Novembre 26, 2022

18 thoughts on “ALLA CONQUISTA DI GIOVANI LETTORI (libreria Cavallotto di Catania)

  1. Bellissima iniziativa questa della Famiglia Cavallotto. Ce ne fossero di queste iniziative. Oggi confesso che quando entro in qualche libreria mi sento male…non mi sento a mio agio. Quindi ben vengano idee simili nella bella Catania..del resto è un destino che siano persone di questa città ad essermi vicine per associazione di idee e di opinioni. Mi viene in mente una mia carissima amica di nome Anna che era di Catania e che mi chiamava con un diminutivo molto simpatico che finiva chiaramente in …uzza…e quando pronunciava il mio nome sembrava cantasse..e poi m’insegnò a cucinare le melanzane alla parmigiana in una maniera divina…detto questo chiusa la parentesi, su Federico Moccia, non mi posso pronunciare se non dire che avverto un’attrazione fatale quando leggo quello che scrive ma mi si annebbia talmente la vista e la mente da non trovare ancora il momento giusto e le parole adatte per scrivergli qualcosa alla sua email sul quotidiano dove scrive…sarò innamorata di questo signore che neanche immagino come sia, certo che le parole hanno un potere più grande di ogni altra cosa al mondo…E i libri ne sono lo scrigno magico!!!!Eppure scrivere non mi costa fatica, ma con Federico ancora niente, forse dovrei vederlo di nascosto senza che lui se ne accorga…io sono fatta così…strana e disinvolta ma solo dietro lo schermo. Oppure mi sto stancando, mi si stanno scaricando le pile, del resto i poeti sono fragili individui con spiritelli che si vivacizzano a volte per pensieri particolari e poi si dileguano lontano da tutti e da tutto…..Auguri alle signore Cavallotto e tanta fortuna e partecipazione. Mi piacerebbe tradurre in siciliano qualche mia poesia…chissà!!!

  2. Sono d’accordo con Gabry. Ben vengano iniziative come questa! E mi pare molto bello, da parte tua, Massimo, tentare di coinvolgere sul tuo blog anche i librai. Devo dire che a me Moccia piace, ma conosco tanta gente che non ci impazzisce, però ognuno ha i suoi gusti. Moccia è uno scrittore di successo amatissimo dai giovani. E mi sembra bello, intelligente e opportuno partire da questo contatto (giovani-Moccia-libri) per creare vasi comunicanti con altro tipo di letteratura.
    Un plauso alla libreria Cavalotto!

  3. a me sembra solo un modo per vendere di più. se volessero veramente spingere i giovani verso la lettura, dovrebbero metterli in contatto con i nuovi scrittori, giovani come loro, i cui libri riflettono le loro stesse aspettitve e le loro stesse disillusioni, e non fare la solita pubblicità, al solito libro dello scrittore di tendenza che è stato giovane trent’anni fa e che scrive per sentito dire. ora, posto che rispetto sia federico moccia, che è libero di fare e scrivere ciò che vuole, e che apprezzo le iniziative catanesi qualunque esse siano(!!!!) perchè vorrei una catania più attiva e fervente, rispettando i grandi classici, il cui studio può risvegliare menti intorpidite, mi domando se è giusto che uno scrittore esordiente, magari pubblicato da una piccola casa editrice della zona che non ha modo di fare pubblicità e non ha modo di farsi intervistare a buona domenica(!!!), che però avrebbe molto da dire, ed anche ad alta voce, debba rimanere nell’oscurità perchè sul suo cielo, ci sono tre metri di nubi, che nessuno, tantomeno cavallotto, ha voglia di soffiare via.

  4. cara morgana, io sono una fan di moccia e dei suoi libri. e il fatto che moccia non abbia più trent’anni non significa che non sappia scrivere delle problematiche dei giovanissimi, altrimenti non si spiegherebbe il suo successo. ti ricordo, morgana, che moccia è uno che è partito dal basso: all’inizio il suo “tre metri sopra il cielo” se l’è stampato da solo ed è andato in giro per roma cercando di venderlo. poi con il passaparola tra i giovani e con le centinaia (poi migliaia) di fotocopie che hanno cominciato a circolare la feltrinelli si è accorta di moccia, ha sentito odor di affari, e l’ha pubblicato. da qui il grande successo. questa è storia, morgana. la storia di uno che, ripeto, è partito dal basso e che ha “agito” senza lagnarsi (come invece fai tu). tu dici che sei una giovane autrice/autore pubblicata da un editore locale. e allora? gli esordienti sono migliaia ogni anno. io ho scritto un libro e non ho trovato nessun editore disposto a pubblicarmi (né grande, né piccolo). però non mi lamento. forse non mi pubblicano perché sono scarsa. tu sei davvero così brava da meritare grande pubblicità? forse maurizio costanzo dovrebbe invitarti a buona domenica?
    se non vuoi rimanere nell’oscurità, datti da fare bella. fai come ha fatto moccia, va in giro e prova a vendere il tuo libro porta a porta, se ce la fai. ma non lagnarti. non ne posso più di sentire esordienti che si lagnano convinti di valere qualcosa in più degli altri migliaia di esordienti.
    complimenti alla libreria cavallotto per l’iniziativa.

  5. E’ una iniziativa indecente.
    Moccia non scrive literary fiction. Cercare di avvicinare i giovani alla letteratura attraverso Moccia , ribadisco, è una operazione indecente.
    Però alla Libreria in questione il nuovo libro andrà a ruba, anche grazie all’eco che se ne sta dando.

  6. A me l’iniziativa piace. Credo che tutti quelli che sparano a zero sui vari Moccia, Volo, Rowling, Brown lo fanno solo per pura invidia.

  7. Trovo l’iniziativa della Libreria Cavallotto di Catania un esempio da imitare. Conquistare i giovani lettori coinvolgendoli in modo attivo, significa garantire, nel futuro, la sopravvivenza della letteratura.
    Spesso i giovani scelgono uno stile secco, privo di compiacimenti proprio per reazione all’eccesso di ornamenti retorici che ha caratterizzato in certe epoche l’arte della scrittura.
    La retorica, nata per abbellire i testi, ha finito spesso per irrigidirsi in uno sterile elenco di
    espedienti preconfezionati, fino a generare una specie di saturazione nei lettori.
    Anziché funzionare da stimolo alla fantasia inventiva, essa si è ridotta, nei manuali di retorica, ad un’arida precettistica che ostacola la libertà creativa. Così è accaduto che questa parola un tempo usata con fini persuasivi, come mezzo di trasmissione di un messaggio, acquistasse un senso negativo come “un parlare a vuoto, non dire nulla di concreto”.
    La retorica va quindi intesa come strumento di analisi per la comprensione di alcuni autori non come ricetta per la confezione di testi.

  8. Brava Maria Luisa e tutti coloro che vedono nelle nuove iniziative qualcosa di positivo. Se fai qualcosa, trovano da ridire, se non fai niente è la stessa cosa…ma dico, perchè non ci mettiamo tutti seduti davanti ad uno specchio, e guardandoci direttamente negli occhi con occhiali o senza, non diciamo una preghierina: angioletto mio custode fammi dire cose buone, fammi essere sereno e non invidiare coloro che frequentano il mio stesso terreno….Ciao a tutti e buona fortuna alla Cavallotti e dintorni…

  9. A Renato di Lorenzo dico che chi critica i nomi da te citati lo fa perchè prima è passato da letture ben più fondamentali e molto meno di moda. Non si può invidiare uno scrittore solo perchè vende tanto, vuol dire che lui e chi gli sta dietro hanno fatto un buon business, tanto di cappello. La critica va più al lettore che si tuffa ad occhi chiusi su quello che i media osannano e rendono visibile. Il resto rimane nel sottobosco.. e se non si ha voglia di guardare oltre il velo si resterà sempre al di qua, nel regno del superficiale, che non vuol dire sgradevole, vuol dire solo limitato e limitante.

  10. Non ho letto nulla di Moccia, ma so del suo grande successo probabilmente meritato.
    L’iniziativa mi sembra lodevole se attraverso un libro “cult” tra i giovani si riesce a propagandare buona lettura , libri, cultura, stimoli intellettivi perchè no?!
    E poi sono sempre belle queste iniziative all’interno dele librerie che oltre che contenitori di libri dovrebbero anche cercare di conquistare lettori.
    Io adoro le librerie in particolare quelle piccole e raccolte che magari accolgono con calore e affatto i loro clienti so che ormai sono poche ma ce ne sono sparse in tutta italia. Basta saperle trovare!

  11. Seriamente, appena ho ricevuto la segnalazione di questo nuovo articolo mi stavo fiondando alla cavallotto (che è nella città dove studio), ma appena ho letto che c’entra federico moccia mi viene da piangere… ma che schifo è????

  12. A parte che cercare di attirare i giovani in libreria mettendo Moccia come esca è assolutamente inutile, visto che il 70% dei ragazzi che lo osanna come fosse il nuovo dante alighieri, nella sua vita ha letto e leggerà probabilmente solo questi pseudo-libri, schifando le altre cose…

  13. Olimpia,
    guarda che Moccia scrive libri (che possono piacere o no), mica spaccia droga. Ti conviene risparmiare le tue lacrime per motivi più importanti.
    Per quanto riguarda i giovani posso dirti che osannano Moccia come una rock star e non come Dante. Mi è capitato difficilmente di vedere giovani che schiamazzano o fanno la coda per sentire Dante. Purtroppo!
    Per quanto concerne le letture ti posso dire che mia figlia è una lettrice sfegatata di Moccia, ma in questi giorni si sta appassionando alla lettura di “Amore al tempo del colera” di Marquez (libro che consiglio sempre a tutti). Che mia figlia rientri nel 30% della tua statistica? Chi lo sa.
    In ogni caso lodevole, secondo me, l’iniziativa da parte della libreria.

  14. Tra tanti pro e tanti contro ne state facendo un caso nazionale!
    Ora mi svelo pure io…e vi dico, il sig.Moccia non lo conosco, ho visto soltanto il suo viso, sul quotidiano dove redige una specie di diario stile Costanzo o stile blog…forse è più verosimile questa ultima ipotesi, quindi diciamocelo, sia Moccia che Costanzo, ci stanno copiando punto e basta.
    Dunque, ripeto, vedendo il suo viso che non so a quale epoca risalga o se sia attuale, non mi è parso antipatico…e che centra con la scrittura l’essere antipatico o simpatico, direte voi. E’ vero. Ma sempre meglio avvertire un qualcosa di positivo, non credete? Dunque, per finire lo svelamento vi dico anche che di lui non ho letto un bel niente…però…però, guardando cosa se ne dice, credo lo abbiano fatto altri..e per il rispetto che nutro verso l’Altro, a questo punto non ne posso parlare ancora male…mi soffermo sul buono e speriamo che sia un bene!!!Ciao!
    Comunque vada e comunque sia i diari sono una forma di scrittura che risale alla notte dei tempi…e mi sembra che a questo punto sia l’unica che del copyright se ne infischia! Ma il tema non era se i giovani leggono? E come diceva la mia maestra: “Gabry non arzigogolare”. Stop

  15. Appunti in evidenza:
    E poi, lo dicevo io che essere buoni fa bene…infatti nel mio post precedente mi sono nate due belle frasette che userò per qualche titolo e sono: “mi soffermo sul buono e speriamo che sia un bene!!!” e “Gabry non arzigogolare!”
    Niente male, vero? Quindi fate come me, conviene sempre e vedrete che tra poco ci copieranno anche questo – Appunti in evidenza -Ciao

  16. Ma non vedete come questo diventi un ipertesto…mi rovino con quella frase..”niente male, vero?” ma non pensavo a Jane Fonda..lei è più vecchia di me…..Pensavo che chi copia sa anche leggere…ed è questo il tema di questi interventi, o sbaglio! Grazie Famiglia Cavallotto, lei sta riuscendo benissimo nell’intento.E grazie Maugeri, anche se stanotte non ho dormito più di tre ore…riesco ancora a scrivere, ma che noia e che strazio per voi, perdonatemi! Me ne vado, esco.

  17. erica,
    già, può darsi che sua figlia faccia parte di quel 30% (per fortuna!), però le posso assicurare di gente che conosco io e che considera moccia alla stregua di un eroe o di un genio e quando si tratta di leggere qualcosa di letteratura storce il naso quasi dovesse morire… E’ questa la gente di cui parlo io…

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