Vico del fico al Purgatorio della De Rienzo è un titolo ammiccante. E poi, e poi, beh, anche il buio del mare è un titolo che mi prende.
    Insomma, stilare una classifica a sensazione non è facilissimo. In attesa di iniziare a leggerne qualcuno (e quest’anno mi sa che li leggo tutti), provo così:
    1) Kubati
    2) Giordano
    3) De Rienzo
    4) Rea
    5) De Silva

  12. *1 – Ruggero Cappuccio*
    2 – Cristina Comencini
    3 – Diego De Silva
    4 – Paolo Giordano
    5 – Ermanno Rea
    Il 1° classificato sarà un risultato a sorpresa! Il 2° è dovuto alla casa editrice Feltrinelli e il 4° classificato è l’unico punto in comune con Enrico; anche se, Ermanno Rea è difficile, data la piaga nazionale di Napoli e il successo di Gomorra: non pensare a un contributo/riconoscimento politiconazional……..Rizzoli!
    Visto letto e approvato dal mago di Tobruk, alias
    Luca Gallina e grazie a Miriam ché oltre a essere un vera creativa/artista è anche molto generosa!
    P.S. Caro Massimo:dobbiamo anche leggerli? Speriamo di No, altrimenti che divinazione sarebbe?

  13. Si, io ho letto ‘Le seduzioni dell’inverno’.
    Una storia intensa, che ruota attorno alle emozioni, all’apparente non sentire, e alle scelte fuori controllo. E’ un pò un gioco di equivoci, all’inizio, poi diventa un viaggio in un universo di vite aggrovigliate, che conoscono il sapore di ogni giornata ma forse cercano comunque l’aroma più dolce del domani condiviso.

    Ci sono anche dei riferimenti molto concreti al micro-macro mondo dell’editoria come a voler punzecchiare il lettore (o il potenziale autore?).

    Ne ho scritto qui:
    http://declinatoalfemminile.menstyle.it/archive.php?eid=95&cid=6732

    ” […] Lui detestava certe formule del parlare comune. Per filo e per segno. Dava in escandescenze, che cosa vuol dire, sceglietele le parole, le parole hanno un’anima… era uno dei suoi numeri fissi in società. Gli amici si divertivano. La passione per le parole, a non averne altre, può farti accettare nel gruppo. Chi è senza passioni non ha fascino. Non ha diritto a essere amato. ” (pag.130)
    ———-
    @Massimo: non mi faccio pregare… mannaggia alle volte…

    Barbara

  14. Caro Massimo, grazie per questa ennesima opportunità di sana convivenza, fino a quando possiamo cambiare ciascuno di Noi la classifica personale? E se volessimo creare, per favorire il notaio/i interni, più amici di scrittura che puntano sulla stessa classifica: faccio un esempio, per il momento sembra che un voto sicuro fin’ora,siamo solo in tre, ce l’abbia De Silva,Giordano, e Rea: l’ordine in classifica è importante, se ci si metterà d’accordo, forse, sarà più condiviso questo pronostico,spero!
    Ciao,
    Luca
    Luca Gallina

  15. Purtroppo non ho letto nessuno di questi libri, tuttavia stilo una classifica ispirandomi al metodo che definirei “De Carlo”.
    1 – Ermanno Rea
    2 – Diego De Silva
    3 – Paolo Giordano
    4 – Cristina Comencini
    5 – Ruggero Cappuccio

  16. Bene, sto segnando, facciamo che a mezzanotte posterò il punteggio provvisorio.
    – Si vota ogni giorno o no?
    – io mi esprimerò questa sera
    Enrico, lo so che stai tanto al computer, comunque visto che sei un assiduo, butta ugualmente un occhio informale alla classifica.
    …L’invito si estende a tutti gli “elettori”, perché saranno loro stessi a riconoscere il proprio voto: io segno solo i punti per gli autori e non l’appartenenza del voto espresso (sarebbe troppo complicato). Quindi: Occhio a tutti e in campana.
    Ciao
    🙂

  17. Non ho letto nessuno dei libri, perchè sono nel mezzo de “La messa dell’uomo disarmato” di Luisito Bianchi e perchè di solito leggo i “libri di successo” quando il successo è bello che finito, per non partire con pregiudizi o influenze della critica… ma proverò lo stesso a fare la classifica

    1. Rea
    2. Kubati
    3. Giordano
    4. D’Amicis (esco ora da Silone.. mi avrà influenzato nella scelta???)
    5. Ravera

  18. non li ho letti.
    non credo li leggerò. se devo essere sincera. non ce n’è nemmeno uno che così, a pelle, mi ispiri in modo particolare.
    tenderei ad accodarmi a mario. il libro del cugino ernesto mi pare degnissimo.
    🙂

  19. però a pensarci bene ”non avevo capito niente” è un bel titolo..
    voto de silva.
    gli altri non ho proprio idea.
    sorry massimo
    🙂

  20. ORACOLO STREGHESCO
    Un titolo più adatto non si poteva trovare. Oracoli “sentenze date con tono di grande autorità e sussiego” di chi non ha letto i libri. Ma siccome questo è un gioco, mi sono organizzata di conseguenza.
    Ho fatto le punte lunghe (con il coltellino) a cinque pastelli, con cui contrassegnerò i vostri voti, i colori scelti sono questi:
    -arancio mango per la prima posizione
    -azzurro veronese per la seconda
    -verde limone per la terza
    -rosa fragola per la quarta
    -giallo sole (cromo) per la quinta
    Sarebbero colori estivi, anche se qui, alle falde del Resegone tutto è grigio e coperto dalle nuvole come in un tristissimo novembre. Ma la speranza è forte! Aspetto il sole.
    🙂

  21. Non ho letto i libri di cui sopra, ma di alcuni di quegli autori ho letto opere abbastanza recenti, e cioè: Ermanno Rea, Pulizie di primavera; Lidia Ravera, “Se avete quesiti da porci”; Cristina Comencini, “Padri e nasi”; Ron Kubati, “Un’altra prospettiva” (scritto con lo pseudonimo di Rom Rubati); Carlo D’Amicis, “In cuor suo. Refusi famigliari”.
    La mia classifica segue lo stesso ordine.
    Ciao,
    Gaetano

  22. @ laura costantini…..vagamente off topic:
    dimentichi i libri su mafia, camorra, banda della magliana (questi ultimi spesso scritti da chi se dovesse andare da piazza navona alla magliana si perderebbe anche col navigatore).
    Poi abbiamo la serie baby-cubiste, baby-sniffatrici, baby-pompinare, baby-baby, mini-baby, bulli drogati, bulli picchiatori, bulli che me-lo-succhi-e-ti-riprendo-col-telefonino, bulli che poi-non-contento-mando-il-video-a-youtube.
    Insomma Laura, se ti ostini a scrivere libri documentati e interessanti sarà mica colpa degli editori, eh?

  23. Carissimo come al solito cerchi di pungere e ci riesci. Io non ho letto i volumi citati allo Strega e credo che non ne leggerò alcuno, perchè (perdonami tu hai detto non accendete polemiche!) non credo ai premi, che ci offrono quello che vogliono, giocando sempre sulle case editrici che detengono il potere.
    Eccoti le mie previsioni:
    1- Diego De Silva (Einaudi)
    2- Paolo Giordano (Mondadori)
    3- Cristina Comencini (Feltrinelli)
    4- Ermanno Rea (Rizzoli)
    5- Ruggero Cappuccio (Sellerio).
    Quando la stampa avrà il coraggio di scrivere una “recensione” che sia una stroncatura per volumi che non valgono un fico secco? Allora si che potremo credere nel suggerimento di leggere qualche libro che ne valga la pena.
    Credo che mi giudicherai un pessimista, ma sono in un periodo di contrasto con la cultura ufficiale.
    Antonio Spagnuolo

  24. Ragazzi, è vero che parlare (scrivere) di cose che non si conoscono è un po’ uno sport nazionale, però, anche se stiamo giocando, perché non facciamo un piccolo sforzo per dare alla divinazione oracolare-streghesca, più appeal? Più charm?
    Oggi, nel leggere le terze e quarte di copertina, dei libri in concorso, pensavo a voi: ce n’è per tutti.
    Nelle nostre diversità possiamo scoprire in quei 12 libri, quello a noi più vicino. Quindi, sfogliarlo, iniziare a leggerlo e anticipare qui, mentre stiamo giocando, le impressioni. Oltre il voto, propongo l’adozione.
    @ Riccioli, Massimo proporrei: La notte dei due silenzi di Ruggero Cappuccio, romanzo storico, ambientato nel Regno delle due Sicilie.
    @ Didò: L’illusione del bene di Cristina Comencini. Protagonista è un ex comunista in crisi esistenziale, emotiva e d’appartenenza politica.
    @ Me: La guerra dei cafoni di Carlo d’Amicis. Il titolo fa pensare a quel bellissimo film di Yves Robert del 1962 “La guerra dei bottoni”, aggiornata al presente.
    @ Zappulla : Vico del fico al Purgatorio di Giuseppina De Rienzo, storia nera narrata con humor
    @ Laura Costantini: Non avevo capito niente di Diego De Silva, storia tragico grottesca di lavoro e “immaginazione”
    @ tutti, perché non continuate voi a proporre o scegliere il libro da adottare durante il gioco????
    Restano:
    – La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano
    – Il buio del mare di Ron Kubati
    – La cuspide di ghiaccio di Giuseppe Manfridi
    – Razza bastarda di Cristina Fasciola
    – Tre volte invano di Emiliano Poddi
    – Le seduzione dell’inverno di Lidia Ravera
    – Napoli ferroviaria di Ermanno Rea
    Ciao, il mio posso anche barattarlo….

  25. Ma…. faccio un esempio terra terra perchè io certi sofismi non li comprendo ma, se mi chiedessero “preferisci Ligabue, Vasco, Lennon o Jenis Joplin” riuscirei certo a stilare la classifica. Magari poi non conosco tutte il repertorio di ogni cantante, però penso che riuscirei a farmi un’idea per una classifica su blog.
    Leggere i libri di qual si voglia concorso, significa fare i giochi delle case editrici e quindi preferisco leggere qualcosa se per me ne vale la pena, se mi piace onde evitare di prendere certe “sòle” (si dice così Enrico???) da carta patinata e quadricromia.

  26. Precisazione…
    per Miriam e per tutti

    Per se volete scegliere una cinquina al giorno (anche cambiando l’ordine dei prescelti… o inserendo nuovi titoli) va bene. Tanto è solo un giochino.
    Decidiamo assieme, però.
    Voi che ne dite?
    Possiamo costruire insieme una specie di regolamento (o di regole del gioco).
    La somma delle votazioni/elencazioni darà luogo all’oracolo streghesco collettivo della community di Letteratitudine.
    Ma c’è un altro aspetto del gioco… quello, appunto, che consentirà il conferimento del titolo di “oracolo streghesco 2008” tributato a un singolo.
    Tale “attribuzione” potrà avvenire solo dopo la conclusione del Premio Strega, ciò dopo che saranno noti il nome del vincitore e la graduatoria dell’intera cinquina.
    Vincerà chi, con le sue votazioni/elencazioni, si avvicinerà di più alla graduatoria finale (quella vera).
    Per far ciò, però, sarà necessario un conteggio certosino.
    Faccio un esempio…
    Immaginiamo che la graduatoria finale (quella vera) sia la seguente:
    1) Ermanno Rea
    2) Paolo Giordano
    3) Ron Kubati
    4) Giuseppe Manfridi
    5) Carlo D’Amicis

    Ora prendiamo la cinquina prevista da Enrico Gregori (che è la seguente):
    1) Ermanno Rea
    2) Ron Kubati
    3) Giuseppe Manfridi
    4) Paolo Giordano
    5) Carlo D’Amicis

    Nella fattispecie Enrico avrebbe indovinato la prima e l’ultima posizione.
    Sulla base dei punteggi previsti per ciascuna posizione…
    Prima posizione = punti 5
    Seconda posizione = punti 4
    Terza posizione = punti 3
    Quarta posizione = punti 2
    Quinta posizione = punti 1
    … Enrico avrebbe guadagnato 6 punti (5+1).
    Insomma… colui che realizzerà il massimo punteggio – sulla base di quanto sopra espresso – si porterà a casa il trofeo letteratitudiniano di “Oracolo streghesco 2008”.
    Cosa ne dite?
    Sono riuscito a spiegarmi?
    Troppo complicato?
    Cosa

  27. Ad Antonio Spagnuolo,
    non e’ elegante parlare di se’, ma se cerchi qualche ”stroncatore” eccomi qua. Non lo faccio di professione, ma quando ci vuole, ci vuole.

    La mia classifica dello Strega 2008:
    1- P. Giordano.
    2- E. Rea.
    3- C. Comencini.
    4- D. De Silva.
    5- L. Ravera.

  28. Più tardi esprimerò il mio personale oracolo.
    Voi continuate a giocare (ricordatevi che è solo un giochino, eh?).
    Mi raccomando… dovete elencare non sulla base dei più meritevoli (a vostro giudizio) ma cercando di prevedere come secondo voi andrà a finire.
    Buona cena.

  29. Gasp… Spero che qualcuno si sia reso conto che i titoli del mio elenco, abbinati ai nomi veri degli autori in questione, stilato sette o otto commenti prima di questo, sono tutti inventati…(anche lo pseudonimo Rom Rubati…). O il mio tentativo umoristico è stato troppo criptico o troppo penoso…
    Qui finalmente (in Toscana) è una bella sera di primavera. Un abbraccio a tutti e buona serata,
    Gaetano

  30. @Gaetano,
    ciao ho capito che i titoli erano così, un po’ strani, quando ho letto quello di Ravera: però ho tenuto conto del nome degli autori…cancello?

    @ Massimo
    Allora, io avevo diviso e contato i nomi per cinquine; cioè ho elencato al primo posto tutti i nomi espressi per il primo posto, poi al secondo e così via (chi ha più voti si classifica).
    però c’è un problema; Giordano, per esempio vincerebbe il secondo, il terzo e anche il quarto. Allora, se per voi va bene procederei così: conto i voti (una testa e un voto) e alla fine otteniamo la classifica. VA BENE?
    resto in contatto, ditemi…..
    Poi, spetta agli “elettori” ricordarsi per chi avevano votato e ognuno si presenta con il suo punteggio. Io controllerò!
    OK!
    bacioni, adesso conto e poi più tardi voto.

  31. @ Massimo
    LA LOGICA MATEMATICA CI SFUGGE: sono possibili combinazioni infinite.
    Ho contato i voti (una testa e un voto):
    -Rea e Giordano sono in testa con 6 voti ciascuno
    -De Silva 7 voti
    – Comencini e Kubati 4 voti ciascuno
    – Cappuccio e D’Amicis 3 voti ciascuno
    -Ravera e De Rienzo 2 voti a testa
    —————————————————————————————
    Contando per cinquina (il primo di ogni posizione)
    – Rea al primo posto con 4 voti
    – Giordano/Kubati al secondo posto con 2 voti a testa
    – Comencini/Giordano al terzo posto con 2 voti a testa
    – Rea/Giordano al quarto posto con 2 voti a testa
    – Cappuccio/D’Amicis con 2 voti a testa
    —————————————————————————————-

    meglio stabilire la classifica con una testa e un voto, poi ognuno si fa il conteggio (come quando si gioca a carte), chi ha più ori vince! E si reclama oracolo.
    🙂

  32. Io purtroppo non ho letto i libri…e la classifica l’ho pensata sulla base della bellezza dei titoli!
    Ecco:
    1-Cappuccio: la notte dei due silenzi
    2-De Rienzo:Vico del fico al purgatorio
    3-Giordano: la solitudine dei numeri primi
    4-Poddi: tre volte invano
    5-Ravera : le seduzioni dell’inverno…

  33. Simona, i tuoi titoli sono un racconto. Una storia che è andata malissimo, uno dei due paga e si fa un giro quasi infernale meditando sulla impossibilità di comunicare. Tre volte ci prova e riprova (invano) e poi stremato dalla fatica e dal tempo trascorso si abbandona ad un caldo inverno in un altra parte del globo. bene.
    ciao e bacioni

  34. @Miriam…ma perchè la storia deve essere così catastrofica? due silenzi sono di chi si guarda negli occhi, vico del fico al purgatorio di chi aspetta il paradiso, la solitudine dei numeri primi di chi vive nel mondo della logica, tre volte invano di chi si ostina a ricominciare, le seduzioni dell’inverno di chi non aspetta l’estate per farsi sedurre…

  35. Allora… prima di esternare il mio oracolo, concordo con quantoha scritto Enrico.
    Che decida Miriam! Notaio e giudice di questo giochino.
    Che lei stabilisca le regole e gli altri si adeguino!

  36. In ogni caso – giusto per giocare con i numeri, eh – la mia idea era questa.
    Facciamo l’esempio utilizzando le preferenze dei primitre votanti
    Partendo dalla solita tabella:
    Prima posizione = punti 5
    Seconda posizione = punti 4
    Terza posizione = punti 3
    Quarta posizione = punti 2
    Quinta posizione = punti 1

    ENRICO GREGORI
    1) Ermanno Rea, 5
    2) Ron Kubati, 4
    3) Giuseppe Manfridi, 3
    4) Paolo Giordano, 2
    5) Carlo D’Amicis, 1

    SILVIA LEONARDI
    1) Kubati, 5
    2) Giordano, 4
    3) De Rienzo, 3
    4) Rea, 2
    5) De Silva, 1

    LUCA GALLINA
    1 – Ruggero Cappuccio, 5
    2 – Cristina Comencini, 4
    3 – Diego De Silva, 3
    4 – Paolo Giordano, 2
    5 – Ermanno Rea, 1

    TOTALE
    Rea, 5+2+1=8
    Kubati, 4+5=9
    Manfridi, 3
    Giordano, 2+4+2=8
    D’Amicis, 1
    De Rienzo, 3
    De Silva, 1+3=4
    Cappuccio, 5
    Comencini, 4

    GRADUATORIA
    Kubati, 9
    Giordano – Rea, 8
    Cappuccio, 5
    De Silva – Comencini, 4
    De Rienzo – Manfridi, 3
    D’Amicis, 1

    Conteggio da pazzi, vero?

  37. Ed ecco il mio oracolo (premesso che faccio il tifo per De Silva e D’Amicis).
    Io dico che la cinquina sarà codesta (e in codesto ordine).

    1. Cristina Comencini con “L’illusione del bene” (Feltrinelli)
    2. Ermanno Rea con “Napoli Ferrovia” (Rizzoli)
    3. Diego De Silva con “Non avevo capito niente” (Einaudi)
    4. Paolo Giordano con “La solitudine dei numeri primi” (Mondadori)
    5. Carlo D’Amicis con “La guerra dei cafoni” (minimum fax)

  38. @ Enrico: non ho capito la battuta
    @ Massimo: o in matematica avevi brutti voti e qui ti stai vendicando, oppure ad avere problemi sono io. Sei complicatissimo.
    Vi rispondo dopo.

  39. Scherzi a parte, Miriam. Effettua i conteggi come meglio credi… come ti viene più semplice. Davvero.
    In fondo questo non è altro che un giochino per stare un po’ assieme con simpatia.
    un giochino poco serio.
    Mica come il Letteratitudine book award
    Vuoi mettere?
    🙂

  40. @ Miriam
    no, non cancellare. Puoi tenere conto del nome degli autori e dell’ordine in cui sono inseriti nella lista. Ti ringrazio. Buonanotte,
    Gaetano

  41. @ Massimo:
    allora il conteggio lo fai tu; io mi limito a segnalarti le quote raggiunte dagli autori nelle posizioni. Eccole, sono ufficiali:
    prima posizione:
    5 x( Rea 5 , De Silva 2, De Rienzo 1, Cappuccio 1, Comencini 1, Kubati 1)
    seconda posizione
    4x (KUBATI 2, GIORDANO 2, COMENCINI1, DE SILVA 1, REA 1, D’AMICIS 1)
    terza posizione
    3 x( COMENCINI 2, GIORDANO 2, DE RIENZO 1, DE SILVA 2, MANFRIDI 1 )
    quarta posizione
    2 x ( GIORDANO 3, REA 2, COMENCINI 1, D’AMICIS 1, KUBATI 1, RAVERA 1)
    quinta posizione
    1 x ( D’AMICIS 3, CAPPUCCIO 2, DE SILVA 1, RAVERA 1, GIORDANO 1)
    ecco, adesso conta come credi e buon divertimento.
    🙂

  42. punti autori:
    Cappuccio, 7
    Comencini 17
    D’Amicis 9
    De Rienzo 8
    De silva 21
    Giordano 21
    Kubati 15
    Manfridi 3
    Masciola 0
    Poddi 1
    Ravera 3
    Rea 34
    ————————————————————————————

  43. Carissimo Sergio Sozi non ho compreso bene il tuo commento a me rivolto. Mi spiego – non ho compreso in particolare la frase :”non è elegante parlare si se”. Perdonami – ti riferisci a te stesso o addebiti qualche mia “caduta” nel commento da me inviato?
    Se – come si evince dal tuo scritto – sei pronto a “stronacature”,perchè non ne fai leggere qualcuna? Io sono ansioso di individuare finalmente suggerimenti validi nella scelta di volumi validi.
    Buon lavoro e continuiamo ad arricchire il blog dell’amico Massimo, che lo merita.
    Antonio Spagnuolo

  44. Io oracolizzo in questo modo…..
    I – Rea
    II – Comencini
    III – De Silva
    IV – Giordano
    V – Ravera
    Smile

  45. Grazie mille per i conteggi, Miriam. Davvero
    Ma dimmi… consentiamo di “votare” più di una volta oppure decidiamo che è possibile fornire la propria previsione una volta sola?
    Che dici?
    Io opterei per la seconda, così ci semplifichiamo la vita.

  46. @ Sergio e Antonio
    Secondo me non è vero che sono sparite le stroncature. Anzi, mi pare che ci sia una sorta di rifioritura perversa della stroncatura.
    Pur non praticandola (per scelta personale) credo che anche la stroncatura possa essere utile (anche all’autore stroncato, non solo al lettore) se fondata ed esposta a fini costruttivi (e non solo distruttivi).
    Il punto è che alcune volte si ha l’impressione che la stroncatura sia una forma di vendetta o un mero atto di cinismo, oppure un nemmeno tanto velato atto di pavoneggiamento da parte del critico (ho scritto: alcune volte… non “sempre”, eh).
    Alcune celebri stroncature… recenti?
    Potrei fornire un lungo elenco. Faccio solo alcuni esempi (a memoria).

    – Citati e Ferroni (e molti altri) hanno stroncato Baricco in tutte le salse.
    – Cortellessa ha brutalmente stroncato “Come Dio comanda” di Ammaniti su “La Stampa”.
    – Sempre su “La Stampa” ricordo una stroncatura di Sergio Pent all’ultimo romanzo di Giorgio Faletti.
    – Mi ricordo una mezza stroncatura di Giovanni Pacchiano ai danni di “Colomba” di Dacia Maraini sul “Domenicale” del Sole24Ore.
    – Massimo Onofri ha stroncato Umberto Eco e Salvatore Niffoi.
    – Antonio D’Orrico, di recente, ha stroncato Giuseppe Genna.
    Potrei continuare.
    La lista è molto lunga.

  47. Sì, è meglio la seconda….
    fammi sapere cosa devo fare; nel frattempo restiamo che questa sera riconto e posto il punteggio.
    Ciao, Miriam

  48. Nulla di particolare, Miriam… stai già facendo molto.
    🙂
    Questò sarà un “long post”. Quando pubblicherò i nuovi lo avanzerò di volta in volta lasciandolo sempre in seconda posizione.
    Si può votare fino al giorno prima dell’enunciazione della cinquina.

  49. “Il punto è che alcune volte si ha l’impressione che la stroncatura sia una forma di vendetta o un mero atto di cinismo, oppure un nemmeno tanto velato atto di pavoneggiamento da parte del critico (ho scritto: alcune volte… non “sempre”, eh)”
    🙂
    Nei confronti di Ammaniti poi, nessuno si è tirato indietro. Cortellessa leader (ma chi “era” costui?)

  50. ho letto solo il libro di De Silva, l’ho trovato non male,e lui mi pare simpatico(hoa ssistito auna bella presentazione del libro).
    Per quanto riguarda il libro del mio concittadino Giordano, non mia ttira molto leggerlo…però ha proprio fatto il botto.
    Off topic:c’è un libro che mi attira molto :’L’uomo eil suo amore’, dell’Alcide Pierantozzi.Mi piacerebbe leggere un tuo parere.

  51. Luca Gallina
    @Miriam
    Ho voluto accogliere il tuo invito a non rimanere sospesi solo sul piano del pronostico, della divinazione bensì : di approfondire ed per questo che io ho preso la mia sfera di cristallo – internet – e ho visto……visto. Vediamo meglio di che si tratta: una quaterna finora di nominativi votati ripetutamente sono in ordine alfabetico: C.Comencini – Ed.Feltrinelli,curriculum notevole: scrittrice,regista teatrale e cinematografica;D.De Silva – Ed.Einaudi, curriculum eccellente e corposo:giornalista, avvocato penalista, scrittore,tradotto in più lingue, film tratti dai suoi libri, sceneggiatore di film ;P.Giordano – Ed.Mondadori, curriculum universitario apprezzabile: al suo esordio è già in testa alle classiche di vendita in Italia – è l’unico dei dodici selezionati allo Strega – per il momento : piace al mercato e l’editore è prestigioso;E.Rea – Ed.Rizzoli,curriculum colossal considerata l’età di 81 anni: giornalista,scrittore,saggista: probabile candidato al premio Strega per la carriera, forse;
    Rimangono gli altri nomi di scrittori per la composizione della cinquina e quelli già citati sempre in ordine alfabetico, sono: …….nel prossimo post!
    Ciao Miriam
    Luca Gallina

  52. @Miriam
    Per il momento allego solo il mio 5°, ché devo uscire al volo:
    R.Cappuccio – Ed.Sellerio, curriculum eccellente,corposo,riconoscimenti a bizzeffe: scrittore,saggista,drammaturgo,regista teatrale e di cinema, sceneggiatore,forse ho dimenticato qualcosa;
    Non potendo continuare per via del tempo tiranno, ci tenevo a dimostrare che più del 60% degli scrittori presi in considerazione dal Premio Strega: sono scrittori eclettici che usano e sanno far confluire più tecniche espressive utili alla loro creatività e ai loro personaggi: certo condividendo con altri autori la loro creatività e le loro idee: non so bene se si può definire contaminazione della scrittura letteraria: certo è che cogito ergo sum deve coniugarsi, oggi più che mai, con l’azione e dare vita pubblica alle proprie idee e personaggi;
    certo questo secondo me,e secondo Voi?
    Ciao Miriam,
    Luca Gallina
    P.S. Segnalo G.Manfredi: curriculum tosto, anche Lui multimediale! Già segnalato del resto da l’amico E.Gregori.

  53. Manco io ho letto i libri e pure io come Simo mi lascio prendere dai titoli…
    La solitudine dei numeri primi – che io adoro – è un titolo bellissimo! Non vi sentite anche voi a volte dei numeri primi?

    1. Giordano
    2. Cristina Comencini
    3. Masciola
    4. Ravera
    5. Rea

  54. @ Laura:
    sei la Laura di Torino, quella dello “Strano caso del dott…”? la stessa che vuole iscriversi a Lettere?
    Allora, io avrei contato la tua simpatia per De Silva come dichiarazione di voto, e l’ho appuntata nel primo posto, equivalente a punti 5. Per il resto mi farai sapere.
    Invece per quanto riguarda L’uomo e il suo amore, dell’Alcide Pierantozzi, mi spiace ma non lo conosco, non poso dirti niente. Sto leggendo invece, con grande partecipazione il libro di Antonio Scurati, Una storia romantica: un testo straordinario. Lo conosci? Io non leggo mai quello che scrivono i critici, li snobbo con piacere, e solo dopo aver letto il testo vado per curiosità a leggere le loro recensioni. A volte concordano con quello che penso, altre volte no. Questo libro di Scurati è forte e il soggetto, il vero soggetto di tutta la narrazione, è il pudore. C’è anche un certo gioco verso le Lettere di Jacopo Ortis del Foscolo, non male veramente…..te lo consiglio… ciao, Miriam

  55. Caro Antonio Spagnuolo,
    pensavo che si evincesse chiaramente dalla sintassi presente nel mio commento che stavo parlando di me stesso. Insomma mi sembra inelegante dire ”eccomi qua: sono io che faccio bene questo”. Onde per cui mi scusavo anticipatamente con te.
    Comunque eccoti una mia recente stroncatura, apparsa altrove sul web. Si parla de ”La Compagnia dei Celestini” di Benni.


    ”Stefano Benni: si replica”

    Chi replica? Il titolo è ambiguo. Ecco, lo dico chiaramente: in primis io, senza dubbio; perché, essendo rimasto aggrappato al Benni narratore del ”primo ciclo”, quello dei racconti concludentesi con un romanzo-spartiacque intitolato ”La Compagnia dei Celestini” (Feltrinelli 1992), questo libro io l’ho preso in mano solo pochi giorni fa per (affettuosa? anche) paura di vedere nella lunga bibliografia del Nostro anche dei romanzi anticipatori di una certa qual misera inconcludenza lungonarrativa attuale – un timore già intuibile come atmosfera nel Novantadue e tutt’ora in me sedimentatosi anche retroattivamente parlando.
    Dunque qui dichiaro di replicare – nel senso di arrivare in coda dopo molto tempo a far da controcanto stonato – cosí esponendo solo nel Duemilaotto un qualcosa di critico a proposito di tale opera che ora nessun osservatore rilegge e commenta per oltrepassati limiti massimi di commentabilità (ma anche, facile da dedurre, causa palese ed oggettiva scarsità d’importanza di lavori simili nel quadro storico del romanzo italiano contemporaneo).
    Poi, però, l’altro replicante è Benni stesso. In una diversa e ben piú mascherata, nonché fallimentare, accezione: lui, con ”La Compagnia dei Celestini”, ripropone nel 1992 agli ultimi suoi seguaci storici una summa di racconti affastellati alla malepeggio con il contentino di un finale posticcio, riciclato e presuntuosamente poetico, ovvero con la solita miscellanea di fantascienza e visionarietà realistico-fiabesca ben poco significativa – ad andare oltre la magra poetica dello scugnizzo arrabbiato e del cartone animato ”sine pausa”. Si tenta, insomma, con il traghetto di questa debole opera, di oltrepassare il guado del fiume-romanzo che si pone, minacciosamente, fra la sponda dell’intrattenimento adolescenzial-rivoltoso degli anni Ottanta e l’approdo della chiara esigenza di proporre qualche elaborazione filosofica sostanziale – significati questi che i suoi ormai cresciuti bambinelli-seguaci sapeva che avrebbero nei Novanta esatto da lui, papà sempre buon affabulatore, burchiello e sommo retore ma, oibò, in fondo pur sempre e solo cantastorie di palese inadeguatezza rispetto a stesure compiutamente romanzesche.
    Quindi cosa si fa? Si piazza sul mercato la solita girandola di esagerazioni fumettistiche (ottime per i ”bamboccioni” viziati e incazzati di ieri e di oggi, ad evidente avviso dell’autore), legate fraternamente con lo spago e lo sputo dentro lo scorrere di un intreccio quantomeno sempliciotto; le si correda di un’ammiccante – tutto in Benni ammicca ma niente propone o dice – apocalissi finale. Infine si aspetta con la lira in mano: l’Italia brucia (Pardon, Gladonia) ed io, Nerodidone, ne canto la preconizzata e giusta fine! Dopo ecco: eseguito il fatal mandato di Giove Ultore sulla pellaccia della colpevole Trinacria, venga fatto largo, finalmente, alle poesie disperate e senzarima della senilità, ché il romanzo fa faticare troppo e richiede una raffinatezza tecnica alla quale, perdinci, mica si può chinare il capo in eterno! Uffa: ”Versus meus vita tua simul peritura” (sic, a pag. 281). L’ultima replica prima del suicidio narrativo dunque apre la strada alla prosapoesia di oggi, offertaci dalle opalescenti sembianze di una paula Fenice bolognese. Ergo: tutto si stampi purché sia reso – a chi sente di doverlo possedere onoris causa – l’eterno, celeste permesso di un adolescente autocompiacimento. Prosit, Stefano.

    Sergio Sozi

  56. Massimo,
    il problema non e’ tanto ”stroncare o non stroncare”, quanto invece ”essere onesti e competenti nel perche’ si stronca o si elogia”. Un critico onesto e serio, competente, in primis elabora una recensione che eviti di veder tutto nero o tutto bianco, ma comprenda anche dei grigi. Poi, ovviamente, la preponderanza dei toni scuri denota la stroncatura, la preponderanza dei toni luminosi va verso l’elogio. In alcuni casi e’ invece necessaria la stroncatura netta, la mannaia, ma sono casi limite e urgono per avvisare il lettore di non prendersi una palese fregatura, in un certo qual modo offensiva della sua dignita’ umana.
    Io ho scritto in tutto forse cinque-sei stroncature in vent’anni di attivita’, ma ne ricordo ora solo tre, che enumero qui:
    1) Sulle ”Canzoni” di Leopardi (Mondadori), curate da M. Santagata, il quale oso’ proporre ai lettori una ”traduzione in italiano corrente” delle poesie del Recanatese, con testo a fronte, come fosse uno straniero. Lo trattai come si deve. Santagata, eh.
    2) Su ”Morte di una primadonna slovena” di B. Svit (Zandonai). Un romanzo vuoto e morto, uno spasso per chi non ha altro da fare.
    3) La soprastante su Benni. Perche’ Benni lo amo e quel suo pretendere di fare cosa fuori misura per le sue doti mi irritava e stupiva.

    Ci sono tante stroncature in giro, dici? Mi sembra che in confronto alle serenate siano ancora troppo poche. Sara’ cosi’ forse perche’ fra cani non ci si morde. Ad andare a fondo ci sarebbe da stroncare la meta’ dei libri in circolazione. Dopo averne letto dieci pagine.

  57. Si si Miriam sempre io “lo strano caso di torino che (i)scrive lettere”
    Quoto il mio voto nel caso tu mi abbia confuso con altra Laura

    1. Rea
    2. Kubati
    3. Giordano
    4. D’Amicis (esco ora da Silone.. mi avrà influenzato nella scelta???)
    5. Ravera

    I Critici non li snobbo, li faccio solo decantare, come il buon vino, perchè le impressioni a caldo mi convicono poco, preferisco che sfiatino e prendano una boccata di ossigeno. Ci sentiamo tra un paio d’anni e rivoto :). Buona serata a tutti.

  58. Provocazione:
    E se i critici iniziassero a valutare non il libro edito ma il dattiloscritto prima che venga stampato, non sarebbe un bene per la Letteratura? Diremmo addio al novanta per cento dei testi e gli editor… gli editor… eehh.

  59. @Miriam Ravasio:vedo che c’è una certa proliferazione di Laure!
    Si, io sono un’altra laura, facciamo con la l minuscola, esi’, puoi contare il mio voto per De Silva, l’unico che ho letto, fra quei libri.
    i’Una storia romantica’,che combinazione, me l’hanno prestato in questi giorni.Non so se mi attira molto(a proposito, libroq uantomai stroncato).
    Di Scurati ho letto solo ‘Il sopravvissuto’, e , per quanto lo stmi, però non è proprio il mio genere.
    Però questa ‘Storia romantica’….si’, magari lo leggo.
    Grazie dell’indicazione, e un saluto atutti

  60. @Miriam Ravasio: aproposito, è cosi’ importante questa ‘ti bacio e ti amo nella sofferenza, tuo Jacopo’?
    ne ho sentito parlare , evidentemente è una cosa che ha colpito

  61. @ Sergio
    Nel ’92, ai tempi della Profezia, organizzai una mostra veloce (disegni a penna in china nera) che intitolai “I Lampadini”. Mi divertii enormemente… ma era già fumetto allora… (e non poteva essere altrimenti)…ho letto con piacere.
    Ciao

  62. @ laura (elle minuscola)
    è il contesto che è forte: Il Risorgimento e la retorica. il romanzo è diviso in tre parti e quello delle lettere che si rifà all’Ortis è nella parte centrale. “Ti bacio e ti amo nella sofferenza, come si deve amare. Tuo per sempre, Jacopo”. Le lettere che Jacopo scrive ad Aspasia terminano tutte così; ma il contenuto è altro, sono riflessioni sui giorni che seguirono quel momento di passione e rivolta delle Cinque Giornate. La restaurazione di un attimo, che in quel contesto è storico, ma che si può leggere come esteso alla vita, anche nostra. La donna e l’uomo. All’inizio del romanzo, Scurati riporta un brano (particolare) che Aspasia legge, ma che ben conosce perché è parte e struttura del pensiero fino a quel momento. Poi l’invenzione “il fumo, la civiltà” hanno inizio, e lì ci siamo noi. nelle pagini puoi riconoscere le immagini dell’arte, dell’art nouveau, la fascinazione decadente che tanto hanno condizionato la nostra cultura. Una storia romantica è un po’ come una “guida turistica” nel periodo storico, più celebrato, ma meno conosciuto. Gli Italiani rappresentavano un paese che non conoscevano ma ne sognavano un altro: L’America. Non ti dico di più. Se letto in un certo modo è anche molto divertente. (almeno, per me è così! Bravo Scurati!)
    Ciao. Ne riparleremo.
    🙂

  63. Classifica aggiornata a venerdì 23 maggio, ore 22,31

    Rea ( ieri 34) +5+5+1= 45
    Giordano ( 21)+5+4+2+3= 35
    De Sila (21)+5+5+3=34
    Comencini (17)+4+4+2=27
    Kubati (15)+4 =19
    D’Amicis (9)+2= 11
    De Rienzo (8)= 8
    Cappuccio (7)+1= 8
    Ravera (3)+2+1+1=7
    Masciola (0) + 3+1=4
    Manfridi (3)= 3
    Poddi (1)=1

  64. @ Miriam
    In effetti questo nuovo libro di Scurati è stato stroncato da più parti (non avendolo ancora letto non esprimo giudizi). Però le molteplici stroncature non gli hanno impeditodi vincere il Mondello e di essere amato da te (che è il premio più importante 😉 )

  65. @ Sergio
    Scrivi: “il problema non e’ tanto ‘’stroncare o non stroncare”, quanto invece ”essere onesti e competenti nel perche’ si stronca o si elogia”.

    Appunto. Quello è il problema. Io, in generale, sono un po’ diffidente.
    Poi ogni critico ha il diritto di esercitare il proprio gusto che può essere difforme da quello degli altri critici.
    Per esempio… Fa bene D’Orrico a esaltare Faletti (al punto di considerarlo il più grande scrittore italiano vivente) o fa meglio Pent a stroncarlo?
    Al lettore la parola finale.

  66. @ Miriam
    Ti ringrazio ancora una volta per la collaborazione e “ripomgo” questo post nelle tue mani.
    Non so se nei prossimi giorni potrò intervenire con facilità
    (problemi idraulici in casa… tubi spaccati, operai, ecc… ovvero: scocciature).
    Buonanotte

  67. Massimo,
    no, io direi ”alla coscienza e all’onesta’ del critico l’ultima parola”. Al lettore invece la lettura della recensione e l’ovvia capacita’ di accettarla o divergerne.

  68. P.S.
    Pent e D’Orrico non mi sembrano dei geni delle Lettere. Se miriamo basso troviamo di tutto e dobbiamo fidarci poco. Con Croce sarebbe diverso, come con altra gente seria come Mengaldo. Eccetera. Altri tempi, quelli dei Maestri ”duri puri e competenti”. Oggi… bah. Diffidiamo.

  69. P.P.S.
    Volete un canone certo per giudicare l’affidabilita’ di una recensione? Deve essere lunghetta, con proposizioni principali e subordinate a josa insieme a tante coordinate ed incisi messi dove servono. Mai troppo sorrevole: la scorrevolezza e’ da cretini o da scrittori arrivisti. E soprattutto deve esser scritta senza usare la lingua corrente.
    Cio’ vuol dire che…

  70. Scurati… prima o poi lo leggo. Mi hai quasi convinto, Miriam. Deve essere uno di quei pochi che mi piacciano. Prima finisco di leggere e meditare i Maestri che ho sottomano ora: Cervantes ed il Tasso – prima lettura integrale da quando ho finito gli studi. Dopo finisco dei racconti di Rapino e infine ritorno a Bruno Schulz, che e’ un Grande. Dopo… mmmh… Sono indeciso fra una seconda lettura dell’Eneide e Scurati.

  71. Per Sergio – Carissimo sono pienamente d’accordo con te : ci sarebbe da interrompere la lettura di alcuni testi già alla decima pagina, ma come tu scrivi “tra cani non ci si morde” – per cui le lodi nascono facilmente e il lettore comune non riesce a distinguere fra le centinaia di volumi che si sfornano, particolarmente dalle case editrici dal potere infinito.
    L’essere onesti e competenti nel chiarire il perchè di una stroncatura o il perchè di un elogio dovrebbe sostenere il bagaglio culturale del critico.
    Ancor più che… “ottimo” se si leggessero i dattiloscritti prima ancora della pubblicazione…quante pagine in meno !
    Buona la tua per “Benni”…peccato che non sia su stampa ufficiale.
    Andiamo avanti, e buon lavoro !
    Antonio Spagnuolo
    spagnuoloantonio@hotmail.com

  72. @ Sergio, Antonio e a tutti
    In effetti credo che al lettore spetti qualcosa in più dell’ultima parola.
    Il lettore è legittimato a gettare un libro nel camino (anche se fosse un capolavoro giustamente osannato) e a usare la recensione di un grande critico per motivi igienici (come ci insegna Pennac).
    Il motivo è molto semplice. Senza il Lettore non avrebbero ragion d’essere né il narratore, né il critico.
    Certo, il lettore può anche essere indirizzato e “educato” (quest’ultimo termine, in verità, mi dà un po’ di fastidio), ma merita sempre il massimo rispetto.
    Invece ho l’impressione che troppe volte sia il narratore che il critico si credano il centro del mondo.
    Secondo voi?

  73. Eccomi qui dopo un pomeriggio di doveroso recupero : ristorata.
    Interverrò nel nuovo post, questa sera ; per ora volevo solo dire a Laura Elle Minuscola che ho teminato il libro di Scurati, e riconfermo il mio entusiasmo. Anzi ma perché non è piaciuto? Forse perché la moda, il trend; è quello di parlarne male? Assurdo, Una storia romantica è un esperimento letterario che abbraccia filosofia, storia, storia della letteratura e arte, con un generosità grandiosa che non ha precedenti. Nelle ultime pagine, Scurati, offre al lettore la Tabula Gratulatoria dei fatti, delle citazione e delle evocazioni. E per accedervi non è nemmeno necessario superare lo sbarramento dei Livelli1, livello 2, livello 3 (ci siamo capiti?) basta leggere il libro e rincorrere, qua e là, quelle lucciole di conoscenza che birichine gironzolano nella memoria. Leggetelo
    Ciao, Miriam

  74. Cara Miriam, grazie mille.
    Antonio Scurati sarà certamente contento. Peraltro mi ricordo che qualche criticol’ha contestato proprio per via della Tabula Gratulatoria.
    Ripeto, io il libro non l’ho letto.
    Magari invito Scurati qui a Letteratitudine dopo “Officina Italia”… così parliamo del suo libro insieme a lui.

  75. @Miriam:mi hai convinta!
    E con che entusiasmo l’hanno stroncato!ancora ricordo la recensione perfidissima della Mancuso sul Foglio.
    Si, lo leggo, ame poi i romanzi con commistione piacciono:infatti mi accingo a leggere il romanzo che dicevo di Pierantozzi,un giovane di 23 anni che con spavalderia intende parlare di amore e Parmenide, nientemeno:mi attira, credo che di questo ragazzo si parlerà.
    E poi Scurati:ho il romanzo li’ pronto sul tavolo.
    Ciao, buona serata a tutti

  76. Massimo,
    critici egocentrici, dici? Dipende dalla tipologia. Oggi la critica seria, quella che al centro del mondo dovrebbe starci per meriti riconosciuti e plateali, viene marginalizzata e i ”criticobuffoni” (li chiamavo ”i nanetti”, dieci anni fa) godono la ribalta delle cronache rosa-letterarie (ironia pura, questa, stavolta).
    Ma considera pure che a volte anche i critici cambiano parere, col passar degli anni. E parlo di me stesso. Oggi ”La concessione del telefono” di Camilleri mi sembra un libro buonino, anzi piu’ che buonino, discreto, almeno rispetto all’omerica (nel senso di ”sterminata”) bibliografia del tuo corregionale. Senti cosa ne scrissi invece nel 1998 (e’ solo un estratto ”nero ossidiana”, poi, altrove nella medesima recensione, parlo anche bene dell’opera):

    ”Effettivamente la storia ”regge” ed ”incuriosisce”, intriga, ma non lascia spazio ugualmente ad altro che non sia una meccanica operazione mentale di ricomposizione cronologica dei fatti. Mi sembra che, appunto, alleanze con finalita’ criminali, macchinazioni ed occultamenti di prove, rotture di patti, ecc., in questo romanzo, non abbiano altra funzione che quella di intrattenere il lettore, fungendo da collante fenomenologico per l’indispensabile pittoresco tratteggio di profili caratteriali giallo-compatibili.”

    (Estratto da ”I Polissenidi”, anno IV, num. 3/4, giugno-settembre 1998)

  77. Caro Antonio,
    grazie per l’apprezzamento! La recensione su Benni e’ apparsa solo una decina di giorni fa sul settimanale in rete LibMagazine, col quale collaboro saltuariamente. Ma ho visto che anche tu ti dai da fare. Siamo ex colleghi: nel Novantacinque fondai – per poi dirigerla per cinque anni – l’unica rivista cultural-letteraria umbra cartacea distribuita del tutto gratuitamente in Umbria e in tutte le biblioteche dei Capoluoghi Regionali italiani. Si chiamava ”I Polissenidi” ed era un trimestrale… in redazione eravamo sei-sette, con una ventina di collaboratori esterni – fra assidui e saltuari. Facemmo dei salti mortali e pubblicammo cose mai viste, almeno in Italia: interviste, pezzi critici e racconti inediti (tradotti da noi) di gente come Arafat, Conte, Nathalie Sarraute, Brian Stonehill, Stefano Rodota’, Meyrink, Aldo Stella, J.L. Borges, Guido Ceronetti e Caetano Veloso (piu’ altre che non ricordo).
    Sarebbe bello ripubblicare su Internet molto di quel materiale, sai?
    Ciaobbello
    Sergio

  78. Classifica aggiornata a sabato 24 maggio

    Rea ( 45) +4 = 49
    Giordano ( 35 ) +3= 38
    De Silva (34) =34
    Comencini (27)+5 =32
    Kubati (19)+1 =20
    D’Amicis (11) = 11
    De Rienzo (8) +2= 10
    Cappuccio (8)= 8
    Ravera (7) =7
    Masciola (4) =4
    Manfridi (3)= 3
    Poddi (1)=1

  79. @ Massimo
    l’anonimo ero io. Considerando i tempi, ho pensato di aggiornare le votazioni, ogni 3 o 4 giorni. Va bene ?
    @ Laura Elle Minuscola
    mi procurerò il Pierantozzi! E poi ne riparleremo. ciao
    🙂

  80. @ Sergio
    Quando parlavo di critici e narratori egocentrici esprimevo – naturalmente – una mia personalissima opinione.
    Perfettamente d’accordo con te sulla possibilità di cambiare idea.
    Solo gli stupidi non cambiano mai idea.

  81. Massimo,
    ed io ho fatto diverse considerazioni in proposito. Non delle controdeduzioni.

  82. Caro Sergio – fammi conoscere la tua email personale perchè ho tanto materiale da inviare…la mia è scritta a piè di questa.
    Intanto ti prego di visitare la rassegna “Poetry wave” da me diretta (con l’amico Emilio Piccolo) nel sito – http://www.vicoacitillo.net – nella quale troverai centinaia e centinaia di pagine intorno alla poesia contemporanea, e recensioni, e interventi, e critiche, etc. etc. Fammi poi sapere. Io ho fondato e diretto diverse riviste cartacee ( da Prospettive letterarie degli anni 60, a Prospettive Culturali degli anni 80, a Iride degli anni 70, e infine Oltranza negli ultimi anni del secolo scorso) spendendo cifre enormi, ma con la soddisfazione di essere seguito da tutto il mondo che contava a quel tempo !Chissà che non realizzi fra qualche lasso (mesi) un foglietto (un sedicesimo) con la collaborazione del caro Ciro Vitiello, che è uomo capace.
    La poesia per me è una vera e propria malattia, un virus che si introduce nel cervello e contro il quale non esistono rimedi…se non la scrittura.
    A presto.
    Antonio Spagnuolo
    spagnuoloantonio@hotmail.com

  83. Ho pubblicato un paio di libri con Manni anni fa e quindi mi auguro che possa vincere Giuseppina de Rienzo, anche se ad essere sincero non ho letto nessuno dei libri in questione.

  84. lunedì 26 maggio
    Con il voto di outworks110 per Di Rienzo (5 punti) aggiorno la classifica:

    Rea ( 49) = 49
    Giordano ( 38 ) = 38
    De Silva (34) =34
    Comencini (32) =32
    Kubati (20) =20
    De Rienzo (10) +5= 15
    D’Amicis (11) = 11
    Cappuccio (8)= 8
    Ravera (7) =7
    Masciola (4) =4
    Manfridi (3)= 3
    Poddi (1)=1

    🙂

  85. @ Massimo Maugeri :

    E’ bello sognare ogni tanto. E poi da qualche parte bisogna cominciare per cambiare le cose………

  86. Si vabbè ragazzi, però non potete paragonare Pierantozzi (che è eccezionale e tira su tutto un universo filosofico con “L’Uomo e i suo amore” per 600 pagne a Scurati, che, sì e no, di Pierantozzi, potrebbe essere il professorino frustrato. Anche per una semplice questione statistica,direi, visto che il libro di Pierantozzi sta esaurendo un’enorme tiratura Rizzoli a una settimana dall’uscita. E Scurati quanto ha venduto?

  87. Ehi, marco, mi confermi nella mia intuizione…io me lo sento che Pierantozzi è eccezionale….
    ci sono i bravi, echi ha la marcia in più(come Desiati, mio pallino assoluto, il nome su cui punterei)

  88. Non è eccezionale. E’ il migliore. Basta leggere quello che dicono di lui.A me il suo romanzo ha cambiato la vita……..e io ne ho letti di libri. Sì, anche Desiati è molto bravo.
    Opera-mondo, non c’è che dire. Così si presenta da subito, dalle prime pagine, L’uomo e il suo amore (Rizzoli, “24/7”, pp. 529, € 18,50), ultimo libro del marchigiano Alcìde Pierantozzi – al suo secondo romanzo dopo Uno in diviso, pubblicato da Hacca nel 2006. E, per paradosso, quella di opera-mondo è una definizione nemmeno del tutto capiente per un oggetto che consta di sei parti, ognuna delle quali è essa stessa un mondo, una geografia di riferimenti e rielaborazioni, refrain e rimandi ad altri mondi e ad altri universi. Opera-galassia, allora, è forse un’intestazione più corretta per le oltre cinquecento pagine di Pierantozzi – ma avrebbero potuto essere, e in qualche modo lo sono, cinquemila o cinquantamila. L’equivalente di «tre anni fitti di lavoro» – è lo stesso autore a confessarlo in una nota finale; tre anni di studio matto e disperatissimo – viene da dire assecondando una sinapsi letterario-regionale. E tanto è occorso perché L’uomo e il suo amore prendesse corpo e anima confermandoci la maturità – e, allo stesso tempo, rinnovandone la promessa – di un talento a dir poco precoce (Pierantozzi è nato nel 1985). Ma quello che più stupisce in una scrittura che non teme la sperimentazione e il confronto con modelli difficilmente più alti di quelli eletti (Pound e Pasolini, Petrarca e Pascoli, tanto per circoscrivere l’elenco a una lettera dell’alfabeto), quello che sorprende è non tanto e non solo l’ambizione – e il sacrificio e la fatica che ne scaturiscono –, quanto la stessa capacità di coniugare letteratura e realtà al punto di riportare l’una ad essere il rovescio dell’altra e viceversa; allo stesso modo, decrittando il titolo, solo nel dispiegarsi dell’oera che è ogni esistenza l’uomo scopre di essere il suo destino, cioè l’amore, ovvero un corpo e un’anima, sangue e pensiero. Non a caso – ed è una confidenza illuminante – tra i libri cui Pierantozzi rende omaggio, sullo stesso podio del Bufalino de Le menzogne della notte, libro a suo modo “fantastico”, c’è L’odore del sangue, di Parise, testamento sentimentale che più crudo e realistico – quasi insostenibile– non si potrebbe; e il pasoliniano Petrolio sta giust’accanto all’Ulisse joyciano, uniti sotto il cartiglio dell’Epica cui lo stesso L’uomo e il suo amore può bene essere inscritto. Quanto alla storia – o le storie – che racconta Pierantozzi, le vicende cui presta una voce polimorfa ma nient’affatto mimetica – sicché l’autore resta sempre presente anche quando ci lascia soli con i suoi personaggi, come accade in Dostoevskij -, ebbene, da questo punto di vista il libro si potrebbe riassumere solo facendo torto alla sua ricchezza, al proprium romanzesco – almeno così come lo intendeva Ortega y Gasset – delle sue infinite digressioni e parentesi sterniane. Insomma, un mondo – figuriamoci una galassia – non si può raccontare, si deve visitare. Quindi, leggete L’uomo e il suo amore. Scoprite l’universo di Alcìde Pierantozzi.

    di Stefano Gallerani

  89. adesso leggo ‘L’Uomo e il suo amore’, epoi, eventualmente, ma credo proprio di si’, il primo.

  90. 🙂
    Ma Laura Elle Minuscola, non farti incantare così da tutti i pifferi!!!! Sto scherzando, ovviamente. Leggerò anche il L’uomo e il suo amore, ma il libro di Scurati, Una storia romantica, è veramente un grande libro. E allo spiritosone che sponsorizzando Pierantozzi si avvale del numero di copie vendute, dico: ma chi se ne importa!!! Mai sentito parlare degli artisti? valutati, purtroppo, solo dopo la morte. Fra questi anche Musil, che trascorse i suoi anni, ospite, un po’ qua e un po’ là. Stessa sorte anche per i grandi filosofi…… Spinoza compreso.
    Leggerò il libro, anche se al mio sistema bibliotecario risulta, nonostante le grandi vendite, ancora sconosciuto.
    Ciao, statemi bene….
    🙂

  91. per la cronaca, vissto che se parlava:ho letto il libro di Pierantozzi.
    Folle, molto interessante, emi ispira simpatia la spavalderia eil coraggio di questo coraggio.
    Che farà cose noetevoli, ne son certa…però sono perplessa.Preferisco di gran lunga, ammetto, Desiati.
    E adesso, MIriam…passo a leggere Scurati!
    Buona domenica atutti!

  92. Ma, scusa, Laura, come si fa a paragoanre due cose diverse come Alcide Pierantozzi e Desiati? Non faccio riferimento al genio del primo,ma è proprio questione di diversità di stile,intenzioni,approccio alla pagina e quindi al testo…

  93. ho fatto il paragone con Desiati, perchè in uno scambio con Marco, li prendevo come esempio di voci giovani interessanti.
    Come scrivevo, io ho una predilezione assoluta per Desiati, lo trovo davvero bravo, ci rivedo qualcosa del Veronesi de ‘Gli sfiorati’.
    Pierantozzi mi incuriosisce, lo trovo genialoide, però ho ammesso che …sono perplessa.
    (una cosa mi colpisce:sia Pierantozzi, che Desiati, e anche il Veronesi che ho citato de ‘Gli sfiorati’, sentono un profondo legame con Pasolini.)

  94. io ho letto Era mio padre, non male veramente; ho scritto una breve nota su recensioni incrociate. Però il senso, il cuore che batte, lo si raccoglie leggendolo fino all’ultima riga. Non posso dire di più. certo che l’autore è un vero numero!
    ciao

  95. STREGA:FINALISTI;GIORDANO A SORPRESA RACCOGLIE PIÙVOTI/ANSA LO INSEGUONO ERANNO REA, DIEGO DE SILVA E CRISTINA COMENCINI (ANSA) – ROMA, 19 GIU –
    I cinque finalisti del Premio Strega 2008, tra i quali verrà scelto il vincitore la sera del 3 luglio a Villa Giulia,
    sono: Paolo Giordano con ‘La solitudine dei numeri primì (Mondadori) che ha avuto 71 voti, debuttante e
    vera sorpresa di questa serata, seguito da Ermanno Rea con ‘Napoli ferrovià (Rizzoli) con 68 voti, Diego De
    Silva con ‘Non avevo capito nientè (Einaudi) con 58 voti, Cristina Comencini con ‘L’illusione del benè
    (Feltrinelli) con 51 voti, Livia Ravera con ‘La seduzione dell’invernò (Nottetempo) con 35 voti.
    Primi esclusi a pari merito Ruggero Cappuccio con ‘La notte dei due silenzì (Sellerio) e Ron Kubati con ‘Il
    buio del marè (Giunti), con 16 voti.
    Il primo posto a Paolo Giordano rivelazione e successo di questa stagione pur essendo un debuttante di
    nemmeno 30 anni che con ‘La solitudine dei numeri primì ha già venduto 170 mila copie. Giordano, che
    intanto ha venduto anche i diritti cinematografici a Mario Giananni, produttore di Bellocchio e di Costanzo,
    ha sorpreso tutti ma pare anche una conferma che qualcosa in questo Strega, per la prima volta affidato
    solo alla dirigenza della Fondazione Bellonci, sta cambiando e i gruppi editoriali non hanno più potere, tutto
    non può più essere previsto.
    Al secondo posto, a soli tre voti, Ermanno Rea, da tutti dato come favorito vincitore. Non è la prima volta
    che chi arriva poi primo a Villa Giulia sia secondo in questa votazione, in cui i 400 amici della domenica
    sparpagliano i voti sui 12 concorrenti, mentre si stringono e concentrano per la seconda votazione. C’è chi
    dice comunque che il concorrente vero in finale sarà la Comencini, riuscita terza.
    Tanta gente nella sede della fondazione a Roma, ex Casa Bellonci, presenti quasi tutti gli autori e uffici
    stampa e direttori editoriali delle case editrici. A guidare il seggio e scandire voti e risultati Niccolò
    Ammaniti, vincitore dell’edizione dello scorso anno.
    Il libro di Paolo Giordano è la storia di due giovani, dall’infanzia alla maturità profondamente segnati dalla
    vita e costretti in una solitudine che li spinge a cercarsi ripetutamente senza riuscire mai davvero a
    incontrarsi. Un libro sofferto, senza speranza, lucidissimo sul dolore dei giovani d’oggi, che è piaciuto ai
    lettori più maturi come ai ragazzi.
    Il romanzo di Rea è anche questo sofferto nella constatazione di quanto sia decaduta la sua amata Napoli,
    che perlustra in alcune delle parti più fatiscenti assieme a un amico incontrato casualmente, un giovane
    vagabondo con cui si confronta questo vecchio intellettuale di sinistra.
    Diego De Silva racconta invece la storia di un povero avvocato napoletano che nella confusione della città
    di questi ultimi anni si trova coinvolto suo malgrado con la camorra. Un ritratto ironico, ma impietoso di una
    città vitalissima che rischia di morire.
    La Comencini attraverso il personaggio di Mario, malinconico e deluso impegnato di sinistra, cerca di
    capire come mai nessuno voglia fare davvero i conti con quel che oggi sappiamo essere stato il comunismo.
    Si tratta di ricostruire le illusioni di un tempo senza dimenticare gli storici fallimenti che ne sono nati, il
    tutto tinto quasi di giallo grazie all’incontro con una giovane pianista russa.
    Lidia Ravera racconta ancora un volta il mistero, la malinconia e la felicità del difficile incontro tra uomo e
    donna giocando sulla sorpresa che Sophie porta nella vita di Stefano, organizzandogliela e rendendogliela
    piacevole tanto da riuscire a sedurne i sentimenti che parevano raggelati per sempre. Ma alla fine anche
    questa volta l’idillio svanirà e Stefano tornerà a trovarsi solo. (ANSA).

  96. Il 22 maggio 2008 ho scritto la mia graduatoria streghesca. La copio:

    La mia classifica dello Strega 2008:
    1- P. Giordano.
    2- E. Rea.
    3- C. Comencini.
    4- D. De Silva.
    5- L. Ravera.

    Be’… per adesso ci ho azzeccato quasi… incrocio le dita per il 3 luglio. E grazie alla lunga memoria di Greg, che ci tiene aggiornati sullo ”sviluppo del caso”.

  97. Ciao, Ma’,
    purtroppo sono stato molto lucido nel presentarvi questa classifica: ho considerato semplicemente il battage pubblicitario e le classifiche di vendita dei romanzi in questione. Orrido ma… vincente. Speriamo che non sempre sia cosi’: preferirei perdere e ”dare” un premio a qualche ”outsider”!

  98. Mi sono spiegato male: preferirei perdere e che la giuria desse un premio a qualche ”minore” volevo dire.

  99. @Enrico, grazie per l’aggiornamento. Ieri sera ero troppo presa con un testo e non mi sono soffermata sulle Streghe.
    Bene, mi sembra di capire che Sergio si è avvicinato al vero più di tutti. Allora facciamo così: ognuno si riguardi il proprio voto e poi mettetevi in fila da soli. O dobbiamo rivotare ancora? Scegliendo il primo?

    @Massimo:cosa facciamo?

  100. Ehi, Miriam…
    Abbiamo postato insieme.
    Ormai le cinquine erano state scelte. Nei prossimi giorni farò un po’ di calcoli con tanto di graduatoria finale dei partecipanti al gioco.
    Per divertirci ulteriormente (ma solo se si va) propongo due cose:
    1. Provare a indovinare il vincitore
    2. Stilare una graduatoria di merito dei cinque finalisti (secondo ciascuno di noi, s’intende)

  101. Accidenti… ho toppato uno dei finalisti. Avevo votato per Cappuccio ed invece c’è la Ravera. 😉

  102. Tutti chiedono e nessuno risponde!
    Vado a fare la spesa, ci vediamo dopo.
    Ciao: oggi giornata splendida, finalmente, la seconda dopo un mese di pioggia.
    🙂

  103. Sono d’accordo con Miriam. Io ho gia’ rivotato la stessa mia classifica del 22 maggio. Rimane dunque valida anche per oggi, giusto?
    Ciao a tutti
    Sergio

  104. @ tutti
    1 – perché non proviamo a giocare a squadre sulla graduatoria dei cinque?
    2 – Mentre ciascuno di Noi può concorrere, invece, sul pronostico del vincitore?
    Voglio rompere il ghiaccio, così:
    1 – sono sicuro della cinquina che proporrà il mio caro amico Sergio!

    2 – la signora C.Comencini – prima classificata

    Cara Miriam, ché io ci tengo a te e ti abbraccio e grazie di tutto!
    Ciao a tutti,
    Luca Gallina
    P.S. Ciao Sergio, sei forte!

  105. Io avevo votato così
    1)) Kubati
    2) Giordano
    3) De Rienzo
    4) Rea
    5) De Silva

    Tre su cinque ci sono, non male!
    Tanto per giocare, secondo me a questo punto vincerà Giordano.

  106. @ Luca:
    ricambio la simpatia, ma come facciamo per il gioco?
    Una squadra potrebbe essere quella di Sergio, e l’altra? Chi si propone, Enrico? Silvia?
    Avanzate, gente….
    Entro le 19 presentiamo ufficialmente le squadre, o no?
    🙂

  107. Secondo me vincerà Ermanno Rea… oppure Cristina Comencini.
    Provo a stilare la cinquina ipotizzando la votazione del 3 luglio.

    1. Ermanno Rea, Napoli ferrovia (Rizzoli)
    2. Cristina Comencini, L’illusione del bene (Feltrinelli)
    3. Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi (Mondadori)
    4. Diego De Silva, Non avevo capito niente (Einaudi)
    5. Livia Ravera, La seduzione dell’inverno (Nottetempo)

  108. Come avevo precedentemente postato a maggio questo è il mio ordine di classifica:

    1 – Ermanno Rea
    2 – Diego De Silva
    3 – Paolo Giordano
    4 – Cristina Comencini
    5 – Ruggero Cappuccio

    Ovviamente Cappuccio è già stato silurato per lasciar spazio a Ravera.

  109. Miriam, nonostante la battutaccia buttata là da Enrico alla fine accolgo l’invito; pensa che non avevo (volutamente) mai aperto questa stanza e neanche sapevo che eri tu la notara del giochino.
    E allora, pur non avendo letto nessuno dei libri in concorso azzardo la mia classifica, tanto per giocare.
    1) Giordano
    2) DeSilva
    3) Rea
    4) Comencini
    5) Ravera.

  110. ho letto solo De Silva, che purtroppo non credo che abbia possibilità di vittoria.
    Spero tanto che vinca Giordano.Aria nuova.

  111. Essendo d’accordo con Luca e Miriam, mi offro pertanto come ”caposquadra” proponendo questa graduatoria finale:
    Strega 2008:
    1- P. Giordano. (Vincitore)
    2- E. Rea.
    3- C. Comencini.
    4- D. De Silva.
    5- L. Ravera.

    Chi vuole si associ o proponga altro ad altri partecipanti.

  112. Ciao Giulio.Come quelli che allo stadio rubano l’inquadratura alle telecamere e ci parano davanti la manina dicendo ‘ciao mamma’.Lo trovo veramente simpatico spezzare la sequenza austera di questi discorsi seriosi e intellettualmente aulici,con un gesto di spontanea freschezza,per non prendersi troppo sul serio.
    Che c’e’? mi sono tirata dentro involontariamente,non ho resistito alla trappola impertinente di giulio.Allora voto come prima la Comencini sulla fiducia,sugli altri fate voi,io non ho idea.

  113. Grazie Sergio e se Miriam ci dà l’o.k.: io firmo e sottoscrivo la tua lista: ma come vogliamo fare per il voto pronostico rivolto al solo vincitore dello Strega?O è – sic! – il primo naturalmente della classifica e non se ne parla più; ma mi sarebbe piaciuto condividere una classifica di gruppo e poi spaiare le carte votando ad personam il nome del vincitore, è troppo complicato, forse?
    Ciao a tutti e buon week che il divertimento è iniziato adesso, forse!
    Luca Gallina

  114. Per Sergio e Luca:
    benissimo!!! Sottoscrivo anche io la vostra proposta, nel senso che va bene la sqadra (e mi riconosco nel voto) e poi…non lo so. Le regole dei giochi non sono il mio forte. “Nomino” ufficialmente Sergio Sozi capo cordata. Poi se altri vogliono proporsi, i giochi sono aperti.
    🙂

  115. @ Carlo:
    il tuo voto è quasi simile a quello di Sergio, cosa vuoi fare? Proporti come capo-cordata alternativo, o sottoscrivere quella di Sergio?
    PS.Sono Notara perché non ho resistito al fascino del Mauger! Come si fa a dire di no?
    🙂

  116. Grazie, Miriam, mi sento quasi quasi come il Capitano degli Azzurri, con la fascia al braccio!

    Luca: io direi che sarebbere piu’ semplice fare lista unica e dare per vincitore il primo, che per me e’ Paolo Giordano. Pero’ se ci sono altri suggerimenti vediamo, si puo’ modificare la lista: ditemi pure!

  117. Massimo, condivido il pensiero di Salis, che leggo spesso. Se posso aggiungo che ormai questi premi letterari mi sembrano territorio dei forti. In Italia il coraggio non è più di casa. Quindi mi scuserai, ma scelgo di non votare i soliti nomi. Un abbraccio affettuoso a te e a tutti gli amici di Letteratitudine.

  118. Certo, avevo notato anche io (dopo) che i nostri pronostici differiscono di un’inezia. Mi accodo volentieri a lui riconoscendolo mio capocordata.
    Adelante Sozos, venceremos!

  119. ehm, posso proporre a Massimo un gioco simile? Che ne dite di stabilire fra i libri usciti negli ultimi due anni quello che ha la migliore prima pagina?

    Io voto per ‘Domani nella battaglia pensa a me’, di Marìas. Secondo me, l’incipit ac non mediata sequentes sono degni della più alta letteratura.

  120. Hasta la victoria, siempre, Carlettos! Gracias por la adesion e escusame si ablo espanol como una vacca francesas.

  121. Pasquale, ciaobbello,
    hai ragione da vendere e da esportare. Pero’ io ci passo sopra e scelgo di inebetirmi nel giochino estivo. Che ce voi fa’: so’ ‘n’ po’ rinco…

  122. Dunque. Finora siamo io, Luca e Carlo Speranza (e anche tu, Miriam? Ti metto nel gruppo? Dimmi). Chi altri approverebbe la seguente graduatoria? Ditemelo.

    Strega 2008:
    1- P. Giordano. (Vincitore)
    2- E. Rea.
    3- C. Comencini.
    4- D. De Silva.
    5- L. Ravera.

  123. Un saluto al caro Eventounico.
    Ricambio l’abbraccio affettuoso.

    Vedremo se quest’anno – con la “gestione” De Mauro – cambierà qualcosa tra gli Amici della Domenica.

  124. 1947 – Ennio Flaiano, Tempo di uccidere – Longanesi
    1948 – Vincenzo Cardarelli, Villa Tarantola – Meridiana
    1949 – Giovanni Battista Angioletti, La memoria – Bompiani
    1950 – Cesare Pavese, La bella estate – Einaudi
    1951 – Corrado Alvaro, Quasi una vita – Bompiani
    1952 – Alberto Moravia, I racconti – Bompiani
    1953 – Massimo Bontempelli, L’amante fedele – Mondadori
    1954 – Mario Soldati, Lettere da Capri – Garzanti
    1955 – Giovanni Comisso, Un gatto attraversa la strada – Mondadori
    1956 – Giorgio Bassani, Cinque storie ferraresi – Einaudi; Elémire Zolla, Minuetto all’inferno – Einaudi
    1957 – Elsa Morante, L’isola di Arturo – Einaudi
    1958 – Dino Buzzati, Sessanta racconti – Mondadori
    1959 – Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo – Feltrinelli
    1960 – Carlo Cassola, La ragazza di Bube – Einaudi
    1961 – Raffaele La Capria, Ferito a morte – Bompiani
    1962 – Mario Tobino, Il clandestino – Mondadori
    1963 – Natalia Ginzburg, Lessico famigliare – Einaudi
    1964 – Giovanni Arpino, L’ombra delle colline – Mondadori
    1965 – Paolo Volponi, La macchina mondiale – Garzanti
    1966 – Michele Prisco, Una spirale di nebbia – Rizzoli
    1967 – Anna Maria Ortese, Poveri e semplici – Vallecchi
    1968 – Alberto Bevilacqua, L’occhio del gatto – Rizzoli
    1969 – Lalla Romano, Le parole tra noi leggere – Einaudi
    1970 – Guido Piovene, Le stelle fredde – Mondadori
    1971 – Raffaello Brignetti, La spiaggia d’oro – Rizzoli
    1972 – Giuseppe Dessì, Paese d’ombre – Mondadori
    1973 – Manlio Cancogni, Allegri, gioventù – Rizzoli
    1974 – Guglielmo Petroni, La morte del fiume – Mondadori
    1975 – Tommaso Landolfi, A caso – Rizzoli
    1976 – Fausta Cialente, Le quattro ragazze Wieselberger – Mondadori
    1977 – Fulvio Tomizza, La miglior vita – Rizzoli
    1978 – Ferdinando Camon, Un altare per la madre – Garzanti
    1979 – Primo Levi, La chiave a stella – Einaudi
    1980 – Vittorio Gorresio, La vita ingenua – Rizzoli
    1981 – Umberto Eco, Il nome della rosa – Bompiani
    1982 – Goffredo Parise, Sillabario n.2 – Mondadori
    1983 – Mario Pomilio, Il Natale del 1833 – Rusconi
    1984 – Pietro Citati, Tolstoj – Longanesi
    1985 – Carlo Sgorlon, L’armata dei fiumi perduti – Mondadori
    1986 – Maria Bellonci, Rinascimento privato – Mondadori
    1987 – Stanislao Nievo, Le isole del paradiso – Mondadori
    1988 – Gesualdo Bufalino, Le menzogne della notte – Bompiani
    1989 – Giuseppe Pontiggia, La grande sera – Mondadori
    1990 – Sebastiano Vassalli, La chimera – Einaudi
    1991 – Paolo Volponi, La strada per Roma – Einaudi
    1992 – Vincenzo Consolo, Nottetempo, casa per casa – Mondadori
    1993 – Domenico Rea, Ninfa plebea – Leonardo
    1994 – Giorgio Montefoschi, La casa del padre – Bompiani
    1995 – Mariateresa Di Lascia, Passaggio in ombra – Feltrinelli
    1996 – Alessandro Barbero, Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo – Mondadori
    1997 – Claudio Magris, Microcosmi – Garzanti
    1998 – Enzo Siciliano, I bei momenti – Mondadori
    1999 – Dacia Maraini, Buio – Rizzoli
    2000 – Ernesto Ferrero, N. – Einaudi
    2001 – Domenico Starnone, Via Gemito – Einaudi
    2002 – Margaret Mazzantini, Non ti muovere – Mondadori
    2003 – Melania G. Mazzucco, Vita – Rizzoli
    2004 – Ugo Riccarelli, Il dolore perfetto – Mondadori
    2005 – Maurizio Maggiani, Il viaggiatore notturno – Feltrinelli
    2006 – Sandro Veronesi, Caos Calmo – Bompiani (la Costituzione Italiana conquista il “Premio Strega Speciale”)
    2007 – Niccolò Ammaniti, Come Dio comanda – Mondadori.

  125. Nella vittoria c’è sempre stata alternanza tra le case editrici che si sono aggiudicate il Premio (soprattutto negli ultimi casi), tranne che nei seguenti casi:

    1956 – Giorgio Bassani, Cinque storie ferraresi – Einaudi; Elémire Zolla, Minuetto all’inferno – Einaudi
    1957 – Elsa Morante, L’isola di Arturo – Einaudi

    1985 – Carlo Sgorlon, L’armata dei fiumi perduti – Mondadori
    1986 – Maria Bellonci, Rinascimento privato – Mondadori
    1987 – Stanislao Nievo, Le isole del paradiso – Mondadori

    1990 – Sebastiano Vassalli, La chimera – Einaudi
    1991 – Paolo Volponi, La strada per Roma – Einaudi

    2000 – Ernesto Ferrero, N. – Einaudi
    2001 – Domenico Starnone, Via Gemito – Einaudi

  126. Assai raramente il Premio è stato vinto da un esordiente.
    Nel 1981 lo vinse Umberto Eco con il suo primo romanzo: “Il nome della rosa”.
    Ma Eco non può certo esser considerato un esordiente come gli altri…

  127. Insomma… secondo me è improbabile che vinca Paolo Giordano.
    A meno che, ripeto, la gestione De Mauro non sia così forte e innovativa da “imporre” un cambiamento di orientamento e abitudini agli Amici della Domenica.

  128. Potrebbe vincere la Comencini perché è da diversi anni che una donna non sale sul podio.
    Ma è anche vero che Feltrinelli ha vinto nel 2007 con “Il viaggiatore notturno” di Maggiani.
    Concludo dicendo che secondo me vincerà Rea.
    (segue la mia cinquina disposta in ordine)

  129. @ Sergio:
    certo, sono anche io della squadra!!! Contami.
    -Giordano
    -Rea
    -Comencini
    -De Silva
    -Ravera
    Largo ai giovani. E poi, c’è sul Sole 24 h, un articolino di Stefano Salis “I giovani che sconvolsero lo Strega”; vuoi riprenderlo tu?
    Ciao, Miriam

  130. qualcuno mi spiegherebbe il valore del libro di Giordano? Io ho letto un paio di pagine estratte da un sito internet, e m’è venuto il latte ai ginocchi.

  131. Giulio: a me quel libro non piace, ma credo solamente che ce la possa fare a vincere lo Strega. Tutto qui.

  132. Allora, ricapitolando: lista Sergio, Miriam, Luca e Carlo:

    Strega 2008:
    1- P. Giordano. (Vincitore)
    2- E. Rea.
    3- C. Comencini.
    4- D. De Silva.
    5- L. Ravera.

  133. Eh si, i giochini tra case editrici sono un classico (oggi a me domani a te) ed anche un premio-rosa dopo tre anni “maschi”.
    Il politically correct spesso sfocia anche nel mental- absurd, ma lasciamo perdere (e io non ho letto nessuno dei libri in questione e non sto quindi parlando della Ravera o della Comencini in questo caso, cui auguro ogni bene).
    E questa è la ragione principale per la quale di chi vince alla fine non me ne può fregare di meno. Il mio voto è solo dettato da sensazioni e sulla base di esse gioco per giocare, come alla lotteria.
    E quindi forza Sozi’s Team

  134. il libro di GIordano non l’ho ancora letto, neanhc emi attira molto,però sento che è piaciuto molto .Lui mi è simpatico, è mio concittadino,,esarebbe un bel segnale premiare un venticinquenne.Anche per far innervosire un pò Baricco, il mio illustrissimo concittadino , il ‘principe’, che in un’intervista ha liquidato Giordano in manier aun pò sprezzante.
    So che non sono alte motivazioni, ma si fa un pò per giocare.

  135. ah,quindi son d’accordo con la classifica di Sergio Sozi.
    Secondo me quest’anno la regoletta dell’un anno a me e uno a te la ‘derogano’.

  136. (ho l’impressione che il vento vada da quella parte.E che la MOndadori…ci ‘tenga’ parecchio)

  137. Avevo qualche dubbio, poi ho visto che massimo ha votato esattamente come me (copione!). quindi ripropongo

    1-Ermanno Rea
    2-Paolo Giordano
    3-Cristina Comencini
    4-Diego De Silva
    5-Lidia Ravera

  138. Caro Sergio, ricordiamoci che potrebbe vincere, quest’anno il premio Strega, a sorpresa un’autrice d’eccellenza donna: C.Comencini. Inoltre, il premio sarà rivolto a un autore/ce rivelatasi più eclettico/a nelle varie espressioni di comunicazione, a mia personale sensazione, nell’era dell’immagine: teatro,cinema,televisione,narrativa non per ultima:ché il nostro pronosticato primo classificato Paolo Giordano è stato già premiato dal mercato; ed inoltre, una sana gavetta letteraria non la si nega a nessuno e per un altro premio, istituito alla narrativa, si è sempre in tempo qui in Italia, forse.
    Ciao Sergio, caro amico sincero, tu cosa ne pensi al riguardo?
    Luca Gallina

  139. @ Giulio,
    nemmeno io ho letto il libro di Giordano, voto per simpatia dopo aver letto una sua intervista….e poi è un giovane. Comunque ora cerco le stesse pagine che hai letto tu, e poi ti dirò, ciao, Miriam
    facciamo una faccina
    😉

  140. @Miriam
    per caso hai letto quella su ‘A’? Io sì, ed è risultato simpatico anche a me. Poche arie e nessuna dal ‘biiip’. Ma a volte è pura benevolenza del giornalista…e magari su questo Enrico può smentire o confermare. Orevuà a ciacun.

  141. Dunque adesso siamo: Miriam, io, Luca, Carlo S. e laura (con la elle minuscola). Riscrivo qua sotto la nostra classifica.

    Strega 2008:
    1- P. Giordano. (Vincitore)
    2- E. Rea.
    3- C. Comencini.
    4- D. De Silva.
    5- L. Ravera.

    P.S.
    Luca,
    boh… le possibilita’ sono tante: in effetti Giordano ha appena vinto il Premio Opera Prima del Campiello e che vinca anche lo Strega potrebbe esser troppa manna dal cielo per un esordiente. Pero’ in Italia a volte piove sul bagnato: qualche anno fa ricordo che Maggiani vinse mi sembra Strega e Campiello insieme. La cosa venne ritenuta eccezionale, allora, quindi oggi non lo e’ piu’… Tuttavia, io sostituirei solo Giordano con Rea, ma l’ha gia’ fatto il Maugger con il Greg, dunque…. impossibile. Ravera, De Silva e Comencini mi sembrano improbabili: poco noti come scrittori, poca visibilita’ dei loro libri; invece Ermanno Rea ha una carriera alle spalle e potrebbe farcela.
    Insomma, io direi di lasciar cosi’ la classifica.

  142. Caro Sergio, riconosco di essermi allargato un po’ troppo e come si dice, pardon si diceva una volta: signorsi signore!
    Ciao e grazie, ché io confermo e sottoscrivo l’impegno preso con la squadra e vinceremo,forse!
    Ciao,
    Luca Gallina

  143. Giulio:
    però ho letto Ermanno Rea, e non mi è piaciuto molto. Il suo stile è un po’ …. così (posso scriverlo? datato). Gli riconoscerei la carriera, ma ai giovani non ci pensa mai nessuno e poi quel personaggio naziskin ricorda quello di Ammaniti in Come dio comanda. Ecco, a Rea darei un secondo premio!

  144. Miriam:
    Io in libreria mi so’ letto a ufo le prime pagine di ‘Non avevo capito niente’, di De Silva. Per quanto posso capirne io, molto, molto bravo. Gli altri, ribadisco, non li conosco.

    Ammaniti ha vinto lo Strega sì. Ma è uno che è diventato famoso con ‘Branchie’. Che secondo me è come diventare ricchi come stilisti di cacche di gomma. Tutta invidia, naturellement.

    Rea è datato, dici tu; non so che dire. Ho visto solo la sua copertina. Ma se fosse così, meglio andare sul datato di ottima annata, come Stendhal. Che poi, datato un par di palle, come direbbe lui stesso.

  145. beh,ha vinto Paolo Giordano….sono contenta per il concittadino(posso dirlo?Giordanoè molto ,molto torinese…nell’aspetto e nel modo di essere)

  146. A Giulio:
    tu, rispondendo a Miriam Ravasio, scrivi ”Rea è datato, dici tu; non so che dire. Ho visto solo la sua copertina. Ma se fosse così, meglio andare sul datato di ottima annata, come Stendhal. Che poi, datato un par di palle, come direbbe lui stesso.”
    E hai ragione! Nel cuore infatti io – essendo ”datato” a mia volta – ero e sono con Ermanno Rea. Lo avrei voluto veder vincere, era il piu’ bravo.
    Pero’ pero’… conosco gli Italiani e ho vinto. Insieme ad uno che forse non se lo meritava.
    Ciao, bello
    Sergio
    P.S.
    La contentezza per la vittoria giordanesca non e’ molta, pero’ esiste.

  147. Dunque esulti la squadra della mia graduatoria, che sta poco sopra diverse ”fiate” riproposta qui.
    P.S.
    Chi volesse partecipare al colloquio sul Tasso ci vada e mi trovera’ fisso e vigile.
    Baci
    Sergio

  148. Esulto, esulto. Ma perchè vinco sempre quando non c’è nessun premio in palio e invece al superenalotto mai?
    Saluti, Sergio, e complimenti a tutta la squadra. Ottimi vaticinatori (si dice così?).
    Quanto al Tasso per ora vi leggo con molto interesse, e se avrò qualcosa di (spero) non sciocco da dire (confesso di non averlo approfondito: leggasi letteralmente ignorato, dai tempi della scuola e probabilmente anche allora) interverrò anche io. Ma l’interesse c’è e questo post potrebbe essere uno stimolo a colmare una colpevole lacuna, per cui ti ringrazio comunque.

  149. Bene, abbiamo vinto. Sono contenta per Giordano e per quella ventata di novità che ha spazzolato come un venticello questo stanco premio. Leggerò, subito il suo libro.
    @ Sergio:
    sul Tasso non ho opinioni. Ti leggo e ti seguo restando muta come un pesciolino nella boccia. Mi trovo nella stessa situazione di Carlo: confesso di non averlo approfondito: leggasi letteralmente ignorato, dai tempi della scuola e dopo (aggiungo: mi ha sempre ispirato una grande antipatia). Scusami, ciao, ciao.
    🙂

  150. Miriam e Carlo,
    grazie, amici: ognuno ha i propri interessi e le proprie preferenze, e’ inevitabile.
    Bacioni

  151. Ho letto il libro premiato.
    Solitamente cruccio degli scrittori è iniziare bene.
    Il brano “migliore”, tuttavia, non è né nell’incipit, né nell’explicit del romanzo.
    Si tratta, invece, del corpo centrale de La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano.
    Io sospetto che il giovane scrittore abbia vinto l’ambito premio Strega soltanto per tre pagine.
    Esse costituiscono una sorta di monologo interiore, ben scritto, che intreccia insieme disquisizioni matematiche, gradevolissime, e riflessioni sulla vicenda dei protagonisti, Mattia e Alice, e sono, inoltre, la chiave di volta per appropriarsi del senso della narrazione.
    Mi chiedo se tre pagine bastino a decretare il successo di un romanzo.
    A me la risposta non interessa, perché in tutti i casi essa sarà sempre parziale e limitata al mio punto di vista.
    Sta di fatto che esse possono entrare a pieno titolo tra le pagine della mia antologia immaginaria.
    Per il resto l’intreccio scivola leggero e vede protagonisti Mattia e Alice, dapprima bambini, profondamente segnati dalle famiglie in cui crescono, poi adolescenti e infine adulti, ognuno con le proprie ombre interiori e i propri talenti, straordinari per uno di essi.
    Due personaggi antitetici e complementari nel dolore che li marca, caratterialmente diversi, eppure con in comune la volontà, ora ferrea, ora debole, di giocarsi la partita della vita.
    Il romanzo conosce momenti di brio narrativo soprattutto nella prima parte e nella fase adolescenziale, in cui spicca l’amata-odiata compagna di classe di Alice, Viola.
    Il personaggio di Viola è il più coerente di tutto il romanzo, lo si ritrova anche nel finale. Si tratta della classica stronzetta mezza bulla che, in classe o fuori da essa, decide “se eri dentro o fuori”; Viola esercita un fascino mefistofelico sulle compagne, ingigantendo i loro sprovveduti sogni erotici, segnando le tappe dell’iniziazione al mondo delle adulte attraverso i giochi sessuali e i marchi giovanili.
    Più noiosa l’ultima parte: Alice e Mattia assumono quell’aria astenica da problematici del mondo contemporaneo che li raggomitola nel cerchio del proprio solipsismo non-comunicativo.
    Non sono patetici comunque e il finale della storia non è scontato; ciò permette di plaudire al giovane scrittore, che ha avuto il merito di affrontare, senza miele, alcune scottanti problematiche educative senza scadere nel relativismo compiaciuto e nella contemplazione oziosa del male di vivere.

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