Novembre 27, 2022

19 thoughts on “IN RICORDO DI RAFFAELE CROVI

  1. Ho appreso della morte di Crovi in maniera casuale e proprio da Di Consoli.
    Ho contattato Andrea intorno alle 15 per motivi di tutt’altro genere e non ho potuto non cogliere dalla sua voce quella nota di tristezza.
    “È morto dieci minuti fa” mi ha detto.
    Andrea Di Consoli era gli molto affezionato.
    Sull’Unità di domani troverete un articolo firmato da Andrea e dedicato alla memoria di Crovi.
    Per il resto, chiunque di voi avesse voglia di ricordare l’autore che esordì con “Carnevale a Milano”, – magari scrivendo due parole su una o più delle sue opere – può farlo qui.
    Ho pubblicato il post per questa ragione.

  2. Mi dispiace davvero molto di apprendere della morte di Crovi.
    Grazie per il post. Mi sembra un buon modo per ricordarlo e per apprendere qualcosa in più sulla sua figura di intellettuale.

  3. Mi unisco ai saluti.
    Ho provato a fare un giro sui siti dei giornali, ma la notizia non è stata ancora pubblicata (complimenti per la tempestività).
    Appena troverò qualcosa non mancherò di “postare”.

  4. L’altro ieri, il 28 agosto, alla trasmissione Fahrenheit di Radio Rai Tre hanno presentato l’ultimo libro di Raffaele Crovi: “Nerofumo”, edito da Mondadori.
    =
    Dal sito di Fahrenheit
    “Le gesta di Ermes Consigli, protagonista di Nerofumo, sono quelle di chi gestisce il potere dell’informazione: professore di linguistica prestato al giornalismo e, soprattutto alla mistificazione, che Consigli esercita attraverso il suo blog e la sua rivista, intitolata La mala-lingua. Crovi conclude, con questo romanzo sulla corruzione politica e la corruzione mediatica un ciclo narrativo dedicato all’intreccio tra potere e corruzione. Del protagonista il romanzo indaga anche i rapporti con la moglie e con un cardinale, con la segretaria e con alcuni amici pittori, perché l’uomo ha una passione monocorde per l’arte geometrica (di Mondrian e Vasarely, per esempio) che lo porta a tentare esperimenti di pittura basati su toni bianchi e neri, esaltati dall’uso di una tecnica che utilizza il nerofumo: e il nerofumo finisce per essere il luttuoso colore di tutta la sua vita”.
    =
    Chi vuole può ascoltare la registrazione audio della presentazione di “Nerofumo” di Crovi cliccando in basso.

    http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_libro.cfm?Q_EV_ID=224560

  5. Ne approfitto per ringraziare Andrea Di Consoli per avermi inviato, come anticipazione, il coccodrillo su Raffaele Crovi che sarà pubblicato domani su L’Unità.
    Come avete visto l’ho inserito come aggiornamento in coda al post.

  6. Dimenticavo di ringraziare Cicerone 2 per l’impegno profuso. Ci tengo però a precisare che non c’era l’interesse di dare la notizia con particolare “tempestività”, ma quello di rendere il giusto omaggio a un grande autore che ci lascia.
    Domani lo faranno anche i giornali.

  7. Di Raffaele Crovi ho letto “Appennino”. Ricordo ancora il piacere di quella lettura e i personaggi particolari ben costruiti e tutti con mestieri diversi (un cantante, uno scrittore, un architetto, un attrice, ecc.).
    Custodirò il ricordo di quella lettura.
    A Raffaele Crovi un plauso e un saluto.
    E un grazie a voi per gli articoli.

  8. Per me uno dei libri più interessanti di Crovi è quello dedicato alla vita di Elio Vittorini. Non mi sovviene il titolo, ma mi pare che sia edito da Marsilio. Da leggere e conservare, soprattutto per chi ama Vittorini.
    Quella di Raffaele Crovi è una grande perdita.

  9. Scusate. Era anche scritto nell’articolo di Di Consoli.
    Il libro è “ll lungo viaggio di Vittorini” (Marsilio, 1998). Bellissimo.

  10. La scomparsa di Crovi è dolorosa ma la sua presenza è stata piuttosto felice e fruttuosa per il mondo del libro dal secondo dopoguerra all’altro ieri. Vorrei solo riprendere un punto dell’articolo di Andrea Di Consoli che mi è parso interessante per il discorso generale sulla letteratura. Si dice lì che esordire nel ’59 non era facile – bisognava vedersela con alcuni grandissimi: Moravia, Pasolini, Calvino, Gadda, Vittorini… Per la verità la circolazione di quei giganti penso abbia offerto riparo ai cosiddetti ‘giovani scrittori’ di allora, tra cui lo stesso Raffaele Crovi, e una garanzia del premio alla loro qualità di autori. E’ il famoso discorso sui maestri, magari irregolari, cioè scelti, un po’ per buona stella e un po’ per presa di coscienza veloce da parte dell'”allievo”: poter avviarsi all’ombra dei maestri, in quegli anni, che pare fossero anche molto aperti alla rinascita, presumo fosse addirittura confortante, e certo non escludente…

  11. Molti quotidiani, pur parlando della morte di Crovi nel cartaceo, hanno deciso di non riportare la notizia sui siti.
    E’ il caso di Repubblica. A pagg. 48-49 c’è un bell’articolo di Leonelli dedicato a Crovi, ma nessuna traccia online.
    Chissà perché.

  12. Raffaele Crovi ha avuto un ruolo importante nel panorama letterario ed editoriale degli ultimi anni in Italia. Eppure, a differenza di molti dei giovani scrittori dei nostri giorni, che tendono ad atteggiarsi a star, lui mi ha sempre dato l’impressione dell’antidivo.
    Penso che i veri grandi siano quelli che rifuggono il divismo.
    Grande Raffaele!

  13. Addio a Raffaele Crovi

    ROMA (30 agosto) – Lo scrittore Raffaele Crovi è morto oggi alle 13 nella clinica Humanitas di Rozzano, dove era stato ricoverato martedì. Aveva 73 anni. Era stato anche giornalista, produttore editoriale e televisivo. Nato il 18 aprile 1934 a Calderara di Paderno Dugnano (Milano), aveva vinto il SuperCampiello nel 1993 con La valle dei cavalieri (Mondadori).

    Crovi passò l’infanzia a Cola, in provincia di Reggio Emilia, dove, come amava raccontare (e scrivere), iniziò a comporre sonetti a undici anni “per spirito di emulazione”. Si trasferì a Milano, dove si laureò in Giurisprudenza e sposò, nel 1966, Luisa Scandolo. A quel tempo era già stato assistente di Elio Vittorini da Einaudi, per poi diventare vicedirettore editoriale di Mondadori. Seguirono dieci anni alla Rai come responsabile dei programmi culturali. Grazie alla formazione acquisita nel campo editoriale diresse la Rusconi e fondò poi l’editrice Camuna, poi assorbita da Giunti. Scrisse saggi (l’ultimo dedicato a Vittorini) e romanzi oltre a sei raccolte di poesia. Quando vince il SUperCampiello disse: «Nessuno aveva previsto questa vittoria; ma io un po’ l’avevo prevista e certo molto l’avevo sperata».

  14. Quando un bravo autore se ne va lascia qualcosa di sé attraverso le sue opere. E’ così per Crovi.

  15. Non ho mai letto niente di Crovi. Quante cose dovremmo leggere che resteranno sempre da leggere! Non basterebbero i giorni di un’intera vita per mettersi in pari… Eppure sono un lettore forte, uno da un libro a settimana,spesso anche di più se i libri sono corti… Non so, forse non scriveva cose nel mio genere, forse era un autore di noir e io non amo molto il noir… Sapevo del suo impegno nel mondo editoriale, ma poco altro. Mi associo al lutto per la perdita e mi propongo di leggere prima possibile un suo libro. Consigliatemi il migliore!

    Gordiano Lupi

  16. Gordiano, scusami se ti rispondo in ritardo.
    Dopo una rapida consultazione con Andrea Di Consoli – che conosce le opere di Crovi meglio di me – ti dico che uno dei libri migliori è senza dubbio “Cameo” (Mondadori, 2007).
    Quello che lo ha reso noto al grande pubblico è “La valle dei cavalieri” (Mondadori, 1993) che ha vinto il Premio Supercampiello.

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