La nuova puntata della rubrica YouTubeggiando tra i libri di Letteratitudine è dedicata al nuovo romanzo di Richard Powers, “Un gioco senza fine” (La nave di Teseo, 2025 – traduzione di Licia Vighi) – titolo originale “Playground”
Approfondimento sulla presentazione del romanzo presso la libreria Politics and Prose di Washington, D.C.: Richard Powers in conversazione con John Williams del Washington Post
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Dopo il grande successo de Il sussurro del mondo, Richard Powers è tornato in libreria con Un gioco senza fine (La nave di Teseo, 2025 – traduzione di Licia Vighi), proseguendo la sua esplorazione letteraria delle intersezioni tra scienza, tecnologia e ambiente. In termini tematici, Un gioco senza fine si incentra su due grandi ossessioni contemporanee — l’emergenza ecologica dell’oceano e l’ascesa delle intelligenze artificiali come dispositivi di mediazione della vita sociale — intrecciate in modo tale da farle risuonare l’una nella forma dell’altra. Da una parte, la crisi climatica non è mera cornice, ma polo agenziale che condiziona scelte politiche, economie estrattive e narrazioni personali. Dall’altra parte, la tecnologia è rappresentata non solo come strumento ma come teatro morale di desideri, errori e responsabilità. La costruzione narrativa è caratteristicamente bifocale e polifonica: Powers alterna prospettive (in particolare quelle di Todd Keane, magnate della tecnologia affetto da demenza che funge da coscienza riflessiva e fallibile del romanzo; di Rafi, amico di lunga data; e di Evelyne/“Evie”, oceanografa e figura di legame con la biologia marina) per mettere a confronto memorie individuali, retaggi postcoloniali e progetti di «seasteading» (*) che minacciano comunità insulari reali e simboliche. Sul piano stilistico, Powers conferma la propria inclinazione a una prosa densa e erudita, capace di passare dalla lirica delle descrizioni subacquee a digressioni teoriche sull’evoluzione della cognizione e della simulazione digitale; questo registro multiplo è funzionale a un progetto estetico che pretende di pensare — e di far pensare — piuttosto che semplicemente intrattenere.
L’Oceano, l’Intelligenza Artificiale e la Crisi dell’Eccezionalismo Umano: Un’analisi di Playground (Un gioco senza fine)

La recente presentazione di Playground (edito in Italia da La nave di Teseo con il titolo Un gioco senza fine), il nuovo romanzo di Richard Powers, tenutasi in conversazione con John Williams del Washington Post, ha offerto una lucida ricognizione del progetto letterario e filosofico dell’autore, già insignito del Premio Pulitzer. L’opera, subito riconosciuta dalla critica con l’inclusione nella longlist del Booker Prize e la candidatura al Kirkus Prize, è stata esplicitamente inquadrata da Powers come la conclusione di un’ideale trilogia narrativa volta a smantellare l’antropocentrismo convenzionale e a ripensare la posizione dell’umanità all’interno del sistema planetario.
Powers ha identificato il nucleo concettuale della sua opera nella critica all’ “eccezionalismo umano”, la nozione che postula l’essere umano come entità ontologicamente separata e dominante, e che storicamente ha legittimato narrazioni autoreferenziali. Se Il sussurro del mondo (The Overstory) si era concentrato sul regno vegetale e Smarrimento (Bewilderment) sull’evoluzione della mente umana, Un gioco senza fine (Playground) sposta il fuoco sull’oceano, l’ecosistema che Powers definisce come la “frontiera vitale” del pianeta e la cui integrità è drammaticamente compromessa. L’autore ha rivelato che l’ispirazione che ha dato origine alla scrittura del romanzo deriva da una fascinazione infantile per le barriere coralline, oggi emblematiche della crisi ecologica globale.
Il romanzo articola la sua indagine attraverso l’intersezione di quattro esistenze che gravitano nella Polinesia francese, tra cui spiccano Evelyne (“Evie”), oceanografa ispirata alla figura di Sylvia Earle, e Todd Keane, magnate dell’intelligenza artificiale e ideatore di un social media denominato “Playground”. La prospettiva di Evie serve a reintrodurre la coscienza della vastità inesplorata del mondo sottomarino, un regno che, come Powers ha rimarcato, costituisce il “99% dello spazio abitabile sul pianeta”.
Un elemento narrativo di centrale importanza è l’esplorazione della cognizione non umana, illustrata attraverso la figura delle Mante giganti. Powers ha descritto queste creature non solo per le loro notevoli dimensioni, ma anche per il loro comportamento che suggerisce un’intelligenza avanzata dotata di curiosità e attitudine al “gioco”. L’autore ha utilizzato questi esempi per mettere in discussione il rigorismo scientifico che proibisce l’antropomorfizzazione, sostenendo che tale divieto serve spesso a perpetuare, sotto mentite spoglie, l’ideologia dell’eccezionalismo.
Parallelamente, l’intelligenza artificiale (AI) emerge come tema critico, con le sue radici che Powers fa risalire al suo primo romanzo Galatea 2.2 del 1995. La dicotomia tra l’approccio sistemico e formale dell’AI (incarnato da Todd Keane) e la resistenza umanistica e letteraria (incarnata dall’amico Rafi Young) funge da veicolo per esplorare la tensione tra il pensiero computazionale e la creatività umana.
Il concetto unificante, che conferisce al romanzo il suo titolo, è il “gioco”. Attingendo all’opera di Johan Huizinga (Homo Ludens), Powers intende il gioco non come mera attività ricreativa, ma come il motore dell’evoluzione (biologica e culturale), un meccanismo necessario per affrontare l’incertezza e, crucialmente, per spostare la focalizzazione dal “prodotto” al “processo”.
La conclusione dell’intervento si è concentrata sull’appello etico che sottende l’opera. Powers ha ribadito che la soluzione alle crisi contemporanee non risiede in un ottimismo cieco, bensì nell’adozione di una prospettiva basata sulla consapevolezza. La filosofia del “gioco infinito”, dove l’obiettivo non è vincere ma garantire la prosecuzione del gioco stesso, è proposta come paradigma di sopravvivenza. L’autore ha concluso che l’unica via d’uscita dall’individualismo e dall’egoismo ambientale risiede nella riscoperta dell’interdipendenza e che i narratori e la letteratura, attraverso la potenza di una storia ben raccontata, sono gli agenti catalizzatori più efficaci per innescare un cambiamento duraturo nella coscienza pubblica.
Di seguito, il video protagonista di questa nuova puntata di YouTubeggiando tra i libri
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La scheda del libro: “Un gioco senza fine” di Richard Powers (La nave di Teseo, 2025) – traduzione di Licia Vighi

Rafi Young e Todd Keane frequentano una delle scuole più esclusive di Chicago: non potrebbero essere più diversi, eppure un antico gioco da tavolo li lega in un’amicizia capace di orientare le loro scelte. Ormai adulti, la vita li separa. Rafi si dedica alla letteratura, mentre l’intuizione di Todd porta a una sorprendente svolta nel mondo dell’intelligenza artificiale. A migliaia di chilometri di distanza, Evelyne Beaulieu si immerge in una piscina a Montréal per testare uno dei primi autorespiratori per sub, mentre Ina Aroita cresce passando da una base navale all’altra nel Pacifico, alimentando attraverso l’arte il suo legame con la natura. Quattro vite che si ritrovano a Makatea, un’isola remota della Polinesia segnata dalla storia, e ora destinata alla prossima grande avventura dell’umanità: un progetto milionario per costruire città galleggianti in mare aperto. Quando i nuovi coloni si preparano a sbarcare, Evelyne e Ina dovranno decidere fino a che punto spingersi per difendere l’oceano, la loro casa, mentre Rafi e Todd si troveranno, ancora una volta, avversari in una sfida decisiva.
Il premio Pulitzer Richard Powers racconta l’ultimo luogo selvaggio del nostro pianeta, e i rischi che potrebbe correre, in un romanzo in cui immergersi con meraviglia per esplorare fino in fondo l’umanità che ci unisce.
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Richard Powers è autore di quattordici romanzi, ha ricevuto numerosi premi tra cui il MacArthur Fellowship e il National Book Award; vive ai piedi delle Great Smoky Mountains. Con Il sussurro del mondo (La nave di Teseo, 2019) ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa, il Gran Prix Américaine, il premio Gregor von Rezzori ed è stato finalista al Man Booker Prize e al PEN/Jen Steine Book Award. Un gioco senza fine è stato un best seller del “New York Times” e selezionato al Man Booker Prize. Presso La nave di Teseo ha pubblicato Canone del desiderio (2020), Smarrimento (2022), Operazione anime erranti (2023) ed è in corso la nuova edizione delle sue opere, iniziata con Tre contadini che vanno a ballare (2020), Il dilemma del prigioniero (2020), Generosity (2021), Orfeo (2021), Galatea 2.2 (2021) e Sporco denaro (2022).
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