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Archivio del 18 gennaio 2008

venerdì, 18 gennaio 2008

LA STRADA di Cormac McCarthy

Chi non conosce Cormac McCarthy ?

Credo che la maggior parte dei frequentatori di Letteratitudine ne abbiano quantomeno sentito parlare.

Cormac McCarthy è uno scrittore americano nato nel Rhode Island nel 1933. È cresciuto in Tennessee, dove ha frequentato l’Università, abbandonandola per ben due volte. Entrato nel ‘53 nell’Air Force, vi è rimasto per quattro anni. Attualmente vive a El Paso, in Texas, lontano dal clamore. McCarthy non concede interviste e non frequenta gli ambienti letterari e salottieri: un uomo che non ha bisogno di amicizie mondane per essere scrittore. Tra le sue opere, tutte di grande sapienza artistica e letteraria, è giusto ricordare almeno, Il guardiano del frutteto, Il buio fuori, Meridiano di sangue, Cavalli selvaggi, Oltre il confine e Città della pianura.

Cavalli selvaggi, ha conquistato il National Book Award.

Il suo più recente romanzo, La strada, narra la storia di un uomo e un bambino che viaggiano attraverso le rovine di un mondo distrutto in direzione dell’oceano, in cerca di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che in questa nuova “vita” ha ancora valore (e senso): un carrello del supermercato con quel po’ di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia ghiacciata e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore.

Ce ne parla in maniera più approfondita Enrico Gregori.

Aggiungo solo una breve considerazione: al di là del disastro (la Terra quasi interamente distrutta, la popolazione decimata) credo che il cuore del libro stia proprio nel rapporto padre-figlio, in quell’amore che diventa il bene più prezioso.

Da qui sorgono un paio di domande.

- Com’è lo stato del rapporto genitori/figli al giorno d’oggi ?

- Per noi, che viviamo vite sempre di corsa, che inseguiamo obiettivi futili e sfuggenti, scontrarsi con una catastrofe immane (intesa anche in senso metaforico) diventa necessariamente l’unico modo per capire che, forse, è proprio quello – l’amore genitori/figli – il bene più prezioso ?

Vi invito a discutere sulla base delle suddette domande e a dire la vostra su questo libro (potete leggerne un brano cliccando qui).

A voi.

(Massimo Maugeri)

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La strada (Einaudi, 2007, pagg. 220, euro 16,80, traduzione di Martina Testa)

di Enrico Gregori

È possibile scrivere un libro senza nomi e senza luoghi?

Se l’autore è Cormac McCarthy e se il libro è “La strada” la risposta è sì.

L’uomo, il bambino, e una devastazione apocalitica che si snoda tra chilometri di difficile sopravvivenza.

L’autore sostiene, più o meno, “ero con il mio ultimo figlio, mano nella mano, a guardare un panorama. Il libro è nato così”.

Si capisce allora, che in quel deserto sconquassato a cercar rimasugli di cibo e di stracci, “La strada” è un romanzo d’amore, quello più incrollabile, quello verso i figli.

Sembra di intuire, in sostanza, che secondo Cormac, pur nella totale distruzione, persino a due passi dalla morte, l’amore per i figli è ciò che sempre sopravvive e che dà la forza di proseguire in quel viaggio verso il nulla.

Un libro, credo, poco incline ai compromessi: o lo si ama o lo si odia.

L’azione di (per esempio) “Non è un paese per vecchi”, qui lascia il campo a una dinamica intima e psicologica.

Cormac McCarthy non è autore che vuole penetrare nei lettori, ma offrire ai lettori la possibilità di entrare nel suo mondo.

E per farlo bisogna essere attrezzati. Mai come stavolta Cormac Mc Carthy è “prendere o lasciare”. Paradossalmente l’azione “travolgente” è nella sua lentezza, a volte esasperante. In quel senso di angoscia che prende alla gola e che non lascia scampo.

Non c’è una boccata d’aria, non c’è riparo. I sentimenti scarnificati come l’ambiente circostante. E pure di una potenza enorme. “Moriremo papà?” “No, noi non moriremo, perché noi portiamo il fuoco”.

Un capolavoro, secondo me. Tra cent’anni lo inserirò nel nuovo post sui due libri da salvare. Rivediamoci tutti qui nel 2107.

Enrico Gregori

http://enricogregori.splinder.com

Pubblicato in SEGNALAZIONI E RECENSIONI   249 commenti »

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