Dicembre 5, 2022

26 thoughts on “IL VALORE MATEMATICO DI AMMANITI

  1. Gentile Massimo, la seguo da un po’ e ne approfitto per complimentarmi. A lei piace molto giocare e sul piano del gioco rilancio con la seguente proposta. Perché non giochiamo davvero a calcolare il valore di Ammaniti? Come? Attribuendo un punteggio (per esempio da 1 a 10) agli altri tre scrittori.
    Esempio:
    Fortunato=7
    Moravia=8
    Gadda=8,5
    Sulla base della proporzione da lei proposta, avremo il seguente risultato:
    Ammaniti= 8 (per) 7 (diviso) 8,5

    Dunque, secondo i valori da me attribuiti, Ammaniti (da 1 a 10) vale 6,58

    Invito i frequentatori del suo blog a giocare.

  2. Non mi sembra che sia possibile attribuire un valore matematico a un’artista e poi sulla base di questo fare comparazioni. Nei concorsi capitano anni con opere di elevato valore e altri con opere di livello inferiore.
    E’ evidente, in questi casi, che l’opera seconda classificata nell’anno eccelso può anche essere considerata superiore alla vincitrice dell’anno di minor qualità.
    In ogni caso, un giurato, se serio e corretto, esprime una gerarchia di preferenze sulla base delle opere che esamina e quindi senza fare paragoni con lavori di anni precedenti.

  3. signor montagnoli, mi pare evidente che quello di massimo sia un gioco, uno scherzo!!!
    ovvio che non sia possibile vincolare un’artista alla matematica.
    però… non c’è un po’ di matematica anche nell’arte? e qui si potrebbe aprire un altro taglio.
    comunque quello di massimo mi sembra un gioco carino volto a sdrammatizzare un po’ e a prendersi un po’ meno sul serio. voglio giocare anch’io. infatti tornerò più tardi. un saluto a tutti.

  4. Non ho letto il libro di Fortunato ma quello di Ammaniti sì. Non è eccelso ma più che carino, ovviamente per chi è attratto da quel genere di romanzi. Insomma, 7 e anche qualcosa di più.

    Ha vinto lui? E Salvadores annuncia un film la cui sceneggiatura è tratta dal libro? Qualcuno sente l’eco di un’operazione commerciale portata avanti sulla scia di “Io non ho paura”? Mm, che caso. Puri, purissimi accidenti.

  5. Certamente ho capito che è stato impostato come un gioco, però era del tutto matematico che vincesse Ammaniti, visto che le tre grandi case editrici che monopolizzano lo Strega se lo aggiudicano in ordine matematico.
    Al di là del valore del romanzo di Ammaniti, che non ho letto, questo premio mi sembra non molto corretto.
    Mal di pietre, per esempio, è un romanzo eccellente, ma già in partenza non aveva speranze.

  6. Se la matematica non è un’opinione, dato che a secondo mebro della formula, al denominatore, c’è un peso massimo unanimemente riconosciuto (Gadda) e al numeratore ci sono due pesi medi, se non proprio mosca, il valore di Ammanniti è pressoché zero.
    Attenti a giocare con le formule! Spesso dicono la verità.
    Ed è uno che dice la verità anche Ammaniti, perché subito dopo l’attribuzione dello Strega, richiesto su chi ne abbia avuto il merito, ha detto “il mio editore”. Questo lo fa risalire in graduatoria :-).

  7. Moravia mi piace troppo. Dirò di più lo adoro. I suoi libri, tranne rare eccezioni, sono tutti straordinari. Per cui mi sembra addirittura improponibile paragonarlo ai pur bravi Ammaniti e Fortunato. Riguardo alla lettera di Gadda: è una vera e divertente “chicca”. Brava Loredana Lipperini ad averla scovata e tu, caro Massimo, a proporcela 😉

  8. Gioco anch’io. Premetto che, essendo scarsa, non impazzisco per Gadda. I miei voti sono: Fortunato=6,5; Gadda=7; Moravia=8,5.
    Dunque, alla luce della proporzione di Massimo, Ammaniti vale un bel 7,89.
    E a me il suo libro è piaciuto.

  9. Come sempre, il tuo post è intelligente e gustoso. Non avendo letto (ho saputo che non è obbligatorio farlo) nessuno dei cinque romanzi che erano in concorso, mi astengo da ulteriori commenti.
    Per quest’estate, mi attendono (in linea di massima): il Meridiano con le Opere di Truman Capote, la rilettura dei racconti di Philip Dick, i Saggi di Montaigne, un libro a scelta del filosofo sloveno Slavoj Zizek e qualche fumetto.

  10. Dipende tutto dai valori che si danno e così la matematica diventa un’opinione.
    NOn ho letto il libro, ma ho sentito giudizi pessimi.
    “Ammaniti si sa inventare storie stupende, ma non sa scrivere. Che faccia lo sceneggiatore allora, tanto i suoi libri diventano tutti dei film.”
    “Ammaniti ha usato un linguaggio sgrammaticato per rendere l’ignoranza dei giovani del nord, ma i giovani ignoranti del nord non parlano così. Per esempio al nord l’ignorante abusa del congiuntivo, lo usa anche quando non serve. Ammaniti invece lo elimina”
    “Si sarebbe dovuto cercare almeno un correttore di bozze milanese, gli avrebbe evidenziato gli errori”

  11. Io posso solo fare la mia classifica dei quattro.
    1- Gadda
    2- Moravia
    3- Ammaniti
    4- Fortunato
    D’accordo con Luciano Comida: post intelligente e gustoso, come sempre.

  12. A Lavinia: io abito al nord, conosco molti giovani e ho letto il libro di Ammaniti. Buonissimo lavoro. Nuovo nella scelta dei soggetti e nella struttura della storia. Sarà un libro molto utile per aprire confronti e discussioni, fra e con i giovani. Il Male c’è ed è ovunque, il Bene invece bisogna cercarlo e ognuno deve trovare la sua strada, perché nessuno è in grado di indicarla. E’ probabile che ci faranno un film, anzi più film; forse una lunga serie come Lost…e non sarebbe male. I personaggi (fra cui un naziskin folle a suo modo puro e perso in una poetica sgangherata, non è male!)si prestano a combinazioni da caleidoscopio, per situazioni in essere dagli esiti più strani. Ammaniti è un buono, perché pur descrivendo il male, non se ne compiace e nemmeno giudica; lascia al lettore, e fra questi mi auguro molti giovani, la speranza di una via d’uscita, di una redenzione. Ho tifato perché vincesse il Premio Strega, non perché Ammaniti fosse il più bravo, ma perché questo suo non essere “intellettualino” (leggere presuntuoso) lo rende simpatico ai giovani e ai lettori semplici.

    Volendo attribuire un 8 ad Ammanniti, ho modificato un po’ i numeri di Elektra in questo modo:
    Moravia =8
    Fortunato = 6
    Gadda = 6
    Il risultato è appunto 8! Come Dio comanda.

    Saluti cari a tutti, Miriam Ravasio

  13. Vi ringrazio per aver partecipato anche a quest’ulteriore giochino. Un giochino simpatico, via. Che però consente di esprimere le proprie preferenze e i propri gusti in maniera originale e senza offendere.

    @ Eventounico.
    “…quanto valgono in termini assoluti le percentuali di lettori del domenicale ?”
    – Non saprei dirti, Eventounico. Il Sole non ha diramato il dato del numero complessivo dei voti per libro. Se sei curioso puoi scrivere alla redazione del Domenicale.

    @ Luciano Comida:
    grazie per questa frase, Luciano: “Come sempre, il tuo post è intelligente e gustoso”.
    Detto da uno scrittore/blogger intelligente e buongustaio come te!…

    @ Niccolò Ammaniti:
    lo so che mi leggi. Gioca anche tu, dài. Sarebbe bellissimo! 😉

    Il post rimane aperto per ulteriori contributi.

  14. Ripeto, io non ho letto il libro che ha vinto il premio, ho riportato parti di un’accesa discussione alla quale ho assistito.
    Il non essere “intelettualino” di Ammaniti è una caratteristica che piace a tutti e comunque tutti sono concordi nel dire che le storie che scrive sono stupende.
    Questa volta, in questo libro, da quanto ho capito, non avendolo letto, non è piaciuto il linguaggio adottato.
    Ammaniti rimane simpaticissimo a tutti,… ha pure lo sguardo dolce, come appare anche dalla foto qui sopra.

  15. ecco i miei voti, considerato che gadda è uno dei più grandi del novecento.

    moravia=7,5, fortunato=6, gadda=9

    di conseguenza ammaniti=5

    mi pare ragionevole.

  16. Ho letto e apprezzato tantissimo il libro di Ammaniti ed ho tifato per lui allo Strega. Bisogna pensare che anche la letteratura cambia e Ammaniti è un ottimo esempio di quello che potranno leggere i giovani d’ora in avanti. Ricordiamoci quanto sia difficile far avvicinare i ragazzi alla lettura e rendiamoci conto che libri come quello di Ammaniti oltre che belli sono anche utili…

  17. da Tuttolibri de La Stampa

    FULMINI
    13/7/2007

    “Ammaniti cosa c’entra?”

    di NICO ORENGO

    Sul «Corriere» tiro incrociato per Ammaniti, vincitore dello Strega con «Come Dio comanda»: Guglielmi, per ragioni di risonanza al suo convegno su letteratura, cinema, televisione, lo attacca come prodotto costruito a tavolino, Barilli, per vecchie ruggini teoriche con Guglielmi, lo difende. Interviene Ferroni, affermando che il romanzo non dà una idea della realtà italiana e attacca i premi i cui soldi dovrebbero essere indirizzati verso l’istituzione che lui serve: la scuola. Utopico e discutibile. Ma indiscutibile è che Ammaniti non sia uno sguardo sulla realtà.

    (fonte: Tuttolibri, sabato 14 luglio)
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp?ID_blog=54&ID_articolo=&ID_sezione=85&sezione=Fulmini

  18. Quello che mi meraviglia ancora è il senso di attesa e stupore che ci propinano durante questi premi all’italiana che sono già decisi.
    Il libro di Ammaniti non l’ho letto e non so se lo farò mai, di lui mi è piaciuto e forse adesso lo capisco il gesto di bere a canna dalla bottiglia premio. Gli ha ridato una dimensione fallace e passeggera!

  19. E’ vero, questa immagine di Amminiti, che si attacca alla bottiglia come fosse un driver di formula1 sul podio, mi ha stupito…ma non avete visto però, la faccia un po’ sconcertata di Gigi Marzullo..che da dietro le quinte non so se fosse molto contento…dite voi!
    Il libro non l’ho letto ma l’ho ordinato a IBS e spero mi arrivi per le vacanze…saluti cari, mi dite se potete a quanto ammonta la vincita del Premio Strega? Forse la matematica sta tutta lì…

  20. ripropongo qui il commento che ho postato su LPELS:

    Secondo me Mario Fortunato ha fatto bene. Mario Fortunato è una bella persona anche se non lo conosco di persona e mi scuso per il gioco di parole. Ma ci siamo sentiti al telefono una volta. E’ stato molto gentile.
    Così poi ho letto anche suoi libri. Sono molto belli e hanno una delicatezza intrinseca che avercele spesso delle storie scritte così in maniera “normale”, naturale, cioè in modo non ruffiano.
    Paolo Giordano: è bello anche il suo libro anche se….ma non andiamo a cercare l’ago nel pagliaio o la pulce nell’orecchio e il cammello che passa da una cruna ecc…ecc….solo per l’età che ha gli va dato atto che quello che ha scritto funziona e funziona bene (io sono lettore non critico e parlo per me).
    La Cristina Comencini con L’illusione del bene, non l’ho nemmeno finito…ne avrò letto un terzo, l’ho comperato in posta, era in bella mostra dietro la vetrina dello sportello. E’ una storia di una banalità mostruosa ed è scritta come se fosse un film per la televisione. Quel che ho letto non mi ha detto niente.
    Quello di Ermanno Rea non l’ho letto ma mi ricordo che una volta, di questo scrittore, vidi la presentazione di un suo libro sul Po, nella sala consiliare del mio paese. Poi lo lessi pure quel libro. Ne ho un buon ricordo. Ermanno Rea è uno che va bene, secondo me.
    Degli altri non saprei.

    Anche a me Ammaniti non piace, Fango e Io non ho paura, li avevo iniziati entrambi e mollati dopo un po’.
    Però sulle polemiche……certo, la nostra società si nutre di cose così.
    Mario Fortunato ha fatto bene ad esprimersi.

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